L'EDITORIALE
di Rossella "DrBev" Marchiselli



Prima di tutto buone vacanze: ci rivedremo a settembre con un numero dal tema particolare (che non anticipo perchè lo scoprirete a tempo debito).
Per questa estate vi abbiamo preparato alcune recensioni da leggere, e un po' di materiale su cui fare commenti in positivo e in negativo.
Fate i bravi, se potete, leggete, mandate cartoline, riposatevi che si ricomincerà prima di quel che pensate.


IL CASO DA VINCI (SGRASSI)


Mi venisse un'accidente la prossima volta che voglio scrivere di un best seller.
Ho ricevuto talmente tante di quelle lettere a proposito che avevo la casella intasata.
Stranamente, l'unica lettera "contro" quel che ho scritto è quella che ha scatenato in redazione il putiferio maggiore.
Seguono lettera, commenti redazionali e mia risposta al lettore.

Vorrei fare due considerazioni, una di contenuto e una di stile.
Per quanto riguarda il contenuto: nell'articolo si dice che nel libro ci sono un mucchio di s..... Sarà anche vero ma è un ROMANZO cioè una creazione della fantasia e come tale va letto, perché se così non fosse allora nei telefilm di Star Trek (dei quali io sono un appassionato) hai voglia di s....ate!!!!!!!!!!!
Nell'elenco delle possibili tipologie di lettore poi, a mio modesto avviso, manca un tipo di lettore al quale io ritengo di appartenere, e cioè l'appassionato di trame, intrighi e colpi di scena.
Quindi, secondo me, si può leggere un libro anche solo per il gusto della trama e dell'intreccio.
Osservazione sullo stile:
mi sembra di dubbio gusto l'uso di parolacce, inoltre è offensivo nei confronti dei lettori che vengono etichettati come "milioni di idioti".
Credo che si possa recensire un libro anche senza usare scurrilità e offese.
Sull'immagine dell'Uomo Vitruviano che si gratta le parti basse poi....... stendiamo un velo pietoso!!!!!!!!
Gradirei, se possibile, la risposta dell'autore e le opinioni di tutti.
Grazie.
Saluti.
Carlo

Risposte dei redattori:

Davide Galati:
Conosco molto bene la vicenda da cui Dan Brown si ispira ed è indubbio che il modo in cui l'autore la presenta è volutamente falsato. Non solo presenta come accertate cose che non lo sono per nulla, non solo non offre altre chiavi di lettura ai presunti fatti che riporta, ma nelle prime edizioni riporta addirittura che l'intreccio è di fantasia, ma che i fatti da cui prende spunto sono fatti storici reali. Questo è, a mio avviso, barare e barare alla grande, senza contare che ha, quasi sicuramente, copiato quasi tutta l'idea da un libro sul sacro Graal di due autori inglesi (ora non ricordo i nomi) che hanno dato il via al mistero legato alla cittadina di Rennes le Chateau.
Sul libro in se, da un punto di vista letterario, che dire? Stilisticamente non c'è nulla, però è un libro che si fa leggere. I personaggi sono stereotipati e la continua ricerca del colpo di scena può stancare nonchè rendere l'intreccio molto poco verosimile. Eppure è stato uno dei più grandi bestseller recenti, perchè? Perchè parte da un mistero che è intrigante e fa leva sull'ignoranza di chi legge da una parte e dall'altra sullo scalpore che ogni "attacco" alla Chiesa produce. Prova ne è che l'altro suo libro "angeli e demoni", scritto prima, non ebbe all'epoca alcun successo, eppure è scritto con lo stesso stile, con gli stessi colpi di scena e, in pratica, con gli stessi personaggi... fate vobis :)

