INTERVISTA A BRANNON BRAGA
a cura di Susanna Ricci

02/03/2005
Da www.startrek.com

Braga fa alcune considerazioni sulla cancellazione dello show.

La cancellazione di Enterprise dopo la sua quarta stagione può segnare la fine di Star Trek per il momento, ma potrebbe anche essere la cosa migliore da fare. Questo è il sentimento espresso da uno dei creatori e produttori esecutivi dello show, Brannon Braga, durante una lezione tenuta all’università di Los Angeles.
Dopo 18 anni e 750 episodi circa, la corsa attuale di Star Trek è finita. Il che è una buona cosa. È necessario un po’ di riposo” Braga ne parla ad un pubblico di circa 200 studenti, “non so per quanto tempo, non dipende da me, ma dalla Paramount. Può essere per un paio d’anni, può essere di più, non lo so. Ma per il momento non ci saranno nuovi episodi”.
Senza ulteriori commenti ha anche aggiunto “Non la considero come una cancellazione, ma come una gestazione”.
Le lezioni di Braga, un appuntamento regolare al Claremont McKenna College, erano state prenotate molto in anticipo con il titolo “La filosofia di Star Trek” e “Confessioni di uno scrittore di Star Trek”. Ma dato che l’appuntamento è risultato essere a ridosso della notizia della cancellazione dello show, Braga è stato costretto a fare alcune riflessioni sulle implicazioni di questo sviluppo.
La domanda più frequente che mi è sempre stata fatta negli ultimi 15 anni è ‘Perché Star Trek è così popolare?’ Ora devo rispondere invece a ‘Perché Star Trek deve finire? È un po’ deprimente”.
Ammette Braga. “Perchè è così popolare? Potrei continuare per ore ad enunciarne le ragioni. Ma perchè è finito?... penso che la gente abbia ormai visto troppo Star Trek. Sapete, 750 episodi… Anche se quest’ultimo episodio fosse il migliore mai prodotto, sarebbe ugualmente il 751esimo. Semplicemente arriva un momento in cui è necessario fare una pausa, la gente ne ha abbastanza e ci hanno speso sin troppo del loro tempo e delle loro vite. Le persone che guardavano The Next Generation, lo facevano quando erano al college e ora hanno una famiglia, hanno quasi 40 anni – non guardano più tanta televisione. Hanno avuto la loro parte di Star Trek.”

Non ho intenzione di star qui a dire che la qualità dei telefilm è andata peggiorando – perché non lo penso affatto – penso solamente che ce ne è stato abbastanza.”

Braga è stato parte integrante del team creativo di Star Trek sin dagli anni 90, quando si unì allo staff di The Next Generation come scrittore – all’incirca all’epoca in cui fu mandato in onda di “The best of both worlds”. Fu coautore dell’episodio finale della serie “All Good Things…”, quindi si spostò a Star Trek Voyager, per diventare produttore esecutivo, quindi ha lavorato con Rick Berman per la creazione di Enterprise. In totale Braga ha scritto, o ha partecipato alla stesura, di circa 100 episodi, compreso il finale di Enterprise attualmente in produzione.
Ha descritto il morale dello staff di produzione come agrodolce, da quando è stata data la notizia della cancellazione. “Un sacco di gente ha lavorato per lo show nell’arco dei 18 anni, e ormai siamo diventati veramente una famiglia – penso che questo sia stato fondamentale per la consistenza e la qualità dello spettacolo, il modo in cui appare, il modo in cui è scritto” ha detto. “Sapevamo che stava per succedere, non ci siamo nascosti dalla realtà dei fatti. Era molto probabile che sarebbe arrivato ad una fine, quindi la reazione non è stata di shock, ma di disappunto, per il fatto di non aver almeno proseguito di un altro paio di anni.
Ha anche aggiunto come nota personale “È un risvolto un po’ amaro anche per me, perché in fondo io ho speso metà della mia vita su Star Trek e ci ho messo veramente tutto me stesso: è stata una cavalcata veramente interessante.
Ci sono dei piani per il futuro di Star Trek? “Per quanto ne so, non c’è niente in vista – in termini televisivi. So che si sta sviluppando un nuovo film. Ma non ne so niente, non sono stato coinvolto, non so quando potrà essere pronto. In termini di televisione penso che non si sentirà parlare di Star Trek per un pezzo.
Braga ha iniziato un altro progetto televisivo, un pilot di fantascienza per la CBS, intitolato “Threshold”. Lo ha descritto in questo modo: “Si tratta di uno show contemporaneo, ambientato al giorno d’oggi, che vede coinvolta una donna in ambiente militare con il compito di investigare il possibile arrivo di alieni sulla terra. Gli hanno fatto notare che “Threshold” è anche il titolo di un episodio di Voyager – “il peggior episodio che abbia mai scritto per Star Trek”, ride. “Ma è una coincidenza!
Visto che il titolo della lezione era comunque “La filosofia di Star Trek”, Braga ha colto l’opportunità di parlare anche di questo argomento. “Gene Roddenberry ha inventato un futuro in cui chiunque, Dio permettendo, riesce a cavarsela. Descrive un futuro in cui l’umanità è riuscita ad evolvere, la Terra è un paradiso, non ci sono più conflitti, povertà, guerre. E, sebbene possa sembrare noioso, in realtà ha un fascino indescrivibile ed ammaliante. È un posto in cui tutti vorremmo stare, un posto in cui vorremmo che crescessero i nostri nipotini.
Uno degli aspetti più importanti dello show creato da Roddenberry, è stato il concetto di Infinite Diversità in Infinite Combinazioni, il che significa, non importa chi sei, di che colore sei, o quali disabilità puoi avere, hai comunque un posto nel mondo.
Una delle domande degli studenti è stata quella di commentare un dialogo in Star Trek Primo Contatto – di cui è coautore – che dice che non ci sarà denaro nel futuro. “Ai tempi di Picard, e fondamentalmente in tutto il tempo di Star Trek, l’economia non è pilotata dal danaro. Ma non sono del tutto sicuro di come venga affrontata.” confessa.
Era una delle nostre teorie preferite, che una volta inventato il Replicatore, che poteva creare del cibo, per tutto il mondo, allora non ci sarebbe stato alcun bisogno di una economia nel senso tradizionale del termine, perché tutti i bisogni fondamentali degli uomini sarebbero stati soddisfatti.” spiega. “Era un futuro in cui nessuno si sarebbe dovuto preoccupare di mantenere un lavoro o di fare soldi.
Poi scherza, “Se guardate The Next Generation, sembra che tutto ciò che la gente fa sia andare a qualche corso per adulti – sapete, suonano, recitano, scrivono poesie…
Riferendosi al dialogo in Primo Contatto poi aggiunge “Il personaggio di Alfre Woodard dice qualcosa del tipo ‘Ma allora cosa fate tutti quanti?’ e Picard risponde, ‘Cerchiamo di migliorare noi stessi’. Corsi per adulti.

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