IL CODICE DA VINCI
di Brown Dan
Editore: Mondadori
Pagine: 523
Prezzo: Troppo

di
Rossella "DrBev" Marchiselli



A una delle puntate di "Markette" (la trasmissione di Chiambretti su LA7, tarda serata) è recentemente intervenuto lo scrittore Aldo Busi; richiesto di commentare il panorama letterario Italiano è esploso in diversi commenti sui generis che qui non riporto per timor di censura, ma segnalo invece la sua opinione a proposito di "Va' dove ti porta il cuore" di Susanna Tamaro: non si può dare torto a un autore che scrive e riesce a vendere un brutto libro, si deve imputare "la colpa" di questo ai milioni di idioti che lo comprano e ne fanno un fenomeno di vendita. (Prima di continuare in questo articolo, voglio precisare che posseggo sia il libro sopracitato della Tamaro che questo di cui sto per parlare nella mia breve esposizione; sono quindi una dei milioni di idioti che ha contribuito al fenomeno di cui sopra. Nonostante il commento a mio parere azzeccato di Busi, ritengo ancora che prima di parlare - anche parlar male - di un prodotto, bisogna usufruirne).

Il codice Da Vinci non è un brutto libro: è un libro sicuramente sopravvalutato a causa della montagna di stronzate contenute in esso. Per questo ritengo opportuna la sua collocazione in una rubrica destinata al commento di libri di fantascienza e fantasy.
Torniamo alle stronzate: non entro nel merito delle verità rivelate più o meno rintracciabili in decine e decine di testi scritti da esperti o pseudo tali sull'argomento "Santo Graal" e sulla fiducia che possa venire risposta in essi; ogni tesi esposta in libri che coinvolgano la religione e le leggende che la riguardano sono paragonabili ai "trattati" di paleoastronomia che affermano con certezza che le piramidi sono state costruite dagli alieni, che l'uomo di Palenque è un astronauta nella capsula di un razzo e che i cerchi del grano sono testimonianze della gigioneria degli ufo passati a trovare il nostro pianeta. Teorie arcinote ma purtroppo indimostrabili, stanti le attuali conoscenze, che però trovano adepti in ogni parte del mondo.

Premessa: Leonardo era dannatamente geniale, dannatamente prolifico, dannatamente eccentrico e dannatamente gay.
Probabilmente vi sto confondendo. Per i tre gatti che ancora non avessero letto questo libro, ecco la trama.
Uno studioso di simbologia, Robert Langdon, viene chiamato al Louvre per cercare di risolvere il mistero di un delitto; il curatore del museo è stato ucciso e trovato nudo, in posizione "uomo vitruviano", il cerchio tracciato con il proprio sangue; prima di morire, riesce a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon. Indiziato per omicidio, Langdon scappa con la nipote del curatore, e inizia la fuga dalla polizia e la caccia per il ritrovamento del sacro Graal, inseguendo un'accozzaglia di prove e di indizi che nemmeno sul Manuale delle Giovani Marmotte si sarebbe osato tanto.
Strada facendo, il lettore si imbatte nell'Opus Dei ridotta a macchietta (sono l'unica a cui è venuto in mente il Dottor Male e i suoi piani strampalati?), nella rivelazione presente nel Cenacolo di Leonardo (dove si evince che la persona alla destra di Cristo non sia un apostolo, bensì Maria Maddalena), nella trita e ritritissima ipotesi che Gesù si sia sposato con la suddetta Maddalena ed abbia dato origine alla dinastia dei Merovingi (per chi ha letto "il Pendolo di Foucault" di Umberto Eco: questa teoria viene già citata come vecchia e stravecchia). Il famigerato Priorato di Sion (di cui si vocifera che Leonardo stesso facesse parte) tenta di proteggere e custodire questo segreto.
La Chiesa, ovviamente cerca di ostacolare la diffusione di questa terribile verità da anni, poichè oltre ad essere una istituzione maschilista questa Verità minerebbe molti fra i dogmi cattolici e cristiani, istituendo quello della "sacra femminilità" rappresentato dalla ex prostituta Maria Maddalena. Figuriamoci come conviverebbe poi la Chiesa con il pensiero che Gesù avrebbe sposato una zoccola.
Teniamo presente questo fatto: il "dannatamente gay" di cui sopra si è spesso divertito a sottolineare le caratteristiche femminili dei giovani apprendisti che frequentavano la sua bottega (e il suo letto) ritraendoli con fattezze femminee nelle sue opere, la Gioconda stessa è stata per anni studiata e molti hanno concluso che ritraesse Leonardo stesso in versione donna.

Lo stile del libro è semplice, rasentando quasi la noia, le spiegazioni sono raffazzonate e farraginose (eppure di materiale sull'argomento ne è stato scritto per 2000 anni), la tinta gialla del romanzo è talmente sbiadita da far sperare che alla fine i protagonisti vengano sterminati in blocco. Il finale viene intuito non appena si spiega la teoria del Graal. La storia di per sè potrebbe anche essere apprezzabile, ma viene presentata in modo così annacquato che perde di interesse non appena si capisce che è stata scritta appositamente per cercare di inchiodare il lettore alle pagine del testo. Tentativo miseramente fallito.
Il tutto condito da una sgradevolissima tendenza a concludere OGNI singolo capitolo con il tentativo di provocare un'aspettativa del seguente, in pratica cercando di causare un "colpo di scena". Sembra quasi di sentire la musica di circostanza in sottofondo.

Purtroppo ha contribuito in modo spiacevole al successo di questo libro la reazione (a mio parere esagerata) della Chiesa stessa e di alcuni volonterosi proseliti, che hanno scritto i proverbiali fiumi di inchiostro CONTRO questo libro, arrivando addirittura a scriverne uno intitolato "Contro il codice Da Vinci". Insomma, mi sembra la caccia al pokemon, gotta catch 'em all, "devo averli tutti", per avere il quadro completo della situazione.

Per soddisfare la vostra curiosità, vi informo che l'autore sta affrontando alcune cause per plagio, visto che chi ha scritto di questo argomento prima di lui si è reso conto che alcune esposizioni del buon Dan Brown erano troppo "letteralmente" simili a quelle esposte in opere già pubblicate.
Chi è il target di questo libro, oltre al divoratore di pagine come me, al tendenzialista a tutti i costi, al modaiolo o semplicemente al consumatore occasionale che compra l'ultimo libro di successo nei negozi o nei supermercati? Nessuno.
La curiosità derivante dalla campagna pubblicitaria montata ad arte sulla trama "eretica" di questo libro ne ha provocato l'acquisto e la diffusione a macchia d'olio, e presto sui nostri schermi arriverà anche il film tratto da questo best seller. Grisham docet.
Per la cronaca, ne è uscita una versione superlusso ultracostosa "illustrata", tanto per far capire ai lettori a che opere si riferisce l'acculturatissimo scrittore.
Vorrei sottolineare che Eco non ha mai avuto bisogno di spiegare con i disegnini di cosa stesse parlando, ed ha venduto più del signor Brown.



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