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UNA
GUERRA INCREDIBILE
di Riccardo
"Summer" Palazzani
Questo
mese torno ad occuparmi della mia rubrica preferita, per presentarvi,
secondo il mio modesto giudizio, uno degli episodi migliori di tutta la
Serie Classica.
Una guerra incredibile (A taste of Armageddon), prima stagione,
affronta, come si intuisce facilmente dallo stesso titolo, il tema della
guerra totale, portata agli estremi, al punto da diventare quotidianità,
qualcosa con cui convivere necessariamente, da accettare senza più condizioni,
considerandone gli effetti come inevitabili fastidi del vivere.
L'Enterprise ha preso a bordo un pomposo ambasciatore della Federazione,
il signor Fox, che spinge Kirk a sbarcare su Eminiar VII
nonostante un messaggio subspaziale codificato come ordine 710, intimi
a chiunque di non avvicinarsi.
Ma Fox ha l'ordine di stabilire una base nel settore a qualunque costo
e decide di sua iniziativa di forzare la mano. Spock rivela, consultato
il computer dell'Enterprise, che 50 anni prima un vascello, la Valiant,
scomparve nel settore dopo aver informato che Eminiar VII era un pianeta
in guerra con un altro del medesimo sistema, Vendikar.
Kirk & Spock con una squadra di perlustrazione sbarcano su Eminiar, dove
vengono accolti da Mea 3, una Eminiariana piuttosto avvenente che
li invita ad andarsene e di rispettare il loro volere di non avere contatti
con gli estranei in quanto sono in guerra.
Kirk è sorpreso perché intorno a lui non vi sono i segni di una guerra,
non certo di una che sembra durare da ormai 500 anni. Mea 3 accompagna
Kirk dal capo del Consiglio Supremo, Anan 7, il quale rifiuta ogni
offerta d'ambasciata tirando in causa la perdurante guerra con Vendikar.
E proprio in quel momento il nemico scaglia un attacco contro Eminiar.
Risuonano degli allarmi ma nessuno batte ciglio, nessuno corre in rifugi,
nonostante Mea 3 dichiari che i Vendikariani utilizzino bombe a fusione.
Kirk & Co. non comprendono.
L'attacco è diretto alla città ma nessuna esplosione viene udita. Scotty,
dall'orbita, non rileva nulla di sospetto. Eppure Anan 7 dichiara mezzo
milione di vittime accertate e ordina il contrattacco.
Spock, da bravo vulcaniano, comprende l'assurdità della situazione. La
guerra è combattuta solo fra computer che eseguono complicate simulazioni
calcolando le perdite in vite umane. Lo stesso computer decide chi sono
le vittime e si premura di avvisarle affinché diligentemente si presentino
alle camere di disintegrazione. Anan 7 stesso dichiara di aver perso sua
moglie nell'ultimo attacco.
Purtroppo per Kirk, il computer degli Eminariani ha calcolato che l'Enterprise
è andata distrutta nell'attacco e pretende che Kirk e tutto il suo equipaggio
si faccia disintegrare in ossequio alle leggi locali. Proprio come era
accaduto alla Valiant in passato. Anan 7 spiega che tutto questo è necessario
per preservare la sua civiltà dall'estinzione.
Non
rispettare il patto darebbe adito a Vendikar di mettere in atto una guerra
reale che causerebbe molti più danni, soprattutto alle strutture, e ovviamente
molti più morti. Le camere di disintegrazione ed i computer sono una soluzione
logica per limitare gli effetti distruttivi di un conflitto. Kirk e i
suoi vengono imprigionati in attesa dell'esecuzione mentre Anan 7 contatta
l'Enterprise spacciandosi per Kirk, richiedendo lo sbarco immediato di
tutto l'equipaggio.
Ma Scotty, che non è mica l'ultimo arrivato, fa analizzare al computer
la registrazione, e l'elaboratore prontamente rivela l'inganno. Scott
deduce quindi che il suo capitano è stato fatto prigioniero. Nel frattempo
Spock, facendo appello ai suoi poteri telepatici, riesce a prendere il
controllo della mente di una guardia eminariana e farsi aprire la porta
della cella.
Aggirandosi per i meandri del palazzo governativo si imbattono in una
delle famigerate camere di disintegrazione. In fila, in attesa di essere
terminata in quanto selezionata dal computer, Mea 3 viene salvata appena
in tempo da Kirk che successivamente non si fa scrupolo di mandare in
tilt a colpi di phaser la camera stessa.
La fuga di Kirk viene presto rilevata e Anan 7 decide allora di attaccare
realmente l'Enterprise rispolverando le armi convenzionali. Ma Scott aveva
prudentemente sollevato gli scudi, che assorbono seppur con qualche difficoltà
l'energia dei disintegratori eminariani. Scott vorrebbe fargliela pagare
ma l'ambasciatore Fox fa valere la sua autorità.
