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NAVARCA
OLOGRAFICO D'EMERGENZA
di Francesco Spadaro
“Ti ho detto già che tentare
non ci costa nulla, è un apparecchio come tutti gli altri, si può
attivare e disattivare, non c’è nessun pericolo, Direttore”.
“Se il Navarca lo aveva nascosto ci deve essere
un motivo, e mi fai paura quando mi chiami Direttore”.
“Non sei tu che dirigi questa rivista, Direttore?
Non dici sempre che sarebbe bene che lui tornasse a scrivere qualche articolo?”
“Sì, ma noi scriviamo di fantascienza,
non siamo fantascienza. Se il Navarca non scrive più, avrà i suoi
buoni motivi, non credo che attivare questo trabiccolo possa servire a qualcosa…”
“Non è un trabiccolo, è una cosa
seria, ne ha parlato anche un sito serio…”

“E io dovrei prendermi la responsabilità
di attivare un’ologramma del Navarca col solo scopo di fargli scrivere
qualche articolo?”
“Pensa a tutti i lettori che per trovare qualcosa di divertente sulla
rivista sono costretti a ridere delle battute di Longarini…”
“Ma Longarini è divertente!”
“Sì, ma nelle rubriche serie! Ci vuole un angolo dichiaratamente
umoristico!”
“E tu dici che il Navarca Olografico d’Emergenza scriverà
per noi? Perché dovrebbe farlo lui quando il Navarca originale non riesce
più a farlo?”
“Perché quello ha altro da fare, credo. Dicono che oramai voglia
usare il tempo libero dal lavoro per guardare film e leggere libri…”
“Che è quello che amiamo fare tutti…”
“Sì, ma noi li recensiamo, lui ci scriveva delle parodie, dice
che adesso gli va di goderseli e basta, leggi questa lettera che mi ha scritto…”
“Ti ha scritto una lettera?”
“Una cosa tristissima. Dice che non c’è più posto
per le belle cose in TV, che la nostra è una battaglia persa, che fare
satira quando la gente impazzisce per l’isola dei famosi e il ristorante
della Clerici è una impresa da eroi, e lui non se la sente di infierire
con una Italia lobotomizzata da “c’è posta per te…”,
c’è anche un suo incipit di racconto che non si è sentito
di completare…”
“E tu non me lo hai mai fatto vedere?”
“Ma è tristissimo… non fa ridere… si intitola Chiedi
chi erano i trekker e doveva essere una storia alternativa di Cappuccetto Rosso...”
Non mi ricordo più il mare, non mi ricordo la musica, fatico a spiegarmi
le cose.
Vorrei sentire sul braccio il giorno che corre lontano.
Vorrei scrivere qualcosa su qualcosa, ma il secondo qualcosa non c’è,
e non so se c’è mai stato.
A giudicare di quello che mia madre guarda in TV e le cose che le altre
ragazze come me hanno come argomenti di conversazione non c’è nessun
qualcosa.
Perché un televisore da 50 pollici e svariate migliaia di euro è
concentrato sui problemi intestinali di artisti mediocri solo perché
stanno su un’isola deserta, o sull’incontro tra ex-fidanzati che
si riconciliano in diretta, o su tutti questi sceneggiati tristi con amori perduti,
tradimenti, malattie incurabili, e commissari che si innamorano? La casa con
duecento telecamere, per vedere della gente che fa la fila per l’unico
bagno, poi si siede in una stanza rossa e parla per far vedere quant’è
ignorante. E tutto questo piace , diverte. Possibile che non esistano storie
fantastiche da raccontare?
Beh, oggi chiederò alla nonna. Devo andarla a trovare, mamma vuole che
le porti il vino e la focaccia. Indosserò quell’affare col cappuccio
rosso, visto che la nonna me l’ha regalato il mese scorso per i miei quindici
anni. Dicono che mi dona tanto, ma detesto quando mi danno soprannomi per via
dell’abbigliamento.
