...E SETTE!
di Matteo "Norton" Bistoletti


Di una serie sull'Accademia della Flotta Stellare se ne era già cominciato a parlare verso gli inizi degli anni novanta con l'ascesa e il successo della Next Generation, facendo inorridire molti fan con la prospettiva di una serie a base di storie per teen ager in puro stile "Dawson Creek" (qualcuno di voi lettori, magari dalla sua adolescenza, ha vaghi ricordi di questo telefilm!) piuttosto che seguire i canoni Trek.
Il progetto si avviò in seguito verso una più concreta prospettiva quando si cominciò a pensare al sesto lungometraggio della saga cinematografica di Star Trek; dopo lo scarso exploit del quinto film, Harve Bennet, l'allora produttore nonché curatore della serie di film Trek, voleva provare qualcosa di nuovo e diverso, riportando i nostri eroi Kirk & Co. ai tempi dei loro studi all'Accademia della Flotta Stellare. Questo gli avrebbe consentito non solo di sfruttare un'idea che, seppur pericolosa per quanto detto sopra, aveva da sempre però suscitato molto interesse e curiosità nel fandom, ma anche di poter utilizzare nuovi attori più giovani, e quindi attrattivi anche per il grande pubblico, limitando magari il ruolo dei mostri sacri Shatner, Nimoy e compagnia a cameos o ruoli margine ma comunque di grande effetto emotivo. L'idea ebbe uno sviluppo concreto, ma non piacque fino in fondo e, quando alla fine si scelse una sceneggiatura più classica che inoltre avrebbe consentito di chiudere diverse trame della serie classiche portando un'ultima volta sullo schermo l'equipaggio della TOS nella loro ultima mortale sfida contro i Klingon e aprendo la strada al futuro proposto dalla Next Generation, Harve Bennet abbandonò amareggiato il mondo Trek in modo definitivo (ecco perché non compare da nessuna parte nei credit del sesto film) e l'idea venne definitivamente abbandonata.
Ci pensò appunto TNG a colmare questo buco proponendo un episodio ambientato proprio all'Accademia, di cui tanto si era finora solo parlato, in un episodio con protagonista Wesley Crusher. La puntata ebbe un discreto successo e portò all'iniziativa di pubblicare una serie di libri (per bambini, a onor del vero) con protagonisti gli eroi della Next Generation ai tempi dell'Accademia.
Nel corso dell'avvenire di Star Trek si sono susseguite diverse nuove serie, alcune buone (da DS9 a Phoenix) altre mediocri o addirittura scarse (su tutte Enterprise che decretò la pausa creativa più lunga dopo quella che seguì la serie classica), ma l'idea dell'Accademia non venne mai del tutto abbandonata. Da libri, singoli episodi fino ai giochi di ruolo l'idea di ambientare delle storie nel luogo dove persone semplici e normali vengono istruite e si trasformano nei nostri beniamini è rimasta ancorata nella nostra immaginazione di Trekker. E così ogni volta che viene annunciata una nuova serie Trek, si vocifera, si presagisce, si spera e si teme l'avvento di questa serie.
Se un'idea è rimasta in auge tutto questo tempo, forse qualche cartuccia da giocare l'avrà pure, no?
Beh, lo scopriremo presto.

All'ennesimo annuncio di una nuova serie Trek prossima alla creazione con relative speculazioni sui suoi contenuti e sul suo potenziale di gradimento e successo, è seguito l'annuncio ufficiale più atavicamente atteso e temuto: ecco che finalmente ci sarà una serie sull'Accademia della Flotta Stellare.
Nessuna sorpresa fin dal titolo: Star Trek Starfleet Academy, la settima serie della saga, non sembra voler deludere decenni di aspettative…o timori!
A coloro che si chiedevano se c'era ancora spazio e idee per una settima serie, a coloro che rabbrividivano alla sola idea che una serie adolescenziale ad alto tasso ormonale potesse entrare nell'universo Trek, a coloro che da TNG non avevamo più visto uno Star Trek degno di questo nome, aspetta la prova più difficile e complessa da digerire.
Per pochi altri, i più curiosi, si aprono invece nuovamente le porte della fantasia.
Una cosa pare certa fin da ora: SFA (StarFleet Academy appunto) sarà una serie sicuramente innovativa e molto diversa dai soliti canoni Trek, sarà una serie con del potenziale attrattivo anche in fasce di pubblico finora estranee al mondo di Star Trek ma nel contempo, se gli sceneggiatori saranno abbastanza abili e geniali, potrà essere comunque una serie acuta, intelligente e appassionante come dovrebbe essere ogni serie Trek.
Dal mio punto di vista non basta classificare una serie stupida e banale solo per la sua ambientazione: Enterprise aveva uno stile molto classico ma la sua banalità lasciava esterrefatti anche i palati più agonizzanti, mentre esistono serie per così dire di genere "adolescenziale" (termine che spesso non rende giustizia) di grande acume (un esempio su tutti il mitico caso di "Buffy" di Whedon, vero cult a cavallo del 2000 che molti spero ancora ricorderanno).