La missione diplomatica è preminente a qualunque altro interesse, comprese
le vite della squadra di sbarco, e Fox si prepara a prendere contatto
diretto con Anan 7, il quale gli tende invece una trappola. Ma Scott non
è disposto ad abbassare gli scudi sentendo puzza di bruciato, arrivando
all'ammutinamento.
Kirk intanto vuole raggiungere la sala del computer per interrompere questa
guerra assurda e cerca la collaborazione di Mea, la quale, al contrario,
lo accusa di averle impedito di morire come sarebbe stato suo dovere e
si rifiuta di collaborare.
Kirk è stupefatto della pervicacia della donna di fronte alla prospettiva
della morte, ma il condizionamento mentale e culturale è troppo forte
e Mea riesce a vedere solo il bene comune, ma non il suo.
Soprattutto, non ha più la capacità per rendersi conto dell'assurdità
della sua situazione. Kirk raggiunge Anan 7 e minacciandolo con un'arma
ad energia gli intima di consegnargli il comunicatore per contattare l'Enterprise.
Anan è furbo e distrae il capitano quanto basta per avvisare le sue guardie
che in breve mettono Kirk fuori combattimento e tornano ad imprigionarlo.
Anan fa giusto in tempo a presentarsi all'appuntamento con l'ambasciatore
Fox, nel frattempo teletrasportatosi su Eminiar e annunciargli che è stato
selezionato per essere terminato.
Altro che relazioni diplomatiche!
Fox viene messo in fila in compagnia degli eminariani destinati alla disintegrazione
nonostante le sue vivaci proteste, e se non fosse per l'intervento di
Spock e della squadra di sbarco, ancora in fuga, non sarebbe vissuto a
lungo. Spock distrugge un'altra cabina di disintegrazione e si mette in
cerca del suo capitano.
Anan, intanto, interroga Kirk e cerca di spiegargli che la soluzione adottata
dal suo popolo è la migliore possibile, che una vera guerra sarebbe terribile
e causerebbe molto più sofferenze delle cabine di disintegrazione.
La
soluzione eminariana è un approccio logico e civile alla guerra, al contrario
del caos che porterebbe un ritorno alle armi convenzionali. Per Anan la
natura stessa degli esseri viventi è violenta e la guerra è inevitabile.
Quindi è inutile combattere contro l'istinto ma piuttosto è preferibile
assecondarlo, rendendo la violenza della guerra accettabile, sostenibile
nel tempo. La distruzione delle cabine ha causato un ritardo nel lavoro
di disintegrazione delle vittime e i Vendikariani minacciano di attaccare
con armi vere il pianeta di Anan se gli accordi non verranno rispettati.
Con uno stratagemma Kirk ordina a Scotty di attaccare il pianeta entro
due ore, l'ordine generale 24, se non verrà liberato, mettendo Anan 7
di fronte alla prospettiva concreta di un ritorno alla guerra reale, quella
che porta fame, sofferenza, carestie.
È proprio il fatto che gli eminariani
abbiano reso la guerra così pulita e accettabile che ha fatto perdere
di vista l'obiettivo di ogni conflitto: la pace. La guerra computerizzata,
essendo quasi indolore, potenzialmente avrebbe potuto durare all'infinito.
Una guerra combattuta sul campo alla fine è destinata a terminare, quando
le parti ne avranno avuto abbastanza delle sofferenze che comporta al
punto da preferire un accordo che la reciproca distruzione.
Kirk, che non ama la prima direttiva, decide di sua iniziativa di fare
a pezzi il computer centrale del pianeta. Di fronte alla prospettiva di
una guerra reale, Kirk è fermamente convinto che gli abitanti di Eminiar
e Vendikar saranno costretti a trovare un accordo, spaventati e sgomenti
dalla prospettiva di un conflitto planetario devastante.
L'ambasciatore Fox si propone di intercedere presso i Vendikariani e di
aiutare i due pianeti a trovare la pace riattivando un canale di comunicazione
che veniva utilizzato da secoli.
L'iniziativa spregiudicata di Kirk ha successo e i due popoli, finalmente
costretti a parlarsi dalla prospettiva della distruzione, intavolano delle
trattative sotto la guida della Federazione.
Per chi, come me, è cresciuto con l'incubo della guerra atomica, non può
non vedere in questo episodio un limpido riferimento alla Guerra Fredda
ed alla contrapposizione fra Nato e Patto di Varsavia.
La consapevolezza che una guerra avrebbe portato
alla totale distruzione del pianeta senza lasciare nè vinti nè
vincitori è stato il fattore determinante che ha fatto sì che il
temibile bottone non venisse mai premuto, ma allo stesso tempo ha prolungato
lo strisciante conflitto psicologico per decenni, al punto che avevamo
imparato a convivere, quasi a dimenticare, l'incubo atomico che pendeva
sulle nostre teste.
E per assurdo, allora, ci sentivamo più sicuri di oggi, perché la situazione
internazionale era apparentemente più semplice e chiara e pareva evidente
chi fossero i nemici e quali gli amici.
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