Tre settimane fa sono
stato a letto con la febbre. Contrariamente al resto del mondo, io non
riesco a fumare quando sto poco bene.
Passata la malattia mi sono detto “perché non continuare?
In fondo fumare è diventato uno sport per ricchi (quando ho iniziato
un pacchetto costava poco più delle caramelle, adesso 20 cilindretti
di tabacco costano quanto una settimana ad Eurodisney), per non parlare
di quel fastidioso quarto d’ora che ci metti per fare due rampe
di scale, per non parlare del rumore di sifone non spurgato che fai quando
arrivi finalmente a casa”.
Con la baldanza degli incoscienti mi sono lanciato in questa prova.
Primo giorno: tutto alla grande.
Secondo giorno: fantastico! Che cretina la gente coi cerotti, che ci vuole
a smettere?
Terzo giorno: inizio a guardare con occhi diversi i mozziconi che incontro
per strada e faccio il calcolo mentale di quanti tiri si potevano ricavare
dalla parte avanzata.
Sesto giorno: alle tre di notte apro l’armadietto dei medicinali,
non avendo quelli alla nicotina, mi attacco dietro la schiena tutta una
confezione di Band Aid sperando nell’effetto placebo.
Ottavo giorno: mi ritrovo a sniffare l’indice ed il medio di Augusto,
un mio amico accanito fumatore.
Undicesimo giorno: compro un pacchetto di caramelle “Pip Fumatore”.
Dopo la quarta mi trovo pensare che non siano per smettere ma dovrebbero
essere ciucciate mentre si fuma una sigaretta, sarebbero fantastiche.
Sedicesimo giorno: mando palesemente al diavolo CHIUNQUE mi rivolga la
parola. Mia moglie che mi chiede cosa voglio a cena, mia madre che mi
chiede di pagarle un bollettino, mia figlia grande che vuole vedere le
superchicche, mia figlia piccola (otto mesi) che sogno mentre si fa una
Marlboro 100’s.
Diciottesimo giorno: ho preso tre chili. La mia dotazione base per resistere
alla tentazione è composta da Pringles alla paprika, grissini al
sesamo, biscotti al cioccolato come se piovessero. Mi rifiuto di bere
qualsiasi cosa non abbia uno sconsiderato contenuto zuccherino e che non
faccia ruttare pesantemente. Divento l’idolo del mio negozio in
brevissimo tempo.
Ventesimo giorno: Chi è quella testa di cazzo che parla male del
fumo passivo? Giro come un cane da tartufi alla ricerca di chiunque stia
fumando per piazzarmici alle spalle e godermi tutto quel catrame di seconda
mano.
Oggi: per ogni singolo giorno mi chiedevo chi caspita me lo fa fare, in
fondo l’enfisema è tornato di moda, poi, il rito di fine
stesura del pezzo mensile è proprio accendersi una sigaretta e
godersela fino in fondo.
Ma resisto.
Ciò non toglie che mi state tutti sulle scatole, però.
È FINITA!
Annunciata
da una campagna promozionale senza precedenti (per poco anche Famiglia
Cristiana e l’Eco del Bagnino Ligure riportavano la notizia), venerdì
13 (se devi fare una cacchiata, falla fino in fondo), hanno trasmesso
in America l’ultima puntata di Enterprise dal fantasmagorico titolo
“These are the voyages...”.
Ora, tralasciamo il fatto che nessuna delle testate che hanno riportato
la notizia sapeva minimamente di cosa stava parlando (un trionfo di inesattezze
tipo “Vulcanologo”, “si sta per chiudere la quarta serie
di Star Trek”, “…in una di queste serie si trattavano
anche temi biblici, erano presenti i Profeti…”), soffermiamoci
sul fatto che finalmente quella orrenda offesa alla fantascienza che è
Enterprise ha finalmente chiuso i battenti.
La
pessima qualità delle storie è sotto gli occhi di tutti
grazie alle puntate che La7 (un serio plauso a questa emittente che, a
parte qualche piccola sbavatura di programmazione, ha avuto il coraggio
di ripresentare la fantascienza in prima serata fregandosene di fiction
su divorziati, avvocati, poliziotti ex-medici, dottori più o meno
prestanti, preti e similia etc etc) ha trasmesso e continuerà a
trasmettere.
Riprendiamo il filo del discorso.