Susanna Ricci:
Io ho letto il Codice da Vinci, e mi trovo abbastanza d'accordo con l'autrice della recensione nel definirlo un libro "furbo". L'autore del romanzo è ben conscio dei meccanismi necessari per catturare l'attenzione del lettore, ma mette in atto i propri trucchi in maniera forse troppo smaccatamente palese. Chi è avvezzo alla lettura può forse trovare queste strizzate d'occhio un tantino fastidiose, chi si avvicina ai libri con una media di uno ogni due anni lo trova senza dubbio godibile e ben scritto. Secondo me è adatto ad un pubblico "vastissimo" ed in questo senso ha senza dubbio il pregio di invogliare alla lettura anche i peggio recidivi.
Per quanto riguarda lo stile della recensione, l'utilizzo di particolari parole ed immagini serve spesso a sdrammatizzare ciò che si sta scrivendo... la gif animata dell'uomo di Leonardo gira su internet ormai da anni, e per l'argomento trattato sembrava fatta apposta.
E non dimenticare che Rossella ha dato dell'idiota in primo luogo a se stessa, annoverandosi tra i milioni di persone che hanno comprato e letto il libro: l'autoironia è fondamentale nella vita!

Anna Manfredini:
Io ho solo una cosa da aggiungere a commento del libro: il 90% (facciamo anche il 95%) delle pseudo-affermazioni-dimostrazioni storiche, storico-artistiche e quant'altro con cui il nostro caro, furbo ma solo fino a un certo punto Brown Dan infarcisce il suo "capolavoro" è frutto della sua fervida quanto ingenua fantasia, quando non sfocia in un misero e non meglio verificato plagio. A parte il fatto che non sopporto come scrive (ma sopravvoliamo su questo, in quanto trattasi di opinione personale), a parte il fatto che se apro un libro come questo - che si spaccia sì come un "romanzo" (e quindi via libera all'immaginazione) ma che pretende anche di dare "spiegazioni storiche" che chiunque abbia un minimo spaziato sugli argomenti trattati è in grado immediatamente di classificare come fasulle - dopo tre pagine mi sale lo schifo in gola, a parte tutto quanto, mi pongo una sola domanda: Brown Dan avrà anche venduto fantastilioni di copie, ma chi credeva di far fessi, oltre la schiera ignara di coloro che non hanno mai sfogliato un testo di storia, chi, gli storici, gli storici dell'arte, i critici letterari?
Mah.

Lorenzo Pifferi:
"Il Santo Graal" - Michael Baigent, Richard Leight, Hanry Lincoln, Oscar Mondadori, I ristampa Oscar 1986 - riposa leggero tra i miei scaffali. E' un libro abbastanza noto, fatto che reputo normale visto che viviamo in un paese dominato dalla cultura cattolica, che risulta oggettivamente inadeguata sotto molteplici punti di vista.
A prescindere da quanto ci possa aver trovato di verosimile, lo stesso libro fu la base di un viaggio che feci nel '95 con i miei, con itinerario il sud della Francia. Rennes le Chateau inclusa, secondo il libro tappa fondamentale per chi cerca ancora il Graal.. Erano i primi di settembre, pioveva, le nubi gettavano un'ombra inquietante sulla storia dell'Uomo, che secondo qualcuno passava proprio da quelle parti. Fu un viaggio splendido. Prima di lasciare l'italia passammo per S.Galgano, vicino Siena, dove si trova il rudere di una abbazia cistercense del 1100: all'interno dell'eremo sull'adiacente collina risiede una splendida spada infilata in una roccia. Il nesso lo avrete già trovato. Non so per quanti, ma per molti è un altro classico leggendario sul Graal...
Il Codice Da Vinci ha fatto visita in questa casa, ero ansioso di leggerlo, ma dopo qualche pagina l'ho chiuso. Il semplice fatto che fosse un romanzo, che sfruttasse già fumose quanto attraenti leggende, mi ha fatto passare la voglia di leggerlo: non volevo rovinare il gusto di quel viaggio. Questo non toglie che possa piacere, che sia un prodotto rivolto ad un pubblico desideroso di trame avvincenti. In questo ambito credo sia stato giustamente circoscritto.
Mi spiace per il lettore che improvvisamente si è ritrovato nel ruolo dell'idiota: spero sia di consolazione il fatto che nessuno abbia messo in dubbio il carisma del libro. Ma e' proprio questo carisma che urta: l'articolo è una pesante risposta allergica ai prodotti "commerciali" dal basso profilo - di critiche in questo senso lo STIM ne ha fatte parecchie - , ai polveroni faziosi che hanno contribuito al suo successo, che poggiano su una cultura antiquata ed intollerante. Spero il lettore sia d'accordo, su quanta idiozia ci sia in giro.

