A ME LE GUARDIE!
Terry Pratchett

Salani Editore - 2002 (edizione italiana)
358 pagine
€ 15.00
di
Christian Calchetti


Discworld si basa su una solida schiera di antichi miti. Questi miti raggiungono la loro forma più "raffinata" nella mitologia Hindu, che ovviamente prende ispirazione dall'episodio di Star Trek intitolato: "Il pianeta delle Pietre Rotolanti dove sparano al tipo della Sicurezza". Terry Pratchett

Dopo la rilettura dei due libri dei mesi scorsi, bellissimi senza dubbio, ma di contenuto leggero come la ruota di un frantoio, per questo mese ho deciso di dare tregua a profonde sperequazioni mentali (di solito si tratta di decidere se è meglio il cioccolato fondente o al latte) e di deliziare il mio rattrappito nervo ottico con la lettura di uno dei racconti dal Mondo Disco.
Per tutti coloro che leggono la webzine ma vivono solo di pane e William Shatner (pancetta), e che, leggendo poco sopra, hanno pensato che il Mondo Disco fosse un pianeta vicino Altair dove il sabato sera c’è un casino di vita in giro e dove le chiese sono gremite di gente che fa offerte votive alle statue dei Bee Gees e Donna Summer…Beh, per loro è necessaria una spiegazione. Tutti gli altri sono dispensati e possono andare a farsi un giro per i prossimi cinque minuti.

Il signor Pratchett è un simpatico signore inglese con la facciotta bonaria, a metà fra il filosofo greco e il caratterista di commedie brillanti; da quasi vent’anni scrive storie fantastiche ambientate in un magico mondo di sua invenzione credendo che la cosa ci diverta, e lo fa (ogni giudizio espresso in questo articolo è da considerarsi puramente personale, se leggete il libro e vi mette tristezza non chiedetemi di risarcirvi, preferirei piuttosto essere legato mani e piedi e accarezzato a morte da giovani mani femminili, ricordatelo!).
Ritornando a bomba, il nostro signor Terry inizia a scrivere, come racconta egli stesso, articoli di cronaca nera per un giornale locale: come primo incarico un omicidio, dodici ore dopo essere stato assunto; dopodichè si occupa di pubbliche relazioni presso le centrali nucleari per svariati anni. Su quest’ultimo lavoro, dice, ci scriverebbe volentieri un libro se trovasse qualcuno disposto a credere veri tutti gli aneddoti raccolti. Se aggiungiamo che per Pratchett scrivere è: “la cosa piu’ divertente che si può fare da soli”, siete sulla buona strada per capire il personaggio.

Il suo mondo è fatto a forma di enorme disco (sì, puoi caderci fuori!) sorretto sulle spalle di quattro elefanti giganteschi che , a loro volta, sono seduti sul carapace di (ho finito gli aggettivi per dire molto grosso) tartaruga che trasporta tutto quanto in giro per lo spazio.
In un mondo così ovviamente esiste la magia, anzi è la componente fondamentale per far quadrare tutte le cose assurde che vi succedono o che non succedono.
In questo caotico universo trovano posto una caterva di personaggi assurdi e i loro cicli di storie; già, il Mondo Disco non è una serie, un libro non continua l’altro, anche se alcuni romanzi hanno gli stessi protagonisti.

Per il primo romanzo del Mondo Disco bisogna risalire ai primi anni ottanta con “Il colore della magia”, dove viene presentata la tartaruga A’tuin e tutto quello che gli sta in groppa, cioè due coccodrilli ed un orango tango, un aqu…ahem, dicevo, nel primo libro conosciamo la città di Ankh-morpork, capitale del mondo disco e ricettacolo di tutta la feccia peggiore dell’umanità Pratchettiana.
La città è anch’essa circolare e divisa in due dal fiume Ankh, noto per essere talmente melmoso e denso da essere “passeggiabile”. Nel tessuto urbano trovano posto le gilde e le associazioni più svariate: dai fabbri agli artigiani, dai ladri agli assassini… Eh si, anche questi sono regolarmente iscritti agli albi del proprio mestiere ed esercitano i loro diritti di categoria quando vengono richieste le loro prestazioni. I maghi occupano un posto di rilievo, vivono nell’università invisibile al centro di Morpork e la loro occupazione primaria sta nell’evitare che qualche paradosso magico inghiotta l’intero mondo in un flusso subspaziale di tempo indeterminato (che non credo nemmeno loro sappiano cosa significhi!); ed è proprio il mago ScuotiVento, assieme al turista spaziale Duefiori, il protagonista del primo romanzo, alle prese con incantesimi che non si lasciano invocare e a fanciulle che non vogliono essere salvate.

