IL SIGNORE DEGLI ANELLI RELOADED
di
Fabio Miele



Attenzione: contiene spoiler dimensionali.

Esco dalla capsula e prima ancora che il fumo della transizione si diradi so di trovarmi in un’altra realtà. Tutto sembra simile a come lo ricordo, a come me lo hanno insegnato, a come è... di là. Nella realtà accanto, dalla quale provengo, ma ci sono delle differenze. Qui la Divina Commedia è stata scritta direttamente da Boccaccio. Il Decamerone da D’Annunzio. Il Piacere da Marzullo. A dimostrazione che il mondo delle idee è uno e che prima o poi sceglie chi illuminare.
Sono ora nell’ultima realtà in programma per oggi, e mettendo insieme un diario di queste esperienze e di queste ricerche posso cominciare dicendovi che tutto è cominciato al pensiero di sapere se Tolkien fosse anche altrove e se in questi mondi paralleli esistessero nuove opere da scoprire e documentare. Nuove storie, magari inedite. Ma ciò che ho trovato è stato più di quanto mi aspettassi e in forme che non potevo sospettare. In sintesi, ho visto cose che voi lettori non potreste immaginarvi. Ho visto elfi ballare la rumba, ho visto nani connettersi al cyberspazio.
Esistono mondi in cui Il Signore degli Anelli è stato scritto, è stato filmato, da altri. Personaggi che conosciamo anche noi ma che non avremo mai l’occasione di vedere nelle vesti di Tolkien (o di Peter Jackson). Non da questa parte. In questa realtà possiamo limitarci a porci domande del tipo: come sarebbe stato Il Signore degli Anelli scritto da Stephen King? Come sarebbe stato se il film lo avesse fatto Ridley Scott? Nel primo caso tutto sarebbe cominciato in qualche paesino del Maine, una giornata grigia e piovosa, con Bilbo Baggins, uno scrittore con moglie e figli ignari del suo passato, di ritorno alla sua natia contea alla guida di una station wagon con in tasca un anello, nella mente un’ossessione e poca voglia di festeggiare il suo compleanno. Gollum, più avanti nella storia, parlando con Frodo forse gli avrebbe detto “Vieni a Mordor, padrone, là galleggiano tutti.
Ridley Scott invece avrebbe certo reso una Moria claustrofobica, con i goblin ricoperti di slime e bocche inquietanti, e Aragorn sarebbe arrivato davanti a Denethor magari dicendo “Sono Aragorn figlio di Arathorn e in questa vita o nell’altra riavrò il mio trono!”
Bè, oggi sono qui a dirvi che non c’è più bisogno di immaginarselo. Oggi sono qui portandovi queste risposte. Io so cosa è successo di là.
Ho visto Il Signore degli Anelli realizzato da Crichton. Il libro si apre con venticinque pagine di spiegazione tecnica su uno strano incidente avvenuto alla OneRing Industries di Mordor. Qui un piccolo essere frutto dell’ingegneria genetica, nome in codice Hob.Bit, distrugge un piccolo anello contenente i codici del segreto universale. In seguito, John Sauron, direttore generale della OneRing per conto della Middle-Earth Incorporated, un pluri-laureato informatico geniale inventore di un software rivoluzionario chiamato PowerRings che lo ha reso in segreto il signore della rete soggiogando i computer di tutto il mondo (prendo fiato), sparisce per cause misteriose. Il neo-eletto presidente degli Stati Uniti di Gondor nega l’accaduto e tutto viene insabbiato. Il mondo è salvo. C’è anche un seguito, L’Anello Perduto, ma questa è un’altra storia.

