Come era ampiamente prevedibile, anche considerando
le voci riportate da oltreoceano, la presenza di William Shatner ad
una convention comporta il dover accettare una serie di condizioni che
alcune volte oltrepassano i limiti del ridicolo puro. Con serafica nonchalance
il buon Nicola Vianello ha riassunto tutte le suddette condizioni poco
prima dell'esibizione di Shatner. Ha detto che Bill, bontà sua, accettava
senza problemi di essere preceduto dal triplice fischio di "ufficiale
sulla nave" prodotto dallo storico trekker Raffaello (forse c'è stato
bisogno di chiederglielo per paura che gli si rovinasse l'apparecchio
acustico). A parte questo, non avrebbe personalizzato gli autografi,
non avrebbe stretto mani, non avrebbe rivolto la parola in sede di firma
autografi, non si sarebbe trattenuto al Centro Congressi oltre le apparizioni.
La cosa ha naturalmente provocato delle reazioni, fra i presenti, e
fra le più interessanti citerei: "Ma dove crede di trovarsi, a Baghdad"?
oppure "Ah, LUI non vuole essere toccato??? Ma sono io che non mi ci
avvicinerei, hai visto le mani? Il minimo che ti puoi prendere toccandolo
è una psoriasi".
Se
Shatner è Shatner ed era lecito e prevedibile attendersi di tutto, per
gli altri ospiti i discorsi sono differenti. La palma della disponibilità
va sicuramente ad Umberto Guidoni, di una squisitezza senza pari. Disponibilissimo
a farsi fotografare, a ricevere domande, persino a mettersi in posa
sulla sedia da capitano in esposizione al Centro Congressi: e lui è
uno che nello spazio ci è stato davvero, mica dietro un croma-key con
gli effetti speciali.
Ugualmente
disponibile Natale Ciravolo, storico doppiatore di Shatner nella maggior
parte degli episodi della TOS, il quale ha raccontato con dovizia di
particolari la sua esperienza di doppiaggio sia in relazione a Star
Trek che ad altre produzioni in generale. Manco a dirlo, pure lui non
si è fatto specie di incontrare gente al di fuori del suo intervento.
Anzi, quando ha saputo che redattori dello STIM, la sua webzine preferita
(hem…), erano presenti in massa, ha voluto a tutti i costi (hem…) rilasciarci
un saluto. Scherzi a parte, davvero una grande persona.
E veniamo al discorso babes: è ormai pratica consolidata
alle STICCON invitare attrici che ai tempi della TOS hanno partecipato
anche ad un solo episodio di Star Trek, dato che costano poco e riempiono
il cartellone degli ospiti. Il gioco varrebbe ancora la candela in presenza
di donne sempre diverse, ma quando le facce che girano sono sempre le
stesse, la cosa assume aspetti molte volte penosi. I loro banchetti
sono stati desolatamente abbandonati la maggior parte del tempo, anche
considerando che le loro foto autografate venivano vendute a quindici
euro: con la crisi di oggigiorno, sono prezzi davvero improponibili.

Tuttavia
è necessario anche in questo caso fare dei distinguo. La babe più meritevole
è stata sicuramente Celeste Yarnall (a sinistra), l'attendente Martha
Landon nell'episodio "La mela", la quale, oltre ad essere
ancora una gran bella donna, girava tranquillamente dentro e fuori le
sale senza nessun atteggiamento divistico.
Antoinette Bower (a destra), che ha recitato nell'episodio "Il gatto
nero", si è mostrata anche troppo disinteressata all'evento, presentandosi
sempre scarmigliata, senza un filo di trucco e con abbinamenti di scarpe
e vestiario da fare invidia ad un tedesco in gita in Romagna negli anni
'70.
Joanne
Linville (a destra), che già non era in verdissima età quando ha girato
l'episodio "Incidente all'Enterprise", è oggi una simpatica vecchietta
che ha raccontato la sua vita e gli aneddoti legati al girato di Star
Trek con eleganza e senza supponenza.
Supponenza che invece è sempre stata la cifra principale della presenza
di BarBara Luna, per la quale l'aggettivo babe si avvicina anno dopo
anno alla traduzione italiana di babbiona. A rischio di sembrare estremista…
hai
gli anni di Noè, sei rifatta da capo a piedi (male tra l'altro), vai
in giro vestita come una starlette di terz'ordine, hai girato pure tu
un solo, pidocchiosissimo episodio di Star Trek, anche se è lo strafamoso
"Specchio, specchio" e campi con quello per venire ogni anno
a fare le vacanze pagate in Europa, insomma con tutto ciò ti permetti
atteggiamenti da superdiva del genere "non mi fotografate se non
sono in posa e non avete acquistato la mia foto" oppure " non
rivolgetemi la parola quando sto parlando con altri" o anche "non
toccate la roba sul mio banchetto se non avete intenzione di acquistare
qualcosa"?
Allora
incidenti come quelli capitati durante la prima esibizione di Shatner
sabato 21, te li vai proprio a cercare con il lanternino.
Mi riferisco a quando un redattore dello STIM, che da qui in avanti
per comodità chiameremo col nome fittizio Eleftheropoulos,
in prima fila durante l'intervento di Bill, ad un certo punto si è girato
per fotografare un suo amico, ed ha incontrato sulla sua traiettoria
le babes, sedute tutte insieme.
L'unica che ha messo subito la mano davanti a coprire la faccia biascicando
"no photo, no photo", è stata proprio lei. Allora il
buon Eleftheropoulos, con un inequivocabile gesto della mano, le ha
fatto capire "ma chi ti voleva fotografare" e con un
altro gesto della mano altrettanto inequivocabile le ha fatto altresì
capire "spostati di lato che mi impicci".
Tralascio di ripetere gli epiteti di Eleftheropoulos a fine incontro,
anche se penso siano ampiamente immaginabili.
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