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IL RITORNO DI QUEL CHE NON E' MAI SCOMPARSO:
L'OTTAVA STAGIONE DI "THE NEXT GENERATION"
di Guillaume Riggio
Picard:
"L'attacco a quel pianeta... erano Maltoniani, non è vero?
Fanno parte della Federazione.. chi può aver osato spingersi
"
Keeldaor: "Non ne fanno più parte, Jean-Luc. I Maltoniani
non esistono più."
Picard: "
Ma com'è potuta accadere una cosa simile?"
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
Ebbene sì, a quanto
pare è vero che a volte i sogni diventano realtà.
Con il passare degli anni mi sono reso conto che il tempo mi ha gradualmente
spogliato di molti dei miei sogni giovanili così come di fragili
speranze che gradualmente sono andate sfumando man mano che gli anni andavano
accavallandosi l'uno sull'altro.
Non che questo sia da considerarsi necessariamente un aspetto negativo,
come invece avrei dichiarato con impeto qualche anno fa, difendendo la
mia tesi a spada tratta, non rendendomi conto che dopotutto il cambiamento
è parte integrante della naturale evoluzione dell'uomo, semplicemente
accade che andando avanti con gli anni e compiendo determinate scelte
iniziamo a percorrere una certa strada, ed ogni decisione che prendiamo
inevitabilmente preclude altri cammini o ci rende impossibile continuare
a mantenere le vecchie abitudini.
Possiamo, tanto per fare un esempio, trovare un lavoro remunerativo che
presenta grandi responsabilità e che ci da enormi soddisfazioni,
ma il rovescio della medaglia è che non possiamo più star
svegli fino all'alba per far baldoria con gli amici, non ne avremmo il
tempo materiale ed anche se riuscissimo a trovarlo dopo poco dovremmo
ammettere che non abbiamo più la resistenza necessaria per continuare
a fare certi stravizi.
Arriva un momento in cui, senza quasi accorgercene, le nostre priorità
sono cambiate.
Ma non è solo questione di scelte personali.
Dobbiamo fare i conti con il destino che tende agguati quando meno te
l'aspetti e, nel migliore dei casi, puoi solo rialzarti ed andare avanti,
trascinandoti dietro il pesante fardello chiamato esperienza.
Come affrontare le conseguenze degli eventi negativi che la vita pone
lungo il nostro cammino è un compito che spetta soltanto a noi,
anche se il rischio di diventare cinici e indifferenti cresce ad ogni
avversità.
A tutt'oggi non ho ancora ben capito se serva un enorme saggezza o una
smisurata incoscienza per non cadere in trappole simili.
Ricordo che fin da quando iniziai
a chiedermi seriamente che cosa avrei voluto fare della mia esistenza
sapevo che il mio sogno era quello di poter un giorno vivere di quel che
scrivevo, il mio più grande desiderio era quello di riuscire a
trascrivere su di un foglio di carta il turbinio di emozioni e di racconti
che imperversavano nella mia mente, di riuscire a trasmettere agli altri
le storie che mi venivano sussurrate durante la notte dai quei personaggi
che pareva quasi prendessero vita da soli e che guidassero le mie dita
sulla tastiera, mentre tra una tazza di earl grey e una sigaretta le pagine
si rincorrevano a formare un piccolo racconto o un documento di appunti
per uno dei mille romanzi che non ho mai scritto.
Il mio sogno, in buona sostanza, era quello di poter arrivare un giorno
a riuscire a scrivere uno di quei libri che riescono a sfiorare le corde
dell'anima, ad emozionare e, perché no, nel mio profondo cullavo
la speranza di riuscire a trasmettere quell'impalpabile brivido che solo
della buona letteratura riesce a provocare.
Non sta a me dire se sono riuscito nel mio intento o meno, questo è
il compito riservato ai posteri, ma quel che posso affermare con sicurezza
è che avendo riconosciuto il mio cammino, nonostante le avversità
ed i momenti d'incertezza, mi sono reso conto del fatto che abbandonarlo
sarebbe stato come tradire me stesso e tutto quello in cui credevo.
D'un tratto mi resi conto che rinnegare un sogno del genere, voltargli
consciamente le spalle per paura o per mancanza di volontà avrebbe
provocato una di quelle ferite che non si rimarginano mai, di quelle che
arrivano a colmarti di rimpianti nelle cupe notti dei tuoi 'anta' e che
finiscono per farti annegare nella nostalgia degli 'avrei potuto' e degli
'avrei dovuto'.
Ci sono passioni che sono soltanto
meteore infuocate che sfrecciano con l'ardore e l'intensità di
una stella lungo il nostro cielo ancora albeggiante e sfumano presto all'orizzonte,
ma altri sogni diventano parte della nostra vita di tutti i giorni, in
un certo senso arrivano ad essere necessari come l'aria che respiriamo
e finiscono per accompagnarci nel nostro cammino fino al tramonto.
Voltandomi indietro ed osservando
gli anni della mia infinita adolescenza scorgo moltissime meteore che
sono presto scomparse dietro le prime colline del mio percorso, ma guardando
in alto ne scorgo ancora due, due piccoli soli che continuano ad accompagnarmi
giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Oltre alla letteratura, la mia passione per Star Trek non è andata
affievolendosi con il tempo, al contrario mi ha portato a continuare a
seguire il fenomeno anche quando in onda non trasmettevano altro che repliche,
dopo che la Paramount (eh, già, che buffo, me ne son reso conto
mentre scrivevo
allora si chiamava solo Paramount!) si era finalmente
decisa a concedere un po' di tregua all'ormai agonizzante universo Trek.
Picard: "[
]
Chi li ha attaccati? E perché? Per le scorte mediche della Pasteur,
in orbita su Maltonia II? Gli ultimi rapporti confermavano che l'epidemia
era sotto controllo.. C'è la possibilità che qualcuno abbia
cercato di attaccare la Pasteur ed i Maltoniani si siano trovati coinvolti
"
Keeldaor: "Jean-Luc. Non c'è stata alcuna epidemia."
Picard: "
Che cosa?"
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
Dopo la chiusura di Enterprise
iniziarono a circolare migliaia di notizie che, come schegge impazzite,
vagavano nella rete continuando ad alimentare il braciere del fandom mantenendo
viva la speranza che la creatura di Gene potesse presto tornare con una
nuova incarnazione.
Ma prima che Phoenix vedesse la luce, i fan ebbero la consolazione di
veder andare in porto il progetto del dodicesimo film, "Star Trek:
Legend", il cui successo di pubblico (andando a memoria, se non
erro, secondo un sondaggio fatto tra gli appassionati poche settimane
dopo l'uscita nelle sale si era subito piazzato al terzo posto nella classifica
dei film di Star Trek più apprezzati) e d'incassi ha sicuramente
influito in modo determinante nella decisione della Paramount di tornare
ad esplorare la galassia a bordo di una nave della Federazione. O quasi.
Ma questa è un'altra storia, l'importante fu che con Phoenix
Star Trek vide una vera e proria rinascita, che ha permesso alla nostra
saga preferita di arrivare al traguardo del cinquantesimo anniversario
con una serie ancora in onda.
Ricordo che alla Sticcon 2006 si respirava una strana atmosfera, si stava
festeggiando la quarta decade di vita di qualcosa che sembrava non ci
fosse più, che pareva appartenesse al passato e si iniziava a temere
che non avremmo più avuto modo di emozionarci, di imparare, di
sperare in un domani migliore seguendo le avventure del Sogno di Gene.
In ogni caso, gli errori fatti con Enterprise fecero capire ai
dirigenti Paramount che non bastava più propinare la solita dose
settimanale di qualcosa che assomigliava a Star Trek perché il
franchise potesse continuare ad esistere.
L'assenza di un programma televisivo con marchio Trek ha prodotto molti
effetti che, col senno di poi, qualunque appassionato oggi non esiterebbe
a definire in maniera eufemistica "assolutamente positivi".
Il fandom Trek, è ormai risaputo, non può concepire di rimanere
con le mani in mano ad aspettare un segno da un azienda che alla fine
dell'anno si limita a fare addizioni e sottrazioni e, se Star Trek non
conviene più, lo elimina senza fare una piega.
Keeldaor: "C'è
stata una guerra civile, Jean-Luc. L'abbiamo nascosta agli occhi della
Federazione facendo credere che il pianeta fosse in quarantena."
Picard: "
Ma
perché?"
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
All'inizio quindi fu la fan-fiction.
I racconti scritti dagli appassionati spaziavano da serie create dal nulla
con equipaggi nuovi di zecca fino a quelli che mescolavano più
o meno sapientemente i personaggi preferiti delle varie serie, creando
avventure che, a causa dell'astinenza televisiva, iniziarono ben presto
a diventare l'unico punto di riferimento per chiunque volesse tirare una
boccata di Spirito Trek senza doversi mettere a riguardare per l'ennesima
volta puntate delle quali conosceva quasi a memoria i dialoghi.
Un paio di quelle nuove serie ebbero un successo tale che fu iniziata
la classica raccolta di firme per incoraggiare la Paramount a trasformarle
nel nuovo capitolo televisivo della saga di Star Trek, progetto che ovviamente
non andò mai in porto.
Ma la cosa importante era che i fan facevano ancora sentire la loro presenza
ed il loro attaccamento alla saga, riuscendo così a lasciare costantemente
la pulce nell'orecchio a chi di dovere.
D'altro canto, continuare a trovarsi di fronte ad un muro incoraggiò
alcuni temerari a cercare di sviluppare le proprie idee in maniera indipendente,
chi continuando a scrivere racconti e chi, armato di telecamera, decise
di girare i propri episodi di Star Trek.
Ma la svolta decisiva per quanto
riguarda questa specie di riassunto della storia del Fandom si ebbe circa
sei anni fa, quando la tecnologia per manipolare i filmati riuscendo ad
estrapolare e modificare digitalmente gli attori, le voci e lo sfondo
arrivò ad essere alla portata di tutti.
