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NEL
CUORE DEL SOLE
Pamela Sargent e George Zebrowski
di Riccardo
"Summer" Palazzani
Il
romanzo di questo mese è il terzo su quattro in ordine d'uscita
fra quelli recentemente editi da Ultimo
Avamposto Editore, secondo del ciclo dedicato all'equipaggio
della Serie Classica. Negli Stim n° 61,
63,
65
potete andare a rileggervi le mie recensioni relativamente agli altri
romanzi.
Pubblicato esattamente un anno fa, Nel cuore del sole
sarà seguito da un terzo titolo: L'ultimo raduno,
la cui pubblicazione è stata annunciata dall'editore proprio per
questo mese. (E infatti è uscito, Nota del correttore)
UA aveva interrotto le pubblicazioni bimestrali di romanzi ad Aprile 2004
e avevo perso le speranze di poter tornare a leggere un romanzo inedito
in italiano.
Piacevolmente smentito. Mi auguro che Massimo Romani raccolga il necessario
successo editoriale per sentirsi invogliato a continuare con uscite regolari,
che mi premurerò di recensire per i lettori dello Stim.
Ora veniamo al romanzo di questo mese. Nel cuore del sole
è un buon romanzo che ricrea con fedeltà l'atmosfera tipica
della serie classica, e lo fa talmente bene da risultare fin troppo scontato
in certi passaggi.
Per gli amanti di Kirk&Co. sarà un vero godimento leggere dei
propri beniamini trasposti in maniera tanto impeccabile sulla carta stampata.
Gli autori, Pamela
Sargent e George
Zebrowski, scorrendo la lunga lista di lavori che hanno alle
spalle, si sono addentrati nell'universo narrativo di Star Trek soltanto
in questa occasione e c'è da complimentarsi per come siano riusciti
nel loro primo ed unico tentativo a ricreare con precisione le atmosfere
di un classico episodio di Star Trek.
La trama vede l'Enterprise in missione riparatrice, ovvero con il compito
di mettere mano ai danni gravi subiti da una banca dati planetaria, causati
da maldestri tecnici della Federazione.
Tyrtaeus II è una colonia federale abitata da
umani accomunati da una visione molto pragmatica della vita e con un atteggiamento
xenofobo crescente verso la Federazione stessa. L'incidente causato proprio
dai tecnici federali è causa di un forte malumore ed il partito
degli scissionisti sta guadagnando consensi. Kirk e soci vengono accolti
con freddezza dai coloni che non li vedono di buon occhio.
La gente di Tyrtaeus è estremamente pratica e poco incline allo
svago. Concentrati esclusivamente su ciò che è necessario
fare per sopravvivere non danno spazio, anzi reprimono, ogni attività
che non abbia un alto grado di utilità concretamente misurabile
in termini pratici. I loro modi sono spicci seppur cortesi, e vivono le
loro esistenza utilizzando come peso della bilancia per le loro scelte
l'utilità e la praticità di ogni scelta o azione.
Gli uomini dell'Enterprise ben presto ripristinano la banca dati della
colonia, ma quando è ora di ripartire un oggetto alieno dalle sembianze
di asteroide compare sui loro schermi, diretto verso il sole tyrteano.
Kirk & Co sono convinti che chi abita l'asteroide abbia perso il controllo
del medesimo e partono per una missione di soccorso portandosi a bordo
due esponenti Tyrteani, dopo che quest'ultimi avevano preteso di partecipare
visto che la nave aliena si trova nel loro sistema solare.
L'idea dell'asteroide cavo che nasconde una civiltà era già
stata utilizzata nell'episodio della Serie Classica Ho toccato
il cielo, dove l'Enterprise fece la conoscenza del popolo dei
Fabrini. Vedi Stim n° 50.
La trovata dell'asteroide abitato, come dicevo sopra, contribuisce nettamente
al senso di deja vù generalizzato che trasmette il romanzo. Potete
quindi già immaginare quale sarà il proseguo della storia,
che vedrà l'Enterprise impegnata a deviare la traiettoria della
nave-asteroide senza successo, costringendo quindi Kirk a sbarcare al
suo interno per cercare di entrare in contatto diretto con i suoi abitanti
e tentare di spiegargli che stanno andando a morire contro il sole.
La razza aliena incontrata dai nostri eroi si dimostrerà ben consapevole
di quanto sta accadendo facendo infine apparire gli umani come dei ficcanaso.
Il classico tema del "non è ciò che sembra".
Il finale è estremamente lineare e non lascia spazio né
a colpi di scena né a grandi lezioni morali.
Tradotto in immagini sarebbe stato un discreto episodio, ma non certo
memorabile.
Rimango in attesa della prossima pubblicazione e vi rimando al mese prossimo
con la recensione di un titolo della Garden Editoriale.
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