Tutti lo sanno.
Anche quelli che Star Trek lo guardano solo una volta ogni tanto e si
confondono tra loro i capitani e le astronavi.
I
Klingon della serie classica assomigliavano a dei Tartari:
avevano la pelle scura (alle volte opportunamente dipinta con quello
che poteva sembrare, almeno a prima vista, del lucido marrone per le
scarpe); avevano baffetti sottili che scendevano ai lati delle labbra
ad incorniciare alle volte anche una barbettina un po’ a punta;
avevano capelli neri, corti, e occhi un po’ a mandorla; costumi
consoni al personaggio, in genere roba in pelle, tale che sembrava mancare
loro solamente un cavallo bardato, per scorrazzare nella tundra siberiana.
Poi
è comparso Worf.
Chi di voi non ha inarcato di scatto il sopracciglio, scagli il primo
comunicatore.
L’unica cosa che sembrava essere rimasta uguale era la barba!
E nessuno si è degnato di dare una benché minima spiegazione,
sicchè con l’andare del tempo, tutti quanti hanno accettato
il nuovo look, lo hanno anzi trovato gradevole ed interessante, fino
a che hanno cominciato a storcere il naso di fronte ai Klingon di Kirk,
quasi che fossero quelli i taroccati.
Un primo, timido cenno alla questione, direi anzi l’unico, era
stato dato in DS9, quando Worf era tornato indietro nel tempo, assieme
ai suoi compagni, per cercare di risolvere la crisi dei Tribli: alla
domanda se anche “quelli” fossero Klingon,
il
nostro si era limitato a grugnire che sì, lo erano, ma il motivo
del loro aspetto modificato era un argomento di cui i Klingon preferivano
non parlare.
Manco fosse il risultato di un rito tipo Pon Farr.
Che chissà, magari come spiegazione poteva anche avere una sua
logica: nella furia della passione, sappiamo che le donne Klingon tirano
di tutto e mordono come delle forsennate, hai visto mai che qualcuno
ci ha rimesso la cresta….
Ma andiamo avanti (o meglio, andiamo indietro) e arriviamo ad Enterprise.
Per la precisione a quei due Potenziati, figliastri di Soong, che avevano
preso possesso di una nave Klingon e si erano allontanati dalla futura
Federazione a tutta manetta.
Gli
umani stanno studiando ingegneria genetica e modificazioni del DNA per
potenziare le loro caratteristiche? E chi sono i Klingon? Figli dei
poveri asciugamani? Non appena ne hanno l’opportunità e
riprendono possesso della loro navetta, si buttano a capofitto nella
sfida medica che viene loro prospettata e cercano di ripercorrere le
orme dello scienziato terrestre, nel tentativo di creare pure loro una
super razza di guerrieri.
Solo che….
Magari non sono così bravi come Soong. O forse
hanno un laboratorio più scarso. O magari si sono distratti un
attimo. Fatto sta che i loro tentativi, che hanno come base frammenti
di DNA presi dai due soggetti umani, producono sì dei Klingon
con caratteristiche superiori, ma ahimè, il prezzo da pagare
è un aspetto molto più simile a quello dei terrestri di
quanto i nostri guerrieri preferiti possano mai sopportare.
E una super influenza mortale come effetto collaterale.
È
a questo punto che entra in gioco il Dottor Phlox,
che viene debitamente rapito e portato nella classica base segreta dello
scienziato pazzo di turno, per poter contribuire, con la sua esperienza,
alla risoluzione del problema.
Tutto l’Impero Klingon è in pericolo, non dimentichiamolo,
perché la super influenza è estremamente virulenta e facile
a propagarsi.
Ovviamente il capo del progetto vorrebbe salvare capra e cavoli e guarire
i suoi Potenziati trovando nel contempo il modo di mantenerli superiori.
Ma sapete come sono questi dottori della Flotta Stellare: non possono
far parte di complotti finalizzati al trionfo del male.
Inoltre trovano sempre la soluzione all’ultimo istante possibile,
dopo aver infettato e messo in pericolo non un umano qualsiasi che faccia
da cavia per la creazione degli opportuni anticorpi, ma niente meno
che il Capitano Archer.
Al quale spunta un accenno di creste.
Quando
si dicono i casi della vita.
Ad ogni modo, come sempre, tutto finisce in gloria: Phlonx trova l’antidoto
alla maxi influenza che debella le caratteristiche dei potenziati, ma
ha come effetto collaterale quello di spianare tutte le creste di coloro
che vengono vaccinati.
Visto che l’Impero è stato pesantemente toccato da tutta
la vicenda, non scandalizza il fatto che un gran numero di guerrieri
debba sottostare alla cura e venga trasformato geneticamente mostrando
caratteristiche più umane.
Con l’andare del tempo, il meticciamento tra
Klingon-crestati e Klingon-tartari porterà alla normalizzazione
ed al riemergere del gene dominante.
I Klingon quindi torneranno lentamente ad avere le loro caratteristiche
leonine, permettendo nel contempo a Kirk di incontrare sul suo cammino
qualcuno di quelli più sfortunati, che hanno dovuto sopportare
l’onta di somigliare troppo ai loro arcinemici.
Bene, e anche questo è un altro tassello, infilato al suo posto.
Adesso non ci resta che attendere fiduciosi cosa ci riserva
l’Universo dello specchio.
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