THE FORGOTTEN (correva l'anno 2004)
di Fabiano "Langley" Piccione


Come al solito ieri, ultimo giorno di lavoro, mi sono ridotto ad andare a fare la spesa all'ultimo minuto, prima che l'ipermercato chiudesse, e sono letteralmente scappato (sarebbe meglio dire "volato") con la mia moto a levitazione elettro-magnetica (ne sono orgoglioso e mi permetto di sottolinearlo, facendo un po' il ganassa, visto che sono fra i primi a possedere questo ultimo ritrovato tecnologico che ruggisce come un leone e non soffre delle asperità dell'asfalto; N.d.R. ) a fare scorte di viveri prima della partenza per le tanto agognate vacanze estive.
E qui l'ironia del destino…..perché anche quando sono prossimo alle ferie l'AMICA "FANTASCIENZA" mi segue imperterrita a tradimento. Dico a tradimento…perché sulla confezione tubolare delle patatine avevo cercato un titolo che mi paresse interessante, del tutto ignaro che quel "The Forgotten" fosse un film a tema fantascientifico. E invece… quando sono arrivato a casa e ho collegato il cavo a fibra ottica del tubo di patatine al mio impianto di videoemanazione al plasma del muro del mio salotto… patatina dopo patatina… ho iniziato a capire che, anche quando non voglio, gli alieni sono sempre e comunque di casa per me.
Che dire… ormai siamo in ballo e, visto che il caso ha deciso per me e film è risultato anche essere carino e godibile, ho deciso di scriverne una recensione.

Di sicuro "The Forgotten" non è un film paragonabile ad uno di quei colossal odierni, tipo "Godzilla 4" o "Titanic in Space", che ci bombardano con un ritmo registico al cardiopalma ed effetti speciali dinamici, tridimensionali e non, degni di nota! No, qui si parla di un film che sa di fantascienza, ma sa anche e soprattutto di thriller (all'epoca andava molto di moda il thriller psicanalitico, con una buona dose di mistero quasi onirico…e questo film ne è un buon rappresentante). Quindi se si cercano emozioni da videogame non è il film migliore da ripescare nella cinematografia dello scorso decennio! Ma se si cerca un qualcosa che sa farci stare col dubbio nella testa e con la voglia di capire dov'è il nodo del canovaccio, per poi finalmente tirare un filo e sbrogliarlo, è di sicuro un film carino e mi sento di consigliarlo.

Telly è una madre distrutta dalla morte di suo figlio, che a soli otto anni è stato vittima di una tragedia aerea mentre andava in vacanza con altri suoi coetanei. Telly soffre, piange, ed è in cura presso uno psichiatra per riuscire a superare la perdita e ricostruire la sua vita. Ma lei, ad un anno dalla tragedia, proprio non riesce a distaccarsi dalle videocassette su cui sono stati registrati i filmini del figlio, né dagli album fotografici che ossessivamente sfoglia ogni giorno guardando angosciosamente e dolorosamente ogni foto, con un amaro sorriso sulle labbra portato dai ricordi che quelle immagini suscitano in lei. Maniacalmente ogni giorno cade vittima del ricordo e della disperazione, senza riuscire a distogliersene. Rinchiudere le videocassette e l'album fotografico dentro un cassetto è inutile, perché l'angoscia e il senso di vuoto la portano a riaprirlo in continuazione e rivivere quei momenti con una nostalgia autodistruttiva, ogni giorno, senza apparente miglioramento. Fino a che Telly riapre l'album fotografico che ha aperto tutti i giorni, fino a quel momento, e non trova le pagine dello stesso completamente bianche. Telly è incredula, non trovando più le foto che l'hanno sorretta (e costretta) nel ricordo fino ad allora, ed è letteralmente e comprensibilmente disperata dopo che scopre che anche tutte le videocassette che ha guardato e riguardato sistematicamente per oltre un anno sono completamente vergini, senza più alcuna immagine registrata…
La frustrazione raggiunge l'apice quando il suo psichiatra le fornisce la spiegazione di tutto ciò: la mente di Telly ha creato dei ricordi di un figlio che non ha mai avuto, in seguito ad un trauma da aborto spontaneo avuto anni prima. Lei avrebbe vissuto in un'illusione autoindotta e finalmente starebbe dando segno di miglioramento, essendosi finalmente resa conto che le foto e i filmati non esistono. La spiegazione dello psichiatra e del marito di Telly lasciano la donna senza parole e in preda alla frustrazione. Ma sotto sotto non la convincono….e quando Telly incappa in un uomo che non la riconosce, ma che lei riconosce con certezza come il padre di una compagna di classe del figlio, anch'essa morta in quella tragedia aerea, anche i ricordi dell'uomo ritornano a galla. La carta da parati che copre i muri della stanza che un tempo era di sua figlia, sui quali la bambina aveva disegnato e dipinto per giorni, viene strappata e sotto l'uomo ritrova le le tracce di una figlia che aveva dimenticato. E questo porta Telly e il suo nuovo compagno di sventure in una girandola di fughe e paranoiche ricerche della verità: perché i loro figli sono stati dimenticati? Perché ogni traccia di loro è sparita, come cancellata dalla realtà, tranne che nei loro ricordi? E perché sembra che qualcuno stia giocando anche con quei ricordi, tentando di cancellarli dalle loro teste e che loro faticosamente ed accanitamente vogliono tenere vivi in sé? Persino Jim, il marito di Telly, sembra improvvisamente non ricordare più nulla; ma non solo del bambino: Jim non si ricorda più nemmeno di Telly.
Anche i ricordi del loro matrimonio sono scomparsi, senza apparente spiegazione. La vita della donna, pezzo per pezzo, viene obliterata e cancellata dalla storia. E la frustrazione e la fuga aumentano, lottando per trovare la verità. Finchè la risposta, suggerita anche dalla regia con frequenti riprese aeree, non arriva dall'alto: forze misteriose che poco hanno di terreno ( o per meglio dire "terrestre") stanno giocando con gli esseri umani. Le riprese aeree di New York suggeriscono che è dall'alto che Telly è stata manovrata e quasi soggiogata. Lo suggeriscono fin dai primi minuti del film, quasi come una piccola anticipazione. Quasi come volessero metterci sulla strada, ma con una sottigliezza quasi impercettibile. E infatti sono delle forze aliene che stanno manipolando i protagonisti ( e apparentemente non solo) e le loro vite. Alcuni esseri umani, durante il film, finiranno per essere letteralmente risucchiati dal cielo, e così ogni dubbio è finalmente fugato per lo spettatore; e anche per Telly le cose cominciano ad avere una spaventosa spiegazione. Finché un uomo misterioso, che i protagonisti hanno intravisto sul loro cammino più volte durante le loro fughe, confesserà finalmente di non essere "umano" e che da anni alcuni esperimenti sono stati condotti sui terrestri e specialmente i loro legami emotivi. Telly, come altri, non è stata altro che una vittima di un esperimento volto a stabilire la forza del legame materno umano. Una forza davvero misteriosa per queste entità non terrestri all'apparenza onnipotenti, ma nel contempo incapaci di farsi una ragione di questo risvolto dell'emotività umana. Gli alieni riescono a cancellare i ricordi di tutto, ma non riescono nell'intento di cancellare il ricordo del figlio dalla mente di Telly e di spezzare il legame materno, così forte da rendere i ricordi indelebili nella sua mente. Telly non dimentica il figlio e l'esperimento alieno è chiaramente fallito. Tanto che, sconfitti (o comunque soddisfatti del risultato della loro macchinazione), questi esseri restituiranno alla protagonista il figlio perduto, restaurando la realtà com'era prima dell'incidente, apparentemente mai avvenuto.

