IL SILENZIO INTORNO AI TUOI OCCHI
di Guillaume Riggio


Phoenix si è rivelata fin dal Pilot una serie molto discussa, tanto che a tutt'oggi ci sono forum in cui si dibatte se Deep Space Nine possa essere ancora considerata la serie trek più controversa, dati i temi particolari trattati dalla penultima incarnazione di Star Trek.
Il fatto stesso che la Google-Paramount abbia azzardato decidendo di utilizzare per una nave non propriamente della Flotta, seppur con equipaggio federale a bordo, ha subito fatto capire che per la serie che stava per iniziare avrebbe messo in discussione molte delle cose a cui eravamo abituati.
Le regole del gioco erano cambiate e stava a noi riuscire a tenere il passo, ad abituarci a quella nuova prospettiva così distante dal mondo di Picard o di Janeway.
Senza contare che per la prima volta sulla poltrona del capitano, non dimentichiamocelo, non c'era un umano.
La nave del capitano Aldan Rijas, tanto per cominciare era tecnologicamente avanti di almeno dieci anni rispetto a qualunque altra nave della galassia (eccezion fatta, naturalmente, per quelle dei Protettori e dei Signori Oscuri) grazie alla tecnologia della Sezione 31, ma allo stesso tempo, almeno per le prime due stagioni, per lo stesso motivo, era in esilio forzato dallo spazio della Federazione.
Il servizio segreto della Flotta non avrebbe mai potuto permettere ad una nave del genere, che ufficialmente non sarebbe neppure dovuta esistere, di scorrazzare liberamente per lo spazio federale, mettendo a rischio tutto quello che la Sezione era riuscita gelosamente a tenere segreto fin dall'alba della Federazione.
Tutto questo incastonato all'interno del risveglio del conflitto tra i Protettori ed i Signori Oscuri, due civiltà che si erano reciprocamente portate sull'orlo dell'annientamento e che erano sopravvissute solo grazie a delle camere di stasi, risvegliandosi dopo migliaia d'anni solo per tornare nuovamente a combattere una guerra nella quale la Phoenix si trova in prima linea fin'appunto dal Pilot.
L'equipaggio si ritrova trascinato dagli eventi in un drammatico esilio, impossibilitato a tornare dai propri cari che si trovavano solo a pochi minuti di transcurvatura da loro, scagliato contro una minaccia la cui unica ragione d'esistere era quella di spazzare via qualsiasi altra forma di vita nell'universo, si trovano loro malgrado ad essere l'ultimo baluardo nella difesa di una Federazione totalmente impreparata ad affrontare la spietatezza e la quasi totale mancanza di punti deboli di un tale nemico.
La solitudine diventa da subito un tratto caratteristico della serie, anche quando i personaggi iniziano, seppur con difficoltà, a legare tra di loro, a differenza di quel che avvenne sulla Voyager, sembra quasi di notare una sorta d'intercapedine nei rapporti che si instaurano tra un membro dell'equipaggio e l'altro, una sorta di distanza di sicurezza che sottolinea costantemente la necessità di ognuno di vivere assieme come una famiglia ed allo stesso tempo di mantenere il proprio angolo in cui trovarsi da solo con se stesso.

La figura del Capitano non fu, come accadde in Voyager, il motore che spinse l'equipaggio ad affrontare l'esilio in maniera unita, compatta, forse a causa del fatto che Aldan era molto più giovane rispetto agli altri ufficiali, ed anche se il simbionte Rijas aveva quasi trecentoquarantasette anni, il giovane Trill non era preparato ad affrontare una situazione del genere, considerando che il trapianto del simbionte, almeno inizialmente, sembrava che non dovesse avvenire prima di altri cinque o sei anni.
In realtà, come si scoprì nella terza stagione nella puntata "Mosaico" durante il Rito dell'Emersione si venne a sapere che Jo'Jinn, il precedente ospite di Rijas e mentore di Aldan, aveva calcolato attentamente il momento in cui passare al giovane discepolo il simbionte per cercare di compiere la profezia dell'Equilibrio (che fu poi definita in seguito anche come profezia dell'Unione Perfetta), concetto che da quel momento in avanti sarà ci darà tantissime informazioni sulla religione dei Trill, aspetto che fino a quel momento era rimasto totalmente inesplorato.
L'unica cosa che il maestro non aveva previsto era il fatto che il giovane Aldan si sarebbe trovato esiliato dalla sua patria, da solo col pesante fardello di mantenere unito l'equipaggio ed allo stesso tempo essere costretto a fare i conti con una simbiosi che subiva dei crolli d'equilibrio nei momenti meno opportuni, aspetto totalmente normale data poi l'evoluzione che si vedrà nel corso delle sette stagioni tra l'ospite ed il simbionte, ma assolutamente dannosa per l'uomo e per la figura di Capitano.

