 |
|
JOHN
DOE: IN FUGA DALL'ARMAGEDDON
di Matteo
"Norton" Bistoletti
Ribadendo il fatto che non sono un gran conoscitore di fumetti, ho voglia
di riproporvi questo mese un articolo su una testata fumettistica italiana,
piuttosto nuova e di sicuro minor impatto commerciale e divulgativo rispetto
la precedente trattata, “Nathan Never”, ma di altrettanto,
se non superiore in quanto innovativa, interesse.
“John Doe”, titolo banale o criptico della
testata, lo lascio stabilire a voi, è sicuramente una delle trovate
più interessanti comparse di recente nelle edicole italiane.
John
Doe, nome del protagonista oltre che della testata, lavora inizialmente
per la Trapassati Inc., l’ufficio terreste di
Morte. È un’azienda che si occupa di gestire i decessi
dei mortali, secondo il destino imposto dalle Alte Sfere. A capo dell’agenzia
abbiamo appunto Morte, fiancheggiata dagli altri cavalieri
dell’apocalisse: Fame, Pestilenza e Guerra. Gli
operatori di questa agenzia sono ovviamente tutti umani e John Doe ne
è il direttore, che deve rendere conto solo ai suoi quattro principali,
ossia i sopraccitati cavalieri dell’apocalisse, anch’essi
dalle sembianze umane.
Un giorno però John Doe scopre nei bilanci della ditta un ammanco
di migliaia di morti, libri contabili che scottano fino ad arrivare
ad un piano fraudolento ideato da Morte e dagli altri cavalieri dell’Apocalisse
nell’intento di generare l’Armageddon sulla
Terra. Essi hanno infatti deciso di non seguire più le indicazioni
della Alte Sfere e milioni di persone vengono arbitrariamente
sottratte al loro destino di mortali a scapito di altre che vengono
fatte morire prematuramente ed ingiustamente. Ci vuol poco quindi a
capire chi la Trapassati Inc., visti i suoi scopi, preferisce risparmiare
e a scapito di chi invece intende sacrificare. Quando John Doe viene
a conoscenza dell’imbroglio messo in atto dai suoi superiori decide
di impedire che questo processo vada avanti o quanto meno di prendervi
parte, dal momento che, essendo il direttore dell’agenzia, egli
gioca un ruolo decisivo in ogni decesso.
Quindi fugge, dopo aver sottratto e nascosto in un luogo segreto la
Falce dell’Olocausto, arma micidiale e assolutamente
necessaria di Morte. Inoltre si appropria dell’Agenda,
libro sul quale sono segnate tutte le date e le modalità dei
decessi di ogni essere vivente della Terra secondo il destino scelto
loro dalle Alte Sfere. Così facendo John Doe cerca di impedire
il piano criminoso della azienda per cui lavorava.
T
utta questa enorme metafora racchiude quella che può essere
semplicemente definita la classica storia dell’uomo in fuga. Eppure
attraverso questa ambientazione altamente metaforica (e a tratti quasi
un pochino assurda finché non ci si abitua e non si entra a pieno
nel mondo creato dal fumetto), si riescono a creare storie molto intense
e spesso profonde.
Ovviamente l’intreccio è complesso ed elaborato; molti
sono i personaggi ricorrenti e le storie personali che si intrecciano
nel susseguirsi degli albi. A volte l’ambientazione ricorda un
poco il telefilm “The Pretender” (in Italia
“Jarod- il Camaleonte”) dove un agenzia
misteriosa dà la caccia ad un uomo particolarmente dotato che
aveva vissuto al suo interno fin dall’infanzia, creando quindi
non pochi legami personali e vicende che vengono svelate soltanto piano
piano nel corso della storia.
Anche in John Doe abbiamo quindi un alternarsi di storie singole che
si racchiudono in un albo e di una vera e propria saga che gioca soprattutto
sui legami che legano i vari membri della Trapassati Inc. Oltre a John
Doe ed i quattro cavalieri dell’Apocalisse una fitta schiera di
personaggi secondari si affianca nelle vicende creando una fitta rete
di relazioni (a volte, pericolose) e intrecci.
Ma chi è John Doe?
Sicuramente, visto il suo precedente lavoro, egli non risulta all’inizio
particolarmente simpatico: essere il braccio destro della Morte non
è certo un lavoro che ti rende una persona premurosa e gentile.
Eppure nel corso delle storie veniamo a conoscenza delle situazioni
che l’hanno portato a comportarsi così. E, per quanto rude
e spesso spietato possa sembrare, il senso di giustizia che lo ha mosso
fin dal principio nel non partecipare al piano di Morte e soci, lo rende
ai nostri occhi un degno protagonista almeno in parte “buono”.
Oltre alla saga che si dirama
albo dopo albo, abbiamo anche storie singole. “John Doe”
parla soprattutto di personaggi, di uomini messi davanti al loro destino
e a confronto con la loro stessa vita e mortalità. Memorabile,
anche per i contenuti di raro spessore per un fumetto, l’albo
“Il re del mondo” dove si parla di un comico,
del suo bisogno di non avere limiti, della sua beffarda arroganza e
più intima paura e del suo stretto legame col potere politico
(del resto è un fumetto tutto italiano, no?).
Degni
di nota per lo svolgimento della trama anche albi quali “Crocevia”
o “Legami” che introducono anche personaggi
secondari come Autumn, deliziosa ragazza che prende
il posto di John alla direzione della Trapassati Inc, Fato,
un ragazzino, Tempo, che aiuta John nella sua fuga
laddove può, e Mia, ex ragazza di John.
L’ultimo albo da me letto “Pestilenza”
tratta invece l’amicizia che lega John Doe e uno dei suoi inseguitori:
Pestilenza, appunto. Ne esce un quadro alquanto sconfortante in un albo
decisamente affascinante.
Insomma non si spaventino quelli che leggendo la trama generale della
serie hanno trovato eccessivamente macabra o assurda la storia di base.
Il background di John Doe, al quale grazie alla bravura degli scrittori
ci si abitua e appassiona senza troppo aspettare, è solo un pretesto
metafisico ed originale per affrontare le storie più svariate
che trattano di vita e morte e per creare una saga appassionante dalle
proporzioni “universali”.
Da grande appassionato di fiction, ne vedrei già un ottimo telefilm…
PS: Per gli interessati vi propongo il sito www.trapassati-inc.com
dai quali ho preso “in prestito” (spero non me ne vorranno)
alcune immagini…
Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp
Mail
|