STICCON XIX REPORT

PERCHÉ WIL WHEATON NON È SCESO ALLA STICCON?
di Susanna Ricci


È terribile!
Nonostante l’impegno profuso dalla nostra seppur modesta rivista, nella fattispecie, dal nostro amatissimo et confusionario Longarini, anche quest’anno le aspettative di migliaia di giovani sono state disattese.
Niente Will.
O meglio.
Will c’era, ma non era il nostro.
Era Will Shatner, “uno dei protagonisti della serie classica”, come ha brillantemente esordito uno degli ingenui e speranzosi fan che hanno osato porgli delle domande. Ingenuo come tutti noi, che credevamo di trovarci di fronte ad uno dei nostri miti ed eroi. Speranzoso come tutti noi, che credevamo di trovarci di fronte ad un essere umano.
Saprete tutto, perché molti articoli sono già usciti descrivendo le performance di Shatner ed il suo stile signorile.
Dopo una interessantissima conferenza tenuta da Guidoni, una persona solida, simpatica e disponibile, che è stata, con rigore e professionalità enormi, là dove tutti noi vorremmo un giorno andare a fare un giretto, ecco che compare lui a fare battutine sugli astronauti italiani. “A contraddiction in terms” dice. E continua ipotizzando un conto alla rovescia nostrano, dove risalta il più o meno… interessante, soprattutto visto che la sua comparsa sul palco avviene con ben 40 minuti di ritardo.
Si riprende dallo scivolone e chiede scusa?
Assolutamente no, anzi continua con i luoghi comuni e con le lamentele, come il fatto di essere stato perquisito all’aeroporto (lui! Conosciutissimo in tutto il mondo, una icona, un fenomeno, costretto a subire una perquisizione corporale con il metal detector!!), il fatto che non è riuscito a trovare un piatto di spaghetti, il fatto di essere stato riconosciuto per la strada come T. J. Hooker e non come Kirk. Indisponente, seccato, quasi che fosse lì a farci un favore.
Personalmente ritengo immorale che una persona, pagata per portare a termine un lavoro, qualsiasi esso sia, si permetta di sputare nel piatto (di spaghetti) in cui gli viene offerto da mangiare, perché si crede di essere superiore a chiunque.
Da uno che ha chiesto la carta d’identità a Dio certo ce lo dovevamo aspettare, per cui mi viene da pensare che siamo stati proprio dei gran fessi a pensare che sarebbe stato diverso e che avremmo avuto modo di incontrare una persona piacevole.
Persino gli aneddoti che ha raccontato sono stati odiosi, non so se ha scelto nel mazzo tra quelli più antipatici, o ne aveva solo di questi, ma in ogni caso ha raccontato di essersi messo a ridere alla morte della cagnolina di De Forest Kelley, di averlo preso in giro per la sua paura di perdere la memoria (facendogli uno scherzo idiota), di aver nascosto la bici di Nimoy nella sua roulotte senza avvertirlo che nella suddetta roulotte aveva lasciato i cani di guardia.
Simpatico come lo zucchero nel letto.
Qualcuno ha detto che è stato se non altro più divertente di Nimoy, che qualche anno fa era stato soporifero: mi permetto di dissentire su entrambi i giudizi.