Ma ho anche visto l’intera trilogia degli Anelli girata dai fratelli Wachowski, con frecce scagliate in bullet time e un elfo che fa snowboard su una rampa di scale e acrobazie indicibili su un olifante.
Hai appena cominciato a capire,” Gandalf dice a Frodo, “tu sei l’eletto, tuo è il compito di arrivare a Mordor, nel cuore del mondo delle macchine, e distruggere l’Anello.”
Quale anello?
Tu sei l’Anello, Frodo. Tu sei Neo. Anagramma di one, come the One Ring, l’Unico Anello, capisci?
E devo seguire il bianco coniglio?
Il Bianco Consiglio, Frodo! Segui le decisioni del Bianco Consiglio, va a Lothlorien e incontra l’oracolo Galadriel che ti darà dei biscottini di lembas, sta attento all’agente Saruman e già che ci sei rammendami i calzini. Tutto quello che vedi, tutto questo mondo fatto di elfi, di nani, di draghi e ragni giganti, non esiste. È frutto dell’immaginazione di un uomo, noi lo chiamiamo il Professore, e siamo solo i personaggi di un libro.
Io non capisco...
Allora, ricominciamo: tu sei l’eletto e...

Ho visto Il Signore degli Anelli realizzato come serie per la TV da Gene Roddenberry. “Questi sono i viaggi della Compagnia dell’Anello, per andare là dove nessun hobbit è mai giunto prima...” Qui Sauron è stato sostituito da una regina, colei che ha soggiogato gli orchi e vuole assimilare il mondo. Una tale Anna Tar. Il capitano Aragòrn, un gondoriano, guida il suo equipaggio verso il pianeta natale del male, Mordor Primo, accompagnando un Viaggiatore con una missione segreta affidatagli dall’intelligence di Rivendell VII. Egli è l’hobbit Wesley Crusher, detto Frodo, il quale si ritrova con la responsabilità di salvare tutto e tutti. Lungo la strada visiterà strani nuovi mondi e nuove civiltà, come una colonia di vulcaniani platinati a Lothlorien e alcuni klingon amanti dell’equitazione su Rohan V. Il primo ufficiale Legolas e l’ufficiale tattico, un klingon atipico di nome Gimli, ripudiato dal suo popolo poiché non ritenuto all’altezza di un guerriero, sono gli altri fidati membri dell’equipaggio. La serie si conclude con una cancellazione alla terza stagione, dopo una lunga guerra, e il capitano Jean-Luc Aragòrn diventa presidente della Federazione dei Popoli Liberi (United Federation of Free People, UFFP). Di Wesley se ne perdono le tracce, così come degli altri hobbit sui amici; Sam LaForge, Data e Pipino. Si dice stiano creando una serie spin-off con loro quattro protagonisti alle prese con un pianeta di alberi antropomorfi. La vogliono chiamare Ent-erprise (Linea Verde era già stato preso).

Ho visto una serie di fumetti inventata da Stan Lee, dove un super-hobbit con superproblemi si ritrova a lottare contro il malvagio Saru-Man che gli vorrebbe sottrarre l’Anello del potere che lo rende invisibile. Ma grazie all’aiuto di Legolas Green-Arrow, Gimli detto La Cosa e un uomo superveloce detto Grampasso sconfiggono i malvagi orchi. Ci hanno fatto anche due serie parallele, X-Hobbits e La Lega Elfica della Giustizia.

In un’altra realtà ho visto una serie di sette libri. I titoli mi hanno fatto capire in cosa la trilogia si fosse qui incarnata. Ho visto Frodo Baggins e l’Anello filosofale e poi Frodo Baggins e il Prigioniero di Khazad-Dum, con una strana versione degli Spettri dell’Anello trasformati in guardie carcerarie, e via così. Il piccolo Frodo è qui un hobbit suo malgrado che si ritrova in un posto solo per hobbit chiamato la Contea fino a che Gandalf il Silente non gli rivela il suo destino e la sua missione.