Non ho, chiaramente, visto la puntata ma me la sono fatta riassumere da
un amico italoamericano che è stato presente all’evento e
che l’ha più o meno presentata così: “One big
fregnaccia. During a holodeck session, a fat man and a lady with enormous
tits, a lady who fifteen (twenty, better) could be a good gnocca, press
the wrong button. They want the gonzo program but press the “#$!nzo
program” and immediately appears a man with the name like the rumors
who made a portier of a car accidentally closed within your balls.
Also
arrived a girl good and useful like a two of money when reigns cups and
a man who pass a half of his time half-naked and the second half of his
time in “How cool i am? How many girls want to be in my underwear?”
facial expression. The panzon and the michelin-like lady try
to turn off the holodeck but in two make the Flavia Wind’s brain
and they decide to see the stupid adventure of this stupid equipaggio
for six years. One of this character die in a very imbecillic mode, if
he (or she) die during a session of autowellness i think was better”.
Per non parlare del fatto che, mentre l’ultima puntata di Voyager
aveva avuto indici d’ascolto pari alla finale Italia-Germania dell’82,
l’ultima puntata di TNG indici come quando l’uomo è
sbarcato sulla luna, l’ultima puntata di Enterprise è stata
seguita dallo stesso numero di persone che ha visto l’appassionante
puntata sul calcolo statistico dei mitocondri sul Programma Nettuno.
In
breve, in America erano più le persone che vedevano “Oggi
prostata” che quelle a seguire Enterprise.
Comunque è finita.
È finita bene, l’attrice che interpretava T’Pol, Jolene
Blalock (che in aramaico significa “che Dio benedica i tuoi lombi
e, se gli avanza tempo, anche le bocce”) ha definito “insultante”
il copione dell’ultima puntata, Berman, il padre padrone di tutta
la serie (responsabile dello sfacelo) ha dichiarato che il declino delle
serie trek era iniziato con TNG, il tizio che fa Reed ha detto “brug
sbragafunz” (a chi diamine interessa cosa ha da dire quel torsolo?),
insomma tutti odiano tutti.
SE LO DICI TU CI CREDO.
Un
simpatico scrittore di fantascienza, tal Orson Scott Card, ancora segnato
dalle prese per il culo che gli riservavano i ragazzini più grandi
quando lo gettavano a testa in giù nei cassonetti urlandogli “ci
sei Orson? Rispondi Orson!”, ha dichiarato che solo un pubblico
di poveri fessi può seguire Star Trek, formata da serie con pessime
storie e recitate malissimo. Molto meglio seguire film come “Essere
John Malkovic” o “Se mi lasci ti cancello” oppure serie
televisive come Buffy, Firefly o Smallville.
Ora, io non ho mai letto nulla di questo signore ma il fatto che lui abbia
vinto due premi Hugo e io neanche riesco a fare dieci in schedina mi fa
pensare che magari ci capisca un tantinello di più di me.
Però.
C’è sempre un però. Al di là del fatto che
"Essere John Malkovic" è uno strepitoso film ma che l’altro
è una stronzata e togli anche il fatto che Buffy e Smallville sono
di gran lunga più giovani di TNG o DS9, uno che dovrebbe fare?
Sentirsi un cretino perché lo ha detto un pluripremiato?
Mi si faccia il piacere.
È SABATO SERA!
Qualche giorno fa, grazie a trenta euro mensili (che adesso mi ripago
risparmiando sulle mie sigarette francesi) ho visto una puntata del Saturday
Night Live dove l’ospite d’onore era William Shatner.
Tanto
per mettere in chiaro da dove arrivano i soldi che gli fanno avere quell’aspetto
imbolsito da consumatore abituale di hot dog, parlando della sua carriera
hanno nominato duecento volte Star trek ed una volta sola TJ Hooker. Durante
lo spettacolo c’è stata una simpatica scenetta in cui si
immaginava di stare ad una convention di trekkies, dipinti come dei poveri
imbecilli, al confronto quelli di Galaxy Quest erano dei membri del Mensa,
pronti a comprare per cifre assurde qualsiasi frescaccia.
Il nostro ciccione preferito sale sul palco e dopo aver ascoltato domande
assurde apostrofa tutti i presenti con il famoso “get a life! It’s
only a TV show!”. Non mi ritengo persona priva di umorismo o autoironia,
ma che un imbecille ciccione faccia di culo interessante come due emorroidi
scoppiate, simpatico come lo scolo e intelligente come un autospurgo,
al momento in cui presentava una frescaccia come Rotta verso la terra
e che si preparava a dirigere quella immonda cazzata di Star Trek V, si
permetta di prendermi per il culo, mi fa pensare.
Anche per questo mese è tutto.
Trip!
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