WILLIAM SHATNER PARTE TERZA
di Domenico Ciccone


Continuiamo queste mese con l’analisi dei ruggenti anni ’70 del nostro Capitano, parlando di “Land of no Return” (1975).
Il titolo, “terra del non ritorno”, sembra quasi una metafora della carriera di Shatner dopo Star Trek. Bill interpreta un ruolo non protagonistico, cioè quello di Curt Benell, un pilota di aerei di linea. Durante un volo, le pessime condizioni meteorologiche fanno precipitare l’aereo in una landa desolata e ricoperta di neve. L’unico superstite al disastro è tale Zak O'Brien (Mel Tormè, che è stato anche un cantante di un certo successo in quegli anni negli Stati Uniti), il quale si trova così a combattere contro le avverse condizioni della natura per sopravvivere in attesa dei soccorsi. Lo aiutano nell’impresa un'aquila reale ammaestrata e un lupo: cosa ci faccia un’aquila ammaestrata nella storia (o come il protagonista sia riuscito ad ammaestrare un’aquila) e soprattutto come fanno l’aquila e il lupo ad aiutare questo tizio, non sono riuscito a scoprirlo. Nella foto di scena a lato, piccola ma chiara, si capisce che anche se il ruolo è piccolo, Shatner non rinunci a fare il piacione. Unanimi i commenti in rete di due spettatori : “Shatner è ancora una volta impegnato in un piccolo ruolo di scarto. Budget ultra ridotto, e si vede”; “William Shatner non ha molto da fare in questo film, e ne esce come una specie di bagaglio in eccesso buttato via”.

Dalla natura ostile passiamo alla natura amica con “A Whale of a Tale”, film del 1976, ambientato in un grande parco acquatico con protagonista un’orca. La trama è molto semplice: Joey Fields, un ragazzino appassionato di tutto ciò che riguarda il mare, ha un grande sogno: quello di lavorare nel grande parco marino della sua città. Durante una visita a questo parco, conosce il capo biologo, Jack Fredericks (Shatner), che lo prende in simpatia e decide di affidarlo ad una sua assistente. L’assistente lo porta a visitare la grande vasca dove sguazza l’attrazione principale del parlo, l’orca Orky (sì, lo so, non fate commenti…). Tra Joey e l’orca si sviluppa subito un rapporto di grande amicizia, tanto che il ragazzino comincerà un rapporto quasi fisico con l’animale, nonostante l’apprensione della madre, in un trionfo di giochi d’acqua e virtuosismi cetacei.
Film innocuo, come si può capire, di quelli che si rifanno a “Il meraviglioso mondo di Walt Disney”, dove il sussulto maggiore che si può avere è la storia d’amore tra la mamma del ragazzino, giovane vedova (ma guarda un po’ il destino!!!!!), e il capo biologo del parco: figuriamoci, infatti, di trovare Shatner in un film senza una bella gnoppata con un qualunque essere, anche non senziente, con le tette. La presenza della balena e di Shatner nel film ha suggerito questo commento : “No, non è un prequel di STAR TREK IV o FREE WILLY, è semplicemente uno stupido film per mocciosi”. In un altro commento ritorna anche il tema dell’abbigliamento di Shatner in quegli anni : ”Quello che rende il film veramente interessante è la presenza di William Shatner, che interpreta un biologo marino del parco. Vale la pena di vedere il film solo per il suo abbigliamento. Il film risulta essere uscito nel 1976, ma a giudicare dai vestiti dei protagonisti, non lo collocherei più in là del 1972”. Il manifesto della versione messicana del film può dare un’idea della questione, senza considerare l’ennesimo trionfo del parrucchino di Bill. In una pagina web dedicata al regista, ho letto che questo film avrebbe vinto anche numerosi premi, tra i quali il Primo Premio al Festival Cinematografico delle Isole Vergini (sic!), e, udite udite, un premio ad un non ben precisato “Milan Film Festival”. Se qualcuno ha notizie più precise sul passaggio di questo filmone in Italia, ce lo faccia sapere, chè avrà la nostra eterna gratitudine e riconoscenza.

