Pensavamo che non avremmo
più avuto loro notizie.
Dopo ben 11 anni dalla chiusura prematura della serie di Star Trek universalmente
riconosciuta come la meno riuscita in assoluto, Enterprise fa
ancora parlare di sé in termini polemici.
Gli autori non si sono mai veramente arresi di fronte alla decisione
della grande casa di produzione, la Google-Paramount, di porre
fine in così malo modo a quella che era ormai una tradizione
consolidata dell'allora televisione americana.
Da qui la decisione di passare ad una produzione indipendente, che è
riuscita ad aggirare i problemi di royalties e diritti d'autore, per
riportare sugli oloschermi le avventure un po' imbalsamate dei primi
esploratori dello spazio, a bordo di quella che venne definita la prima
astronave chiamata Enterprise, in barba a tutta la cronologia di Star
Trek scritta fino a quel momento.
Sappiamo
che il fandom non si è mai completamente ripreso dagli stravolgimenti
che furono messi in opera dagli autori Brannon e Braga e che ancora
oggi si discute se considerare canon o meno le storie da loro
raccontate.
Ma ben presto avremo delle risposte a tutti i nostri quesiti, visto
che i nuovi autori, Manny Coto e suo figlio Josh, hanno intenzione di
riprendere le fila del discorso esattamente da dove era stato interrotto.
Proprio così.
Esattamente da allora.
Ma come è possibile, visto che gli attori che hanno interpretato
i personaggi di Archer, T'Pol, Reed e tutti gli altri sono ormai invecchiati
di 11 anni? Jolene Bablock ha recentemente fatto sa
pere
che sostituirà le protesi mammarie in silicone con il "flubber",
la nuova sostanza di riempimento atossica e molto più modellabile
brevettata dalla Micheline, ma anche con tutto il botulino del mondo
non potrà mai far finta di avere ancora 25 anni!
E qui entra in scena la Calvin Enterprises & Co, che si è
recentemente conquistata le luci della ribalta con i suoi nuovi modelli
di androidi più veri del vero.
Ricordate quando, proprio nel 2005, venne proposto al pubblico il primo
modello di androide, c
ostruito
seguendo le fattezze e la personalità di Philip K. Dick? Nessuno
si aspettava il clamoroso successo che ottenne: sebbene fosse legnoso
nei movimenti e la sintopelle lasciasse ancora parecchio a desiderare,
la ricostruzione della personalità con l'inserimento del chip
di memoria contenente tutti i libri, diari e confessioni del grande
scrittore, era talmente tanto vicina alla realtà, che il prototipo
riuscì persino a produrre nuove opere, del tutto simili per stile
e contenuti, a quelle del vero Dick.
Ora siamo all'estremo perfezionamento della tecnica allora utilizzata,
e la Calvin Ent. ha deciso di entrare nel business di produzione della
quinta stagione di Enterprise, proprio per dimostrare quanto l'impiego
dei propri androidi possa essere variegato e sorprendente.
La stessa Susan Calvin (nome d'arte di una delle più promettenti
menti scientifiche moderne, di cui nessuno conosce la vera identità),
ha
dichiarato, tramite il sito ultraweb da lei messo a disposizione dei
clienti, di essere una fan sfegatata di Star Trek e di non aver mai
potuto digerire l'idea della sua interruzione prematura.
L'occasione che ora si presenta, di poter riprendere la messa in onda
dei telefilm con degli androidi che riproducano non già gli attori,
ma effettivamente i personaggi della serie televisiva, è irripetibile
e rappresenta una scommessa tecnologica senza precedenti.
Non si tratta di creare dei robot che possano essere di aiuto agli esseri
umani, svolgendo le mansioni più umili e difficoltose. Si tratta
di creare dal nulla dei "personaggi" nati nel 1966 per volontà
di un uomo morto da tempo, Gene Roddenberry. L'ormai anziana
Majel Barret ha commentato che il marito sarebbe stato veramente felice
di sapere che la sua più sfrenata fantasia avrebbe potuto effettivamente
diventare reale e si dichiara entusiasta dell'idea dei Coto
di
riprendere la storia da dove era stata interrotta, tralasciando l'ultima
puntata della quarta stagione per cause di forza maggiore.
Ed è tanto più entusiasta dell'idea, proprio per il fatto
che il tutto avviene quest'anno, 2016, anno in cui ricorre il
cinquantenario della nascita del fenomeno Star Trek.
Pare che tutta la troupe stia facendo i salti mortali per rispettare
l'appuntamento dell'otto settembre, per la messa in onda del primo episodio
della quinta stagione di Star Trek: Enterprise, un ulteriore tributo
al Grande Uccello della Galassia e a tutti i fan che non si sono mai
stancati di tenere alto l'interesse per questo straordinario fenomeno
di costume.
Anche lo STIM raggiunge un bel traguardo: sono ormai 17 anni che la
nostra redazione mette on line puntualmente un nuovo numero ogni mese.
Senza nessuna retribuzione, senza nessun riconoscimento se non quello
del nostro amato pubblico che ci ha seguito per tutto questo tempo,
i redattori dello STIM sono ormai diventati dei paciosi signori
un po' in là negli anni, che non vedono l'ora di poter "toccare"
con mano uno degli androidi della quinta stagione di Ent alla prossima
STICCON
.
Finalmente potremo chiedere direttamente ai personaggi cosa hanno provato
in una determinata avventura, e non dovremo più accontentarci
di commenti filtrati dall'animo degli attori che li hanno interpretati.
Non ci potranno essere più idiosincrasie tra ciò che pensa
l'attore e ciò che rappresenta il personaggio, e gli androidi
potranno dirci "esattamente" come ci si sente a comandare
una nave spaziale o a incontrare delle nuove specie aliene.
Ricordo che già nel 2003 era sorta una discussione molto animata
se un personaggio interamente creato in digitale come Gollum
potesse essere insignito di un premio Oscar
.
Ora la questione è ancora più complessa: questi nuovi
"esseri" saranno tanto sofisticati da rappresentare veramente
un uomo?
Se così non fosse i telefilm che andranno a vivere non saranno
di alcun successo. Ma se sono veramente credibili, perché completi
di personalità complessa e di sentimenti, come ci possiamo porre
di fronte a loro? Siamo in presenza di una intelligenza artificiale
tale da doverci confrontare con il dilemma di Data?
Cosa ci da la "misura di un uomo"?
Forse la prova più inconfutabile potrebbe essere questa: se sbufferanno
al momento di dover firmare gli autografi, allora sapremo che la finzione
ha smesso di essere tale ed è diventata una solida realtà
Se volete commentare questo articolo
scrivete a Warp
Mail