Lo stesso primo ufficiale, Vargant, inizialmente è stato costretto ad assumere il controllo della situazione quando Aldan veniva automaticamente teletrasportato in infermeria a causa degli scompensi biochimici che la simbiosi gli provocava.
Di poco più anziano del suo capitano, Thomas Vargant è un altro esempio dell'impostazione che gli autori hanno voluto dare alla serie, inserendo per la prima volta un personaggio dichiaratamente omosessuale in Star Trek, ed affidandogli inoltre il ruolo di Primo Ufficiale.
Thomas è introverso, quasi restio a stringere legami con il resto dell'equipaggio, considerato inoltre che essendo un umano del XXI secolo ha avuto bisogno di molto tempo per abituarsi al fatto di non essere discriminato per la sua natura, di essere semplicemente accettato per quello che è.
Fin dal pilot Vargant sembra quasi volersi rifiutare di dare spiegazioni su come sia semplicemente sbucato dal nulla nel corso della prima battaglia conto i Signori Oscuri su Tarkada VI, nascondendosi dietro un'apparente perdita di memoria che però non trova riscontri nelle analisi fatte dalla dottoressa Keila.
Inizialmente guardato con sospetto dagli altri membri dell'equipaggio per questo motivo, riesce però con i suoi consigli a suggerire la strategia migliore per fronteggiare i Signori Oscuri, guadagnandosi così la stima ed il rispetto dei suoi compagni ed i gradi di Primo Ufficiale.
Se inizialmente sembrò strano che Aldan volesse affidare a Thomas un incarico così importante pur non sapendo nulla di lui, considerato inoltre che questi veniva dal XXI secolo, la scelta si rivelò inaspettatamente azzeccata grazie alla sua inspiegabile conoscenza dei Signori Oscuri.
Spesso taciturno, ancorato da una disperata nostalgia al suo passato, Thomas riesce a contare solo sulle sue forze senza risucire, per le prime due stagioni, a stringere dei veri e propri legami eccezion fatta per il Capitano.
Aldan diventa gradualemente una figura fondamentale per Vargant, tanto che per lo spettatore i sentimenti che il Primo Ufficiale prova nei confronti del suo capitano sono abbastanza evidenti, anche se Thomas riesce non senza sforzo a tenere tutto discretamente dentro di sé conscio di non poter far altro per il Capitano se non rimanergli accanto come amico, confidente e come Primo Ufficiale.

La sofferenza quasi tangibile che accompagna Vargant come una lunga ombra sottile che lo segue costantemente è evidente in molti episodi, specialmente quando Aldan è in fin di vita o come quando il capitano sembrava caduto in battaglia (la Google-Paramount fece un lavoro certosino per riuscire a fare una cosa del genere, preparando mesi prima le voci che Benjamin Reigh, l'attore che interpreta Aldan, volesse abbandonare il ruolo a causa di 'irreparabili dissidi' con la produzione) durante uno scontro con i Signori Oscuri, nei cinque episodi che dividono "Lacrime di Silenzio" e "Ascesa" della seconda stagione, lasciandolo solo con il suo dolore al comando della Phoenix ed allo stesso tempo impossibilitato a piangere la sua perdita, incapace di esprimere apertamente, persino in quel momento, i suoi sentimenti.
La scena finale di "Ascesa" con Thomas che si accommiata compassato dal capitano dopo essersi assicurato che stesse davvero bene, solo per arrivare nel suo alloggio col volto rigato dalle lacrime è l'immagine perfetta del rapporto che lega il Primo Ufficiale al suo Capitano.

