Chiedo perdono.
Questo articolo NON sarà imparziale.
Questo articolo sarà decisamente fazioso e di parte.
Perché io adoro i Vulcaniani e, in questa trilogia, ci sono i
Sehlat, c’è il deserto chiamato The Forge, c’è
Surak, c’è il Monte Seleya, c’è il Katra,
c’è la definizione di IDIC, c’è T’PAU!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Aehm, ricomponiamoci.
Sono una articolista seria.
Non sempre, ma insomma…
Intanto vi dico subito che, se per la trilogia Spiner l’attenzione
è stata conquistata a poco a poco dallo svolgersi della storia,
e l’interesse è stato destato gradualmente, per questa
trilogia il coinvolgimento emotivo (e stiamo parlando di Vulcaniani!)
è stato immediato e forte sin da subito: personalmente sono rimasta
incollata al video dall’inizio alla fine, con la meraviglia negli
occhi e un senso di profonda soddisfazione al presentarsi di ogni nuovo
personaggio.
L’episodio
si apre con una pacata discussione tra l’ambasciatore Soval e
l’ammiraglio Forrest sui rapporti tra Vulcano
e Terra, e sulla possibile apertura che si sta delineando tra i due
popoli: sembra che l’Alto Comando voglia finalmente creare delle
unità di esplorazione congiunte.
E già qui si cominciano a capire tante cose rimaste oscure fino
ad ora, come per esempio il perché i rapporti tra le due razze
siano stati così tesi fino ad ora: per stessa ammissione di Soval
i Vulcaniani non si erano mai trovati di fronte, prima d’ora,
ad un popolo che racchiudesse in sé uno spettro emozionale tanto
ampio.
Gli
umani sanno essere orgogliosi e combattivi come i Klingon, furbi come
gli Andoriani, logici come gli stessi Vulcaniani: sono riusciti, in
un arco di tempo brevissimo dal primo contatto, a conquistarsi il rispetto
ed un posto di primaria importanza nella nuova frontiera di esplorazione.
Il popolo di Vulcano, a tutta prima, non ha saputo affrontare una tale
esplosione di attività e curiosità, e ha reagito, per
contro, in maniera “illogicamente” spaventata, nascondendo
informazioni e dimostrando una sorta di ostracismo alla collaborazione.
Il colloquio dura ben poco, perché l’edificio in cui i
due si trovano viene fatto saltare in aria da delle cariche esplosive
ben piazzate: l’ammiraglio perde la vita nel salvare quella di
Soval.
Archer
è sconvolto per la perdita dell’amico e accetta immediatamente
di collaborare nelle indagini per cercare di scoprire il mandante dell’attentato.
Grazie ad un’analisi dei residui di DNA viene ben presto individuata
una persona, appartenente ad una fazione di Vulcaniani violenti e facinorosi,
i Syranniti, che pare aver preparato l’ordigno: si tratta di una
giovane ribelle, T’Pau (T’Pau!!).
Non
appena si diffonde la notizia del mandato di cattura, tutti gli appartenenti
al movimento Syrannita decidono di darsi alla macchia e così
fa pure la madre di T’Pol, anche lei segretamente affiliata. Prima
di svanire invia però alla figlia, tramite il neo genero, un
ciondolo dell’IDIC (l’IDIC!!!!), che nasconde
al suo interno una mappa, per attraversare il deserto di Vulcano e raggiungere
la base dei clandestini.
Archer e T’Pol decidono di scendere sul pianeta e seguire la mappa,
mentre Trip rimane a bordo, continuando nelle indagini. È proprio
da ulteriori studi fatti dal dottore, che si scopre ben presto che le
prove contro T’Pau sono state costruite ad arte e che è
direttamente l’Alto Comando vulcaniano ad essere coinvolto nel
complotto.
Tutto ciò che nelle prime tre stagioni di Ent hanno cercato di
darci a bere, finalmente viene sonoramente smentito!
Non
tutti i Vulcaniani sono quei boriosi saccentoni pieni di sé che
ci hanno fatto vedere fino ad ora; non tutti sono lontani eoni luce
da come eravamo stati abituati a conoscerli avendo come pietra miliare
Spock! Alcuni di loro sono delle mele marce, d’accordo, e questi
in particolare fanno parte della più alta gerarchia del pianeta,
ma la maggior parte sono le persone meravigliose e pacate che abbiamo
sempre conosciuto!
Soval
(Soval!) in particolare prende in mano la situazione
e decide di aiutare l’Enterprise contro i suoi stessi superiori,
sottoponendo uno dei testimoni ancora in coma ad un mind meld per cercare
di ottenere informazioni. Soval è in grado di fare le fusioni
mentali, è in grado di pensare senza farsi mettere il prosciutto
sugli occhi, è in grado di tenere testa al capo supremo dell’Alto
Comando, unica e vera anima nera che sta complottando e rimestando per
allontanare sempre di più Vulcano dai veri insegnamenti di Surak.
Soval
si rivela una piacevolissima sorpresa, un personaggio che finalmente
acquista spessore e carisma, non ingessato dal freddo giudizio morale
che finora ha sempre caratterizzato i suoi interventi con gli umani.
