“Constantine”
è uno di quei film le cui vaste aspirazioni non coincidono con
la resa della pellicola. Il bene… il male… grandi incontri
e scontri di idiomi religiosi, cabalistici e para-onirici, che attirano
lo spettatore in sala, ammiccandogli con grandi potenzialità
sceniche e rivelandosi poi meno brillanti di quanto non sembrassero
dai trailer. Uno di quei film che strappano un “carino!”,
ma che non restano impressi nella mente per anni a venire. Un film con
una discreta regia, buone trovate dal punto di vista fotografico e pregevoli
interpretazioni da parte di diversi attori del cast. Tutto ciò
concorre a farne un prodotto godibile, ma tutt’altro che memorabile.
Premetto che non conosco “Hellblazer”,
la serie a fumetti da cui è stata tratta la sceneggiatura. Posso limitarmi
a giudicare il risultato della pellicola, ai miei occhi, senza poter fare paragoni
(di solito raramente vincenti) fra “l’originale” e il “derivato”.
Forse, se mi permettete, è meglio così.
Keanu Reeves non se la
cava affatto male in questa pellicola: tutti quelli che hanno sostenuto
e sostengono che il suo personaggio sia uguale a quello di Matrix…
non so che film abbiano visto. Ci sono delle somiglianze, è vero,
ma come ci possono essere somiglianze fra Spiderman e un eroe degli
“X-Men”. Se si scava un pochino di più, però,
l’humus è diverso….
John
Constantine è un “eroe” cinico, disilluso,
opportunisticamente interessato a riguadagnarsi un posto in Paradiso
(dopo che anni prima tentò il suicidio, quasi riuscendoci, ed
essendo ora condannato per questo a scontare l’eternità
all’Inferno, dopo la morte), più che a
fare del bene intrinsecamente.
Neo di Matrix è un ragazzo che si ritrova catapultato davanti
alla verità che il mondo, per come l’ha conosciuto, altro
non è che un’illusione; un ragazzo che si ritrova a fare
i conti con l’inconsapevolezza che l’avvolgeva, come avvolge
tutta la razza umana, e a doversi barcamenare nel ruolo di nuovo Messia
e Salvatore della razza umana, resa schiava. John Constantine è
freddo, disilluso… mentre Neo è nervosamente carico di
emotività, paura, insicurezza e sconcerto. Neo e Constantine
non sono uguali, come uguali non sono il cinismo e l’ingenuità;
l’opportunismo e l’ansioso senso di responsabilità.
Li accomuna solo lo scomodo ruolo che le circostanze della vita hanno
affibbiato loro: il ruolo di chi ha delle capacità tali da poter
fare la differenza per il resto dell’umanità.
La sceneggiatura riprende abbastanza
fedelmente, pare, quella della serie a fumetti; nella fattispecie riprende
l’episodio “Abitudini pericolose”
di Hellblazer (eh, mi sono documentato un pochino…che credete!
Ndr ), in cui Constantine scopre di avere il cancro.
La
trama principale vuole che il trattato di non interferenza, ratificato
dal Cielo e dall’Inferno, pare sia stato infranto. Comunemente
angeli e demoni non posso interferire con il piano
di esistenza della razza umana. Solo gli ibridi, cioè i mezzosangue
demone-umano ed angelo-umano, possono coesistere con gli uomini, ma
mai comunque è loro concesso agire direttamente su di loro. Possono
solo influenzarli, al massimo, ma mai interagire fisicamente su di essi.
Constantine ha la facoltà, suo malgrado, di vedere i demoni e
gli angeli. Egli può vedere ogni entità mistica che entra
nel nostro mondo. E, potendoli vedere, si trova nella posizione di poterli
fermare. Dal film non è chiaro se sia stato qualcuno da “lassù”
ad affidargli questo compito, date le sue facoltà, o se questa
sua missione se la sia scelta da solo, opportunisticamente.
Certo è che sia il Cielo che l’Inferno sono coscienti del
suo operato e delle sue capacità di eliminatore di tutte quelle
entità che sembrano infrangere questo trattato, com’è
certo che fondamentalmente le azioni eroiche di Constantine hanno come
obiettivo, più che altro, quello di riguadagnarsi un posto in
Paradiso, dopo che un tentativo di suicidio anni prima
pare avergli tolto definitivamente questa possibilità.
Ma il nostro eroe incappa in una poliziotta, interpretata da una non
eccezionale Rachel Weisz, la cui sorella gemella pare
essersi suicidata gettandosi dal tetto dell’ospedale in cui era
ricoverata. La nostra cara tutrice dell’ordine, non convinta che
la morte della sorella sia stato un vero suicidio, comincerà
ad indagare… trovandosi a fare i conti con il mondo di Constantine,
in cui le intrusioni demoniache sono all’ordine del giorno e le
interferenze mistiche ed occulte stanno pericolosamente incrinando l’equilibrio
delle cose. Un mondo in cui Mammon, figlio di Satana,
vuole andare “via di casa” e farsi le regole da sé,
perché quelle di “Papà” e del suo “vicino
di casa” gli vanno ormai strette. Un mondo in cui persino gli
esseri angelici sono meno cristallini di quello che sembrano.
Il buono di questo film? No….cominciamo
con le negatività: non so se sia la trama del
fumetto di per sé, o come è stata realizzata la pellicola,
ma a me ha ricordato tanti assaggi di tanti film e telefilm diversi.
Un po’ “L’esorcista”, un po’ “Stigmate”,
un po’”X-files”. Un dark-movie che mi dà l’impressione
di pescare un po’ di qua e un po’ di là, mancando
di originalità.
L’interpretazione della Weisz, come ho detto, non mi ha entusiasmato:
la sua Angela è scialbina e con poco spessore. Rimane a galla
con un “sufficiente”, ma non di più. Constantine
stesso trasuda poco del carisma e del tenebroso fascino che, a mio parere,
avrebbe dovuto avvolgerlo. Keanu Reeves lo interpreta più che
discretamente, ma….se vogliamo davvero fare un paragone con la
sua recente pellicola più famosa….lo stesso Morpheus,
tenebroso…misterioso… saggio , aveva molto più fascino
da vendere di quanto non abbia questo eroe riluttante. E poi la trama
di base, cioè l’obiettivo di Mammon di scalvacare il padre
Satana e divenire nuovo sovrano della Terra, rompendo il trattato di
non interferenza, è poco corposa e sa di visto e rivisto.
Il film risulta godibile, dicevo, ma nulla più.
Il buono: anche ai fumatori
più incalliti, dopo aver visto questo film, forse passerà la voglia
di fumare! Constantine, come fumatore, supera gli scarichi di qualsiasi fabbrica
di Porto Marghera, gente!!!
Scherzi a parte…la regia è ben riuscita e le trovate fotografiche
e scenografiche non sono niente male: stati di trance indotti attraverso gli
occhi di un gatto……e attraverso l’acqua…spacciata come
conduttore non solo di elettricità, ma anche e soprattutto di energia
mistica e spirituale, per poter spostare il proprio io astrale attraverso i
portali fra il nostro mondo e il Cielo e l’Inferno. Non male come idea!
Come non male è la trovata di una delle prime scene del film: l’esorcismo
di una ragazza tramite uno specchio, in grado di assorbire il demone dentro
di lei e tenerne prigioniera l’essenza, oltre che l’immagine.
Gli
effetti speciali sono più che buoni, anche se ormai tutti i film
con un certo budget alle spalle possono raggiungere buonissimi risultati
e ai nostri occhi essi siano ormai dati per scontati, senza più
tanta meraviglia.
E poi la recitazione di Tilda Swinton,
che interpreta l’affascinante Gabriele… un efebico… anzi femmineo
angelo, che cinicamente ricorda al nostro eroe che non è fra i progetti
celesti quello di riaccoglierlo fra le nuvolette del Paradiso. Questo personaggio,
che durante il film si scopre essere fondamentalmente doppiogiochista, è
davvero ben interpretato da questa mitica attrice che, fin dai tempi di “Orlando”,
ha sempre scelto pellicole peculiari e ruoli ricchi di ambiguità, la
cui originalità è pari solo alla sua incontestabile bravura.
E
poi la trovata finale attraverso cui il nostro eroe, tutt’altro
che opportunisticamente, riesce ad annientare la minaccia di Mammon,
a costo della vita, richiamando l’attenzione di un “simpatico
ed irriverente” Belzebù, che appare come se “colasse”
dall’aria per prendere la sua anima, dopo aver fermato il figlio
e le sue mire di conquista.
Il diavolo non può più avere
l’anima di Constantine, perché le sue azioni mosse
da spirito di sacrificio ne hanno determinato il riscatto dell’anima:
e allora Belzebù rimuoverà il cancro di Constantine, permettendogli
di vivere ancora diversi decenni, presumibilmente…..sperando che durante
tutto questo tempo il nostro eroe possa incappare in qualche “scivolone”
che ne causi la dannazione eterna. La speranza è l’ultima a morire
e il possesso dell’anima di Constantine è ancora tutto da giocare.
Se volete
commentare questo articolo scrivete a
Warp
Mail