Come
al solito ieri, ultimo giorno di lavoro, mi sono ridotto ad andare a
fare la spesa all'ultimo minuto, prima che l'ipermercato chiudesse,
e sono letteralmente scappato (sarebbe meglio dire "volato")
con la mia moto a levitazione elettro-magnetica (ne sono orgoglioso
e mi permetto di sottolinearlo, facendo un po' il ganassa, visto che
sono fra i primi a possedere questo ultimo ritrovato tecnologico che
ruggisce come un leone e non soffre delle asperità dell'asfalto;
N.d.R. ) a fare scorte di viveri prima della partenza per le tanto agognate
vacanze estive.
E qui l'ironia del destino
..perché anche quando sono prossimo
alle ferie l'AMICA "FANTASCIENZA" mi segue imperterrita a
tradimento. Dico a tradimento
perché sulla confezione tubolare
delle patatine avevo cercato un titolo che mi paresse interessante,
del tutto ignaro che quel "The Forgotten" fosse un film a
tema fantascientifico. E invece
quando sono arrivato a casa e
ho collegato il cavo a fibra ottica del tubo di patatine al mio impianto
di videoemanazione al plasma del muro del mio salotto
patatina
dopo patatina
ho iniziato a capire che, anche quando non voglio,
gli alieni sono sempre e comunque di casa per me.
Che dire
ormai siamo in ballo e, visto che il caso ha deciso per
me e film è risultato anche essere carino e godibile, ho deciso
di scriverne una recensione.
Di
sicuro
"The Forgotten" non è un film paragonabile ad uno di
quei colossal odierni, tipo "Godzilla 4" o "Titanic in
Space", che ci bombardano con un ritmo registico al cardiopalma
ed effetti speciali dinamici, tridimensionali e non, degni di nota!
No, qui si parla di un film che sa di fantascienza, ma sa anche e soprattutto
di thriller (all'epoca andava molto di moda il thriller psicanalitico,
con una buona dose di mistero quasi onirico
e questo film ne è
un buon rappresentante). Quindi se si cercano emozioni da videogame
non è il film migliore da ripescare nella cinematografia dello
scorso decennio! Ma se si cerca un qualcosa che sa farci stare col dubbio
nella testa e con la voglia di capire dov'è il nodo del canovaccio,
per poi finalmente tirare un filo e sbrogliarlo, è di sicuro
un film carino e mi sento di consigliarlo.
Telly è una madre
distrutta dalla morte di suo figlio, che a soli otto anni è stato
vittima di una tragedia aerea mentre andava in vacanza con altri suoi
coetanei. Telly soffre, piange, ed è in cura presso uno psichiatra
per riuscire a superare la perdita e ricostruire la sua vita. Ma lei,
ad un anno dalla tragedia, proprio non riesce a distaccarsi dalle videocassette
su cui sono stati registrati i filmini del figlio, né dagli album
fotografici che ossessivamente sfoglia ogni giorno guardando angosciosamente
e dolorosamente ogni foto, con un amaro sorriso sulle labbra portato
dai ricordi che quelle immagini suscitano in lei. Maniacalmente ogni
giorno cade vittima del ricordo e della disperazione, senza riuscire
a distogliersene. Rinchiudere le videocassette e l'album fotografico
dentro un cassetto è inutile, perché l'angoscia e il senso
di vuoto la portano a riaprirlo in continu
azione
e rivivere quei momenti con una nostalgia autodistruttiva, ogni
giorno, senza apparente miglioramento. Fino a che Telly riapre l'album
fotografico che ha aperto tutti i giorni, fino a quel momento, e non
trova le pagine dello stesso completamente bianche. Telly è incredula,
non trovando più le foto che l'hanno sorretta (e costretta) nel
ricordo fino ad allora, ed è letteralmente e comprensibilmente
disperata dopo che scopre che anche tutte le videocassette che ha guardato
e riguardato sistematicamente per oltre un anno sono completamente vergini,
senza più alcuna immagine registrata
La frustrazione raggiunge l'apice quando il suo psichiatra le fornisce
la spiegazione di tutto ciò: la mente di Telly ha creato dei
ricordi di un figlio che non ha mai avuto, in seguito ad un trauma da
aborto spontaneo avuto anni prima. Lei avrebbe vissuto in un'illusione
autoindotta e finalmente starebbe dando segno di miglioramento,
essendosi finalmente resa conto che le foto e i filmati non esistono.
La spiegazione dello psichiatra e del marito di Telly lasciano la donna
senza parole e in preda alla frustrazione. Ma sotto sotto non la convincono
.e
quando Telly incappa in un uomo che non la riconosce, ma che lei riconosce
con certezza come il padre di una compagna di classe del figlio, anch'essa
morta in quella tragedia aerea, anche i ricordi dell'uomo ritornano
a galla. La carta da parati che copre i muri della stanza che un tempo
era di sua figlia, sui quali la bambina aveva disegnato e dipinto per
giorni, viene strappata e sotto l'uomo ritrova le le tracce di una figlia
che aveva dimenticato. E questo porta Telly e il suo nuovo compagno
di sventure in una girandola di fughe e paranoiche ricerche della verità:
perché i loro figli sono stati dimenticati? Perché ogni
traccia di loro è sparita, come cancellata dalla realtà,
tranne che nei loro ricordi? E perché sembra che qualcuno stia
giocando anche c
on
quei ricordi, tentando di cancellarli dalle loro teste e che loro faticosamente
ed accanitamente vogliono tenere vivi in sé? Persino Jim, il
marito di Telly, sembra improvvisamente non ricordare più nulla;
ma non solo del bambino: Jim non si ricorda più nemmeno di Telly.
