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SITO DEL MESE
a cura di Lorenzo "Sunrise"
Pifferi

ISTITUTO
DI TECNOLOGIA DAYSTROM

C’è
da dire che questi anni sono veramente interessanti, non passa giorno
che dai centri di ricerca non salti fuori qualche diavoleria, o che venga
diffuso qualche avveniristico progetto, di quelli che fanno impazzire
noi affezionati delle idee futuribili. Quelle cose che solo a sentirle
ci gonfiano il petto e ci fanno andare a velocità di curvatura
su google, per cercare qualche informazione in più: memorie olografiche,
chip molecolari, grid computing, tastiere arrotolabili (e laser), robot
umanoidi con interfaccia di riconoscimento.
Senza contare tutti quei prodotti ipertecnologici e multifunzione, sulla
stessa scia dei cari coltellini svizzeri: cellulari consolle quasi walkman,
walkman quasi palmari, palmari quasi laptop, insomma, cose così.
Se
ci pensate la nostra vita quotidiana ha assimilato certe consuetudini
che abbiamo desiderato per tanto tempo, magari sognandole e leggendole
in chissà quali e quanti libri. O telefilm. Mi ricordo quando vedevo
Supercar, quando Michael Knight chiamava
K.i.t.t. parlando al suo orologio da polso. Un classico della fantascienza:
l’eroe di turno comunicava in tempo reale tramite un apparecchio
piccolo piccolo, magari con interfaccia video. Oppure si collegava al
“supercomputer”, in grado di dare tutte le informazioni possibili
immaginabili. Chissà che faccia farebbe il paladino della giustizia
Michael Knight, se vedesse il suo videorologio utilizzato in discoteca,
in una bieca gara fra tamarri che si mandano le foto con le conquiste
del sabato sera.
Magari le macchine di adesso non hanno il turbo boost (oppure si?), e
non parlano con una propria personalità, ma sono comunque abbastanza
consapevoli da ricordarti con notevole assillo quando fare il tagliando,
o allacciarti le cinture, o dirti quanti chilometri hai a disposizione
prima di rimanere a secco. Scendiamo dalla macchina, mettiamo in mute
la nostra videocaffettiera portatile, ed entriamo nella nostra stanza,
da una parte collegata con i canali satellitari, dall’altra collegata
ad internet ed all’intero pianeta. Michael Knight, se c’è,
è nel ripostiglio in chissà quale videocassetta.
Per
farla breve, nel futuro ci siamo già da un bel pezzo, e non ci
vuole molto per capirlo. Coltellini svizzeri a parte, più volte
ho parlato degli attuali risvolti della nostra conoscenza, ben più
importante di qualsiasi altra invenzione commerciale. Dalle missioni spaziali,
all’energia alternativa, alla scienza medica. Non solo, il sapere
propriamente detto comincia a prendere confidenza con gli attuali sistemi
di comunicazione e networking, pianificando percorsi che siano accessibili
a tutti. La fantascienza ritorna ad essere attualità. Non so quanti
di voi hanno letto (o continuano a leggere) Nathan Never:
l’eroe della nota catena bonelliana vive in un futuro alla Blade
Runner, in un mondo ormai fuori controllo. Malinconico, pieno di rimorsi,
vive attaccandosi ai valori del passato, custodendo gelosamente una ricca
biblioteca su cartaceo. Nella saga infatti, il libro è un oggetto
raro, soprattutto dopo che il Macintosh Act decise per
la conversione elettronica di tutta la conoscenza bibliografica allora
esistente. Questa legge governativa viene illustrata come una catalogazione
non priva di errori, dove molte delle conoscenze passate andarono perdute.
Un po troppo catastrofico (altro clichè fantascientifico del futuro
degradato), e speriamo abbastanza lontano dalla realtà attuale,
dove i “mattoni” stampati continuano a far perdere il sonno
a chissà quanti studenti. Vale
la pena menzionare l’ultima iniziativa dei soliti di Google, che
in accordo con la biblioteca di New York e le quattro università
più blasonate del pianeta (Harvard, Michigan, Stanford, Oxford)
ha cominciato la conversione in digitale di una mole smisurata di libri.