Gli eventi che portarono Vargant nel ventiquattresimo secolo e che spiegarono il misterioso legame tra il Primo Ufficiale ed i Signori Oscuri sono stati narrati nel doppio episodio della quinta stagione "Tallone d'Achille" in cui tutti i pezzi tornano al loro posto e finalmente abbiamo una risposta alle domande che ci ponevamo fin dal pilot.
A bordo di una nave dei Signori Oscuri, l'equipaggio si prepara per un balzo temporale, controllando minuziosamente la procedura dato che hanno a disposizione un solo tentativo per riuscire ad arrivare esattamente dove -pardon- quando vogliono arrivare.
A capo della nave, data l'importanza della missione c'è Jarj Nes, capo supremo delle forze dei Signori Oscuri, intenzionato ad eliminare alla radice i problemi causati da Thomas Vargant e da quel suo strano legame con la sua razza che gli aveva sempre permesso di difendere la Phoenix e di ostacolare il raggiungimento dell'Amnar Stir.
Nonostante l'avanzata tecnologia, però, i Signori Oscuri non sono propriamente in grado di viaggiare nel tempo, in realtà la nave si sarebbe trovata in una sorta di fluttuazione temporale, avendo la possibilità di trovarsi per poche decine di minuti contemporaneamente nel XXI e nel XXIV secolo.
Contemporaneamente sulla Phoenix, Thomas, appena tornato da una licenza, chiede urgentemente ad Aldan di potergli parlare in privato e, una volta soli nell'ufficio, gli annuncia che 'è venuto il momento'.
Aldan non riesce a capire la situazione finchè Thomas non pronuncia la famosa frase sibillina "Fa scivolare il silenzio intorno ai tuoi occhi" che permette al Capitano di ricordare quel che sarebbe dovuto succedere.
La Phoenix si dirige a massima transcurvatura verso una base spaziale dei Protettori dove avrebbe trovato un dispositivo simile a quello dei Signori Oscuri per poter fare in modo che questi potessero compiere la loro missione ed allo stesso tempo riuscire a salvare la vita di Thomas.
Subito dopo aver recuperato la tecnologia necessaria ed averla adattata alle specifiche della nave, la Phoenix giunge nel XXI secolo e si dirige immediatamente verso Tarkada VI, luogo del primo incontro con i Signori Oscuri e, dopo poche ore, fa ritorno verso la Terra, dove in entrambi i casi sulla superficie sbarcano soltanto il Capitano ed il Primo Ufficiale senza che né l'equipaggio né lo spettatore riescano a capire lo schema di questi improvvisi cambiamenti di rotta e di missione.
Nel frattempo la nave dei Signori Oscuri si materializza nel 21esimo secolo e si dirige a transcurvatura verso la terra, ignara del fatto che la Phoenix si trova già li ad attendere che si compia il destino di Thomas.
Sulla Terra i Signori Oscuri trovano ad attenderli un imprevisto che non avevano calcolato: Thomas Vargant risultava essere morto il giorno prima del loro arrivo.
Sapendo di avere una sola opportunità per portare a termine la loro missione decidono di rischiare portando la salma di Thomas sulla loro nave, spinti dal bisogno di capire che cosa lo rendesse tanto speciale da riuscire ad avere quel particolare legame con la loro gente.
Il loro modus operandi avrebbe previsto l'eliminazione a vista della minaccia, ma dato che Thomas era già morto non potevano a quel punto tornare nel ventiquattresimo secolo senza delle risposte.
Un conto era essere a conoscenza di avere un tallone d'achille, e quello poteva forse ancora essere un problema superabile, ma era inaccettabile non sapere il perché questo esistesse.
Poteva addirittura mettere in discussione la purezza e la perfezione della loro razza soltanto prendere in considerazione il fatto che ci fosse un essere inferiore che poteva quasi leggere nelle loro menti.
Senza contare che Thomas era vivo e vegeto nel 24esimo secolo e considerando che era stato messo in una camera di stasi in attesa che un giorno si fosse trovata la cura per il suo male, i Signori Oscuri erano certi del fatto che il problema non fosse affatto eliminato.
Una volta a bordo, la salma viene rianimata grazie all'avanzata tecnologia dei Signori Oscuri, ed i poteri telepatici latenti del giovane, causa indiretta del suo decesso, si riattivarono più potenti che mai, amplificati dalle stesse apparecchiature che gli avevano restituito la vita.
Veniamo quindi a sapere dai flashback di Vargant che il tassello mancante fosse il fatto che suo padre fosse un Betazoide giunto accidentalmente sulla terra verso la fine del ventesimo secolo ed impossibilitato a tornare a casa.
Non appena i Signori Oscuri iniziano gli esperimenti, vediamo crearsi una sorta di legame telepatico inconscio, per cui inconsapevole, tra Vargant e Jarj Nes e man mano che le analisi procedono vediamo come questo collegamento vada rafforzandosi sempre più, fino ad arrivare ad estendersi a tutti i Signori Oscuri presenti sulla nave, tra i quali c'erano ovviamente l'elite militare ed i sacerdoti più influenti della loro razza.
La seconda parte dell'episodio ci mostra come il Thomas Vargant della Phoenix riesca a sostituirsi alla sua controparte del 21esimo secolo mentre questi viene curato dalla sua malattia sulla Phoenix ed arrivi a ristabilirsi completamente. Mentre il Thomas che conosciamo è costretto a subire le torture dei Signori Oscuri che nel frattempo, a causa della scarsità di tempo, hanno deciso di passare a maniere più forti, Aldan fa in modo di preparare, in collaborazione con la dottoressa ed il capo ingegnere, un apparecchiatura destinata ad essere usata sulla sua controparte di cinque anni prima, che da una parte lo condizioni a ricordare determinate informazioni quando sentirà appunto la frase pronunciata all'inizio dell'episodio da Thomas, e dall'altra lo spinga a nominare Vargant Primo Ufficiale ed a fidarsi delle sue doti per contrastare i Signori Oscuri.
Nei pochi momenti che avevano trascorso l'uno accanto all'altro, il Thomas del ventunesimo secolo era riuscito a stringere un legame telepatico con la sua controparte, venendo a sapere sia quale fosse la sua reale missione che i sentimenti che provava nei confronti del Capitano.
Una volta a bordo della Phoenix, dopo essere stato istruito sulla sua missione, Vargant si sente in dovere di rivelare ad Aldan quel che la sua controparte prova nei suoi confronti, ma viene spiazzato quando questi afferma che non c'è alcun bisogno che egli gli dica quel che già sa.
Il giovane capitano è ben conscio dei sentimenti che il primo ufficiale nutre nei suoi confronti, ma sa anche che dovrà esser lui, un giorno, a trovare il coraggio di parlargliene apertamente.
A questo punto il Thomas del 21esimo secolo viene teletrasportato in una speciale camera di contenimento dalla quale uscirà esattamente il giorno del primo incontro tra la Phoenix ed i Signori Oscuri, e, grazie all'avanzata tecnologia di teletrasporto dei Protettori, si materializzerà su Tarkada VI in tempo per poter aiutare i suoi compagni ad uscire indenni da quel primo, terribile scontro.
In seguito avrà l'obbligo di non rivelare mai le cause che l'hanno portato nel XXIV secolo, e la missione di condizionare Aldan per fare in modo che tutto torni al suo posto.
Il legame telepatico, quindi, è una diretta conseguenza dell'intervento dei Signori Oscuri che così facendo, nella loro ricerca affannosa di prove che giustifichino la loro necessità di sentirsi superiori a tutte le altre razze dell'universo, hanno creato la loro stessa nemesi.