Ora che abbiamo chiarito un poco la serie, passiamo a prendere in esame il libro titolo di questo mese, “A me le guardie”; sennò non si capisce perchè scrivo di una cosa e parlo di un’altra (nel momento in cui scrivo siamo in periodo natalizio e le massicce dosi di spumante rendono fluide le sinapsi).

La guardia cittadina di Ankh-morpork non gode di molto rispetto e fiducia, soprattutto la guardia notturna. Sono un manipolo di rottami umani più propensi a cercare di rimanere fuori dai guai che a dare la caccia al crimine, compito comunque reso non facile dalla recente legalizzazione di molte attività criminali. Il gruppo di “impavidi” vanta fra le sue fila il capitano Vimes, malinconico e con particolare attitutidine a scolarsi quantitativi impressionanti di sciacquabudella, il sergente Colon, non più giovanissimo e dotato di una grossa pancia e di una moglie rompiscatole, il caporale Nobby, anello di congiunzione fra il caos e la specie umana, e l’ultimo acquisto: l’appuntato Carota. Carota è un ragazzone alto più di due metri ed estremamente corpulento, tanto da essere stato mandato in città in cerca di fortuna dai genitori adottivi di stirpe nanesca, nel momento in cui intuirono che la cubatura delle caverne dei nani era un po’ troppo stretta per le sue esigenze. L’origine della discendenza è un mistero che sarà spunto per divertenti equivoci.
Il lavoro della guardia notturna consiste nel passeggiare per la città, sostando di taverna in taverna, ed avvertire la popolazione che tutto va bene anche quando è lampante il contrario. Le cose cambieranno quando un losco figuro deciderà di evocare, per scopi malvagi, un antico drago (di quelli grossi che volano e sputano fuoco). Da quel momento i componenti della nostra armata Brancaleone si improvviseranno eroi per cercare di sventare la minaccia e riportare la legge, o qualcosa di simile, nella città. Ad agire con loro ci saranno anche nobildonne esperte di draghi, il leggendario bibliotecario-orango dell’università invisibile e la popolazione della città di Ankh-Morpork in preda a entusiasmi rivoluzionari.

La scelta di occuparmi di questo romanzo del ciclo in particolare, a cui seguiranno altri titoli che riguardano la guardia notturna fra cui “Uomini d’Arme”, è dovuta in modo particolare alla buona traduzione realizzata dalla Salani; traduzione che, nei volumi precedenti, non è ahimè sempre all’altezza dell’originale, rendendo difficile gustare appieno la bellezza e la creatvità dei giochi di parole e degli equivoci verbali di Pratchett.
Sono proprio le caratterizzazioni dei personaggi e la loro attitudine paradossale alle situazioni che rendono piacevole la lettura delle pagine in questione, sebbene la trama non sia per nulla complessa ed articolata.
In sostanza, se cercate intrattenimento di ottima fattura leggetelo pure, magari direttamente, avendone l’opportunità, in inglese. È un ottima lettura per il giorno di Natale dopo le fatiche alimentari, per evitare la noia tipica della giornata…ah, ma..mi dicono che questo articolo esce nel numero di gennaio?!?
Diamine! Ma così si perde tutta l’atmosfera!! Paradossi editoriali…Jingle bells, jingle bells jingle-jangle bells, tatatattatatadadada…


Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp Mail