Per gli scritti coperti da copyright, si potrà avere a disposizione
l’indice e qualche estratto, per tutto il resto la completa reperibilità
attraverso il noto motore di ricerca. Cosa questo comporti lo lascio ancora
una volta alla nostra futu-immaginazione: una torre del sapere (non solo
per il cartaceo quindi), magari accessibile tramite un contributo minimo,
comodamente da casa, in grado di formarci in tutta una serie di settori.
Ci ricorda qualche cosa ?
Si ritorna
alla fantascienza, più propriamente al benamato mondo trek, ed
al pluricitato Daystrom Institute, punto di riferimento
per la formazione dei nostri viaggiatori spaziali preferiti. La conoscenza
di questo istituto esce dallo schermo, grazie al lavoro di un folto gruppo
di appassionati, intenzionati a mettere a disposizione in archivi consultabili
tutta la conoscenza tecnologica espressa nelle varie puntate delle varie
serie. Dando una occhiata al “sito padre” ( http://www.ditl.org/
), al momento addobbato ad arte con una discutibile versione natalizia,
ci accorgiamo che non è affatto semplice catalogare ogni dettaglio,
magari facendo riferimento a questioni tecniche più scientifiche
che fanta. Ciò che veramente merita un plauso sono soprattutto
l’impegno e la passione che queste opere trasudano in ogni loro
singolo aspetto. Per coloro che non masticano l’inglese, eccoci
quindi ad una brillante versione italiana dell’Istituto
Daystrom: http://web.ticino.com/starfleet/id/
.
Il
sito si presenta subito con una grafica accattivante, sobria, e di facile
consultazione. Si parte dal menù principale che affronta la struttura
della Federazione e dell’accademia stellare. L’ABC di ogni
guardiamarina. Di seguito i vari “campi” del sapere trek:
a partire dai grandi temi scientifici e parascientifici (fenomeni spaziali
ed anomalie temporali), per arrivare ai vari aspetti della tecnologia.
Vi troveremo quindi tutte le informazioni relative agli armamenti, ai
sistemi di comunicazione comunicazione, di propulsione, e le basi della
scienza medica, senza dimenticare gli aspetti di intrattenimento e di
svago presenti nelle serie. Un panorama abbastanza completo arricchito
da numerose sotto sezioni che vanno a spiegare nel dettaglio le varie
macro categorie.
Con molto gusto sono stati inseriti anche link più interattivi:
tabelle per le conversione di unità temporali, e degli schemi per
generare una moltitudine di TechnoBabble. Di particolare rilievo il motore
di ricerca interno, che risulta essere molto efficiente sia per quanto
riguarda la pertinenza dei result, che per la loro stessa presentazione.
Il tutto supportato dalla mappa del sito, che facilita di molto la consultazione.
Un lavoro completo,
di chi sicuramente ha dedicato molto tempo ed attenzione (come anticipato
dallo stesso webmaster) nonostante la complessità dell’argomento.
Se proprio vogliamo sollevare delle critiche al sito, al massimo possiamo
fare dei suggerimenti da “tifoso”, pignoli come sempre. Ben
consapevoli del fatto che il tempo non è mai abbastanza, l’unica
cosa che sento mancare in questo sito sono le immagini: un compendio fotografico
a tanta quantità di testo. Lavoro certo non semplice visto che
tale catalogazione potrebbe richiedere chissà quante immagini,
magari già preventivate dal nostro beniamino che ha messo in piedi
il sito. Potrebbe essere di valido aiuto un form per inserire eventuali
aggiornamenti, per reperire materiale con l’aiuto dei visitatori.
La ciliegina sulla torta sarebbe trovare un indirizzo appropriato al sito
stesso e un hosting su un dominio dedicato, a testimonianza, ovviamente,
della validità del lavoro.
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