MONDO SENZA FINE
di Joe Haldeman

di
Riccardo "Summer" Palazzani


Questo mese più che di un romanzo è corretto parlare di un racconto.
Infatti, Mondo senza fine è molto breve, poco più di 100 pagine. Adatto per trascorrere un pomeriggio uggioso, al caldo sotto un plaid, con una tazza di Earl Grey caldo a fianco.
La trama in partenza non è molto originale e ricalca il tema dell'asteroide-nave, internamente cavo, che all'interno ospita una società senziente che è in viaggio da tempo immemore, tanto da non essere più consapevole della propria condizione, riprendendo l'episodio della Serie Classica Ho toccato il cielo in cui l'Enterprise fa la conoscenza dei Fabrini. Vedi Stim n° 50 .

L'autore, Joe Haldeman, si è cimentato solamente due volte con Star Trek, di cui ha scritto solo un altro racconto oltre a questo, ma va detto che ha saputo ricreare con una certa fedeltà il clima della Serie Classica, rispettando il carattere dei personaggi e la gerarchia delle relazioni.
Non c'è spazio, a causa della brevità, per analisi introspettive o accurate descrizioni di ambienti o sensazioni. Il racconto scorre fluido ma relativamente in superficie limitandosi a narrarci il minimo indispensabile, mantenendo viva fino all'ultimo l'aura di mistero che circonda sia la civiltà che da tremila anni abita la nave-asteroide sia i suoi costruttori.

L'Enterprise rileva la presenza della grande nave-asteroide abitata da circa un milione di alieni; analizzandone rotta e velocità deduce che essa non raggiungerà mai la sua destinazione. Spock suppone che gli abitanti al suo interno non siano consci che il loro viaggio è senza meta e Kirk decide quindi di teletrasportarsi all'interno per avvertire chiunque abiti l'asteroide del pericolo ed offrire eventuale assistenza. Naturalmente, come in ogni buona storia Trek, una volta entrati, non si può tornare indietro.
Un misterioso metallo dal peso atomico incredibile, che costituisce un guscio protettivo, impedisce il ritorno sulla nave lasciando Kirk, Spock, McCoy ed una squadra si sbarco nelle mani di una strana civiltà aliena fondata su precise caste, ognuna con un compito ben preciso all'interno della società: gli Ela, agricoltori, i Chatalia che vivono nelle città e i Maghi, che vivono ai poli e costituiscono il vertice della società. L'interno dell'asteroide è caratterizzato da un mondo artificiale piuttosto ristretto, con una gravità molto bassa che permette ai loro abitanti letteralmente di volare all'interno di esso.
Le piccole dimensioni, circa 200 km di diametro, conferiscono all'ambiente un aspetto disorientante, con strade che paiono andare in salita ed edifici pronti a crollare gli uni addosso agli altri. Kirk e compagni faticheranno non poco per riuscire a comunicare con questi alieni, incapaci di comprendere il significato di parole come "astronave" e il fatto di trovarsi all'interno di una grossa palla di roccia.
Vengono scambiati per dei Klingon, con cui hanno avuto un pessimo incontro in passato. Il relitto di una vecchia nave Klingon giace sulla superficie dell'asteroide, precipitata trecento anni prima, rimanendo intrappolata dalla morsa di una invisibile rete metallica.
Gli alieni conservano ancora la memoria dell'invasione che combatterono strenuamente e sono pronti a giustiziare la squadra di sbarco terrestre che prova insistentemente a spiegare i fatti senza successo, tacciata di eresia. Kirk dovrà guidare i suoi uomini verso l'Isola dei Maghi per cercare di capire chi o cosa governi l'asteroide e trovare un modo per uscire dall'asteroide, questo mentre l'Enterprise verrà catturata dalla stessa superficie dell'asteroide, costruito con il misterioso metallo che catturò i Klingon in passato, quando è costretta ad atterrare su di esso.
L'energia della nave verrà rapidamente succhiata costringendo Scott ad evacuare l'equipaggio all'interno dell'asteroide, restando solo a bordo ad affrontare dei Klingon moderni, che seguivano segretamente la nave di Kirk, decisi a vendicare i loro antenati distruggendo asteroide ed Enterprise con un colpo solo. Il viaggio di Kirk verso i poli sarà lungo e movimentato e nel frattempo verranno alla luce molti aspetti della stramba società che da millenni viaggia inconsapevole nello spazio.
Gli abitanti dell'asteroide non si riproducono ma vengono saltuariamente rimpiazzati dai Maghi, con delle repliche esatte che non conservano i ricordi dei precedenti e vengono quindi, ogni volta, istruiti a compiere la loro mansione di casta. Il segreto del procedimento è custodito dai Maghi e tentare di impossessarsene costituisce motivo sufficiente per essere puniti con la morte definitiva: quella senza possibilità di rimpiazzo.
Una volta raggiunta l'isola dei maghi Kirk & Co. scopriranno la sorprendente verità circa i costruttori della nave-asteroide e sulla sua destinazione. Credetemi se vi dico che è tutto in mano ad un... carciofo gigante.
Il finale è appunto la nota piacevole, sorprendente del racconto, del tutto inaspettata ed originale.
Nel più classico "non è ciò che sembra" tutte le teorie di Spock verranno a cadere e la squadra di sbarco, nonché l'intero equipaggio dell'Enterprise verrà lasciato libero di ripartire. Inutile invece dirvi che i klingon verranno sconfitti, subendo la sorte dei loro antenati, e l'Enterprise liberata. Ci sareste arrivati da soli.


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