Nel 1977 Shatner ritorna ad un ruolone da protagonistone con il film “Kingdom of Spiders”. Dopo il filone horror-splat, un altro filone molto in voga a cui attinge questo film è quello della natura-killer che si ribella al vandalismo dell’uomo, natura di volta in volta impersonata da uccelli, pesci (in special modo piranha e/o squali), e insettame vario. In questo caso abbiamo i ragni. Vorrei portare la vostra attenzione sulla assoluta meraviglia costituita dal manifesto del film: vi campeggia uno Shatner versione “Colosso di Rodi de noartri”, ricoperto dai suddetti ragni e di ragnatele, che si staglia sul villaggio invaso dalle tenere bestiole, e con una torcia in mano che fa tanto effetto “vedo che il tuo sforzo è grande quanto il mio” di BALLE SPAZIALI. Comunque, ecco di che si parla; in un ranch dell’Arizona, un allevatore vede improvvisamente ammalarsi e morire il suo bestiame, e chiama il locale veterinario Rack Hansen (Shatner) ad investigare. Hansen scopre che i bovini non sono stati infettati da chissà quale morbo, ma le cause di tutto sono dei morsi di tarantola. Il veterinario, allora, decide di approfondire meglio la questione con l’aiuto di una famosa entomologa, Diane Ashley. L’entomologa, dopo una serie di analisi e considerazioni, conclude che i ragni si stanno mostrando così aggressivi nei confronti degli animali perché l’eccessivo uso di pesticidi ha distrutto la maggior parte delle loro tradizionali fonti di nutrimento; per scongiurare ben più gravi conseguenze, chiede al sindaco di porre in quarantena tutto il villaggio. Ma il sindaco, naturalmente cattivo e ottuso, non ne vuole proprio sapere, non volendo fare cattiva pubblicità al villaggio nell’imminenza di una famosa fiera del bestiame. Frattanto, mentre l’allevatore di cui sopra scava fosse nel terreno per seppellire il suo bestiame, è così sfigato da beccare proprio il nido principale di queste tarantole, che si riversano in massa nel villaggio seminando morte e distruzione. Il veterinario, l’entomologa e altri coraggiosi abitanti riescono a barricarsi dentro un motel, per cercare di resistere il più possibile e trovare un modo per sconfiggere i temibili insetti. Tralascio di citare il fatto che il personaggio di Shatner e l’entomologa si ritrovano ad avere una storia, perché sono sicuri che lo avevate già capito da soli. Piuttosto, mi colpisce un fatto, di questa storia naturalistica: va bene che i ragni hanno fame, ma qui risultano essere così intelligenti da passare attraverso le tubature, i tombini, fare giri assurdi e labirintici pur di entrare dentro le case ad assalire la gente. E che intelligenza hanno???? Non sono nemmeno il risultato di esperimenti genetici, come in altri film del genere!!!! Se può interessare, in occasione del 25° anniversario del film è uscito il DVD della pellicola, restaurata e integrata con nuove scene, come va tanto di moda adesso (manco fosse IL GATTOPARDO o VIA COL VENTO….). Io poi non mi vorrei ripetere sempre nelle stesse cose, ma leggete un attimo la locandina del film; oltre a Shatner, vi agiscono, tra gli altri, Tiffany Bolling, Woody Strode, Lieux Dressler, Altovise Davis. Ma sembra o non sembra per l’ennesima volta la locandina di un pornazzo da esportazione???
Un’ultima cosa. Visto che questo è il mese della convention, e che spero molto di voi saranno presenti a Bellaria ad applaudire il nostro Bill, vi voglio preparare all’evento: a meno di ulteriori e non improbabili crolli, sul palco lo vedremo così!!!
Alla prossima.

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