Perché avete clickato
sul titolo di questo articolo?
Davvero volete sapere come è andata a finire la quarta stagione
di Enterprise?
Ne siete proprio certi?
Siete così masochisti?
Tornate al sommario fino a che siete in tempo!
Hanno lasciato campo libero a quelle due belve inferocite di Berman
e Braga! 
Dopo aver visto il risollevarsi della sorte di questa stagione, è
stato deciso di buttare tutto quanto alle ortiche e di tornare al malefico
duo. Quale diabolico schema si cela dietro a tutto ciò? È
una ennesima macchinazione degli alieni che vogliono impossessarsi della
terra e cercano di obnubilare la mente di tanti giovani, realizzando
delle storie di fantascienza che sono totalmente prive di qualsiasi
logica filmica?
Sto diventando come Paolo Longarini?
Ebbene sì. Già nel numero scorso ho avuto dei pericolosi
avvicinamenti di stile all’Impavido di Cerveteri… la trasformazione
si sta compiendo… il lato oscuro della critica iperbolica si sta
lentamente impossessando della mia tastiera…
Ma sto divagando, devo parlarvi dell’ultimo episodio di Enterprise.
Devo proprio?
Non è che magari preferite la ricetta della crostata di frutta?
No, va bene, parleremo di These are the voyages...
Se vogliamo essere gentili, potremmo dire che la serie poteva tranquillamente
concludersi con Terra Prime, un doppio episodio molto bello, carico
di pathos, con una bellissima storia che parla delle paure di accettare
il diverso, del difficile percorso verso l’integrazione ed il
rispetto per tutte le forme di vita, del seme gettato per la creazione
della futura Federazione Unita dei Pianeti.
Anche il discorso finale di Archer era perfetto come chiusura: secondo
me Manny Coto, conscio del fatto che gli avrebbero tolto la soddisfazione
di firmare l’ultimo episodio, ha deciso di fare uno scherzetto
ai due B&B, creando un suo episodio conclusivo.
Se poi vogliamo continuare ad essere gentili, potremmo anche dire che
in effetti l’ultimo episodio è del tutto inutile. Inutile
alla cronologia di Star Trek, inutile alla storia della televisione,
inutile al divertimento di chi lo ha guardato.
Neanche brutto: inutile.
Una sorta di mega spoiler, con il quale l’Enterprise fa un balzo
avanti nel tempo di 6 anni (è ambientato dopo 10 anni dall’inizio
della missione), Trip muore di una morte completamente senza significato,
Archer tiene il discorso di inaugurazione della Federazione.
Ma se vogliamo essere veramente cattivi, allora parliamo di Riker e
Troi.
Io non sono molto brava con le date astrali, ma l’ambientazione
era quella dell’Enterprise D.
D.
Quando l’equipaggio di Picard ancora andava in giro per l’universo
a cercare meraviglie, regalandoci episodi splendidi ed indimenticabili.
Quando ancora Troi non aveva schiantato l’astronave contro un
pianeta, quando ancora non aveva indossato un vestito rosa confetto
per sposarsi con Riker, quando ancora probabilmente stava con Worf!
Allora mi chiedo.
Se siamo ai tempi gloriosi di TNG, come è possibile che Riker
e Troi appaiano così diversi? Diciamoci la verità, santa
pazienza, nessuno ha ancora inventato la macchina del tempo, e, nonostante
la chirurgia estetica faccia oggigiorno dei veri miracoli, i due attori
sono invecchiati.
E sono ingrassati.
Riker è talmente ingrassato che non sembra nemmeno più
tanto storto.
Allora per quale motivo incaponirsi nel volerceli presentare come se
non fosse passata una decade da quando li abbiamo salutati con “il
cielo come limite”?
D’altra parte nelle interviste che – imperterrito –
continua a rilasciare, Brannon Braga insiste nel dare la colpa a noi
fan del fallimento di Enterprise, perché non siamo in grado di
capire ed apprezzare il suo genio creativo e la sua passione per la
continuity (!!).
L’apparizione di Riker e Troi sarebbe ciò che lui chiama
“passione per la continuity”?
