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a cura di Paolo "Exidor" Longarini

Hanno rubato il telefonino a mia moglie.
Ok, vi ho raccontato subito il finale ma seguitemi lo stesso.
Immaginate la scena, mentre sono al lavoro mi arriva una telefonata dalla mia furbissima signora in lacrime che quasi non riesce a parlare.
Panico. Ti viene in mente di tutto ed il contrario di tutto, il mondo inizia come per incanto a perdere coesione e consistenza. Diventa anche molliccio, poco stabile, la colpa è sicuramente della crosta terrestre, non possono essere le mie gambe a muoversi e tremare, sono un ragazzo tutto d’un pezzo io, un giorno vi racconterò di quando ero nelle paludi del Tanganica, ma non adesso.
Dicevo, finalmente le lacrime si aprono un tantinello, quell’attimo necessario perché lei, la donna che ho sposato, la madre delle mie due figlie, la persona che tutti i giorni spolvera la mia collezione di fumetti, articoli le seguenti parole: “Mi hanno rubato il telefonino, perché lo hanno fatto?”.
In un millesimo di secondo la terra ha ripreso consistenza, e dalle mie labbra è partito il più grande Vaffa uscito da bocca umana da quando il signor Decibel ha unito due assi di legno con dei pioli e ha detto “ho fatto una scala”.
“Ma chissenefrega del telefonino, l’importante è che tu stia bene”.
Lei risponde “ma avevo tutti i numeri in memoria”
“La fresca! Ce li rimetterai, l’importante è che non ti sei fatta nulla”
“Ma c’erano le foto delle bimbe”
“Quelle le ho anche io, non preoccuparti, la cosa fondamentale è che nessuno ti abbia fatto del male”
“MA ERA CON L’ASTUCCIO DI MINNI”
A questo non c’è risposta, come si consola una trentasettenne dalla perdita dell’amato astuccio di Minni? Conosco mia moglie, se le dico che è una stronzata non mi parla per tre settimane “perché sono un insensibile” (fate poco gli splendidi, anche le vostre donne sono così).
Mi dice un’altra cosa che lì per lì non afferro.
“Ho bloccato la carta di credito ed il bancomat”
“Perché? Non ne vedo il nesso”
“Avevo messo in rubrica il numero della carta ed il pin del bancomat”
“Vabbé, ma non li troveranno mai, nascosti fra trecento numeri, come potrebbero trovarli? Sotto che nome li avevi messi?”
“La carta sotto CARTASI”
“……….. ed il bancomat?”
“Sotto PIN”
“Eccheccazzo, se eri Bush sotto la C cosa avevi? Combinazione Valigetta Nucleare o direttamente Codici di Lancio?”
Ci credereste? Mi ha messo giù.

OLTRE LE TETTE C’È DI PIU'

Sua gnocchità Jolene Blalock ha rilasciato un’intervista (da un mesetto a questa parte è stata intervistata da chiunque, tra un po’ ce la troveremo pure da Marzullo) a quella rivista innovativa e d’argomenti vari che è Playboy (non fate quelle facce, io la leggo solo perché ci scrivono sopra un sacco di penne celebri) dichiarando cose che la mente umana considererebbe delle cazzate mostruose, ma lei crede di regalare perle di infinita saggezza. Oddio, se una con quelle tette mi parlasse riuscirebbe a convincermi anche che ritmicamente i Pooh sono degli innovatori, che Massimo Boldi è un grandissimo attore sottovalutato e che le idee migliori vengono fuori da teste che circolano ad un metro e sessanta scarso da terra, con pochi capelli in testa ed un lifting freschissimo.
La nostra amata ha, tra le altre cose, detto che i vulcaniani a letto sarebbero dei draghi (lo fai una volta ogni sette-otto anni, se sei pure scarso, datti una chiodata) e che Farrah Fawcett dovrebbe smetterla con le operazioni di chirurgia estetica, visto che gli si muove solo metà della faccia mentre Peter Jackson avrebbe davvero bisogno di qualche ritocchino (opinione personale, l’unica cosa che potrebbe migliorare l’aspetto di Jackson sarebbe fargli precipitare in testa un Iveco Turbostar).
Ha detto anche qualcosa riguardo Star Trek, sapete, quella assurda serie che noi tutti seguiamo e che ne ha fatto un attrice, ha detto che non è d’accordo con la relazione che il suo personaggio ha intrapreso con Trip (che ricorderete, è l’onomatopea di quando vi strizzano le chiappe) e che non sa se ci sarà una quinta serie.

A TAL PROPOSITO


Dei poveracci, persone che davvero perdono il proprio tempo in cose del genere anziché dedicarsi a passatempi costruttivi tipo salire sopra palazzi molto alti e sputare ai passanti, hanno promosso una campagna di sensibilizzazione a favore di Enterprise. Hanno paura che chiuda e chiedono di mandare e-mail alla Paramount ed agli sponsor della trasmissione chiedendo che non sia cancellata.
Fate quel che volete, io prendo l’ascensore e vado all’ultimo piano.