Quel poco che ci è dato sapere della nuova serie sembra interessante: i personaggi saranno molti e probabilmente non si esclude l'inclusione di molte guest star "trekkamente" famose.
Gordon B. Logan e Matthew Norton saranno due dei protagonisti. Il primo è betazoide (vi ricordate ancora la razza telepatica di Deanna Troi?), il secondo è banalmente terrestre. Poi abbiamo Schiffer, personaggio completamente digitale dall'aspetto a dir poco orripilante (un misto tra una piovra e la razza vista ne "Lo spettro di una pistola" della serie classica…recuperatevi il DVD!) ma che si preannuncia carico di verve e fascino.
I betazoidi non saranno l'unica razza a fare capolino nella nuova Accademia: in una serie ad alto dosaggio di amori e ormoni non poteva mancare un personaggio, Owen, direttamente venuto da Delta (ricordate la bellissima Ilia del primo film?), dove le pratiche amorose e sessuali sembrano all'ordine del giorno …e della notte…creando non pochi scompigli nelle vite dei nostri eroi.
Promette scintille un personaggio misto Klingon-Bajoriano, mescolanza genetica bizzarra a parte, il personaggio pare sarà dotata di una forte dose di paranoia nonché lieve pazzia e fascino magnetico (si veda la foto).
Ovviamente non possono mancare gli insegnati: Maxwell si preannuncia già fin d'ora come la più bonaria e amorevole delle insegnanti, nel costante tentativo di essere più severa, ma troppo colma di affetto per divenirlo. Al contrario Stark, un tellarite soprannominato già Jambon dagli studenti, sarà un insegnante sleale e corrotto, pronto a tutto, per chissà quale recondito motivo, pur di rendere la vita dura si suoi studenti.
Cobledick, il vice rettore, un piccolo ometto alieno che non si capisce quando parla, sembra essere l'esatto contraltare del vero e proprio rettore, personaggio nell'ombra e sospetto, con legami, tanto per dirne una, con la Sezione 31.
Star Trek ci sorprende ancora una volte con la cosa più inaspettata: mai in una serie si decide di far tornare, con anche maggior spazio, il personaggio più odiato e discusso dell'intera saga. Dopo venticinque anni torna sugli schermi Wil Wheaton con il suo personaggio di Wesley Crusher, che, con i suoi poteri di combinare e controllare spazio, tempo e pensiero, entrerà nella sub trama della serie in non si sa ancor bene quale mistico e misterioso ruolo. Il punto interrogativo però resta se il piccolo genio ormai cresciuto riuscirà alla fine ad entrare nel cuore del pubblico (a parte quello del nostro redattore Paolo Longarini che già fa faville all'idea della nuova serie).

La nave scuola non poteva che essere…l'Enterprise! In fondo, se ci pensate, non è la prima volta che capita che un'Enterprise sia divenuta una nave scuola. Così mentre Picard e soci gironzolano per le nuove galassie con la nuovissima versione F, i nostri studenti si divertiranno (…e non solo, speriamo!) a bordo della bellissima E!

Si sa ancora poco dell'episodio pilota. A parte il titolo molto evocativo ("Rising"), l'episodio in due parti vede l'alternarsi di due storie: un flashback sui primi giorni all'arrivo all'Accademia alternati con la prima missione a bordo dell'Enterprise in visita ad un pianeta apparentemente disabitato e che metterà a dura prova fin da subito allievi e…insegnanti. Fin da subito vedremo una nuova razza aliena che diverrà ricorrente nell'intreccio delle vicende, ma di cui poco si sa ancora.

Azione, sentimenti e comicità saranno alternate in questa serie in un discorso di continuità molto stretto (come ai tempi di DS9) e verranno, si spera, sapientemente dosati in un alternarsi di situazione, storie e dialoghi intelligenti e di spessore. Determinate caratteristiche inoltre ci portano a pensare che molti delle caratteristiche basi di Star Trek (i viaggi e l'esplorazione per esempio) verranno, in un modo o nell'altro, mantenute.
Resta da chiedersi come si evolverà la serie. Avrà successo? Se durerà più di quattro stagioni come si faranno a gestire i personaggi? Li bocceranno tutti ripetitivamente, li cambieranno o li seguiremo nel loro lavoro da post laureati?
È ancora presto per tutte queste domande. Per ora godiamoci la prima puntata di questa nuova (e questa volta davvero nuova nel vero senso del termine) serie di Star Trek. Aspetto i vostri commenti: SFA colpirà nel segno?

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