Mezz’ora di strada, ci vuole, per andare da nonna. A piedi, perché
c’è sciopero dei bus. Farò prima se passo dal boschetto.
Papà non c’è, sarà a parlare di calcio al bar, per
rilassarsi dal parlare di calcio in ufficio.
Mamma è impegnata a guardare in TV un tipo, quello del diario scolastico
della mia compagna di banco, che parla del suo nuovo calendario dove appare
nudo al mare. Il bel tipo non ha opinioni su nulla, non sa cantare o ballare
e sta bene attento a non azzardarsi in pericolosi congiuntivi, ma ha fatto un
calendario, e questo sembra essere un fatto importante, più delle focacce
per nonna. Le prenderò io, spero solo che non siano tanto unte da rovinarmi
lo zaino.
“Mamma, vado da nonna per le focacce”.
“Cosa?”
“Esco, porto le focacce a nonna”.
“Chi?”.
“Mamma, vado da nonna a portargli il vino e le focacce”.
“Cosa?”
“Mamma, il televoto ha deciso che devo abbandonare la casa”.
“Torna presto”.
Sarebbe una bella giornata, se non fosse per quest’odore di uova marce
che viene dall’opificio, e per quel signore sulla decappottabile, fermo
sul ciglio della strada che porta al boschetto, che tiene lo stereo a tutto
volume. Spero non provi a rivolgermi la parola, anche se mi ha visto e ha tutta
l’aria di volerlo fare, ma io non ho voglia di parlare con uno con l’adesivo
di un lupo sul cofano posteriore dell’auto. Purtroppo mi saluta:
“Buongiorno, ragazzina!”
“Buongiorno” rispondo.
“Oh, che ragazzina bellina col suo naso garbato, gli occhiali e con la
vocina…”
“Buongiorno, vado di fretta…”
“Vuoi un passaggio?”
“Preferisco andare a piedi…”
“Dove vai di bello, tutta sola?”
“Dalla nonna”.
“Cos 'hai sotto il grembiule?”
“Vino e focaccia: ieri abbiamo cotto il pane; così la nonna, che
è debole e malata, se la godrà un po' e si rinforzerà”.
“Dove abita la tua nonna?”.
“A un buon quarto d'ora di qui, nel bosco, sotto le tre grosse querce;
là c'è la sua casa, è sotto la macchia di noccioli, ma
a te che te ne importa?”.
“Faccio sondaggi per una compagnia telefonica, magari a tua nonna interessa
cambiare gestore”.
“Lasciala in pace”.
“A te non interessa fare un provino? Mio cugino lavora nel casting del
Network, non vorresti fare l’alfabetina, la fiorellina, la cartellina,
la festaiolina?”
“No”.
“Devi dare esami? Vorresti dare sette esami in un anno? Seguire un corso
per computer? Per imparare il russo? Vorresti partecipare al programma TV degli
amici di Filippa?”
“Ma vaffanculo tu e Filippa!”.
“E poi non ha continuato… vedo”.
“E meno male, Direttore…”
“Mi hai convinto, attiviamo questo N.O.E., magari è un po’
più brillante di quel che resta dell’originale…”
“Premi tu il tasto?”
“E che diamine, sì!”
“Buongiorno, sono il Navarca Olografico d’Emergenza”
“Ciao, Navarca, non hai ancora consegnato il
pezzo per questo mese”
“Ah, ecco. Che devo scrivere?”
“Quello che ti pare, dai una occhiata alle mailing
list di Star Trek per cercare le novità e vedi se trovi qualche spunto,
puoi usare il mio computer”.
ZAZUERA ZAZUERA
ZAZUERA ZAZUERA
A-E-I-O-U IPSELON
A-E-I-O-U IPSELON
FIO MARAVILHA
NOS GOSTAMOS DE VOCE
FIO MARAVILHA
FAZ UM PRA' GENTE VER
BRIGITTE BARDOT BARDOT
BRIGITTE BEIJOU BEIJOU
NA FILA DO CINEMA TODO MUNDO SE AFOGOU
AY AY CARAMBA
AY AY CARAMBA....