La Phoenix torna nel XXIV secolo ed inizia ad aprire il fuoco sulla nave dei Signori Oscuri che, essendo ancora divisa tra il 21esimo ed il 24esimo secolo non può sopportare a lungo un attacco del genere ed è quindi costretta a tornare anch'essa nel presente.
Nel tentativo di teletrasportare Vargant sulla Phoenix, viene agganciato anche il segnale di uno dei Signori Oscuri che, una volta a bordo della nave, si avventa contro Aldan.
Thomas, senza un attimo d'esitazione, si getta sulla traiettoria del Signore Oscuro, finendo per essere trapassato dalla sua Kal'ther, salvando così la vita al Capitano.
Nello spazio di pochi secondi tutto sembra accadere al rallentatore; la sicurezza che aggancia il Signore Oscuro e lo teletrasporta fuori dalla nave, Vargant che si accascia a terra ed Aldan che cerca di soccorrere l'amico ormai in fin di vita.
Thomas ha solo il tempo di sussurrare, con un filo di voce "Tu lo sai… l'hai sempre saputo, vero, quel che provavo per te, non è vero? Ti ho sempre … amato Aldan, e spero… che tu possa vivere felice .. il resto della tua vita…" per poi aggiungere, con l'ultimo fiato che gli rimaneva in corpo "Vedi, …adesso i tuoi occhi …sono …sgombri"… e, mentre spirava, il suo corpo scomparve.
Aldan si rese conto che era nuovamente condizionato, che il Thomas che aveva avuto accanto fin dall'inizio di quella missione non era il suo primo ufficiale, era venuto dal futuro sapendo di sacrificare la sua vita per fare in modo che lui quel giorno potesse vivere.
Con gli occhi rigati dalle lacrime tracciò la rotta per Rakhta III, pianeta nel quale sapeva esattamente dove cercare la camera di stasi di Thomas.