LE ULTIME CARTUCCE

Manny Coto, il brillante scrittore delle ultime puntate di quella profonda offesa alla fantascienza che è Enterprise, erede della coppia Berman-Braga di una situazione difficile ma non drammatica (paragone calcistico: a due giornate dalla fine del campionato avete accettato la panchina della Cremonese di Mondonico, sette punti in tutto il campionato, e lottate non per non retrocedere ma per non essere la prima squadra della storia a non arrivare alla doppia cifra, in attacco avete Tentoni ed in difesa il trittico Bonomi-Marcolin-Favalli, quasi peggio di Andrade-Collovati-Signorini-Ferrario), ha detto di cosa tratteranno le prossime storie: per prima cosa riveleranno il motivo del perché i klingon nella TOS sembravano dei tartari e adesso hanno la fronte ad armadillo (esperimenti genetici o cacchiate simili) e spiegheranno la nascita dell’universo dello specchio (ricordate sicuramente quel bieco espediente narrativo usato in molte puntate Trek in cui i nostri protagonisti, siano essi Kirk, Spock, Kyra o Sisko, incontrano i loro “doppi” malvagi, una cosuccia originale almeno quanto mandare in onda una puntata in cui schiattano metà dei protagonisti e l’Enterprise esplode, salvo poi mostrare una scena finale in cui il capitano si sveglia) o meglio, diranno perché sono tanto fetenti (come i vulcaniani sono atterrati di fronte a Cochrane, gli altri superstiti gli sono saltati addosso sfrataccandoli di sganassoni e fregandogli il telepass dall’astronave).
Questo significa che la serie è davvero alla frutta, le tette di T’Pol non sono bastate, il sesso con Trip (che poi è l’onomatopea del rumore che fa un testicolo pestato contro una pressa), lasciamo correre quindi ci si butta a pesce su “vi diamo le risposte a tutte le vostre domande, anche quelle che non ci avete fatto. Soprattutto queste. Se ci dice bene, abbiamo svoltato, sennò vi abbiamo rovinato ulteriormente il fascino di Star Trek”.
Non so voi come la pensiate ma un piccolo mistero è sempre meglio di una brutta verità.
Madonna che ho scritto.
Conclusi questi due cicli narrativi ci dirà anche perché Picard ha perso i capelli, perché quando la Troi aveva l’aspetto di un barattolo di pelati, le ragazze avevano la minigonna e quando è diventata una gnocca anche lei le hanno messo i pantaloni, ma soprattutto ci sarà la puntata intitolata “TECNICHE MULTIPLE”.

CI FACCIA IL FAVORE, CI FACCIA

Qualcuno di voi potrebbe dirmi se è rimasto minimamente stupito dalla notizia che i dirigenti della Paramount hanno riso in faccia a Barman quando gli ha presentato il progetto per Star Trek XI?
Scusa Rick (posso allargarmi con lui, siamo amici da quando ci scambiavamo le pagine di intimo di Postalmarket), hai appena realizzato tre stagioni di un prodotto trek universalmente riconosciuto come ridicolo, ti hanno dato un budget sempre minore a disposizione, posso sapere cosa stratacacchio ti ha fatto pensare che ti avrebbero dato 110 milioni di dollari per fare un film? Dimenticavo che da Enterprise ti hanno mandato via a calci e che Nemesis è una cacchiata.
Vabbè che l’ottimismo è il profumo della vita ma non sei ancora abbastanza senile da dirlo credendoci.

SCENDETELO HERE

Il nostro caro vecchio Wil ha ripreso colore dall’ultimo mese. In un intervista ha dichiarato che tantissimi ex-ragazzi, ora ragazzi maturi come me, gli scrivono per dirgli di quanto il personaggio di Wesley li abbia ispirati. Molti uomini che ora lavorano in campo scientifico gli hanno detto di averlo fatto spinti dal suo esempio: un indomito ragazzino scassapalle e casinista con il pallino della scienza a cui sono perdonate tutte dato che è il figlio di quella che non solo si dovrebbe gnoppare il capitano ma che tiene in mano un coltello affilatissimo mentre voi siete in stato di semincoscenza e totalmente in suo potere.
Abbiamo la foto del tipico rappresentante di questa categoria.
Siamo ancora in tempo, scrivete allo Stic, scrivete a lui chiedendo di invitarlo alla prossima Sticcon, minacciate i quadri dirigenti di inzaccherargli i tappeti, di strappargli tutti i bollini dalla tessera del benzinaio o di usare la loro divisa federale per quel che davvero è: un pigiama.


State buoni se potete.


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