CONSTANTINE
di Fabiano "Langley" Piccione


Constantine” è uno di quei film le cui vaste aspirazioni non coincidono con la resa della pellicola. Il bene… il male… grandi incontri e scontri di idiomi religiosi, cabalistici e para-onirici, che attirano lo spettatore in sala, ammiccandogli con grandi potenzialità sceniche e rivelandosi poi meno brillanti di quanto non sembrassero dai trailer. Uno di quei film che strappano un “carino!”, ma che non restano impressi nella mente per anni a venire. Un film con una discreta regia, buone trovate dal punto di vista fotografico e pregevoli interpretazioni da parte di diversi attori del cast. Tutto ciò concorre a farne un prodotto godibile, ma tutt’altro che memorabile.

Premetto che non conosco “Hellblazer”, la serie a fumetti da cui è stata tratta la sceneggiatura. Posso limitarmi a giudicare il risultato della pellicola, ai miei occhi, senza poter fare paragoni (di solito raramente vincenti) fra “l’originale” e il “derivato”. Forse, se mi permettete, è meglio così.

Keanu Reeves non se la cava affatto male in questa pellicola: tutti quelli che hanno sostenuto e sostengono che il suo personaggio sia uguale a quello di Matrix… non so che film abbiano visto. Ci sono delle somiglianze, è vero, ma come ci possono essere somiglianze fra Spiderman e un eroe degli “X-Men”. Se si scava un pochino di più, però, l’humus è diverso….
John Constantine è un “eroe” cinico, disilluso, opportunisticamente interessato a riguadagnarsi un posto in Paradiso (dopo che anni prima tentò il suicidio, quasi riuscendoci, ed essendo ora condannato per questo a scontare l’eternità all’Inferno, dopo la morte), più che a fare del bene intrinsecamente.
Neo di Matrix è un ragazzo che si ritrova catapultato davanti alla verità che il mondo, per come l’ha conosciuto, altro non è che un’illusione; un ragazzo che si ritrova a fare i conti con l’inconsapevolezza che l’avvolgeva, come avvolge tutta la razza umana, e a doversi barcamenare nel ruolo di nuovo Messia e Salvatore della razza umana, resa schiava. John Constantine è freddo, disilluso… mentre Neo è nervosamente carico di emotività, paura, insicurezza e sconcerto. Neo e Constantine non sono uguali, come uguali non sono il cinismo e l’ingenuità; l’opportunismo e l’ansioso senso di responsabilità. Li accomuna solo lo scomodo ruolo che le circostanze della vita hanno affibbiato loro: il ruolo di chi ha delle capacità tali da poter fare la differenza per il resto dell’umanità.

La sceneggiatura riprende abbastanza fedelmente, pare, quella della serie a fumetti; nella fattispecie riprende l’episodio “Abitudini pericolose” di Hellblazer (eh, mi sono documentato un pochino…che credete! Ndr ), in cui Constantine scopre di avere il cancro.

La trama principale vuole che il trattato di non interferenza, ratificato dal Cielo e dall’Inferno, pare sia stato infranto. Comunemente angeli e demoni non posso interferire con il piano di esistenza della razza umana. Solo gli ibridi, cioè i mezzosangue demone-umano ed angelo-umano, possono coesistere con gli uomini, ma mai comunque è loro concesso agire direttamente su di loro. Possono solo influenzarli, al massimo, ma mai interagire fisicamente su di essi.
Constantine ha la facoltà, suo malgrado, di vedere i demoni e gli angeli. Egli può vedere ogni entità mistica che entra nel nostro mondo. E, potendoli vedere, si trova nella posizione di poterli fermare. Dal film non è chiaro se sia stato qualcuno da “lassù” ad affidargli questo compito, date le sue facoltà, o se questa sua missione se la sia scelta da solo, opportunisticamente. Certo è che sia il Cielo che l’Inferno sono coscienti del suo operato e delle sue capacità di eliminatore di tutte quelle entità che sembrano infrangere questo trattato, com’è certo che fondamentalmente le azioni eroiche di Constantine hanno come obiettivo, più che altro, quello di riguadagnarsi un posto in Paradiso, dopo che un tentativo di suicidio anni prima pare avergli tolto definitivamente questa possibilità.
Ma il nostro eroe incappa in una poliziotta, interpretata da una non eccezionale Rachel Weisz, la cui sorella gemella pare essersi suicidata gettandosi dal tetto dell’ospedale in cui era ricoverata. La nostra cara tutrice dell’ordine, non convinta che la morte della sorella sia stato un vero suicidio, comincerà ad indagare… trovandosi a fare i conti con il mondo di Constantine, in cui le intrusioni demoniache sono all’ordine del giorno e le interferenze mistiche ed occulte stanno pericolosamente incrinando l’equilibrio delle cose. Un mondo in cui Mammon, figlio di Satana, vuole andare “via di casa” e farsi le regole da sé, perché quelle di “Papà” e del suo “vicino di casa” gli vanno ormai strette. Un mondo in cui persino gli esseri angelici sono meno cristallini di quello che sembrano.