“Ecco, Direttore, dimmi se va bene
come inizio e se va bene continuo…”
“Navarca Olografico, che bellezza! Solo quaranta
minuti e hai già scritto… che è ‘sta roba?”
“Mi avete detto di controllare le mailing list
di Star Trek e mi è venuto in mente un pezzo intitolato: Quelli che
scrivono sulle mailing list su Star Trek :
…”CHI E' QUESTO WILLIAM SHATNER CHE FA
IL COMPLEANNO?
Quelli che chiedono sempre "Chi è?"
ogni volta che si nomina un attore senza dire il personaggio che interpreta.
AMAZING NEWS FROM THE WEB
Quelli che copiano le pagine web in inglese e danno
per scontato che tutti capiscano.
NON CI SONO E TE LO DICO.
Quelli che mandano decine di lettere al giorno e avvertono
di essere in modalità "no mail".
AVVERTITE AMNESTY INTERNATIONAL.
Quelli che avvertono di essere stati attaccati da
worm, virus e trojan deliberatamente da chi non era d'accordo con loro su qualcosa.
COM'E' CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO TANTO
COME ME?
Quelli che leggono la posta dall'ufficio, ma son pagati
per fare altro.
L' AVETE VOLUTO VOI.
Quelli che ogni giorno "me ne vado dalla mailing
list" e stanno sempre lì.
NON DITEMI CHE UCCIDONO TASHA.
Quelli che vogliono essere avvertiti su "spoiler"
su episodi trasmessi in prima serata in chiaro.
IO SALVO IL MONDO.
Quelli che avvertono tutti che "c'è un
nuovo virus in giro".
BORN IN 2004
Quelli che "non ditemi che c'è gente che
scarica gli episodi da Internet".
MA COS'E' QUESTO GOOGLE?
Quelli che chiedono informazioni su cose che puoi
trovare con un clic.
SI DICE "SEDERINO".
Quelli che non tollerano il linguaggio colorito.
STAR TREK? CHE ROBA!
Quelli che si dicono trekker ma non gli piacciono
gli attori, gli episodi, non si salva nessuno.
EMOTICONS CHE PASSIONE.
Quelli che usano le faccine per dire e negare al tempo
stesso.
GET A LIFE!
Quelli che vivono scrivendo nelle mailing list Trek
a tutte le ore.
HO LA MENTE VULCANICA.
Quelli che propongono iniziative e se tutti non aderiscono
immediatamente è perchè il mondo è cattivo.
LA TROY? CHE TROY! AH AH AH AH AH AH!
Quelli che fanno i giochi di parole e si credono spiritosi.
GLI OT.
Quelli che parlano di tutto fuorchè di Star
Trek.
“Navarca, vuoi che ci tempestino di
mail di protesta? Che si scateni una campagna di boicottaggio della rivista?
Guarda, ‘sto spunto non fa ridere, vai a fare colazione e poi portami
un pezzo un po’ meno cattivo, una di quelle belle storie divertenti che…”
“Non faccio colazione, sono un ologramma”.
“Sì, hai ragione. Non hai voglia di scrivere
una bella parodia sui Robot? Una storia con Catwoman che incontra Terminator
sull’Enterprise?”
“No”.
“Barzellette sui Carabinieri che vanno nello
spazio?”
“No”.
“Emilio Fede che si collega con la Flotta Stellare?”
“Già fatto dal Navarca, numero 32 della
rivista ”.
“Bruno Vespa che parla con Data?”
“Fatto, numero 46”.
“Berlusconi Capitano d’Astronave?”
“Già fatto, pubblicato nel n. 53”
“Storielline piccanti sui Vulcaniani?”
“Numero 24”.
“Stanlio e Ollio trekker?”
“49”.
“Il Capitano Kirk in Padania?”
“28”.
“Si, questo me lo ricordavo. Non mi resta che…”
“…Che cosa?”
“Computer, disattivare Navarca Olografico d’Emergenza”.
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