DI NUOVO FRA LE GUEST-STAR
di Domenico Ciccone


Questo mese si torna nella galassia dei personaggi di contorno per parlare di Mary Kay Adams.
L’attrice ha partecipato a due episodi di DS9 piuttosto divertenti, “The House of Quark” e “Looking for par'Mach in all the Wrong Places”, dove interpreta la klingon Grilka. Il marito di costei viene accidentalmente ucciso da Quark nel suo bar sulla stazione spaziale. A seguito di questa morte, Quark viene arrestato dai Klingon e trasportato su Qo'noS, dove accetta di sposare Grilka, vedova del klingon ucciso, salvo poi dover affrontare il fratello del morto in un duello all’ultimo sangue.



Mary Kay Adams non ha fatto davvero nulla di significativo in ambito cinematografico, ma se si passa in ambito televisivo, il discorso cambia radicalmente. Mary Kay, infatti, è una delle più quotate interpreti di soap-opera americane, le quali, come ho sostenuto più di una volta, sono le migliori produttrici di mondezza televisiva. Il ruolo per il quale la Adams è più ricordata è sicuramente quello di India Von Halkein, figlia di un barone di un immaginario staterello europeo, protagonista a più riprese di “Sentieri”. Vediamo se riesco a farvi capire qualcosa: India è la figlia del barone Leo Von Halkein, marito di Alexandra Spaulding, una delle tante babbione della serie, della quale il barone si era invaghito dopo la morte della madre di India. Quando Alexandra divorzia e torna negli Stati Uniti, India la segue a Springfield per fargliela pagare di tutte le sofferenze inflitte a lei e al padre. Tra una partenza e un ritorno da e a Springfield, India fa in tempo a, in ordine sparso: 1) Sposare e divorziare da Philip, il nipote di Alexandra; 2)Adottare una trovatella 3) Diventare presidente della fondazione Spaulding 4)Essere arrestata per traffico illegale d’opere d’arte 5) Fare almeno cinque o sei ricatti.

Nelle foto qui a lato potete ammirare Mary Kay versione 1984, anno della sua prima partecipazione a Sentieri, con pettinatura da galleria del vento e trucco da Marilyn Manson, in compagnia del compianto Cristopher Bernau, storico protagonista della serie, mentre l’altra foto la ritrae in versione 2002 insieme a Marj Dusaj, l’attrice che interpreta Alexandra Spaulding.

Nell’annata 1992-1993 partecipa a “Così gira il mondo” nel ruolo di Neal Keller.
In quest’altra soap lei piomba nell’immaginaria cittadina di Oakdale e diventa la segretaria tuttofare di Lucinda, collega babbiona di Alexandra in questa soap. L’intreccio nel quale si trova il personaggio di Mary Kay è ancora più complicato di quello di Sentieri. Non ci credete? Provate a starmi dietro: Neal è in realtà la sorellastra ignota di Lucinda, in quanto figlie della stessa madre ma non dello stesso padre: dell’esistenza di Neal e del fratello Royce Lucinda non sapeva nulla perché quando era bimba fu mandata a vivere col padre mentre la madre se la spassava con il nuovo marito, alcolizzato e violento con i nuovi figli. Neal vorrebbe dire tutto e subito a Lucinda, ma Royce consiglia prudenza. L’ex marito di Neal, Michael, che naturalmente sa tutto, arriva in città e ricatta Royce per farsi dare un lavoro e dei soldi. Royce ad un certo punto si stufa e progetta di ucciderlo. Poco dopo Michael muore in uno strano incidente. Il fidanzato di Neal, Scott, scopre tutto per caso sentendo un messaggio sulla segreteria telefonica di lei, e la accusa di aver complottato con il fratello per uccidere Michael. Poco dopo Neal viene trovata morta, e si scopre che la colpa è del fratello Royce, che soffre di personalità multiple. Lucinda scopre la verità e lo fa ricoverare in una clinica specializzata, ma lui scappa e lascia la città. Commenti?

Le ultime notizie la danno a “Tutti i miei figli” nel ruolo di Diane Lacey: e la guida tv americana che ho consultato riporta pure che la soap è alla 34° stagione e all’episodio 8.628.

Vorrei ora spendere giusto due parole per Jonathan Del Arco.
Ovviamente questo nome, di primo acchitto, non dice nulla; in realtà l’attore è stato protagonista di uno degli episodi di TNG più ricordati, citati, sviscerati e densi di conseguenze nella story-line della serie, vale a dire “Io, Borg”, dove interpretava Tugh, il Borg “riconvertito” all’individualità (che poi in originale il nome sarebbe Hugh e non si è mai capito come si è arrivati a Tugh nel doppiaggio italiano).
Nel 1993 Tugh sarebbe tornato nell’altrettanto famoso doppio episodio “Il ritorno dei Borg”; due anni dopo Jonathan sarebbe tornato nel mondo di Star Trek interpretando l’alieno Fantome nell’episodio di VOY “The Void”.
È giustappunto interessante notare che, tanto gli episodi di TNG riscossero un meritato e duraturo successo, quanto la carriera extra-trek di Jonathan è stata un autentico disastro.
Nato in Ecuador ed emigrato negli Stati Uniti con i genitori all’età di 10 anni, Jonathan aveva esordito nel mondo del cinema nel 1989 con una piccola parte nel film “Lost Angels” un polpettone comunque più dignitoso di tanti altri del genere, che narrava la storia di un ragazzo disadattato, spedito in un ospedale psichiatrico dopo un violento scontro con la polizia. In questo ospedale incontra un medico con gli stessi suoi problemi caratteriali, che lo indirizza non tanto a superarli quanto a sfruttarli per diventare una persona migliore.
Jonathan ebbe poi una piccola parte nel film “Mambo Kings” del 1992, che racconta la vera storia dei fratelli cubani Cesar e Nestor Castillo, famosi musicisti in cerca di fortuna nell’america degli anni ’50. Il film, con Armand Assante e Antonio Banderas come protagonisti, ebbe un buon successo di pubblico e critica, grazie anche ad una trascinante colonna sonora a base dei più famosi ritmi latino-americani dell’epoca.
E da quel momento, il deserto. Il nome di Del Arco si ritrova solo come attore ospite in alcuni serial americani, la maggior parte dei quali sconosciuti in Italia. L’unico che ha avuto una certa visibilità è stato “Nip e Tuck”, trasmesso da Italia 1 lo scorso inverno in seconda serata; molti ricorderanno questa serie, ambientata a Miami, i cui protagonisti sono due chirurghi plastici alle prese con i casi più strambi e inverosimili che autore si potesse inventare: tra gli altri, abbiamo visto un vecchio inglese che vuole fare il lifting al suo cane, un narcotrafficante colombiano che contrabbanda la droga nelle tette siliconate delle prostitute, il figlio di uno dei due che si circoncide da solo per fare piacere alla ragazza, salvo poi scoprire che lei è lesbica e venir coinvolto in un “menage a trois” con la ragazza e la sua amante.
E poi Sofia Lopez (Del Arco), un transessuale naturalmente complessato, infelice e rifiutato dalla società, che si reca dal chirurgo plastico per diventare donna a tutti gli effetti (quindi per tagliare lo sbaragnaus). Quando sembra aver deciso definitivamente per il taglio, improvvisamente si scopre innamorato dell’infermiera lesbica dei chirurghi, che è ugualmente attratta da lui in quanto esternamente donna, ma con il quale poi và a letto facendo sesso come due etero. È abbastanza trash come ruolo? Io penso di sì.

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