DI PROVENZA IL MARE E IL SUOL
di Rossella "DrBev" Marchiselli



Da Vincent a Theo

...nonostante la bella giornata di sole, ho piantato in asso Paul mentre dipingeva i cipressi degli Alyscamps, e sono andato a fare un giro alla ricerca di qualche soggetto nuovo. Penso inizierò un nuovo filone floreale, dipingendo i meravigliosi girasoli le cui coltivazioni riempiono i campi qui intorno ad Arles. Oppure le vigne, non so. Mi sa che i girasoli non incontrerebbero la curiosità della gente.
Mentre girellavo fra i vigneti, mi è sembrato che il bagliore del sole si intensificasse; pochi passi dopo, ho incontrato un distinto gentiluomo, che mi si è presentato come il padrone dei vigneti circostanti.
Quando ho detto il mio nome e cognome, mi è sembrato di scorgere un lampo nei suoi occhi: presumo che conoscesse qualcuna delle mie intemperanze, il paese comincia a preoccuparsi e a parlarne. Abbiamo fatto strani discorsi, a proposito della vastità del mondo e della libertà di viaggiare, e mentre calava la sera ho notato che il suo sguardo vagava verso le stelle in modo sempre più insistente. L'ho invitato a restare a cena con me e Paul, ma ha declinato l'invito. Mi ha chiesto però dei miei quadri ed ha espresso il desiderio di vederli.. Aveva delle orecchie molto belle, penso lo accontenterò. Sono molto confuso...



Da Vincent a Theo

...i girasoli sembra che mi calmino. L'uomo nel vigneto (non riesco a ricordare ora il suo nome, ho di nuovo litigato con Gauguin, se continua così andremo alle mani) è arrivato a trovarmi alla Casa Gialla e l'ho presentato ad alcuni dei miei amici. Ha veramente delle belle orecchie, peccato abbia perso quasi del tutto i capelli: è un uomo molto colto, si diletta di archeologia e di storia, nonostante a volte faccia confusione con le date, ed è rimasto senza parole quando gli ho regalato un disegno con uno studio di girasoli. Pensa che ha contraccambiato con una cassa di bottiglie del suo miglior Chateau. Che bevuta!
Arles ora sembra noiosa quando non c'è. Ha veramente delle belle orecchie. Chissà come si chiama, sono confuso ed ho momenti irritabili...


Da Vincent a Theo

Caro Theo,
Jean Luc (così si chiama il distinto gentiluomo che ho recentemente incontrato, e con il quale sto stringendo una bellissima amicizia) continua a venirmi a trovare, anche se per poche ore alla settimana. Ora so qualcosa di più sulla sua famiglia, so che anche se hanno proprietà terriere sono di tradizione militare, i suoi antenati han combattuto a Trafalgar, e stanno pensando di trasferirsi da La Barre, per provare a impiantare sui vitigni locali le viti della costa della Normandia.
Avran tutti delle orecchie belle come le sue? ...Paul comincia a diventare veramente insopportabile...


Da Vincent a Theo

Theo,
non crederai mai a quello che sto per dirti, lo so che penserai che io sono finalmente diventato pazzo, ma ti giuro, è tutto vero!
Jean Luc non è un archeologo, non è un vignaiolo, è un uomo che viaggia nello spazio! L'ho scoperto perchè mi sono sentito male in mezzo ai girasoli, e lui mi ha miracolosamente salvato facendomi scomparire e ricomparire all'interno di una nave volante, dove mi hanno curato e ora sto benissimo! Non sono pazzo! È accaduto veramente! Theo, Theo, le meraviglie che ho visto! Jean Luc era preoccupatissimo, dice che l'organizzazione a cui appartiene gli pianterà un casino di inferno, ma chi se ne importa!
Me ne vado, Theo, me ne vado con lui, fra una settimana questi viaggiatori torneranno fra le stelle e io dipingerò i paesaggi di tutti i pianeti che incontreranno. Al diavolo i girasoli! Al diavolo Gauguin! Al diavolo tutto! La mia tristezza si è dileguata, stasera sbatto Gaugin fuori di casa e così tutti i legami con questa terra saranno recisi...


Dr. Théophile Zacharie Auguste Peyron a Theo Van Gogh

Monsieur Van Gogh,
Suo fratello si sta lentamente riprendendo dallo stato isterico in cui è arrivato al Sain-Paul-de-Mausole. La ferita autoinflittasi all'orecchio dopo il violento litigio con Monsieur Gaugin sta lentamente guarendo. Qui a St.Remy pare abbia anche ritrovato la voglia di dipingere, anche se non ha ancora smesso di farneticare su persone che vivono in navi volanti: il suo spirito è perennemente turbato.
Farò del mio meglio per cercare di aiutarlo.
Sta dipingendo cipressi, oliveti e giardini, eppure i suoi quadri non riescono a non risentire delle sue visioni.


Da Vincent a Theo

Caro Theo,
ti mando la mia ultima fatica, non chiedermi di modificarla; spero che tu possa perdonare le mie intemperanze ed i miei vaneggiamenti. Non so se la mia salute ritornerà normale, e non so se questa voglia di andar via passerà, o se passerà questa cappa di inutilità che mi opprime ormai costantemente, ma penso che la sensazione di essere stato per una volta sola là dove nessuno è mai stato prima, mi aiuterà nella mia arte. La tristezza durerà per sempre...


Ps: Qualcuno ha fatto delle congetture circa le undici stelle che figurano nel dipinto. Sebbene sia vero che Vincent non avesse più, quando dipinse l'opera nel 1889, lo stesso fervore religioso che aveva nei suoi primi anni, esiste una possibilità che la storia di Giuseppe nel Vecchio Testamento possa aver avuto un'influenza nella sua composizione.
'Sentite' disse ' ho avuto un altro sogno, ho visto il sole, la luna e undici stelle prostrarsi davanti a me.'
Genesi 37:9

Ovviamente, ci sono molte ipotesi a questo riguardo...


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