Il buono di questo film? No….cominciamo con le negatività: non so se sia la trama del fumetto di per sé, o come è stata realizzata la pellicola, ma a me ha ricordato tanti assaggi di tanti film e telefilm diversi. Un po’ “L’esorcista”, un po’ “Stigmate”, un po’”X-files”. Un dark-movie che mi dà l’impressione di pescare un po’ di qua e un po’ di là, mancando di originalità.
L’interpretazione della Weisz, come ho detto, non mi ha entusiasmato: la sua Angela è scialbina e con poco spessore. Rimane a galla con un “sufficiente”, ma non di più. Constantine stesso trasuda poco del carisma e del tenebroso fascino che, a mio parere, avrebbe dovuto avvolgerlo. Keanu Reeves lo interpreta più che discretamente, ma….se vogliamo davvero fare un paragone con la sua recente pellicola più famosa….lo stesso Morpheus, tenebroso…misterioso… saggio , aveva molto più fascino da vendere di quanto non abbia questo eroe riluttante. E poi la trama di base, cioè l’obiettivo di Mammon di scalvacare il padre Satana e divenire nuovo sovrano della Terra, rompendo il trattato di non interferenza, è poco corposa e sa di visto e rivisto.
Il film risulta godibile, dicevo, ma nulla più.

Il buono: anche ai fumatori più incalliti, dopo aver visto questo film, forse passerà la voglia di fumare! Constantine, come fumatore, supera gli scarichi di qualsiasi fabbrica di Porto Marghera, gente!!!
Scherzi a parte…la regia è ben riuscita e le trovate fotografiche e scenografiche non sono niente male: stati di trance indotti attraverso gli occhi di un gatto……e attraverso l’acqua…spacciata come conduttore non solo di elettricità, ma anche e soprattutto di energia mistica e spirituale, per poter spostare il proprio io astrale attraverso i portali fra il nostro mondo e il Cielo e l’Inferno. Non male come idea! Come non male è la trovata di una delle prime scene del film: l’esorcismo di una ragazza tramite uno specchio, in grado di assorbire il demone dentro di lei e tenerne prigioniera l’essenza, oltre che l’immagine.

Gli effetti speciali sono più che buoni, anche se ormai tutti i film con un certo budget alle spalle possono raggiungere buonissimi risultati e ai nostri occhi essi siano ormai dati per scontati, senza più tanta meraviglia.

E poi la recitazione di Tilda Swinton, che interpreta l’affascinante Gabriele… un efebico… anzi femmineo angelo, che cinicamente ricorda al nostro eroe che non è fra i progetti celesti quello di riaccoglierlo fra le nuvolette del Paradiso. Questo personaggio, che durante il film si scopre essere fondamentalmente doppiogiochista, è davvero ben interpretato da questa mitica attrice che, fin dai tempi di “Orlando”, ha sempre scelto pellicole peculiari e ruoli ricchi di ambiguità, la cui originalità è pari solo alla sua incontestabile bravura.

E poi la trovata finale attraverso cui il nostro eroe, tutt’altro che opportunisticamente, riesce ad annientare la minaccia di Mammon, a costo della vita, richiamando l’attenzione di un “simpatico ed irriverente” Belzebù, che appare come se “colasse” dall’aria per prendere la sua anima, dopo aver fermato il figlio e le sue mire di conquista.

Il diavolo non può più avere l’anima di Constantine, perché le sue azioni mosse da spirito di sacrificio ne hanno determinato il riscatto dell’anima: e allora Belzebù rimuoverà il cancro di Constantine, permettendogli di vivere ancora diversi decenni, presumibilmente…..sperando che durante tutto questo tempo il nostro eroe possa incappare in qualche “scivolone” che ne causi la dannazione eterna. La speranza è l’ultima a morire e il possesso dell’anima di Constantine è ancora tutto da giocare.

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