Contrariamente a quel che ci si sarebbe potuti aspettare, il rapporto tra Thomas ed Aldan non viene mai posto in maniera mielosa o stucchevole, al contrario non ci cadute nel banale con scene di gelosia di Thomas ogniqualvolta il Capitano ha la possibilità di avere una compagna al suo fianco, questo perché gli autori si sono resi conto che incastonare il personaggio in dei clichè ormai consunti avrebbe portato il pubblico a disaffezionarsi nei suoi confronti ed, ancor più in generale e cosa ancora più preoccupante dal loro punto di vista, nei confronti dello show.
Thomas che Aldan sono una strana alchimia di personaggi che allo stesso tempo sembrano respingersi ed attrarsi, molto diversi tra loro, bisognoso di avere i suoi spazi e riflessivo il primo e molto espansivo ed impulsivo il secondo, differenza che molte volte è causa di gag spontanee fatte soltanto di sguardi o di certe espressioni facciali.

Nell'episodio "Scacco Matto", sesta stagione, abbiamo il capitano ed il primo ufficiale dispersi su un pianeta dopo il classico schianto della navetta che ci permette, grazie anche ad uno dei migliori flashback che abbia mai avuto modo di vedere, di cogliere l'evoluzione del loro rapporto, la lenta maturazione dei due personaggi e l'equilibrio che si è creato tra di loro.
Per quanto una parte dei fan avrebbe voluto che il loro rapporto si evolvesse in qualcosa di più dell'amicizia, questo episodio dimostra che l'alchimia che si è formata tra i due sarebbe stata in qualche modo compromessa se gli autori avessero deciso di seguire quella strada.
In definitiva possiamo dire che se da una parte abbiamo Aldan che inizialmente si sente insicuro a causa dei problemi che la simbiosi gli crea, dall'altra abbiamo un Thomas che si trova catapultato in un mondo distante anni luce da quello in cui aveva sempre vissuto, entrambi spersi e costretti a confrontarsi con i propri demoni interiori e contro le miacce esterne, soli ed allo stesso tempo uniti in un legame che rimarrà nella storia di Star Trek come uno dei più riusciti per la sua delicatezza e la sua forza.



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