VENDETTA
Peter David

di
Riccardo "Summer" Palazzani


Vendetta mi è piaciuto. Molto. Erano mesi che non leggevo un romanzo ambientato nell’Universo di Star Trek tanto avidamente. La mia sete di avventure targate Picard & Co. era grande e il romanzo del mese scorso, Specchio Oscuro, era stato come bagnarsi le labbra con acqua putrida in mezzo al deserto.
C’è voluto Peter David, universalmente riconosciuto come uno dei migliori autori di romanzi basati sui personaggi di Star Trek, per godersi un sorso di acqua fresca e pura.
Peter David (http://www.fantasticfiction.co.uk/authors/Peter_David.htm) è l’autore di moltissimi romanzi Trek, tra cui i bellissimi Imzadi e il suo seguito e tutta la serie denominata New Frontier, con protagonista la Uss Excalibur ed il suo equipaggio, frutto dell’immaginazione dell’autore, ma resi così vividamente da avere guadagnato una fetta dei favori del fandom tanto che, quando ancora si rumoreggiava l’inizio di una quinta serie, gridava a gran voce che il capitano Calhoun ne fosse il protagonista.

Vendetta è stato scritto nel 1991, quando era in corso la quarta stagione di The Next Generation e naturalmente non può tenere conto di tutti gli eventi dell’universo Trek accaduti successivamente. Questo va precisato al fine di comprendere appieno la trama che vede coinvolti i nemici più temibili della Federazione, coloro che non si fermano di fronte a nulla perché non conoscono la paura. Non conoscono nessun sentimento, nemmeno la compassione. Ovvero i Borg.
I Borg di Vendetta sono la razza spietata e conquistatrice conosciuta nel doppio episodio “L’attacco dei Borg” di fine terza stagione, inizio quarta e non certo la macchietta che sono divenuti in Voyager. Non c’è nessuna regina, nessuno che si elevi sopra il collettivo, nessuna mente centrale. Proprio come erano stati pensati originariamente.
La trama si estende nel passato recente, andando a narrare un oscuro e segreto episodio della vita giovanile di Picard all’Accademia della Flotta Stellare e in quello remoto andando a raccontarci il mistero della gigantesca macchina distruttrice di pianeti incontrata da Kirk cent’anni prima nell’episodio La macchina del Giudizio Universale (http://ottavia.altervista.org/Stim_44/44/html/tos.htm) unendo i due eventi attraverso un personaggio affascinante e misterioso di nome Delcara, amica intima di Guinan, l’El’Auriana che gestisce il Bar di Prora dell’Enterprise, ma di una razza differente, accolta sul pianeta natale di Guinan dopo che il suo originario era stato distrutto dai Borg.

Delcara è una donna di rara bellezza e di grande sensibilità ma profondamente sconvolta da quanto i Borg hanno fatto prima al suo pianeta e successivamente a quello di coloro che la ospitarono e l’aiutarono a riprendersi dallo shock subito. Mentre gli El’Auriani si disperdevano nella Galassia scacciati dal loro sistema natale dall’arrivo dei terribili cubi Borg, ella non si arrendeva, iniziando una personale sfida con il destino alla ricerca di un mezzo per porre fine alla minaccia del Collettivo, sfida che la porterà oltre i confini della Galassia attraverso la Barriera Galattica.
Picard incontra per primo Delcara ai tempi dell’Accademia, unico a riuscire a vederla aggirarsi fra i corridoi e le aule, quasi fosse un fantasma, fino a che ella non gli apparirà come in un sogno una notte d’autunno. Tale episodio resterà impresso indelebilmente nella mente di Picard e soprattutto lascerà un solco nel suo cuore.
Il ritorno dei Borg, dopo che l’Enterprise era riuscita a distruggerli ad un passo dalla Terra, era inatteso e temuto. La Flotta Stellare ha perso da poco ben quaranta delle migliori navi nella battaglia di Wolf359 e non è pronta ad affrontarli nuovamente. Un cubo Borg si materializza sugli schermi dei computer del popolo dei Penzatti, razza evoluta e nota nella galassia per l’efficienza dei loro calcolatori. E saranno proprio i calcolatori e formulare la terribile verità: che è la fine. Il cubo Borg inizia a fare a fette la superficie del pianeta mentre alcuni droni scendono fra i Penzatti in ricognizione. Qui si inseriscono altri due co-protagonisti: Dantar l’Ottavo, Penzatti che vede la sua famiglia sterminata da un drone Borg che verrà recuperato dall’Enterprise durante i soccorsi e che si scoprirà essere ciò che resta di una famosa mercante umana scomparsa anni addietro.
Ad un passo dal terminare il lavoro il cubo Borg verrà affrontato da qualcosa di ignoto che lo spazzerà via in maniera inaspettata. Qualcosa di più potente è entrato nello spazio della Federazione, qualcosa di simile alla Macchina del Giudizio Universale incontrata e distrutta da Kirk, ma centinaia di volte più grande e terrificante.
Il romanzo ci narrerà la storia dei costruttori della immensa nave e dell’ossessione di Delcara che vuole inoltrarsi nel territorio dei Borg e distruggerli per sempre, dando così sfogo alla sua personale vendetta e a quella di coloro che costruirono la macchina senza riuscire ad utilizzarla in tempo in quanto sopraffatti dai Borg.

Come contorno avremo le note sottotrame che ogni episodio di TNG che si rispetti regala e vedranno protagonisti Geordi, che tenterà invano di risvegliare la parte umana del drone Borg catturato e l’antica rivalità ed invidia del Capitano Korsmo della Chekov con Picard, che ad un certo punto rischierà di rovinare tutta la missione. Da segnalare l’intuizione di David quando fa incontrare Borg e Ferengi e come i primi capiscano che anche i Ferengi hanno qualcosa che vale la pena di assimilare.
Il finale è una piccola sorpresa ed in qualche modo aggiunge un tocco di vera poesia trek.
In attesa che Ultimo Avamposto si decida ad inviarmi l’ultimo romanzo da me ordinato vi rinvio al mese prossimo consigliandovi vivamente di procurarvi una copia di Vendetta.


Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp Mail