Anche i ricordi del loro matrimonio sono scomparsi, senza apparente
spiegazione. La vita della donna, pezzo per pezzo, viene obliterata
e cancellata dalla storia. E la frustrazione e la fuga aumentano, lottando
per trovare la verità. Finchè la risposta, suggerita anche
dalla regia con frequenti riprese aeree, non arriva dall'alto: forze
misteriose che poco hanno di terreno ( o per meglio dire "terrestre")
stanno giocando con gli esseri umani. Le riprese aeree di New York suggeriscono
che è dall'alto che Telly è stata manovrata e quasi soggiogata.
Lo suggeriscono fin dai primi minuti del film, quasi come una piccola
anticipazione. Quasi come volessero metterci sulla strada, ma con una
sottigliezza quasi impercettibile. E infatti sono delle forze aliene
che stanno manipolando i protagonisti ( e apparentemente non solo) e
le loro vite. Alcuni esseri uma
ni,
durante il film, finiranno per essere letteralmente risucchiati dal
cielo, e così ogni dubbio è finalmente fugato per lo spettatore;
e anche per Telly le cose cominciano ad avere una spaventosa spiegazione.
Finché un uomo misterioso, che i protagonisti hanno intravisto
sul loro cammino più volte durante le loro fughe, confesserà
finalmente di non essere "umano" e che da anni alcuni esperimenti
sono stati condotti sui terrestri e specialmente i loro legami emotivi.
Telly, come altri, non è stata altro che una vittima di un esperimento
volto a stabilire la forza del legame materno umano. Una forza davvero
misteriosa per queste entità non terrestri all'apparenza onnipotenti,
ma nel contempo incapaci di farsi una ragione di questo risvolto dell'emotività
umana. Gli alieni riescono a cancellare i ricordi di tutto, ma non riescono
nell'intento di cancellare il ricordo del figlio dalla mente di Telly
e di spezzare il legame materno, così forte da rendere
i ricordi indelebili nella sua mente. Telly non dimentica il figlio
e l'esperimento alieno è chiaramente fallito. Tanto che, sconfitti
(o comunque soddisfatti del risultato della loro macchinazione), questi
esseri restituiranno alla protagonista il figlio perduto, restaurando
la realtà com'era prima dell'incidente, apparentemente mai avvenuto.
Il film conta su una regia
davvero riuscita: mi sono documentato col mio minipod
tascabile,
dopo aver visto il film, e pare che questo Joseph Ruben abbia
fatto diversi film degni di nota, prima e dopo questo "The Forgotten".
Di certo è una regia davvero pregevole, che riesce a sottolineare
egregiamente l'angoscia, la paranoia e la claustrofobia di un
personaggio che vede il mondo attorno a se cambiare senza spiegazioni,
e vede crollare ogni fondamenta che credeva essere base della realtà
e della vita che ha vissuto. Veloci passaggi di immagine, dalla ripresa
aerea a quella in dettaglio, quasi sottolineando i due piani su cui
questa vicenda si svolge (uno strettamente terreno, e uno invisibile
ma sempre aleggiante sui personaggi, dall'alto). E parlando dei personaggi,
appunto, vorrei davvero dire a proposito di Telly che, nonostante i
miei scetticismi, è stato splendidamente interpretato da una
credibilissima ed espressivissima Julianne Moore. Non sempre
mi è piaciuta, ma qui dà veramente buona prova artistica.
Il ritmo è buono durante tutta la "pellicola" e la
trama ben sviluppata. Se dovessi trovare un difetto a questo film
potrei dire che ha un sapore di ripescaggio e riciclo da alcune trame
di X-Files-iana memoria (per i più giovani, "X-Files"
era una serie televisiva di fantascienza e mistero molto in voga negli
anni '90 e che diventò un vero e proprio fenomeno di culto su
scala quasi mondiale). Ma se l'originalità non è garantita
al 100%, di certo lo sono la recitazione (che conta anche su buoni personaggi
comprimari (da non dimenticare anche lo psichiatra, che ha il volto
noto di Gary Sinise) e la regia.
I pochi effetti speciali sono semplici, forse addirittura ingenui e
davvero imparagonabili ai suoi stessi contemporanei, come detto prima
(ricordo che un suo contemporaneo era addirittura "La guerra
dei mondi", se ricordate, ma si trattava di due piani completamente
diversi); un film di questo genere nemmeno si prefiggeva lo scopo di
impattare grafico-visivamente lo spettatore e puntava tutto sullo sviluppo
della trama ed il suo mistero, nonché sulle implicazioni psico-drammatiche
dei protagonisti e della loro angosciosa e claustrofobica ricerca della
verità. Ebbene, la puntata è stata a mio avviso davvero
vincente.
Guarda un po' che sorprese inaspettate portano le patatine !!
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