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TOTI,
NON TOTTI, BESTIE!
di Emiliano "Rodman" Boga
Uffa, è
agosto, anche quest'anno è arrivato agosto, non ne posso più,
tutti gli anni la stessa cosa. Ogni anno è sempre peggio, sempre
più gente. Con la scusa della bellezza dell'agosto in città,
an che
gli abitanti della riviera romagnola e similari si riversano nelle città
per non perdersi l'agosto in città. Quest'anno Milano poi registra
il tutto esaurito. In tutti i sensi, sia come quantità di persone
che come livelli di nevrosi.
È il 2016 e ho 44 anni, non ho fatto la guerra però mi sento
di dire "si stava bene, quando si stava male". Che poi non che
gli anni scorsi succedesse molto. Ma una decina d'anni fa successe qualcosa
di bizzarro, di insolito. Si vabbè, a parte l'Inter che vince qualcosa
subito ad inizio stagione, nella fattispecie la supercoppa italiana (anvedi!)
del 2005. No, è successa una cosa che ha riunito la città.
Più che riunito, risvegliato da un imbruttimento estivo in città.
Ecco, ora ricordo, nell'agosto del 2005 passò per Milano il Sommergibile
Enrico Toti.E chi se lo s corda.
Mi ricordo che svariati mesi prima, me ne parlò un amico, il sor
Marco Iezzi, responsabile del settore trasporti del Museo della scienza
e della tecnologia, mica cotica. Erano divertentissimi i suoi racconti,
soprattutto perché mi raccontava dei "retroscena" bizzarri
che circondavano l'evento, come lo smantellamento di alcune parti della
rete dei trasporti urbana, aiuole, marciapiedi, oppure come quando sono
andato a Settala, dove il Toti era parcheggiato prima di entrare a Milano,
e al telefono Marco mi disse che gli era giunta notizia che vicino ad
un noto discount della zona, si vendevano magliette tarocche del sommergibile,
sulla falsariga di quelle indossate dallo staff. Che popolo meraviglioso,
"l'Italiano".
Oppure quando siamo stati insieme a Crema, altra tappa del Toti, e non
vedendolo arrivare Marco si informò con i colleghi come mai stesse
tardando e con sguardo tr a
lo sbigottito e il divertito mi sussurrò: "S'è arenato!!"
È stato un evento singolare, divertente e diciamo anche aggregativo,
ricordo che avevo pianificato di vederlo da solo, ma poi più si
avvicinava il momento del passaggio a Milano, più ci si organizzava
con gli amici. Alla fine eravamo in una decina, sparsi nell'annaspante
folla ignorante che seguiva il corteo. È in questa occasione che
mi sono reso conto di un paio di cose fondamentali. La prima è
che già diversi anni fa a Milano c'era parecchia gente, ma probabilmente
stavano nascosti. E seconda cosa che il mondo è pieno di pirla,
ma questo lo sapevate anche voi, e se non lo sapevate, vuol dire solo
che eravate o siete di quella specie.
Mi ricordo che i Tg ripetevano a pappagallo le solite 4 informazioni,
lungo 46 metri, peso di 300 tonnellate, 200 e passa ruote e altre amenità,
che ovviamente nelle conversazioni al bar, faceva sempre figo ripetere.
Un cosa bizzarra che mi ha colpito era la pressione specifica per ruota
= circa 1,2 t/ruota (velocità 3 km/ora). Ma subito dopo non me
lo ricordavo già più.
Con gli amici eravamo in viale Molise angolo via Monte Ortigara, ed
abbiamo assistito ad una bella manovra dell'apparentemente annoiato autista.
È vero che sarà stato sicuramente uomo di esperienze nel
settore dei trasporti eccezionali, è vero che un giocattolino del
genere si guida decisamente meglio con un joystick piuttosto che un volante
dal diametro improponibile, ma è anche vero che far fare una manovra
del genere, ad un tale bestione con migliaia di curiosi in mezzo ai maroni,
non dev'essere affatto semplice. Eviterò di ricordarvi la storia,
era un assassino dei mari, un cacciatore della marina militare che solcò
i mari (sopra e sotto) per trent'anni; che il 6 maggio del 2001 il capitano
Fulvio Regis guidò il Toti nel porto di Cremona, dopo un ultimo
viaggio pieno di incagliamenti nelle limacciose acque del Po; che rimase
arenato nel porto di Cremona per un bel po' per una diatriba di competenze
tra il Museo e il Comune di Milano.