Da una sintesi di intervista pubblicata su www.trekweb.com,
si legge:
“I due produttori esecutivi [Berman e Braga] hanno sempre
lavorato per mantenere la continuity. Berman ammette che ci sono stati
un po’ di mormorii di scontento quando si è saputo che
nell’ultima puntata di Enterprise sarebbero apparsi Jonathan Frakes
e Marina Sirtis. La sensazione tra i fan era quella che fossero quasi
degli intrusi, visto che si trattava della puntata conclusiva di una
serie completamente diversa [sentimento condiviso anche da alcuni degli
attori, come da loro stessi dichiarato, prima tra tutti Jolene Blalock,
nda].
I produttori hanno anche dichiarato che, sebbene la quarta stagione
sia stata apprezzata di più dai fan, perché sono stati
utilizzati molti elementi degli altri episodi di Star Trek, in realtà
si è trattato del proseguimento di un lavoro che era stato fatto
per tutto il tempo, in tutte e quattro le stagioni. ‘Noi abbiamo
sempre utilizzato elementi della serie classica, ma solo dalla quarta
stagione – Rick, io e Coto – abbiamo cominciato ad approfondire
alcuni aspetti. Ma non abbiamo mai pensato di esserci scostati dalla
vera storia di Star Trek. Se avessimo cominciato prima ad approfondire
questi aspetti, chissà, magari avremmo avuto degli ascolti più
alti sin da subito.’ Per parte sua Berman insiste nel dichiarare
che gli elementi canon non sono sempre così chiari come dichiarano
i fan. ‘Ci sono molti fan che pensano che Brannon ed io abbiamo
ignorato la continuity e tutto ciò che era canon, ma non ci potrebbe
essere niente di più lontano dalla realtà. Noi viviamo
e respiriamo nella storia di Star Trek e abbiamo sempre cercato di fare
in modo che tutto fosse perfettamente consequenziale, ma allo stesso
tempo dovevamo produrre degli episodi che continuassero ad essere interessanti,
settimana dopo settimana, quindi alle volte abbiamo dovuto adattare
un po’ le regole del gioco.’”
Trovo che si sia di fronte al classico caso di negazione della realtà
e costruzione di una realtà alternativa.
B&B sono convinti di aver fatto un ottimo lavoro, di aver prodotto
degli episodi interessanti e divertenti, di aver rispettato la storia
della Federazione in tutti i suoi passaggi, di aver creato personaggi
perfettamente coerenti con tutto ciò che abbiamo sempre conosciuto,
perché loro “respirano” Star Trek
quotidianamente.
E noi siamo di coccio.
Un mio amico, saputo che nell’ultima puntata della serie ci sarebbero
stati Riker e Troi, ha immaginato immediatamente il finale, così
come penso abbia fatto la maggior parte di voi, azzeccando in maniera
precisa e totale ogni previsione.
Ponte ologrammi, Riker che rivive l’ultima avventura dell’Enterprise
per poter trovare una fonte di ispirazione ad un suo problema personale,
interazione tra Riker cuoco con ognuno dei membri dell’equipaggio
per avere una loro visione personale della vita, l’universo e
tutto quanto, e giretto turistico per Troi che commenta deliziata ogni
singolo bullone sporco di grasso che incontra.
E noi saremmo i decerebrati?
Ma si può?
Il finale alternativo, che tutti hanno immaginato e che nessuno ha osato
chiedere, era quello in cui tutto quanto riguarda le quattro stagioni
di Enterprise fosse un parto della fantasia malata dei due redivivi
personaggi di TNG: una sorta di “risveglio di Pamela Ewing”,
per chi è abbastanza vecchio da ricordare Dallas.
Sarebbe stato meglio? Non so, non riesco a farmene una ragione.
Alle volte mi viene da pensare
che sono troppo pesante nei miei giudizi, che forse in fondo mi sbaglio,
che magari poi gli episodi non sono così male, che tutto sommato
si tratta sempre di Star Trek e… e poi mi trovo a pensare anche
che quando guardo un episodio di TNG o di DS9 o di VOY o della TOS mi
assale il senso della meraviglia e ne finisco la visione con un sospiro
di contentezza. Con questa quarta stagione di ENT le cose stavano di
nuovo cominciando ad essere così…
Ma niente può durare per sempre.
Speriamo che tutto questo serva da lezione ai prossimi scrittori/produttori,
quando finalmente si rimetterà mano a Star Trek per una nuova
produzione.
E speriamo anche che nel frattempo noi fan si sia diventati più
intelligenti e si sia imparata un po’ di storia!
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