GLADIATORI MODERNI
di Riccardo "Summer" Palazzani

Gene Roddenberry era innamorato della teoria dei mondi paralleli, per la quale, là fuori, sparse nella galassia esistono copie perfette del pianeta Terra che hanno sviluppato forme di vita del tutto identiche a quella umana e ne hanno persino ricalcato lo stesso cammino storico.
Non so se sia una teoria attendibile e spero solo che un giorno sia verificabile, ma su di essa si fonda l'intero impianto narrativo dell'episodio della seconda stagione della TOS intitolato Nell'arena coi gladiatori.

L'Enterprise si imbatte nei resti della S.S. Beagle (battezzata in onore di Porthos?), scomparsa sei anni prima e seguendone la deriva arrivano al quarto pianeta del sistema 892. E qui entra in gioco la teoria dei mondi paralleli. Tale pianeta è identico nella composizione e nelle dimensioni alla Terra.
Persino la proporzione fra terre emerse ed oceani è la medesima.
Non sorprende quindi che la razza senziente che lo abita sia non solo umanoide ma direi totalmente umana nell'aspetto. Il corso della Storia della Terra e di questo pianeta è stato inspiegabilmente il medesimo per millenni, vedendo sorgere e cadere le medesime civiltà, come se un pianeta fosse lo specchio dell'altro. L'equilibrio si rompe però milleottocento anni prima di Kirk.
Mentre sulla Terra nel 476 d.C. l'Impero Romano d'Occidente cadeva miseramente scomparendo per sempre nell'oblio della Storia, sul pianeta specchio continua a prosperare e da quel preciso momento la Storia dei due pianeti differisce in maniera sostanziale. Quando Kirk sbarca in compagnia di Spock e McCoy il livello tecnologico di questi romani dello spazio è paragonabile a quello del nostro XX secolo.
Più precisamente agli anni '60, naturalmente.
Uhura intercetta le trasmissioni televisive del pianeta che ci mostrano duelli e scontri a colpi di gladio, con tanto di 'retiari', 'mirmilloni' e 'sanniti' presentati nella stessa maniera in cui noi manderemmo in onda una partita di calcio o un incontro di pugilato.

Lo schermo principale della plancia illustra un ristretto ma indicativo scorcio della struttura sociale del pianeta. L'Impero Romano non è appunto mai caduto, estendendo la sua egemonia su tutta la popolazione mondiale. La società si è evoluta tecnologicamente raggiungendo un livello analogo al nostro attuale mentre la struttura sociale e le tradizioni sono rimaste le stesse di duemila anni fa.
La cosa più lampante che balza all'occhio è il persistere della schiavitù, seppur umanizzata, resa più accettabile grazie ad alcune concessioni, come il diritto alla pensione e all'assistenza medica. Sugli schermi televisivi vanno forte gli scontri fra i gladiatori o fra condannati a morte. È divertente sfogliare una rivista di moda, con le armature all'ultimo grido o automobili dai nomi che richiamano quelli degli dei romani.
La polizia locale indossa una divisa simile alle nostre mentre in tv, durante gli spettacoli vengono rispolverate le antiche divise del passato, con il corpetto di cuoio, il mantello rosso e l'elmo con la "spazzola". L'architettura è rigorosamente classica (divertente che Roddenberry abbia fatto filmare alcuni edifici neoclassici americani anche famosi e li abbia spacciati come alieni!) così come anche il cibo.
La società ha attraversato quasi duemila anni di storia senza subire sostanziali modificazioni culturali. Miti, religione, tradizioni sono rimaste pressoché immutate. Nemmeno l'arrivo dei sopravvissuti della S.S. Beagle, sbarcati sul pianeta per sfuggire alla morte ha scosso l'Impero. Imprigionati e tenuti ben nascosti all'opinione pubblica vengono costretti ad adattarsi pena la morte.
Il capitano Merrik cerca di convincere i suoi uomini ad accettare il loro destino ed a condividere con i locali le loro conoscenze scientifiche in cambio della vita. Ma non esita a spedire a combattere e morire con i gladiatori coloro che si rifiutano di violare la Prima Direttiva. Il capitano Merrik, guadagnata la fiducia del governo, viene ribattezzato Merrikus e nominato Primo Cittadino.

In realtà l'Impero è minato al suo interno da un movimento sovversivo che ha preso piede soprattutto fra gli schiavi. Si dichiarano adoratori del Sole, che non fa parte della schiera degli dei romani. Il Sole profetizza la fratellanza e l'uguaglianza fra tutti gli uomini e il messaggio, non può quindi che venire avversato dal governo centrale. Per tale motivo il culto del Sole è clandestino e i suoi seguaci, se scoperti, vengono arrestati e dati in pasto ai gladiatori. È evidente il parallelismo con il Cristianesimo degli albori, dove il Sole sostituisce la figura di Cristo (anche Uhura alla fine spiegherà a tutta la plancia questa analogia).
Kirk & Co. si imbattono in uno di questi gruppi clandestini e fanno la conoscenza di Flavius, un ex gladiatore, molto famoso, che ha lasciato le armi per unirsi ai fedeli del Sole. Sarà quest'ultimo a condurli da Merrik. Quando Kirk viene fatto prigioniero le autorità conoscono perfettamente da dove egli provenga. Merrik ha fornito loro in passato tutte le informazioni relative alla Federazione.
La priorità è non rivelare all'opinione pubblica l'esistenza di altri mondi abitati e di altre culture. Per tale motivo vogliono che Kirk ordini ai suoi uomini di sbarcare affinché non venga rivelata alla Federazione l'esistenza del pianeta scongiurando forse l'arrivo di altri stranieri, portatori di pericolose idee.

Il Proconsole Marcus organizzerà un incontro televisivo con Spock e McCoy come vittime predestinate, quale forma di ricatto verso Kirk che non vuole collaborare in nome della Prima Direttiva. Kirk, non cedendo al ricatto, seppur condannato a morte, si guadagna il rispetto del proconsole. Rispetto che è del tutto assente nei confronti di Merrik.
L'umiliante trattamento inferto al comandante della Beagle risveglierà il suo orgoglio, salvando Kirk & Co. e pagando il prezzo del tradimento all'Impero con la vita. Da segnalare la somiglianza con l'Impero Stellare Romulano della Serie Classica, ben diverso da quello che vedremo da TNG in poi, che si ispirava dichiaratamente al mito dell'Impero Romano.
Dal nome dei due pianeti che sono una parodia di Romolo e Remo, fratelli fondatori di Roma, alla gerarchia militare e politica. Anche nell'Impero Romulano abbiamo un senato, consoli, proconsoli, centurioni ed il territorio è suddiviso in province... ecc. ecc.
Pare evidente che Roddenberry dovesse avere un debole per la storia della penisola italica e per le sorti di uno dei più grandi imperi della Storia conosciuta.


Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail