LA TRILOGIA VULCANIANA
a cura di Susanna Ricci

Chiedo perdono.
Questo articolo NON sarà imparziale.
Questo articolo sarà decisamente fazioso e di parte.
Perché io adoro i Vulcaniani e, in questa trilogia, ci sono i Sehlat, c’è il deserto chiamato The Forge, c’è Surak, c’è il Monte Seleya, c’è il Katra, c’è la definizione di IDIC, c’è T’PAU!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Aehm, ricomponiamoci.
Sono una articolista seria.
Non sempre, ma insomma…
Intanto vi dico subito che, se per la trilogia Spiner l’attenzione è stata conquistata a poco a poco dallo svolgersi della storia, e l’interesse è stato destato gradualmente, per questa trilogia il coinvolgimento emotivo (e stiamo parlando di Vulcaniani!) è stato immediato e forte sin da subito: personalmente sono rimasta incollata al video dall’inizio alla fine, con la meraviglia negli occhi e un senso di profonda soddisfazione al presentarsi di ogni nuovo personaggio.

L’episodio si apre con una pacata discussione tra l’ambasciatore Soval e l’ammiraglio Forrest sui rapporti tra Vulcano e Terra, e sulla possibile apertura che si sta delineando tra i due popoli: sembra che l’Alto Comando voglia finalmente creare delle unità di esplorazione congiunte.
E già qui si cominciano a capire tante cose rimaste oscure fino ad ora, come per esempio il perché i rapporti tra le due razze siano stati così tesi fino ad ora: per stessa ammissione di Soval i Vulcaniani non si erano mai trovati di fronte, prima d’ora, ad un popolo che racchiudesse in sé uno spettro emozionale tanto ampio. Gli umani sanno essere orgogliosi e combattivi come i Klingon, furbi come gli Andoriani, logici come gli stessi Vulcaniani: sono riusciti, in un arco di tempo brevissimo dal primo contatto, a conquistarsi il rispetto ed un posto di primaria importanza nella nuova frontiera di esplorazione. Il popolo di Vulcano, a tutta prima, non ha saputo affrontare una tale esplosione di attività e curiosità, e ha reagito, per contro, in maniera “illogicamente” spaventata, nascondendo informazioni e dimostrando una sorta di ostracismo alla collaborazione.
Il colloquio dura ben poco, perché l’edificio in cui i due si trovano viene fatto saltare in aria da delle cariche esplosive ben piazzate: l’ammiraglio perde la vita nel salvare quella di Soval.

Archer è sconvolto per la perdita dell’amico e accetta immediatamente di collaborare nelle indagini per cercare di scoprire il mandante dell’attentato. Grazie ad un’analisi dei residui di DNA viene ben presto individuata una persona, appartenente ad una fazione di Vulcaniani violenti e facinorosi, i Syranniti, che pare aver preparato l’ordigno: si tratta di una giovane ribelle, T’Pau (T’Pau!!).
Non appena si diffonde la notizia del mandato di cattura, tutti gli appartenenti al movimento Syrannita decidono di darsi alla macchia e così fa pure la madre di T’Pol, anche lei segretamente affiliata. Prima di svanire invia però alla figlia, tramite il neo genero, un ciondolo dell’IDIC (l’IDIC!!!!), che nasconde al suo interno una mappa, per attraversare il deserto di Vulcano e raggiungere la base dei clandestini.
Archer e T’Pol decidono di scendere sul pianeta e seguire la mappa, mentre Trip rimane a bordo, continuando nelle indagini. È proprio da ulteriori studi fatti dal dottore, che si scopre ben presto che le prove contro T’Pau sono state costruite ad arte e che è direttamente l’Alto Comando vulcaniano ad essere coinvolto nel complotto.
Tutto ciò che nelle prime tre stagioni di Ent hanno cercato di darci a bere, finalmente viene sonoramente smentito!
Non tutti i Vulcaniani sono quei boriosi saccentoni pieni di sé che ci hanno fatto vedere fino ad ora; non tutti sono lontani eoni luce da come eravamo stati abituati a conoscerli avendo come pietra miliare Spock! Alcuni di loro sono delle mele marce, d’accordo, e questi in particolare fanno parte della più alta gerarchia del pianeta, ma la maggior parte sono le persone meravigliose e pacate che abbiamo sempre conosciuto!

