L'EDITORIALE
di Rossella "DrBev" Marchiselli



Promesse, promesse.

Promesse che riguardano l'ultima nata in casa Trek, Enterprise, e che cercano di stuzzicare lo spettatore ad aspettare con trepidazione i fantasmagorici cambiamenti promessi dalla nuova produzione della serie. Riusciranno Manny Coto e soci a portare nuova linfa alla storia Trek e a interessare i fan di tutto il mondo a Enterprise?
Ovviamente tutti noi speriamo di sì, anche se a parecchi questo sembra un tentativo di mettere delle pezze più o meno grandi ad un tessuto ormai frusto e rifrusto.
E nel frattempo arriva già la promessa di un nuovo, ennesimo, film di Star Trek: attenti tutti.
Un prequel.
M a non un semplice prequel: un prequel di questo prequel che è Enterprise.
Di questo passo l'ambienteranno nel 1947, partendo da Roswell.
Un'idea davvero originale.
L'altra idea originale è quella di affidare il progetto a Jonathan Frakes.
E ovviamente l'idea è di Berman.
C'è di che pensare di convertirsi al fandom di Buffy.
Ah, dimenticavo, c'è sempre la minaccia che Shatner accetti di comparire in una prossima puntata della citata Enterprise, che io intitolerei "il nonno di se stesso", e che per me sarebbe sicuramente più divertente dell'omonimo episodio di Futurama.
Sia ben chiaro, la mia ironia non è rivolta a Shatner personalmente, che dando vita al capitano Kirk ha sicuramente dato una impronta determinante alla cultura di più e più generazioni; sono invece imbufalita con la produzione di questa ultima serie, la quale, invece di dichiarare Enterprise lettera morta e eventualmente ricominciare da capo, si affanna con esemplari tentativi di mirror climbing a cercare di scuotere l'apatico e sonnolento pubblico a risvegliarsi con tentativi di sensazionalismo.
Ragazzi, era più semplice prendere una cinquantina di scrittori di fan-fic per riuscire a fare un migliore prodotto.
Ho tanto amato Star Trek per l'originalità delle sue storie, per la freschezza delle sue trovate e per il fatto che per me è un esempio lampante di buona fantascienza: il vedere raschiare così il fondo del barile, pur di riuscire a spremere dai milioni di appassionati di tutto il mondo l'ultimo soldo in DVD, gadget e convention, è una cosa che fa male il cuore, credetemi.
Una cosa simile dovrebbe essere dichiarata illegale.
Si potrebbe chiedere un decreto che dichiari Star Trek patrimonio dell'umanità e quindi difeso dai maltrattamenti inutili che ultimamente vengono inflitti a questo piccolo capolavoro della fantasia.

Ma mentre su Star Trek calano le prime ombre della sera, la nostra rivista è molto lieta di presentarvi in esclusiva una bellissima tesi ambientata nell'universo di Dune, scritta (e ovviamente discussa) da Cristian Calchetti, che è casualmente mio compaesano, e, che ci crediate o no, nonostante la limitatezza dell'area urbana in cui scrivo, e nonostante si frequentino gli stessi posti, conosco finora solamente via Internet.
Misteri della rete globale.
Un numero da leggere con attenzione come al solito, che presenta oltre alle solite aree dedicate alla saga Trek, le sempre diverse rubriche che si dedicano a altri aspetti della Scifi, del fantasy e delle varie sfumature dei generi fantastici.
Quindi attenzione a Matteo Bistoletti ed a Fabiano Piccione, che parlano di due fumetti inusuali.
Lorenzo Pifferi si dedica invece al meno fantascientifico mondo delle sonde e cerca di fare un po' il punto sulle indagini della (probabile, improbabile) vita su altri pianeti.
E una bella recensione su Spider-man 2, che non si limita ad analizzare gli aspetti cinematografici e spettacolari del film.
Un bellissimo racconto scritto da Salvo de Meis, da scaricare e leggere tutto in un fiato.
Insomma, speriamo che anche questo numero vi risulti gradevole e vi faccia desiderare di leggerci ancora!

Live long and prosper, se potete....

Rossella Marchiselli
Direttore dello Star Trek Italia Magazine



Se volete contattare il Direttore scrivete a: direttore@startrekitaliamagazine.it