Ho visto un’altra serie TV, ad opera di Joss Whedon, intitolata Frodo l’Ammazzaorchi. Qui Frodo Summers è una ragazzina bionda aiutata da Gandalf l’osservatore, un inglese, e dai suoi amici Willow la strega bianca e Xander il giullare. La missione è sconfiggere lui, il Primo Male.
Devi distruggere l’Anello, Frodo,” le dice Gandalf, “devi gettarlo nella Bocca dell’Inferno.
“L’Anello?” risponde Frodo, piuttosto stranita, “Proprio l’Anello devo distruggere? È il mio preferito, ci ho anche intrecciato un fiorellino di Pianilungone, vede? È il mio tesoro, perché non possiamo gettare nel fuoco Legolas? È più alto e più biondo di me, non lo sopporto!
Frodo, stiamo parlando di una cosa seria!
E il mio primato di biondosità non lo è? Senta, ho un altro piano.
Come quella volta col Balrog?
Perché, farci inseguire fino al Sea World e farlo inciampare nei fili del telefono per farlo poi cadere nella vasca dell orche assassine e così spegnerlo non è stata una cattiva idea, no? Per l’Anello, piuttosto, e se andassimo fino a Mortor...
Mordor...
Sì, lì, e bussassimo al Nero Cammello...
Cancello...”
Sì, lì, e dicessimo a Sauron che... ops... lo abbiamo perso. Vede, signor Sauron, stavo preparandomi per il ballo della scuola e... e pluf, l’Anello mi è caduto nel lavandino e...

In un mondo un po’ così così ho visto che il libro è divenuto un talk show. Uomini e Hobbit lo chiamano e ci sono litigi e atteggiamenti ambigui in onda direttamente nella fascia protetta. Ho visto anche Amici di Frodo Baggins, una scuola dove ti insegnano a portare gli anelli alle montagne del fato e anche una serie di televendite su Olifante TV ad opera degli Spettri dei Maestri Orafi di Valenza Po. Tra questi nove ne ho riconosciuti due: Wanna Marchi e Stefania Nobile. Ho visto televendite su miracolosi surrogati economici del viagra chiamati Barad-Dur e persino il Trombatorrione. Truffe sgamate da Mi Manda Gandalf il Bianco e Vermilingua la Notizia, trasmissione famosa questa per aver mandato in guai giudiziari Saruman, il sedicente chiromante del Lago di Isengard, già indagato per gli appalti loschi di Isengardaland e le tangenti di mani bianche e pulite. Per non parlare de La Prova dell’Hobbit dove dama Galadriel insegna a cucinare il Pan di Via. Ma cambiamo canale...

Ho visto Tom Clancy diventare famoso in un’altra realtà scrivendo Caccia all’Unico Anello dove un hobbit cerca di raggiungere Gondor partendo da Mordor, facendo il viaggio al contrario, cercando di sottrare l’Anello a Sauron per consegnarlo nelle mani di un mondo di buoni e democratici uomini di Gondor. E poi Agatha Christie ha scritto Assassinio sull’Anduin (dove il colpevole era Gollum in cucina con la chiave inglese) e Assassinio sul Sudron-Express (il colpevole era Legolas in salotto con arco e freccia). E poi ho visto C’era una volta Gondor di Sergio Leone e letto Oscar Wilde con Il ritratto di Smeagol Grey. Ho visto i Vanzina accaparrarsi i diritti per usare uno dei quattro hobbit nel prossimo film di Natale. Si intitolerà Merry Christmas.

E potrei andare avanti dicendo che ho letto alcuni racconti di Lovecraft intitolati La Maschera di Isengard o Il Richiamo di Sauron, che ho visto la trilogia di Indiana Baggins e persino visto la trilogia di Star Rings, realizzata da George Lucas su concessione dei diritti della Tolkien Enterprise battendo sul tempo Peter Jackson. Non so come ma zio George, dopo Episodio I - La Minaccia degli Spettri dell’Anello e Episodio II – L’Attacco degli Uruk-hai, pare sia riuscito a ottenere di cambiare il finale di Episodio III – Il Ritorno del Re; Frodo, al quale è stata mozzata una mano, la stessa in cui teneva l’Anello, sta per gettare il prezioso tesoro nella voragine del Sarlacc ma arriva Sauron in persona protetto dal suo elmo inquietante. “Tu non conosci il potere dell’Anello, Frodo,” gli dice raspando con la voce e protendendo una mano verso di lui, “Non distruggerlo, unisciti a me!
No, mai!” risponde Frodo disperato, aggrappato ad una roccia, in bilico sull’abisso infuocato e ormai stremato; intenzionato forse a gettarsi lui stesso nella lava incandescente con l’Anello. “Io sono un hobbit come mio padre prima di me.
No, Frodo... sono IO tuo padre!



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