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NEWS
a cura di Paolo
"Exidor" Longarini
Si è toccato
il fondo. Si è cominciato a scavare. Si fanno brillare candelotti
di dinamite per abbassare ulteriormente il livello. Si progettano e realizzano
nuove scavatrici al plutonio, in durammonio, in lega vibrante, per scavare
più a fondo e più velocemente.
Che cosa avevamo di davvero bello in Italia?
I trulli di Alberobello? A parte la forma semisferoidale, riconducibile
quindi al seno femminile, sono solo case fatte di sassi.
I sassi di Matera? Hanno una loro “sassosità”, superiore
anche ai trulli, ma a nessuno, vedendoli, è mai venuta una voglia
insostenibile di palpare qualcosa.
Il Colosseo? Fantastico, ancora continuiamo a considerare bellissimo un
coso oviforme in cui si compivano massacri a cielo aperto. Ci combattevano
rudi omaccioni pelosi e sudati. Zero tette.
Avevamo, come già ricordavo qualche mese fa, un fantastico spot
del Borotalco in cui una trentina di meravigliose figliuole sollevavano
al cielo le braccia scoprendo sessanta tette sessanta mentre erano sedute
ognuna dentro una vasca da bagno ricolma di schiuma e di acqua tiepida.
Ognuna di loro aveva negli occhi una muta preghiera “Vieni qui prima
che si raffreddi”.
Non l’abbiamo più. Lo hanno cancellato.
Non contenti lo hanno sostituito da dei ragazzetti imbecilli e vestitissimi.
Hanno fatto di peggio.
Uno spot radiofonico in cui, rivagheggiando gli odiatissimi anni ’80
dei paninari e degli slogan beoti (riportati in auge da quell’insulto
di senso compiuto generato dai lombi dell’autore di rime immortali
come “cielo pesante come roccia, ultima notte di caccia” e
“mi dispiace di svegliarti, forse un uomo non sarò”,
chiari segni di confusione dovuta all’abuso di centerbe), ci racconta
di due imbecilli, uno sfigato e l’altro no; lo sfigato chiede al
non-sfigato quale sia il suo segreto con le ragazze e quest’ultimo
glielo rivela: il borotalco (ci sareste mai arrivati? Io pensavo a “ho
un fracco di soldi, giro col ferrarino e offro da bere calici di champagne
a tutte le ragazze. Inoltre, se me la danno, regalo un brillante”,
ma forse io sono malizioso). Lo sfigato, allora, promette all’amico
che da domani lo userà pure lui e finisce con la seguente, brillante,
illuminante e fantastica frase: “Ragazze, da domani voi siete l’ape
ed io il miele”.
Sono indeciso se lasciare “scendetelo here” ed iniziare “Aridatece
le tette”.
T’ HANNO INVASO LA CAPOCCIA
Poche
persone al mondo incarnano ideali positivi tipo il rincoglionimento e
la demenza senile come fa William Shatner.
Il nostro deficiente preferito ha ideato una trasmissione a metà
tra un reality e Scherzi a Parte, in cui faceva credere ad un’intera
cittadina dell’Iowa, Riverside, che avrebbe girato
da loro un megafilm portando denaro e ricchezza in un posto dove non si
fermano a mangiare neanche i cani della prateria.
Oltretutto la scelta di questa cittadina non è stata casuale: in
questo paesello sconosciuto e sperduto del mondo (unico segno distintivo
è che per raggiungerlo, partendo da Roma o Milano, ci si mettono
gli stessi giorni di viaggio necessari per arrivare a Bellaria), leggenda
vuole che abbia dato i natali a Kirk, il personaggio
più famoso interpretato dal ciccione. Questo ha chiaramente spalancato
le case di tutti gli abitanti alla persona per la quale “Supersize
me” è la fredda cronaca di un normale mese di vita.
Shatner
ha volontariamente preso per il culo un paese. Ha illuso, ingannato ed
approfittato della buona fede di queste persone.
Per carità, se pagato lo faccio pure io e nella puntata finale,
quella in cui svelo a tutti la faccenda, faccio pure il gesto dell’ombrello
a tutti, non contesto questo. Contesto il fatto che, a seguito delle inevitabili
polemiche sintetizzate dalla comune domanda dell’americano medio
“Maccheccazzo t’ha detto la capoccia?”, lui abbia risposto
con un’intervista.
Condotta da sua figlia.
Come se un dibattito del premier sul conflitto di interessi fosse arbitrato
da Piersilvio.
Visto come ragiona e la proverbiale inventiva di Shatnerone nostro la
prossima trasmissione che condurrà sarà “Che progetti
hai per il futuro? Cancellali”, in cui entrerà nelle case
di ignari cittadini americani per consegnare lettere di licenziamento
e risultati del test Hiv.
