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T'LANI E KELLERANI
di Riccardo "Summer"
Palazzani
Deep
Space Nine ha fra le sue peculiarità esclusive, che la differenziano
da tutte le serie Trek precedenti e successive, lo scarso numero di specie
aliene presentate a favore di un maggior approfondimento di una manciata
soltanto.
L’ambientazione strettamente legata alla vita di una stazione spaziale
che come ben sapete, non viaggia nello spazio liberamente ma al massimo
orbita intorno a qualcosa, limita l’incontro e la scoperta di specie
aliene sconosciute. Le poche che si sono viste in DS9 sono quasi sempre
incocciate di loro spontanea iniziativa in Sisko & Co. invertendo
il canovaccio classico che vede gli umani esploratori e gli alieni esplorati.
Da quando mi occupo di questa rubrica, che vuole con umiltà dare
un po’ di spazio a tutte quelle razze aliene minori che hanno costellato
i quarant'anni di saga trekkiana, sono state rare le occasioni in cui
ho potuto presentarne di provenienti dall’universo di Deep Space
Nine, ma in quest’occasione ne sono saltate fuori ben due, presentate
in uno, a mio parere, degli episodi più noiosi della serie: Una
Pace Crudele della seconda stagione (è comune sentire
che le prime due stagioni di DS9 non siano propriamente definibili come
entusiasmanti e questo episodio non sfugge alla "regola").
T’Lani
e Kellerani sono due razze umanoidi provenienti
da due sistemi solari vicini fra loro che hanno da poco tempo terminato
una violenta quanto distruttiva guerra durata più di un secolo.
Gli effetti delle devastazioni sono stati tali che hanno di comune accordo
deciso che era assai più conveniente per loro, nonché essenziale
per la reciproca sopravvivenza, mettere fine alle ostilità e tentare
per via pacifica di apprezzare i punti di comune interesse che continuare
a combattersi per eliminare l’evidenza delle differenze.
La Federazione è neutrale rispetto alle questioni interne dei T’Lani
e dei Kellerani e non ha avuto alcun ruolo nel raggiungimento della pace,
ma viene chiamata in causa quale depositaria di una tecnologia superiore
di cui i due popoli necessitano per riuscire a riprendere il controllo
della situazione. L’aver raggiunto un accordo di pace non è
stato sufficiente a rimettere le cose a posto in quanto durante la guerra
una terribile arma nanobiogenetica denominata Harvester,
completamente sfuggita al controllo dei loro creatori e dal potere distruttivo
devastante aveva creato una situazione terribile. L’Harvester è
una specie di arma batteriologica evoluta, che come un virus, si diffonde
sia fra la vegetazione che fra la popolazione, sterminando senza scampo,
lasciando intatte le strutture, capace di trasformare pianeti interi in
lande desolate.
Dopo l’esperienza di questa arma i due popoli trovano la motivazione
di trovare una pace, pena l’auto annientamento.
La
Federazione invia il dottor Bashir ed O’Brian
ad aiutare le due fazioni a trovare un modo sicuro e definitivo di eliminare
le ultime dosi di questo potente agente distruttivo. Per i due popoli
è un momento storico in quanto non solo verrà distrutta
l’ultima riserva dell’arma biologica, ma anche ogni documento
relativo ad essa, come studi scientifici, formule, processi produttivi
e quant’altro.. L’Harvester deve essere cancellato dalla memoria
per sempre, affinché le atrocità di cui è stato responsabile
non possano più ripetersi.
Solo che questa smania di liberarsi di qualsiasi cosa abbia a che fare
con l’arma raggiunge livelli paranoici tanto che, di comune accordo,
i due governi decidono che una volta distrutta l’ultima dose anche
gli scienziati che hanno partecipato al programma andranno eliminati.
Bashir ed O’Brian compresi.
T’Lani e Kellerani sono evidentemente rimasti sconvolti dalla potenza
dell’arma che essi stessi hanno creato e ora hanno il terrore che
essa possa essere utilizzata nuovamente, per cui inviano degli agenti
sulla stazione spaziale che in pochi minuti fanno fuori tutti i presenti
tranne i nostri eroi, che riescono a teletrasportarsi sulla superficie
desolata di T’Lani III facendo perdere le loro
tracce.
O’Brian, a causa della rottura accidentale di una delle dosi dell’Harvester,
ne rimane infettato ed il resto dell’episodio è un lungo
quanto noioso duetto (ve ne saranno di molto più interessanti qualche
anno dopo, sempre fra i due) fra Bashir, che tenta di riparare una radio
subspaziale T’Lani con l’aiuto di un sempre più debole
Miles.
Inutile aggiungere che i due si salveranno grazie all’aiuto di Sisko
& Co. e che Bashir guarirà O’Brian dagli effetti
dell’Harvester fuggendo dai T’Lani e dai Kellerani, intenzionati
seriamente anche a rischiare di inimicarsi la Federazione pur di cancellare
dalla faccia dell’Universo chiunque sia stato troppo vicino all’arma.
Il
tema dei popoli alieni in guerra da lungo tempo è ricorrente in
Star Trek.
Nella TOS ricordo la strenua lotta fra Bele e Lokai o Ekosiani contro
Zeon. Popoli che hanno fatto dello scontro reciproco la loro ragione di
vita fino a divenire ciechi di fronte alla loro prossima distruzione.
La guerra esaspera le situazioni trasformando le soluzioni estreme in
quotidianità, azzerando il valore della vita fino a cfarla diventare
meno importante di qualunque altra ragione che non sia anche solo vagamente
utile all’agognata vittoria finale.
T’Lani e Kellerani potrebbero essere un’allegoria di quello
che avremmo potuto divenire noi umani se la Guerra Fredda si fosse improvvisamente
scaldata a colpi di megatoni. Per nostra fortuna siamo sostanzialmente
giunti alle loro stesse conclusioni senza però prima sperimentare
sulla nostra pelle quella che era un’evidente follia. Forse ai T’Lani
ed ai Kellerani è mancata l’equivalente di una nostra Hiroshima,
che potesse dare loro la misura di quanto l’Harvester sarebbe stato
devastante e da indurli quindi a riporre nel cassetto i propositi bellicosi,
se non altro per timore delle conseguenze di una guerra combattuta con
una tale arma.
C’è
da dire che i due popoli fisicamente sono sostanzialmente identici, i
classici umanoidi, senza nè creste, nè tatuaggi, e due orecchie
appena particolari. Si differenziano principalmente per l’acconciatura
dei capelli. I Kellerani hanno capelli lunghi raccolti in una coda rigida
rivolta verso l’alto a mo di corno sulla nuca, mentre i T’Lani
hanno due corni cotonati a lato del padiglione auricolare che mi ricordano
il protagonista di un vecchio cartone animato che alla fine dell’episodio
emetteva delle melodie soffiando in una foglia commuovendo il cattivone
di turno, trasmesso sulla TV Svizzera all’interno dell’ancora
presente contenitore per ragazzi chiamato Scacciapensieri,
quando ancora era possibile riceverla in buona parte del Nord Italia.
Cercando su
google sono riuscito a rintracciare persino una sua foto, miracoli del
web:)

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