STAR TREK: VIRGONAUTS
di Giovanni "DOC" Rossi


La Fantasia non è che un mondo della memoria emancipato dall’ordine del Tempo e dello Spazio.
[S. T. Coleridge, Biographia Literaria]

Anzitutto, una doverosa precisazione di natura crono-logica: da questo mese troverete un’esaustiva dicitura per il mio personalissimo fuoricampo con l’indicazione numerica esatta degli episodi. Se qualcuno credeva di essersi perso qualche tassello di questo mosaico che va lentamente delineandosi, può stare tranquillo e godersi la doppia uscita mensile.

Non vi nascondo che, quando la Direttrice Suprema dello STIM mi invia qualche mail scritta dalla tastiera di lettori soddisfatti, inizio veramente a capire cosa si prova ad essere apprezzati per la propria passione. Virgonauts, giorno dopo giorno, sta diventando per me un mondo parallelo nel quale riversare le speranze e le paure della quotidianità, una finestra su un mondo fantastico che replica in qualche modo la realtà che ci circonda.
Anche questo mese scoprirete qualcosa di più sui Kron e sull’Arca, ma mai come adesso la Confederazione mostrerà la sue ambigue facciate.
Leggevo, qualche tempo fa, che la Flotta Stellare mostrata in DS9 – saga di culto perché epopea cresciuta rispetto alla classicità di TOS e TNG – ha in qualche modo rovinato l’essenza stessa della Federazione. Penso però che il manicheismo sia il peggior modo per dipingere il futuro: ciascuno, come disse il Capitano Sisko, ha i suoi lati bianchi e neri, ma in fondo siamo tutti grigi.
Per questo, crescendo insieme a voi in questa mia piccola ed importante crociata fatta di inchiostro digitale e tanta immaginazione, nessun personaggio sarà tagliato con l’accetta – termine tanto apprezzato dalla mia ex professoressa di storia e filosofia che detestava le schematizzazioni al limite dello stereotipo –, quindi a ciascuno, prima o poi, tutto sarà concesso.
Non vi nascondo nemmeno che, d’altra parte, gestire un equipaggio virtuale, nato da un parto di inventiva abbastanza travagliato per offrire almeno qualcosa di nuovo, non si sta rivelando un’impresa agevole.
Così, nella speranza di potervi trasmettere l’idea di coralità e sinergia di un Ventinovesimo Secolo che sa tanto dei nostri tempi, vi auguro un mese propizio che, auspico, sarà allietato anche da questo pugno di pagine dattiloscritte.

A presto, e, come al solito, buona e genuina lettura a tutti voi.

Giovanni DOC Rossi


Guardò le sue dita pallide che si prodigavano in una danza geometrica da almeno un’ora, ma i suoi occhi biosintetici vedevano qualcosa di più. Era come se, ad un livello di mera inconsapevolezza, riuscisse a cogliere l’eterno fluire dei numeri che si riflettevano sul visore della sua postazione. Cifre spigolose e rotondeggianti, segni perpetui della logica universale. Provò a focalizzare una manciata di quei caratteri impressi olograficamente, ed ebbe come l’impressione di poterne sentire il battito flebile dei fotoni che li mantenevano in vita, con l’effimera convinzione di ruotare al centro del cosmo.

Questo è l’inizio di una nuova avventura.
Questa è l’alba di una nuova era.
Questo è il Ventinovesimo Secolo.

Questa è l’epoca dei viaggi temporali…E delle sfide oscure.

L’Arca dei Kron giace silenziosa nei uoghi più impensabili della Galassia…E forse anche oltre.
La Virgon, in missione per conto del Comando Temporale Terrestre, dovrà lottare contro il tempo e contro un vascello che ha messo sotto scacco la nave del Capitano Freeman, prima di affrontare una minaccia ancora più critica: la Confederazione.


Questo è il futuro.
Questo e molto altro sarà Star Trek: Virgonauts.

“Vogliamo delle spiegazioni, Commissario. E le vogliamo subito”.
[Comandante Sullivan, “Il Filo di Arianna”]


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