STICCON XIX REPORT

ALTO, MAGRO, SOBRIO E CON LE PUPPE A PERA
di Emiliano "Rodman" Boga


Questa notte ho fatto un sogno, era un sogno strano, bizzarro. Ma non è uno dei soliti sogni un po' sconclusionati che invadono l'arida sterpaglia della mia mente. No. È un sogno lineare, un sogno regolare. Un sogno che narra una storia, strana, forse vera o forse no. Chissà, magari è solo un ricordo passato che riaffiora, oppure un sogno premonitore. Niente di tutto ciò. È un sogno all'incontrario. Ho sognato la Sticcon, la convention italiana del fan club di Star Trek, dove tutti andranno con la matematica certezza che Shatner avrà qualcosa da dire, di nuovo, di sensazionale.
Nel sogno parto da Milano, arrivo al casello e un omino mi dà 100 euro e chiedo sbigottito perché. Mi risponde che sono i soldi per l'autostrada e per qualche panino lungo il tragitto. Questo sogno all'incontrario inizia a piacermi.
Arriviamo a Bellaria di venerdì mattina e subito veniamo aggrediti da Massimo Romani che ci dà gratis i pass per entrare, ci fa fare un giro per il Centro Congressi e solo dopo essersi accertato che il tutto era di nostro interesse e gradimento, ci elenca gli innumerevoli avvenimenti che costelleranno il venerdì della Sticcon. Siamo davvero contenti, non abbiamo un minuto libero per parlare con nessuno, incontri, riunioni, proiezioni, il venerdì passa in un lampo. Mi disturba un po' il fatto che gli attori minori presenti ci corrano dietro tentando di regalarci una loro foto. Sono invadenti, non potrebbero mettersi in un banchetto??? Vabbè, li assecondiamo, facendoci dare 20 euro per accettare la loro foto, e in uno slancio di generosità gli permettiamo di firmare la foto. Basta così poco per farli contenti, poverini. Se ne vanno festanti e anche noi, contenti di aver reso felice persone più sfortunate di noi, ci avviamo a mangiare qualcosa e poi a prendere possesso del nostri letti.
Che bello, siamo in una casa grande, bella, luminosa con un bel pavimento sgombro. Che strani dettagli mi sovvengono. Il sogno è lungo, non finisce mai, sono quei sogni reali, che anche quando ti svegli ti lasciano la sensazione di "vissuto realmente". La cosa migliore, nei casi di sogno all'incontrario, è assecondarli. Il sogno riprende bruscamente ed è già giorno, di nuovo il Centro Congressi, siamo contenti di vedere Shatner, siamo venuti solo per quello. Chi se ne frega se dobbiamo vedere gente che vediamo una volta l'anno, già li si sente per mail, forum e Mailing List varie, chi se ne frega di stare in compagnia o di conoscere nuove persone, quando si può avere un'ora di Shatner. Eccolo. Appare. In tutto il suo splendore. Alto, magro, giovane, sobrio e ragazzi…simpaticissimo. Anche il Sommozzatore Guidoni è estasiato. Non si capacita dell'intelligenza e dell'umiltà del famoserrimo Capitano Kirk.
Guidoni viene strattonato dalla Security e allontanato dal palco, non può mica star lì a far fare brutta figura all'immenso Shatner. Subito il buon Billone ci inebria con racconti mirabolanti di avventure passate e future, sì, FUTURE, siamo proprio fortunati, ci racconta aneddoti tanto curiosi quanto simpatici, strappa applausi e risate come un grande uomo di spettacolo. Per dimostrare la sua grande ironia tenta di parlare un'altra lingua, sconosciuta all'uomo credo, ed è bravissimo, riusciamo a capirlo tutti, che grande uomo, non smetterei mai di sentirlo parlare. L'ora con lui passa velocemente, il programma prevede che lo spettacolo duri un'ora. Ma cosa vedo, Shatner scruta l'orologio e con fare indulgente annuncia che prolungherà il suo intervento di un'altra ora. Ma quanta grazia. Quanta manna. Dedica l'ora aggiuntiva alle domande e cede la parola agli sbigottiti astanti. Concede il microfono a tutti senza mai interrompere e risponde in maniera esauriente alle più o meno sciocche domande degli stolti spettatori. Ma nonostante tutto lui è affabile, cortese, un amico!!!
È stato un pomeriggio splendido, Romani sarà contento di aver fatto entrare gratis tutti. La gioia di vedere Shatner così lo ha abbondantemente ripagato di tutti gli sforzi per averlo lì. Che bello questo sogno, mi sta lasciando una sensazione di benessere.
Ora gli autografi e le foto. Shatner "il buono" si presta a fare foto, regala autografi dettagliatissimi, anche un cieco al solo tatto potrebbe capire che lui scandisce anche nella firma, oltre che quando parla. Un uomo di cultura, mica quel Cialtrone di un Sommozzatore. Foto, abbracci, strette di mano. È addirittura Shatner che coinvolge tutti in un foto di gruppo, tutti insieme con il grande capitano.
Tutti sulla poltrona, ma sì, siamo tutti amici, siamo tutti trekker… Ma cosa succede, ad un certo punto, il mio sogno all'incontrario prende una svolta inaspettata. È buio. Fa freddo. Non c'è più nessuno ed io sono seduto su una sedia di un bar in una piazza dove c'è un locale che mi è familiare, Oktober qualcosa. Vedo una figura che si avvicina. Ammetto che questo sogno all'incontrario si sta facendo strano. Le luci della piazza mi danno solo una parziale visione dell'individuo che si avvicina. Pochi metri e sarà vicino a me, cosa vorrà, caspita, ho passato 2 giorni così belli, e ora questo cosa vuole, non c'è nemmeno nessuno a cui chiedere aiuto. Ad un tratto, un lampione illumina il viso dello sconosciuto. Ma, mioddio, lo riconosco, è William Shatner, che piange, piange a dirotto come un bambino. Ma succede una cosa ancora più strana, Shatner mi si avvicina e mi chiede scusa. Cosa?
Piange e mi dice: "Rodman, lo so, sono stato un po' stronzo, ho fatto delle battute di merda, SCUSAMI". La cosa mi commuove, mi si stringe un nodo in gola, mi avvicino per abbracciarlo e rincuorarlo, lo guardo in viso e… MA NON È SHATNER… è uno che gli assomiglia. Eh beh… effettivamente anche a sogni all'incontrario… non si può chiedere l'impossibile!!!


Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp Mail