Il film conta su una regia davvero riuscita: mi sono documentato col mio minipod tascabile, dopo aver visto il film, e pare che questo Joseph Ruben abbia fatto diversi film degni di nota, prima e dopo questo "The Forgotten". Di certo è una regia davvero pregevole, che riesce a sottolineare egregiamente l'angoscia, la paranoia e la claustrofobia di un personaggio che vede il mondo attorno a se cambiare senza spiegazioni, e vede crollare ogni fondamenta che credeva essere base della realtà e della vita che ha vissuto. Veloci passaggi di immagine, dalla ripresa aerea a quella in dettaglio, quasi sottolineando i due piani su cui questa vicenda si svolge (uno strettamente terreno, e uno invisibile ma sempre aleggiante sui personaggi, dall'alto). E parlando dei personaggi, appunto, vorrei davvero dire a proposito di Telly che, nonostante i miei scetticismi, è stato splendidamente interpretato da una credibilissima ed espressivissima Julianne Moore. Non sempre mi è piaciuta, ma qui dà veramente buona prova artistica.
Il ritmo è buono durante tutta la "pellicola" e la trama ben sviluppata. Se dovessi trovare un difetto a questo film… potrei dire che ha un sapore di ripescaggio e riciclo da alcune trame di X-Files-iana memoria (per i più giovani, "X-Files" era una serie televisiva di fantascienza e mistero molto in voga negli anni '90 e che diventò un vero e proprio fenomeno di culto su scala quasi mondiale). Ma se l'originalità non è garantita al 100%, di certo lo sono la recitazione (che conta anche su buoni personaggi comprimari (da non dimenticare anche lo psichiatra, che ha il volto noto di Gary Sinise) e la regia.
I pochi effetti speciali sono semplici, forse addirittura ingenui e davvero imparagonabili ai suoi stessi contemporanei, come detto prima (ricordo che un suo contemporaneo era addirittura "La guerra dei mondi", se ricordate, ma si trattava di due piani completamente diversi); un film di questo genere nemmeno si prefiggeva lo scopo di impattare grafico-visivamente lo spettatore e puntava tutto sullo sviluppo della trama ed il suo mistero, nonché sulle implicazioni psico-drammatiche dei protagonisti e della loro angosciosa e claustrofobica ricerca della verità. Ebbene, la puntata è stata a mio avviso davvero vincente.
Guarda un po' che sorprese inaspettate portano le patatine !!



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