Redattore
Fabio Miele


Mi chiamo Fabio Vargiolu Miele, questo perchè sia mio padre che mia madre hanno avuto la bella pensata di darmi entrambi i loro rispettivi cognomi. Ora mi piace pensare di essere il primo di una futura dinastia di Vargiolu Miele, ma so essere questa una magra consolazione.
Per quanto riguarda una mia biografia esaustiva temo riempirebbe tre numeri della rivista, quindi risparmiandovi i dettagli tediosi sappiate che nacqui, crebbi e dopo questo e quello sono approdato alla redazione dello STIM.
Una mia insegnante mi definì il suo piccolo Tolstoj mentre io mi considero un eterno ineditante in lotta con la sua stessa ignoranza.
Vivo in viaggio, fluttuando di realtà in realtà, privato di ogni radice. Scelgo da sempre le mie muse in solitudine, in bilico ai margini della normalità, portando in valigia una collezione di piccole psicosi accumulate distrattamente nel corso degli anni e qualche verità accartocciata. Inseguo studi storici all'Università di Bologna, frugando tra i segni del tempo e le memorie di chi mi ha preceduto in questa vita, scoprendo nuovi mondi e nuove civiltà.
Scrivo, disegno, creo, gioco, mi appassiono alla musica, al cinema, alla lettura. Rido e cerco di far ridere anche quando so che non ci riuscirò. Prediligo la ricerca di ciò che non può essere trovato e soprattutto osservo, sogno, cado in tentazione, scoprendo di volta in volta chi sono. Vivrò, o morirò tentando.