Matteo Bistoletti:
Dico la mia: Personalmente a me il libro é piaciuto: il mistero mi ha tenuto incollato alle pagine, e ho trovato certe teorie esposte degne di attenzione, interessanti al di là della loro plausibilità, anche solo per il mistero che affrontano.
Per questo dopo aver letto l'articolo di Rossella o la mail di Anna dovrei già sentirmi un ignorante che non hai mai aperto un libro di storia. Ovviamente non sono uno storico, ma non mi sento nemmeno ignorante. Non trovo le idee di Brown così assurde come voi le dipingete (lungi da me dire che siano tutto vero ,ovvio), ma usare toni pesanti nei confronti di un opera di fantasia che può piacere o meno (comunque di ampio gradimento e successo) non é mai gradevole per l'appassionato che legge.
Però l'articolo mi è piaciuto:)

Conclusione: I gusti son gusti, come dissi poc'anzi alla lettrice cui è piaciuto Shatner.
Per quanto riguarda il mio personalissimo stile letterario, vedasi la frase sopra.
A me il libro non è piaciuto. Mi reputo essere stata un'idiota a comprarlo, e non sono la sola ad avere pensato questa frase dopo la sua lettura.
Ho anche un'età nella quale non ho paura del trivio fine a se stesso, non temo di scrivere "stronzata" (Lemma: stronzata - Sillabazione/Fonetica: [stron-zà-ta] - Etimologia: Deriv. di stronzo, nel sign. 2 - Definizione: s. f. (volg.) atto, detto di persona stupida, odiosa. Dizionario italiano Garzanti.) e finire all'inferno dei direttori di webzine amatoriali; tendo piuttosto a censurare i redattori, lo san bene Longarini e Spadaro.
Chiamo il "mio stile" - solo uno dei tanti, dipende dall'estro - (auto)ironico e goliardico, lei lo definisce volgare: opinioni.
È anche drammaticamente ovvio che si possa scrivere ogni articolo in un modo diverso dall'originale: però quod scripsi, scripsi.
Sottolineo con dispiacimento che Lei è l'unico ad essersi sentito offeso da quel che ho scritto, me ne dolgo, nulla è stato pensato con l'intenzione di offendere chicchessia.
Probabilmente Lei è troppo sensibile a quel che scrivo, oppure più probabilmente non ho l'aureo dono di farmi comprendere da tutti quelli che leggono.
Pazienza, spero di migliorare.
Per fare ammenda segnalo di avere comprato e letto "il Codice Stravinci" (titolo originale, stranamente: "The Asti Spumante Code": ovviamente tradotto in modo letterale non avrebbe richiamato il titolo libro che parodiava, nella versione italiana), di Toby Clements, giornalista letterario del Daily Telegraph, che consiglio a TUTTI di comprare. "È una notte tranquilla a Bruxelles e nulla traspare dalla classica, impenetrabile facciata della Grande Bibliothèque. Eppure una tragedia si è appena consumata al suo interno, nella Galleria Maggiore, fra le preziosissime prime edizioni dei capolavori della letteratura mondiale: Cordon Sanitaire, il vecchio curatore della biblioteca, è stato aggredito e ucciso da un emissario dell’antica Corporazione dei Librai, il famigerato Ermellinos, chiamato così perché cambia il pelo due volte all’anno, albino d’inverno e bruno d’estate. Il sicario sta cercando il segretissimo codice Stravinci, mediante il quale sarebbe possibile scrivere il bestseller più strepitoso di tutti i tempi, quello da 17 milioni di copie, tradotto in 40 lingue, con edizioni illustrate, commentate, guide complete e guide non autorizzate, verità, menzogne, segreti, film che sbancano i botteghini di tutto il mondo... " Il corpo del curatore viene trovato nella posa della morte di Anna Karenina.
Reazione di Brown a questa parodia?
"No comment". Omnia munda mundis.


Live long and prosper, se potete....

Rossella Marchiselli
Direttore dello Star Trek Italia Magazine



Se volete contattare il Direttore scrivete a: direttore@startrekitaliamagazine.it