THUNDERLIPS
In
una recente intervista, Marina Sirtis ha dichiarato che
il giorno dopo aver detto che sia lei che Frakes avrebbero fatto parte
del cast dell’ultima puntata di Enterprise (finale che vi anticipo
subito: la Troi ha mangiato pesante, a letto con Riker non fa altro che
ruttargli in faccia tutta la notte procurando a quest’ultimo un
assurdo sogno su un capitano che comandava un’astronave in mutande,
un’addetta alle comunicazioni con ancora meno compiti di Uhura,
un pilota tormentato da continue crisi esistenziali, una grande gnocca,
un
inutile inglese ed un tizio con un nome assurdo che non riuscirebbe a
ricordare se non fosse che in quel momento la Troi, girandosi per cercare
un alka seltzer, non gli piazzasse una gomitata nei testicoli producendo
il caratteristico rumore “Trip!”), riprendo le fila quaggiù
ma cercate di seguirmi, dicevo il giorno dopo aver spifferato tutto, il
telefono della Sirtis ha cominciato a diventare rosso dalle chiamate di
quelli della Paramount “Ma sei pazza!”, “Chi
ti ha detto di rivelare tutto!”, “Non eri autorizzata a raccontare
questi particolari!”, “Ma chi cacchio te pettina? Del Piero
su punizione?”.
Lei, tranquilla come una vecchia vamp ha dichiarato: “Nessuno mi
aveva detto di mantenere il segreto e comunque non l’avrei fatto,
dovevano aspettarselo, sapevano che mi chiamano “The Mouth”.
Come ricordano tanti attrezzisti e carpentieri che hanno lavorato a TNG.
SE STEWART È UN ATTORE
IO SONO CANDY CANDY
E
aspetto ancora che Terence metta da parte quella stupida armonica a bocca.
Il nostro caro Picard, non contento di interpretare Xavier (unico personaggio
in cui la sedia a rotelle risultava più espressiva) darà
il volto ad un altro personaggio fantascientifico: il Professor Utonium
delle Superchicche.
Magari.
Prof del cartone animato “Mignolo e Prof”.
Neanche.
Sarà uno scienziato in una miniserie catastrofica in cui tempeste,
uragani etc etc, devasteranno la terra e lui darà la soluzione
per salvare la buccia all’umanità.
Questa è, purtroppo, la risposta esatta.
GIALLO IL SOLE LA FORZA TI
DA’
Il
nostro Alexander Siddig Fadil el bimbumbam, reduce dai
fasti di Vertical Limit (in cui, per motivi non ancora
chiariti, portava in giro per le montagne un thermos pieno di nitroglicerina,
neanche chiuso bene visto che lo ha fatto saltare in aria) e da quelli
di Il regno del fuoco, in cui veniva vaporizzato dal
soffio del drago, prova ad interpretare un personaggio che veda i titoli
di coda del film con ancora la piena funzionalità polmonare. Fa
la parte di un guerriero emulo di Sandokan in Kingdom of Heavens,
ultima megaproduzione hollywoodiana con Orlando Bloom
protagonista.
Non so quanto sia rilevante la sua parte all’interno del film, so
solo che sul sito ufficiale non ci sono foto di scena in cui viene ritratto
anche lui, io le ho trovate sul suo sito ufficiale.
ARIDATECE LE TETTE
Visto
che quei puzzoni dello Stic non ce lo invitano (che le vostre micette
possano tornare nelle vostre case aspettando i figli di Cimurro, il temibile
gatto impestatore di case, che nelle vostre automobili si possano bloccare
le sintonie della radio in modo di ascoltare solo le informazioni del
traffico di Vladivostock, che vostra suocera possa prendere sul serio
la scritta “benvenuti” sul vostro zerbino e si stabilisca
da voi), la campagna “Scendetelo here” è
momentaneamente sospesa.
Riprenderà il prossimo mese con obiettivo la Sticcon 2006,
e stavolta ce la faremo.
Questo mese invito chi di dovere a ridarci lo spot del borotalco con le
tette. Abbiamo scoperto che quel broccolo della Tim, che dopo aver girato
mezzo mondo per correre appresso a sta cavolo di Adriana l’ha fatta
tornare indietro con la foto del diamante (disinteressata la ragazza),
a tutte le sue disgrazie ci va aggiunta anche quella di essere interista,
abbiamo scoperto che la suddetta Adriana sa addirittura (meraviglia delle
meraviglie), contare fino a quattro, anche se aiutata dalle paperelle,
abbiamo scoperto che Fiorello, oltre a parlare con le fontane, scrocca
le telefonate a Buongiorno ma, purtroppo, i nostri schermi restano orfani
delle sessanta tette sessanta.
Fatele tornare. Ridateci questa gioia.
Anche per questo mese è tutto.
Trip!
(facciamolo diventare un saluto in codice e non solo l’onomatopea
di quando vi schiacciate un testicolo cercando lo zippo nella tasca dei
pantaloni).
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