Ma ora vi svelerò un segreto che potrete rivendervi al bar con
gli amici e fare un figurone incredibile. Tra sommergibile e sottomarino
esiste una differenza chiara anche se spesso le due parole vengono usate
come sinonimi. Il sommergibile è un battello in grado di immergersi
ma ottimizzato per la navigazione in superficie. Un sottomarino è
invece utilizzato per la navigazione in immersione. Il sommergibile Toti
è in realtà un sottomarino.
Il termine sommergibile, ormai entrato nell'uso comune, è utilizzato
in questo caso in modo improprio. La capacità di immergersi rappresenta
l'innovazione più importante nella storia della navigazione. Un
sottomarino può essere utilizzato per scopi militari o civili come
la ricerca mineraria e biologica. I vantaggi del suo impiego variano in
relazione a quattro parametri: profondità raggiunta, autonomia
di immersione, velocità e silenziosità. Sicuramente questo
vi garantirà un giro di bevute gratis e la nomea di esperto. Ammetto
che lo feci anche io, ebbene si, il miraggio di un paio di bevute gratis,
mi fecero sedere ad un tavolino ed elargire tutte quelle informazioni
che avevo assorbito come una spugna dal caro Marco, per esempio che L'ENRICO
TOTI, varato il 12 marzo
1967, è il primo sottomarino costruito in Italia nel dopoguerra.
In un paio d'anni lo seguiranno tre sottomarini gemelli: DANDOLO (S 513),
MOCENIGO (S 514) e BAGNOLINI (S 505). A conferma dell'affidabilità
dei mezzi, i quattro esemplari restano in servizio attivo quasi trent'anni,
fino alla fine degli anni Novanta.
Il TOTI è un SSK (Submarine-Submarine Killer), un sottomarino destinato
a distruggere altri sottomarini, e in particolare i grandi lanciamissili
a propulsione nucleare, una delle armi più temute del blocco sovietico.
La classe TOTI era composta da battelli di piccole dimensioni, adatti
al Mediterraneo, e caratterizzati da sistemi tecnici avanzati (siluri
filoguidati con testata autocercante). Per un sottomarino cacciatore come
il Toti, gli "occhi" erano indispensabili: un dispositivo capace
di emettere e ricevere onde ultrasoniche (impianto idrofonico-ecogoniometrico)
permetteva di localizzare gli oggetti subacquei.
Insomma, è stataun'estate incredibile, vedere un robo del genere
passare per le vie della città, è stato uno spettacolo insolito
che ha coinvolto l a
popolazione tutta la notte fino alla mattina. Persino l'allora sindaco
di Milano Albertini, ora noto stilista di intimo, partecipò all'evento,
ovviamente solo alla fine, presentandosi 50 metri prima dell'arrivo al
museo, e salendo sul convoglio, insieme ad altre autorità civili
e militari.
Ormai è mattino ed io ricordo di essere andato a letto già
da qualche ora, con un immagine simpatica e molto dolce, di una coppia
di anziani, intorno ai 65 anni, che hanno seguito il convoglio, organizzatissimi,
cartina alla mano, zaino e soprattutto termos di caffè, nemmeno
dovessero scalare una montagna o stare fuori di casa per giorni. Una visione
dolce che mi ha fatto molta tenerezza e che mi fa ricordare l'evento del
Toti come una cosa davvero piacevole.
Un particolare ringraziamento
a Marco Iezzi per la pazienza nel darmi retta e molte info, ispiratore
involontario di questo pezzo. Mi ha raccontato anedoti molto simpatici
che non ho riportato, alcuni per evitare il suo licenziamento, altri per
via del mio Alzheimer...chi?
Helmut Alzheimer
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