Ormai
è ufficialmente sulla bocca di tutti: Enterprise
chiude i battenti con netto anticipo rispetto alla norma. È stato
reso noto dai produttori, che adducono come scusa il fatto che la serie
non sta facendo abbastanza ascolti, a fronte di un costo sempre maggiore
per la post produzione e la realizzazione degli effetti speciali.
Quindi non ci saranno le ormai canoniche sette stagioni, ma ne rimarranno
solamente quattro, con un finale definitivo che in questi giorni dovrebbe
essere il cruccio principale della nuova equipe di scrittori.
Dopo ben 18 anni la prossima stagione televisiva non trasmetterà
nuovi telefilm di Star Trek: dal 1987 infatti, anno
della prima stagione di TNG, ogni anno sono andati in onda nuovi episodi,
alle volte addirittura sovrapponendo tra loro ben due storie di due
serie diverse (1987-1994 TNG; 1992-1999 DS9; 1995-2001 VOY; 2001-2004
ENT)
L’annuncio in sé non stupisce, visto che era già
da diverso tempo che la cosa aleggiava come una velata minaccia, ma
stupisce un po’ il fatto che sia stato dato tanto in anticipo,
rispetto ai tempi indicati dagli stessi produttori.
Ovviamente
in rete hanno già cominciato a fioccare le manifestazioni di
solidarietà per cui i fan di Star Trek sono diventati famosi
negli anni ’70: esistono ben due siti, http://www.saveenterprise.com,
e http://www.enterpriseproject.org/.
Sono stati acquistati spazi pubblicitari su quotidiani americani per
pubblicare un disperato appello di salvataggio e addirittura sono stati
raccolti finora ben 38.000 dollari per le varie iniziative
(a questo proposito il sito ufficiale http://www.startrek.com
mette in guardia dal fare donazioni di denaro tramite internet a qualsiasi
tipo di associazione o gruppo, per non rischiare di incorrere in truffatori&farabutti).
Una di queste manifestazioni ha previsto un corteo
di manifestanti, fuori dagli studi della Paramount, il 25 febbraio scorso
e pare che altri ne siano in programma.
Gli ascolti in diretta il venerdì sera non saranno altissimi
(2.9 milioni di spettatori a settimana, meno della metà degli
ascolti della prima stagione), ma quando si tratta di lottare per il
proprio diritto alla dose settimanale di Star Trek, i fan non guardano
in faccia a nessuno.
Addirittura
sono arrivati a fare una proposta alla Paramount, e cioè di cedere
i diritti, attualmente in appannaggio alla UPN, ad un altro canale televisivo
SciFi Channel, più povero ma tematico e dedito
interamente alla fantascienza, canale che in un recente passato ha salvato
da “morte visiva” altre bellissime serie che in Italia non
sono purtroppo mai arrivate, come Farscape e Galactica
(remake della celebre serie degli anni ’80). Sembra comunque che
non se ne possa fare niente, visto che il costo di produzione della
serie è diventato stratosferico ed occorrerebbero degli ascolti
da superbowl per rientrare nelle spese.
Questo è quanto affermano le fonti bene informate.
Ma…
A me un dubbio sorge.
Perché darne l’annuncio adesso, quando avevano detto che
avrebbero deciso molto più avanti?
Qualcosa gli ha fatto cambiare idea?
O hanno un altro obiettivo?
Si potrebbe pensare che una notizia del genere data per tempo possa
permettere ai fan di organizzarsi, come stanno facendo, per insorgere
in tutta la loro potenza: una sorta di chiamata alle armi per
verificare il grado di effettivo gradimento della serie di Star Trek
più bistrattata e criticata in assoluto. Un modo per aumentare
l’aspettativa, per far crescere il pathos, per far sì che
sin da subito gli ascolti aumentino.
Come dire che la Paramount ha gettato il guanto della sfida: Enterprise
non vi piace? E allora ve la chiudo, così vediamo se dite sul
serio quando fate tutte quelle battute sarcastiche sul fatto che la
continuity non regge, che i personaggi sono di gomma, che le storie
sono piene di voragini di illogicità.
E
come un sol uomo il fandom ha risposto!
Aguzzando le orecchie tra i soliti noti, ho avuto modo di sentire commenti
del tipo:
“Beh, in effetti ho visto solo la prima e la seconda stagione
finora, e non mi sembra poi così male”
“D’accordo ci saranno anche delle incongruenze però
ormai mi sono affezionato ad Archer, che mi pare veramente un buon personaggio”
o addirittura la migliore “non saranno granché, ma
in fondo si tratta sempre di Star Trek!”
Tutto questo da coloro che fino a qualche messaggio prima tuonavano
indignati che è ora di finirla e che se gli autori non hanno
più niente da dire, allora è meglio chiudere definitivamente
la serie e stare senza Star Trek per qualche tempo, per recuperare forze
ed energie mentali sufficienti a creare di nuovo un prodotto accettabile.
Star Trek è come le sigarette: posso smettere
quando voglio.
Solo che non voglio.
Addirittura è di questi giorni la notizia, riportata dal Corriere
della Fantascienza, che l’autore di Babylon 5
si sarebbe proposto ai fan (direttamente), per scrivere una nuova serie
di Star Trek, diversa da Enterprise, e molto più in linea con
la filosofia di Gene Roddenberry. Serie in gran parte delineata, visto
che lo stesso autore aveva già sottoposto l’idea alla Paramount,
vedendosi opporre a suo tempo un netto rifiuto.
Personalmente allora preferirei fosse Joss Whedon,
l’autore di Buffy, a provare ad avanzare qualche idea, o in alternativa
Jim Henson, l’autore di Farscape.
Non sarebbe male….
Ma allora in questo caso cosa ne sarebbe di Ent?
Diventerebbe non canon?
Verrebbe cestinato come un esperimento non riuscito?
Eppure
vi posso assicurare che le nuove puntate scritte da Manny Coto
stanno funzionando molto meglio delle precedenti e vale la
pena di aspettare che arrivino anche in Italia per vederle.
Mah!
Il futuro sempre in movimento è. Difficile da percepire esso
è.
Una cosa secondo me è certa: Star Trek è stato finora
una vera miniera d’oro, ma solo fino a che è stato trattato
come un prodotto di qualità, per un pubblico esigente ed estremamente
dinamico. Potrà continuare a portare soldi nelle tasche dei suoi
“proprietari” solo se rispetterà gli standard cui
noi tutti siamo abituati: questa dovrebbe essere principalmente la nostra
driving force, ciò che come “amanti” dovremmo richiedere
che venga rispettato.
Personalmente non avrei avuto problemi ad interrompere la serie dopo
la terza stagione, perché davvero sembrava fosse diventato il
ricettacolo delle idiozie più fantasiose che potessero venire
in mente agli autori, ma avendo visto il cambiamento di rotta attuale,
sono propensa ad offrire alla troupe una nuova possibilità.
Poi se la casa di produzione vorrà ancora crederci, ed impegnarsi
seriamente, questa è tutta un’altra storia.
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