E SE...?
di Susanna Ricci

Ormai non sarà più possibile: niente avi di Kirk nella serie di Archer. Qualcuno tira un sospiro di sollievo, qualcuno asciuga di nascosto una lacrimuccia di nostalgia, nessuno potrà rimirare Shatner strizzato nella tutina da meccanico di Enterprise.
Però possiamo fare delle ipotesi.

Intanto il personaggio interpretato, un ipotetico James T. Kirk senior, sarebbe stato sicuramente un vecchio coriaceo, nato e cresciuto nello Iowa, in una fattoria di quelle vere, dove ci si alza alla mattina alle quattro per mungere le vacche e raccogliere il fieno. Sposato e con due figli, di cui uno diventerà il nonno paterno del Kirk che conosciamo, riesce a vivere abbastanza a lungo per poter conoscere il bisnipotino e per poter imprimere sul futuro Capitano la sua impronta indelebile. Mentre il piccolo James scorrazza per la fattoria rincorrendo felice le galline, il bisnonno gli mostrerà le stelle luminosissime durante le terse notti estive della prateria. Gli racconterà di come anche a lui sarebbe piaciuto fare l’esploratore e di come quella volta, con il capitano Archer, abbia vissuto una esperienza meravigliosa ed irripetibile: una esperienza talmente coinvolgente da fargli sognare, almeno per il piccolo discendente, un futuro di avventure ed incontri alieni.
E James Tiberius, di anni sette, rimane così invischiato nel racconto del bisnonno da crescere spronato da questo obiettivo.
Beh, questa potrebbe essere perlomeno la premessa: campo lungo, Shatner ulteriormente invecchiato per impersonare l’avo incartapecorito, un bambino vivace sulle sue ginocchia, di notte attorno ad un falò, ammiccando alla stessa scena di bivacco vista in Star Trek V. Anzi, i due potrebbero anche intonare Row Row Row your boat…
Il vecchio inizia il proprio racconto e la scena si sposta a bordo dell’Enterprise, con Shatner alla sua età attuale al fianco di Archer: posa plastica, tipica del Kirk che conosciamo, con il culo puntato all’indietro e lo sguardo che buca lo schermo.
E se la storia che lo vede coinvolto con Archer fosse incentrata su uno scontro con i Klingon? Direi che ci potrebbe stare, e potrebbe spiegare ancora di più e meglio, la naturale antipatia di James T. per il nemico di sempre: persino il bisnonno è stato vessato da quei felloni!
Dunque, vediamo. Intanto dovremmo trovare una giustificazione valida per cui un contadino dello Iowa potrebbe trovarsi a bordo di una astronave da esplorazione…. Beh, non è tanto difficile, tutto sommato è stato a Broken Bow che è iniziato tutto il putiferio con i Klingon, per mano di un altro vaccaro armato di fucile. Magari i due cowboy si conoscevano (Nebraska e Iowa sono confinanti), Kirk anzi potrebbe essere il miglior amico dell’anonimo proprietario del silos in cui si scontrano Klingon e Sulibani. Dopo quello scontro il fattore aveva avuto serie ripercussioni legali per aver sparato un colpo contro gli alieni, ed era stato ridotto sul lastrico: per questo motivo il vecchio Kirk decide di chiedere aiuto ad Archer (perché anche lui amico per lungo tempo del padre di Archer, che buonanima, conosceva tutta la gente che conta).
E siccome l’Enterprise è sempre disponibile quando si tratta di fare delle missioni diplomatiche verso l’impero Klingon, ecco che i nostri eroi si imbarcano verso Qo'noS, con l’obiettivo di chiedere una sorta di risarcimento per tutti i guai passati dal contadino amico di Kirk.

Non è che regga molto, ma insomma, ne abbiamo viste di peggio.

Naturalmente le cose che non devono assolutamente mancare nel corso della puntata sono: Kirk che bacia una qualsiasi femmina, giovane e bellissima, che faccia da coprotagonista durante lo svolgimento della storia (meglio se inserita unicamente con il chiaro intento di farsi baciare, non importa che sia funzionale allo sviluppo degli avvenimenti); Kirk che prende il comando dell’astronave in un momento cruciale (possibilmente mentre c’è in atto una grossa crisi, magari si deve anche sparare qualche colpo, o si deve far impazzire un computer utilizzando una logica ferrea e distorta).
Il finale dovrebbe immancabilmente vedere il ritorno del nostro eroe sulla Terra, dopo aver ottenuto il suo scopo, e salvato l’umanità come effetto collaterale: quando rende il comando dell’astronave ad Archer, tutti i protagonisti, compreso lo stesso capitano, si complimentano con lui per i successi ottenuti e si rammaricano per il fatto di non poter usufruire più a lungo della sua esperienza e del suo formidabile intuito nel risolvere situazioni ingarbugliate e apparentemente senza soluzione.
Il finale torna al campo lungo sul fuoco del campeggio, dove bisnonno e nipotino continuano a mangiare marshmellow: l’ultimissima scena è un primo piano del bambino che guarda le stelle con aria sognante e dice “Un giorno sarò io il capitano dell’Enterprise!”.

Fine.
Commozione&Lacrime.
Applausi.
Delirio dei fan.
Ehhhhhh….?

Potrei fare la sceneggiatrice?
Ma dov’è che ho messo quell’indirizzo della Paramount, quello a cui mandare le sceneggiature da parte di giovani talenti in erba? No, non quella che si fuma, vi ho sentiti….
Beh, a parte gli scherzi, per quest’anno lo avremo tutto per noi: il grande, poderoso William Shatner sarà presente alla STICCON. Non posso che augurare a tutti buon divertimento e attenti alle fidanzate!!

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Nota: questo articolo è stato scritto PRIMA della STICCON. Per conoscere i commenti di Susanna Ricci DOPO avere assistito all'apparizione di Shatner alla Convention, leggere l'articolo "Perché Wil Wheaton non è sceso alla STICCON?"

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