Soval (Soval!) in particolare prende in mano la situazione e decide di aiutare l’Enterprise contro i suoi stessi superiori, sottoponendo uno dei testimoni ancora in coma ad un mind meld per cercare di ottenere informazioni. Soval è in grado di fare le fusioni mentali, è in grado di pensare senza farsi mettere il prosciutto sugli occhi, è in grado di tenere testa al capo supremo dell’Alto Comando, unica e vera anima nera che sta complottando e rimestando per allontanare sempre di più Vulcano dai veri insegnamenti di Surak.
Soval si rivela una piacevolissima sorpresa, un personaggio che finalmente acquista spessore e carisma, non ingessato dal freddo giudizio morale che finora ha sempre caratterizzato i suoi interventi con gli umani.
Un uomo che è in grado di tenere testa e di guadagnarsi il rispetto non solo dell’equipaggio dell’Enterprise, ma anche di Shran e dei suoi. Già perché in realtà il complotto, ed il successivo attentato, hanno avuto la funzione di distogliere l’attenzione dal vero obiettivo di dichiarare guerra agli Andoriani, dispiegando le proprie forze militari in un attacco a sorpresa. La scusa addotta: che Shran ha fatto in tempo a copiare le specifiche tecniche dell’arma degli Xindi e che quindi sperimenterà presto la nuova arma per un attacco contro Vulcano.
La ormai famosissima “guerra preventiva”, dichiarata per impedire al nemico di usufruire del vantaggio tattico datogli dalle armi di distruzione di massa (inesistenti).
Viene da chiedersi perché l’Enterprise non sia a portata di mano quando serve, per cercare di fermare qualche altro capo di stato esaltato e pieno di fantasie…
Ma andiamo avanti.

Perché se sull’Enterprise gli avvenimenti si susseguono incalzanti, sul pianeta gli eventi precipitano sotto forma di tempesta di sabbia. Dopo essere sfuggiti ad un Sehlat affamato (un Sehlat!!!), il dinamico duo si imbatte in un Vulcaniano che dichiara di star facendo un pellegrinaggio nel deserto e, assieme a lui, si rifugiano in una caverna per cercare di sfuggire alla furia della natura. Nonostante il riparo trovato, il Vulcaniano viene comunque colpito da una fulmine e muore tra le braccia del capitano, non senza avergli prima mormorato la frase “ricorda…”.
Si trattava di Syrann, il capo della setta, che regala ad Archer non solo il proprio Katra, ma anche quello di Surak (Surak!!!!!), del quale era stato fino ad allora il custode.
Archer comincia la sua avventura schizofrenica, sotto gli occhi sempre più preoccupati e scettici di T’Pol, che non ha però altra scelta che seguirlo, proprio fino al covo dei Syranniti, dove finalmente incontrano T’Pau (T’Pau!!!!!!!!!!!!!!!!).
La verità non è mai come sembra.

Surak rivela ad Archer che la sua gente ha smarrito la via, che egli teme per il futuro del suo popolo, che vede profilarsi all’orizzonte una nuova guerra, portatrice di morte e distruzione, e prega il capitano di aiutarlo nel riportare il giusto ordine su Vulcano, restituendo ai vulcaniani parte di ciò che hanno perso: il mitico oggetto che contiene tutti i Katra degli avi, andato perduto e ritenuto solo una leggenda. Guida Archer fin nei recessi delle grotte dove lui stesso aveva vissuto e gli fa ritrovare il prezioso artefatto, con il quale dovrà convincere l’Alto Comando che la via professata dai Syranniti, lontano dall’essere sovversiva, è l’unica vera via di Vulcano: quella della logica e delle Infinite Diversità in Infinite Combinazioni (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).
Filo vulcaniani di tutto il mondo unitevi e gioite!!!!!
Le parole del Maestro, proferite direttamente dal Maestro stesso!
Fantastico!
Mentre in orbita l’Enterprise tenta di mettersi in mezzo alle navi Andoriane e a quelle Vulcaniane, sperando in questo modo di impedire ai due contendenti di far fuoco (senza riuscirci), sul pianeta Archer restituisce l’artefatto all’Alto Comando e si appresta a restituire anche il Katra di Syrann e Surak.
Sullo sfondo, il capo supremo dell’Alto Comando viene allontanato in disgrazia.
Ma non prima di scoprire che in realtà sta confabulando con un Romulano, con il quale condivide la delusione della mancata riuscita del loro piano…
Piano peraltro che sembra tendere all’unificazione delle due razze, secondo schemi noti e futuri: come dire che le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni? Chissà?

Ad ogni modo la trilogia è veramente ben costruita, con un ottimo ritmo, azione e colpi di scena che si susseguono alla presentazione di (quasi) tutte le facce ed i nomi noti di Vulcano. Inoltre, finalmente, ritroviamo i Vulcaniani che abbiamo sempre amato: con i loro principi, le loro debolezze, la loro curiosità e la loro voglia di conoscere per imparare.
Il colpo di spugna che si intuiva dalle primissime puntate della nuova stagione, sta veramente spazzando via tutti i tentativi mal riusciti che purtroppo hanno prodotto tante puntate passate.
Ora la produzione è in pausa per le vacanze natalizie e le trasmissioni ricominceranno solamente a fine gennaio circa.
Per il momento il regalo di Natale che gli autori hanno regalato ai fan è stato veramente bellissimo e molto apprezzato: speriamo che anche la Befana continui sullo stesso tono e che la serie decolli in maniera definitiva.

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