ENTERPRISE È FINITO.
PERCHÉ...?
Perché? Perché? Perché?

di Susanna Ricci

Perché avete clickato sul titolo di questo articolo?
Davvero volete sapere come è andata a finire la quarta stagione di Enterprise?
Ne siete proprio certi?
Siete così masochisti?
Tornate al sommario fino a che siete in tempo!
Hanno lasciato campo libero a quelle due belve inferocite di Berman e Braga!
Dopo aver visto il risollevarsi della sorte di questa stagione, è stato deciso di buttare tutto quanto alle ortiche e di tornare al malefico duo. Quale diabolico schema si cela dietro a tutto ciò? È una ennesima macchinazione degli alieni che vogliono impossessarsi della terra e cercano di obnubilare la mente di tanti giovani, realizzando delle storie di fantascienza che sono totalmente prive di qualsiasi logica filmica?
Sto diventando come Paolo Longarini?
Ebbene sì. Già nel numero scorso ho avuto dei pericolosi avvicinamenti di stile all’Impavido di Cerveteri… la trasformazione si sta compiendo… il lato oscuro della critica iperbolica si sta lentamente impossessando della mia tastiera…
Ma sto divagando, devo parlarvi dell’ultimo episodio di Enterprise.
Devo proprio?
Non è che magari preferite la ricetta della crostata di frutta?
No, va bene, parleremo di These are the voyages...
Se vogliamo essere gentili, potremmo dire che la serie poteva tranquillamente concludersi con Terra Prime, un doppio episodio molto bello, carico di pathos, con una bellissima storia che parla delle paure di accettare il diverso, del difficile percorso verso l’integrazione ed il rispetto per tutte le forme di vita, del seme gettato per la creazione della futura Federazione Unita dei Pianeti.
Anche il discorso finale di Archer era perfetto come chiusura: secondo me Manny Coto, conscio del fatto che gli avrebbero tolto la soddisfazione di firmare l’ultimo episodio, ha deciso di fare uno scherzetto ai due B&B, creando un suo episodio conclusivo.
Se poi vogliamo continuare ad essere gentili, potremmo anche dire che in effetti l’ultimo episodio è del tutto inutile. Inutile alla cronologia di Star Trek, inutile alla storia della televisione, inutile al divertimento di chi lo ha guardato.
Neanche brutto: inutile.
Una sorta di mega spoiler, con il quale l’Enterprise fa un balzo avanti nel tempo di 6 anni (è ambientato dopo 10 anni dall’inizio della missione), Trip muore di una morte completamente senza significato, Archer tiene il discorso di inaugurazione della Federazione.
Ma se vogliamo essere veramente cattivi, allora parliamo di Riker e Troi.
Io non sono molto brava con le date astrali, ma l’ambientazione era quella dell’Enterprise D.
D.
Quando l’equipaggio di Picard ancora andava in giro per l’universo a cercare meraviglie, regalandoci episodi splendidi ed indimenticabili.
Quando ancora Troi non aveva schiantato l’astronave contro un pianeta, quando ancora non aveva indossato un vestito rosa confetto per sposarsi con Riker, quando ancora probabilmente stava con Worf!
Allora mi chiedo.
Se siamo ai tempi gloriosi di TNG, come è possibile che Riker e Troi appaiano così diversi? Diciamoci la verità, santa pazienza, nessuno ha ancora inventato la macchina del tempo, e, nonostante la chirurgia estetica faccia oggigiorno dei veri miracoli, i due attori sono invecchiati.
E sono ingrassati.
Riker è talmente ingrassato che non sembra nemmeno più tanto storto.
Allora per quale motivo incaponirsi nel volerceli presentare come se non fosse passata una decade da quando li abbiamo salutati con “il cielo come limite”?
D’altra parte nelle interviste che – imperterrito – continua a rilasciare, Brannon Braga insiste nel dare la colpa a noi fan del fallimento di Enterprise, perché non siamo in grado di capire ed apprezzare il suo genio creativo e la sua passione per la continuity (!!).
L’apparizione di Riker e Troi sarebbe ciò che lui chiama “passione per la continuity”?
Da una sintesi di intervista pubblicata su www.trekweb.com, si legge:
I due produttori esecutivi [Berman e Braga] hanno sempre lavorato per mantenere la continuity. Berman ammette che ci sono stati un po’ di mormorii di scontento quando si è saputo che nell’ultima puntata di Enterprise sarebbero apparsi Jonathan Frakes e Marina Sirtis. La sensazione tra i fan era quella che fossero quasi degli intrusi, visto che si trattava della puntata conclusiva di una serie completamente diversa [sentimento condiviso anche da alcuni degli attori, come da loro stessi dichiarato, prima tra tutti Jolene Blalock, nda]. I produttori hanno anche dichiarato che, sebbene la quarta stagione sia stata apprezzata di più dai fan, perché sono stati utilizzati molti elementi degli altri episodi di Star Trek, in realtà si è trattato del proseguimento di un lavoro che era stato fatto per tutto il tempo, in tutte e quattro le stagioni. ‘Noi abbiamo sempre utilizzato elementi della serie classica, ma solo dalla quarta stagione – Rick, io e Coto – abbiamo cominciato ad approfondire alcuni aspetti. Ma non abbiamo mai pensato di esserci scostati dalla vera storia di Star Trek. Se avessimo cominciato prima ad approfondire questi aspetti, chissà, magari avremmo avuto degli ascolti più alti sin da subito.’ Per parte sua Berman insiste nel dichiarare che gli elementi canon non sono sempre così chiari come dichiarano i fan. ‘Ci sono molti fan che pensano che Brannon ed io abbiamo ignorato la continuity e tutto ciò che era canon, ma non ci potrebbe essere niente di più lontano dalla realtà. Noi viviamo e respiriamo nella storia di Star Trek e abbiamo sempre cercato di fare in modo che tutto fosse perfettamente consequenziale, ma allo stesso tempo dovevamo produrre degli episodi che continuassero ad essere interessanti, settimana dopo settimana, quindi alle volte abbiamo dovuto adattare un po’ le regole del gioco.’
Trovo che si sia di fronte al classico caso di negazione della realtà e costruzione di una realtà alternativa.
B&B sono convinti di aver fatto un ottimo lavoro, di aver prodotto degli episodi interessanti e divertenti, di aver rispettato la storia della Federazione in tutti i suoi passaggi, di aver creato personaggi perfettamente coerenti con tutto ciò che abbiamo sempre conosciuto, perché loro “respirano” Star Trek quotidianamente.
E noi siamo di coccio.
Un mio amico, saputo che nell’ultima puntata della serie ci sarebbero stati Riker e Troi, ha immaginato immediatamente il finale, così come penso abbia fatto la maggior parte di voi, azzeccando in maniera precisa e totale ogni previsione.
Ponte ologrammi, Riker che rivive l’ultima avventura dell’Enterprise per poter trovare una fonte di ispirazione ad un suo problema personale, interazione tra Riker cuoco con ognuno dei membri dell’equipaggio per avere una loro visione personale della vita, l’universo e tutto quanto, e giretto turistico per Troi che commenta deliziata ogni singolo bullone sporco di grasso che incontra.
E noi saremmo i decerebrati?
Ma si può?
Il finale alternativo, che tutti hanno immaginato e che nessuno ha osato chiedere, era quello in cui tutto quanto riguarda le quattro stagioni di Enterprise fosse un parto della fantasia malata dei due redivivi personaggi di TNG: una sorta di “risveglio di Pamela Ewing”, per chi è abbastanza vecchio da ricordare Dallas.
Sarebbe stato meglio? Non so, non riesco a farmene una ragione.
Alle volte mi viene da pensare che sono troppo pesante nei miei giudizi, che forse in fondo mi sbaglio, che magari poi gli episodi non sono così male, che tutto sommato si tratta sempre di Star Trek e… e poi mi trovo a pensare anche che quando guardo un episodio di TNG o di DS9 o di VOY o della TOS mi assale il senso della meraviglia e ne finisco la visione con un sospiro di contentezza. Con questa quarta stagione di ENT le cose stavano di nuovo cominciando ad essere così…
Ma niente può durare per sempre.
Speriamo che tutto questo serva da lezione ai prossimi scrittori/produttori, quando finalmente si rimetterà mano a Star Trek per una nuova produzione.
E speriamo anche che nel frattempo noi fan si sia diventati più intelligenti e si sia imparata un po’ di storia!

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