SPOCK, IL VULCANIANO
Kathleen Sky

di
Riccardo "Summer" Palazzani


Questo mese torno a parlarvi di un romanzo edito dalla Garden Editoriale, ormai quasi venti anni addietro, scritto da Kathleen Sky, una nostra vecchia conoscenza, nel 1978.
Come sempre, quando presento questi romanzi mi sembra logico e corretto sottolineare l’anno in cui sono stati scritti e soprattutto pensati, in modo da preparare il lettore avvezzo alle creazioni più recenti a scontrarsi con una visione dell’universo trek che comprende solo quanto era stato trasmesso nella Serie Classica.
TNG, DS9 e VOY erano ben lungi dal venire. Le ambientazioni, le caratterizzazioni dei personaggi sono al primo impatto definibili come molto “kitch”, proprio come un po’ tutta la TOS. E soprattutto le vicende non sono influenzate dalla politically correctness che avvolge i romanzi dedicati all’equipaggio di The Next Generation.
La Sky è una scrittrice di fantascienza -
http://www.fantasticfiction.co.uk/authors/Kathleen_Sky.htm - con due titoli ambientati nell’universo di Star Trek all’attivo, entrambi tradotti in italiano sempre all’interno della collana Garden. Il secondo si intitola Fantasma a Bordo, riedito da Fanucci, ed è stato da me recensito nello Stim n° 25 http://stim.altervista.org/Stim_25/25/html/libri.htm.

Spock, il vulcaniano è un romanzo piuttosto breve ma intenso per la tematica affrontata e per l’insolito punto di vista. Protagonista indiscussa del romanza è una donna, la dottoressa Katalya Tremain, exobiologa di induscitibilmente nota nella Federazione sia per il suo talento sia per la sua irrazionale avversione per i vulcaniani. In realtà si tratta di vero disprezzo che non viene mai celato, anzi declamato con orgoglio, tanto da risultare fastidiosamente inaccettabile per la cultura socialmente tollerante del XXIII secolo.
L’Enterprise è assegnata all’ennesima missione rischiosa che la vede diretta verso il confine romulano in quanto, a causa di uno sconvolgimento naturale nel campo gravitazionale provocato da una tempesta ionica, una porzione di territorio della Federazione si verrà a trovare in pieno spazio romulano. In questa piccola porzione si trova un sistema solare che presenta un solo pianeta abitato, chiamato Arachnae, visitato in passato da una precedente spedizione scientifica che però non aveva saputo stabilire se fosse abitato da forme di vita intelligenti. Il Consiglio della Federazione vuole che Kirk mandi una spedizione sulla superficie e verifichi in maniera inequivocabile quale sia la condizione delle eventuali forme di vita di Arachnae e nel caso venissero riscontrate forme di vita intelligenti, stabilire un contatto e delle relazioni diplomatiche al fine di dare loro la possibilità di scegliere se entrare nella Federazione od accettare di divenire parte dell’Impero Stellare Romulano.
Una Federazione disposta a mettere apertamente da parte la Prima Direttiva per convenienza politica od economica è abbastanza frequente in questi romanzi più datati. Solo da TNG in poi inizierà il processo di beatificazione della Prima Direttiva. Nel '78 era solo un principio di base, ma non inviolabile.

La dottoressa Tremain è inviata sull’Enterprise per fornire il suo aiuto nell’analisi degli abitanti di Arachnae nonostante sia noto a tutti che non desideri nella maniera più assoluta lavorare in presenza di vulcaniani. Il romanzo è incentrato sulla figura di questa donna, colma di pregiudizio, e dal suo rapporto contrastato con l’equipaggio dell’Enterprise. Kirk la disprezza definendola una bambina viziata nonché una razzista, ma il suo senso del dovere gli impone di compiere la missione e se la Federazione ha scelto lei come esperta, lui obbedirà. L’unica cosa che gli preme realmente è che l’ostracismo della Tremain nei confronti di Spock non causi il fallimento della missione.
McCoy, al contrario, rimane colpito dall’avvenenza della donna e se ne invaghisce. Anch’egli trova inaccettabile l’avversione per i vulcaniani, ma non si da per vinto e sottopone la donna ad un test psichico alla ricerca delle cause dell’odio, senza successo. Spock per buona parte del romanzo è vittima dell’atteggiamento della Tremain, che non fa nulla per nascondere il proprio disprezzo scadendo nella volgarità e nel razzismo di bassa lega. L’arrivo della donna causa reazioni diverse fra l’equipaggio della nave, in buona parte di disapprovazione, ma in un numero limitato di casi raccoglie consensi, facendo emergere un residuo razzista verso gli alieni in toto nella società del XXIII secolo.

Verso la fine il romanzo si divide in due filoni. Da una parte l’Enterprise in orbita attorno ad Arachnae si trova a dover fronteggiare un vascello romulano giunto a reclamare il pianeta, mentre dall’altra una squadra scientifica sulla superficie del pianeta si imbatte in una forma di vita di tipo insettoide che li attacca massacrandoli tutti ad esclusione di Spock e della stessa Tremain.
Si viene a creare la classica situazione di tensione con la squadra di sbarco in pericolo e l’Enterprise impossibilitata a trasportarli in salvo a causa di una minaccia esterna che la costringe a tenere i suoi scudi protettivi ben levati.
La Tremain, suo malgrado, è costretta a collaborare strettamente con Spock in nome della reciproca sopravvivenza mentre quest’ultimo si ostina a volere portare la missione fino in fondo, nonostante molti loro compagni siano morti a causa degli arachniani. Spock effettua a suo rischio una fusione mentale direttamente con un arachniano reso inoffensivo, allo scopo di verificare in maniera diretta se esista una coscienza nei loro cervelli, ma si imbatte in una forma di vita primitiva, incapace di sostenere una fusione mentale. Lo shock è tale che le semplici istruzioni mentali dell’arachniano sopraffanno le facoltà razionali di Spock, il quale, terminato il contatto inizia a comportarsi come un arachniano, percependo l’impulso di raggiungere i suoi simili. Toccherà alla Tremain impedire che Spock venga fatto a pezzi, permettendogli di fondersi mentalmente anche con lei al fine di fornirgli un sostegno psichico per riprendere il controllo della propria mente. L’esperienza del contatto diretto con la mente del vulcaniano fornirà a Spock la chiave per svelare il segreto che da molti anni si cela nell’animo di Katalya, protetto dall’atteggiamento di rifiuto per la civiltà di Vulcano. Inutile dirvi che nel passato della donna un vulcaniano aveva lasciato un segno indelebile nel suo cuore…
Il romanzo si conclude con il recupero dei superstiti da Arachnae grazie all’atteggiamento spregiudicato di Kirk che decide di abbassare per primo gli scudi, dimostrando la sua buona fede ai Romulani, che fino all’ultimo sospettano si tratti di una trappola. Una volta a bordo, Spock viene curato dalle ferite mentre la Tremain, ormai ravveduta, si prepara ad affrontare un viaggio su Vulcano per sconfiggere definitivamente il suo pregiudizio.
Il romanzo si sarebbe prestato a essere tramutato in un episodio della Serie Classica, di cui ricalca fedelmente gli schemi ed i tempi, a dimostrazione che l’autrice conosce la materia; l’unico appunto che mi sento di fare è sull’eccessiva brevità.
Al mese prossimo.


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