Un uomo che è in grado di tenere testa e di guadagnarsi il rispetto
non solo dell’equipaggio dell’Enterprise, ma anche di Shran
e dei suoi. Già perché in realtà il complotto,
ed il successivo attentato, hanno avuto la funzione di distogliere l’attenzione
dal vero obiettivo di dichiarare guerra agli Andoriani, dispiegando
le proprie forze militari in un attacco a sorpresa.
La
scusa addotta: che Shran ha fatto in tempo a copiare le specifiche tecniche
dell’arma degli Xindi e che quindi sperimenterà presto
la nuova arma per un attacco contro Vulcano.
La ormai famosissima “guerra preventiva”, dichiarata per
impedire al nemico di usufruire del vantaggio tattico datogli dalle
armi di distruzione di massa (inesistenti).
Viene da chiedersi perché l’Enterprise non sia a portata
di mano quando serve, per cercare di fermare qualche altro capo di stato
esaltato e pieno di fantasie…
Ma andiamo avanti.
Perché
se sull’Enterprise gli avvenimenti si susseguono incalzanti, sul
pianeta gli eventi precipitano sotto forma di tempesta di sabbia. Dopo
essere sfuggiti ad un Sehlat affamato (un Sehlat!!!),
il dinamico duo si imbatte in un Vulcaniano che dichiara di star facendo
un pellegrinaggio nel deserto e, assieme a lui, si rifugiano in una
caverna per cercare di sfuggire alla furia della natura. Nonostante
il riparo trovato, il Vulcaniano viene comunque colpito da una fulmine
e muore tra le braccia del capitano, non senza avergli prima mormorato
la frase “ricorda…”.
Si trattava di Syrann, il capo della setta, che regala ad Archer non
solo il proprio Katra, ma anche quello di Surak (Surak!!!!!),
del quale era stato fino ad allora il custode.
Archer comincia la sua avventura schizofrenica, sotto gli occhi sempre
più preoccupati e scettici di T’Pol, che non ha però
altra scelta che seguirlo, proprio fino al covo dei Syranniti, dove
finalmente incontrano T’Pau (T’Pau!!!!!!!!!!!!!!!!).
La verità non è mai come sembra.
Surak
rivela ad Archer che la sua gente ha smarrito la via, che egli teme
per il futuro del suo popolo, che vede profilarsi all’orizzonte
una nuova guerra, portatrice di morte e distruzione, e prega il capitano
di aiutarlo nel riportare il giusto ordine su Vulcano, restituendo ai
vulcaniani parte di ciò che hanno perso: il mitico oggetto che
contiene tutti i Katra degli avi, andato perduto e ritenuto solo una
leggenda. Guida Archer fin nei recessi delle grotte dove lui stesso
aveva vissuto e gli fa ritrovare il prezioso artefatto, con il quale
dovrà convincere l’Alto Comando che la via professata dai
Syranniti, lontano dall’essere sovversiva, è l’unica
vera via di Vulcano: quella della logica e delle Infinite Diversità
in Infinite Combinazioni (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).
Filo
vulcaniani di tutto il mondo unitevi e gioite!!!!!
Le parole del Maestro, proferite direttamente dal Maestro stesso!
Fantastico!
Mentre in orbita l’Enterprise tenta di mettersi in mezzo alle
navi Andoriane e a quelle Vulcaniane, sperando in questo modo di impedire
ai due contendenti di far fuoco (senza riuscirci), sul pianeta Archer
restituisce l’artefatto all’Alto Comando e si appresta a
restituire anche il Katra di Syrann e Surak.
Sullo
sfondo, il capo supremo dell’Alto Comando viene allontanato in
disgrazia.
Ma non prima di scoprire che in realtà sta confabulando con un
Romulano, con il quale condivide la delusione della mancata riuscita
del loro piano…
Piano peraltro che sembra tendere all’unificazione delle due razze,
secondo schemi noti e futuri: come dire che le vie dell’inferno
sono lastricate di buone intenzioni? Chissà?
Ad ogni modo la trilogia è veramente ben costruita, con un ottimo
ritmo, azione e colpi di scena che si susseguono alla presentazione
di (quasi) tutte le facce ed i nomi noti di Vulcano. Inoltre, finalmente,
ritroviamo i Vulcaniani che abbiamo sempre amato: con i loro principi,
le loro debolezze, la loro curiosità e la loro voglia di conoscere
per imparare.
Il
colpo di spugna che si intuiva dalle primissime puntate della nuova
stagione, sta veramente spazzando via tutti i tentativi mal riusciti
che purtroppo hanno prodotto tante puntate passate.
Ora la produzione è in pausa per le vacanze natalizie e le trasmissioni
ricominceranno solamente a fine gennaio circa.
Per il momento il regalo di Natale che gli autori hanno regalato ai
fan è stato veramente bellissimo e molto apprezzato: speriamo
che anche la Befana continui sullo stesso tono e che la serie decolli
in maniera definitiva.
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