Ma torniamo a bomba e cioè al perché non sia invece sceso il nostro Wil Wheaton.
Ho provato a fare qualche indagine in proposito, e la risposta più ricorrente è stata: “per carità, se invitiamo quello lì, non viene nessuno, e quelli che vengono ci infamano per il resto della nostra vita!”
È davvero così, amici?
A nulla sono valsi dunque i nostri appelli? Il nostro cercare di farvelo vedere in una luce diversa? Pensate davvero che possa essere peggiore di Shatner?
Diciamo basta alla prepotenza di attori che vengono strapagati e si lamentano del fatto che in cambio devono lavorare! Diciamo basta alla banalità del super ospite mondiale che ormai non riesce più a distinguere un piatto di spaghetti da un vero astronauta!
Qui e ora, lo STIM promuove una petizione: chi di voi vuole rivoluzionare il proprio modo di vedere Star Trek e di partecipare alla STICCON faccia sentire la propria voce e aderisca al movimento WWW.scendetelo.finalmente.it
Scegliere il nostro Wil significa scegliere la parte buona della forza, significa diventare Darth Vader ma senza enfisema polmonare, significa essere un fico dalla faccia da bambino (ma che recita come un tronco di faggio) e rimanere tale qualsiasi cosa si faccia, senza diventare, chissà come e perché, un tizio che sembra essere un parente lontano dello zio Fester, significa che dopo aver passato una notte con una tipa bella quanto ti pare ma con lo stesso QI di un calippo (e, forse, il paragone è calzante in più di un aspetto), gli si lasciano quattro “esteline”, quattro paperelle, ma un solo biglietto con scritto “frequenta almeno le serali, prima o poi le chiappe ti scenderanno, cretina!”, significa abbracciare la causa di un ragazzo che non è più un ragazzo ma che si sente un ragazzino (e con questo ho descritto la metà di noi, da questa e da quella parte del monitor), quindi significa abbracciare la nostra causa, perché noi non ce ne andremo in silenzio nella notte! Noi combatteremo! Perché il quattro luglio non sia solo una festa americana! Oggi celebriamo il giorno della nostra indipendenza!
Scusate, mi sono fatta trascinare.
Fate questo pensiero: se dovete rivedere qualcuno della vostra classe delle superiori, preferite il professore di matematica o lo scemo della classe? O meglio, preferite il compagno di classe che era popolarissimo e fichissimo diventato nel frattempo un professore di geologia divertente come una settimana di scarlattina (e che si porterebbe dietro le diapositive delle sue vacanze al Gran Sasso), o quello che era un nerd ma che ora conduce una trasmissione radio intitolata “Telefonatemi, ho voglia di ascoltare delle fesserie”?
Noi siamo abituati a vedere Wheaton come Wesley.
Non ci nascondiamo dietro un dito, Wesley era odioso. Odiavamo la sua supponenza, il suo essere perfettino e quella stupidissima riga da una parte.
Ma quello era un personaggio televisivo.
Voi tutti vedeste quando per tre volte gli offrii la corona di re al lupercale e di quando, per tre volte, egli la rifiutò. È ambizione, questa?
Ma Bruto dice che Cesare era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.

Scusate, mi sono rifatta trascinare.
Dicevo.
Ad una convention, a questa convention, non è stato invitato Kirk, magari!, ma è venuto Shatner. Noi non inviteremmo Wesley, faremmo venire Wil.
Adesso Wheaton è un attore (non sarà Pacino, ma neanche quel torsolo di mela che fa Anakin), che durante le convention americane dà il meglio di sé, canta, balla ma soprattutto racconta un sacco di cacchiate e fa divertire come pochi.
Evitiamo di invitare trenta poveracci che hanno avuto il loro momento di gloria venendo vaporizzati dopo dieci secondi di puntata, non chiamiamo il terzo vulcaniano sulla sinistra del rito di resurrezione di Spock, ma facciamo pressione perché si inviti una persona che, in un film beota come Nemesis, hanno fatto comparire per tredici secondi, hanno tagliato tutte le sue battute e non le hanno inserite neanche nel dvd, ma che nel suo blog non si è permesso di contestare o criticare nessuno ma che, addirittura, ha riportato di quanto abbia apprezzato l’esperienza.
Uno che ringrazierebbe Guidoni, non che lo prenderebbe per il culo per poi lanciarsi nel classico “bella Italia, buono mangiare, tutto sole”.
Non so, magari sarò di parte ma non ho mai sentito nessuno parlare male di Wheaton.
Nessuno.
Facciamolo per noi.
Scendetelo here.


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