STICCON XIX REPORT

OSPITI OSPITI
di Domenico Ciccone


Come era ampiamente prevedibile, anche considerando le voci riportate da oltreoceano, la presenza di William Shatner ad una convention comporta il dover accettare una serie di condizioni che alcune volte oltrepassano i limiti del ridicolo puro. Con serafica nonchalance il buon Nicola Vianello ha riassunto tutte le suddette condizioni poco prima dell'esibizione di Shatner. Ha detto che Bill, bontà sua, accettava senza problemi di essere preceduto dal triplice fischio di "ufficiale sulla nave" prodotto dallo storico trekker Raffaello (forse c'è stato bisogno di chiederglielo per paura che gli si rovinasse l'apparecchio acustico). A parte questo, non avrebbe personalizzato gli autografi, non avrebbe stretto mani, non avrebbe rivolto la parola in sede di firma autografi, non si sarebbe trattenuto al Centro Congressi oltre le apparizioni. La cosa ha naturalmente provocato delle reazioni, fra i presenti, e fra le più interessanti citerei: "Ma dove crede di trovarsi, a Baghdad"? oppure "Ah, LUI non vuole essere toccato??? Ma sono io che non mi ci avvicinerei, hai visto le mani? Il minimo che ti puoi prendere toccandolo è una psoriasi".
Se Shatner è Shatner ed era lecito e prevedibile attendersi di tutto, per gli altri ospiti i discorsi sono differenti. La palma della disponibilità va sicuramente ad Umberto Guidoni, di una squisitezza senza pari. Disponibilissimo a farsi fotografare, a ricevere domande, persino a mettersi in posa sulla sedia da capitano in esposizione al Centro Congressi: e lui è uno che nello spazio ci è stato davvero, mica dietro un croma-key con gli effetti speciali.
Ugualmente disponibile Natale Ciravolo, storico doppiatore di Shatner nella maggior parte degli episodi della TOS, il quale ha raccontato con dovizia di particolari la sua esperienza di doppiaggio sia in relazione a Star Trek che ad altre produzioni in generale. Manco a dirlo, pure lui non si è fatto specie di incontrare gente al di fuori del suo intervento. Anzi, quando ha saputo che redattori dello STIM, la sua webzine preferita (hem…), erano presenti in massa, ha voluto a tutti i costi (hem…) rilasciarci un saluto. Scherzi a parte, davvero una grande persona.
E veniamo al discorso babes: è ormai pratica consolidata alle STICCON invitare attrici che ai tempi della TOS hanno partecipato anche ad un solo episodio di Star Trek, dato che costano poco e riempiono il cartellone degli ospiti. Il gioco varrebbe ancora la candela in presenza di donne sempre diverse, ma quando le facce che girano sono sempre le stesse, la cosa assume aspetti molte volte penosi. I loro banchetti sono stati desolatamente abbandonati la maggior parte del tempo, anche considerando che le loro foto autografate venivano vendute a quindici euro: con la crisi di oggigiorno, sono prezzi davvero improponibili.
Tuttavia è necessario anche in questo caso fare dei distinguo. La babe più meritevole è stata sicuramente Celeste Yarnall (a sinistra), l'attendente Martha Landon nell'episodio "La mela", la quale, oltre ad essere ancora una gran bella donna, girava tranquillamente dentro e fuori le sale senza nessun atteggiamento divistico.
Antoinette Bower (a destra), che ha recitato nell'episodio "Il gatto nero", si è mostrata anche troppo disinteressata all'evento, presentandosi sempre scarmigliata, senza un filo di trucco e con abbinamenti di scarpe e vestiario da fare invidia ad un tedesco in gita in Romagna negli anni '70.
Joanne Linville (a destra), che già non era in verdissima età quando ha girato l'episodio "Incidente all'Enterprise", è oggi una simpatica vecchietta che ha raccontato la sua vita e gli aneddoti legati al girato di Star Trek con eleganza e senza supponenza.
Supponenza che invece è sempre stata la cifra principale della presenza di BarBara Luna, per la quale l'aggettivo babe si avvicina anno dopo anno alla traduzione italiana di babbiona. A rischio di sembrare estremista… hai gli anni di Noè, sei rifatta da capo a piedi (male tra l'altro), vai in giro vestita come una starlette di terz'ordine, hai girato pure tu un solo, pidocchiosissimo episodio di Star Trek, anche se è lo strafamoso "Specchio, specchio" e campi con quello per venire ogni anno a fare le vacanze pagate in Europa, insomma con tutto ciò ti permetti atteggiamenti da superdiva del genere "non mi fotografate se non sono in posa e non avete acquistato la mia foto" oppure " non rivolgetemi la parola quando sto parlando con altri" o anche "non toccate la roba sul mio banchetto se non avete intenzione di acquistare qualcosa"?
Allora incidenti come quelli capitati durante la prima esibizione di Shatner sabato 21, te li vai proprio a cercare con il lanternino.
Mi riferisco a quando un redattore dello STIM, che da qui in avanti per comodità chiameremo col nome fittizio Eleftheropoulos, in prima fila durante l'intervento di Bill, ad un certo punto si è girato per fotografare un suo amico, ed ha incontrato sulla sua traiettoria le babes, sedute tutte insieme.
L'unica che ha messo subito la mano davanti a coprire la faccia biascicando "no photo, no photo", è stata proprio lei. Allora il buon Eleftheropoulos, con un inequivocabile gesto della mano, le ha fatto capire "ma chi ti voleva fotografare" e con un altro gesto della mano altrettanto inequivocabile le ha fatto altresì capire "spostati di lato che mi impicci".
Tralascio di ripetere gli epiteti di Eleftheropoulos a fine incontro, anche se penso siano ampiamente immaginabili.


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