Certo, non avrebbe permesso di produrre nuove serie, ma avendo a disposizione
gli archetipi di tutti i personaggi creati fino a quel momento, si sarebbero
potute creare nuove avventure muovendo i nostri eroi a piacimento.
Mentre la Phoenix muoveva i suoi primi passi nel quadrante Beta, iniziarono
ad uscire i primi cortometraggi, la maggior parte dei quali comici, creati
interamente dai fan partendo dalla ricostruzione digitale degli attori.
Nel suo blog l'autore di uno di questi corti spiegò dettagliatamente
come la decisione di utilizzare un tono comico derivasse soprattutto dalla
necessità di valutare le potenzialità del mezzo, avendo
come obiettivo quello di riuscire a rendere credibili i personaggi in
un contesto così atipico.
Una volta affinata la tecnica, circa due anni dopo uscì l'ormai
famoso episodio "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant",
in cui per quarantacinque minuti si ha davvero l'impressione di trovarsi
di fronte ad un episodio di TNG realmente girato ed in seguito scartato
per i toni troppo alla 'Deep Space Nine', tanto è fedele
all'originale.
Costato circa otto mesi di lavoro, ed ovviamente open source, l'episodio
ha posto le basi per quella che sarebbe diventata la nuova fan-fiction,
fatta non più soltanto da parole su un foglio di carta elettronico,
ma di vere e proprie nuove puntate che ci avrebbero mostrato le avventure
perdute dei nostri beniamini.
Tutto il know-how fu messo a disposizione di chiunque avesse voluto sviluppare
altri episodi e così a macchia d'olio in brevissimo tempo partì
la produzione di decine di altre puntate che avrebbero portato poi alla
nascita del "Project 8th" in collaborazione con la Google-Paramount
che nel frattempo aveva subodorato le potenzialità del progetto
e non poteva certo permettere che i propri personaggi venissero utilizzati
senza ricevere i giusti diritti d'autore.
Com'era prevedibile, nel momento stesso che la Google-Paramount entrò
a far parte del progetto, le indiscrezioni sulle trame degli episodi sono
svanite di colpo, anche se in qualche spyte dedicato agli spoiler Trek
è ancora possibile trovare qualche stralcio d'informazione.
In ogni caso, oggi, a meno di tre anni dalla creazione di questo ambizioso
progetto, abbiamo la data ufficiale del rilascio dell'Ottava Stagione
che, oltre ad essere scaricabile direttamente sul proprio TVder, verrà
eccezionalmente distribuita anche nel vecchio formato dvd in un cofanetto
del tutto simile a quelli precedentemente messi in commercio.
In ogni caso, sia che vogliate averla direttamente disponibile dentro
al vostro impianto home theatre sia che non vediate l'ora di riporre il
'cofanetto perduto' accanto agli altri, non dovrete far altro che aspettare
il 22 Settembre, giorno in cui, contemporaneamente, Star Trek festeggerà
il suo cinquantesimo anniversario.
Keeldaor: "Perché
non intervenire? Abbiamo provato, fallendo miseramente. L'esplosione di
odio e di violenza è stata inarrestabile ed ha consumato nel giro
di pochi mesi tutti i Maltoniani. Come ti ho detto, non esistono più."
Picard: "Ma perché fingere che fosse un epidemia?"
Keeldaor: "Forse l'epidemia c'è stata davvero. [
]
Tutto quell'odio non può, non deve appartenere a cittadini della
Federazione."
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
A quanto è dato sapere
finora la stagione sarà composta da 23 episodi inediti, oltre a
"Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant" che per l'occasione
inaugurerà addirittura la nuova funzione interattiva che la stessa
tecnologia che ha permesso la nascita dell'ottava stagione ha reso possibile,
dando allo spettatore la facoltà di prendere attivamente parte
all'episodio decidendo in alcuni punti chiave come far evolvere la storia.
Sembra che i 'nodi' nei quali è possibile scegliere quale risposta
dare o quale azione far compiere siano in totale una cinquantina, con
ben dieci finali possibili.
Personalmente non so ancora come valutare questa nuova funzione interattiva,
se da un lato fa leva sulla mia parte nostalgica che ricorda come da piccolo
mi divertivo con i libri-game e sul mio lato ludico che è stuzzicato
dalla prospettiva di esplorare tutte le possibilità, dall'altro
mi mette in allarme il fatto che questa tecnologia possa rischiare di
trasformare un episodio speciale sotto molti punti di vista in una specie
di videogioco da salotto.
La trama è oramai nota
a tutti: Jean-Luc ed il suo equipaggio sono incaricati di recuperare un
filmato in mano ai terroristi Maquis. L'intera vicenda ruota intorno i
fatti accaduti su Maltonia II, che inizialmente viene presentato dall'ammiraglio
Keeldaor come vittima di una terribile epidemia ma che in realtà
nasconde un temibile segreto: l'odio covato per secoli dalle due popolazioni
che lo abitavano, sfociando in una guerra civile, aveva portato l'intero
pianeta alla distruzione.
Inizialmente Jean-Luc è atterrito dalle motivazioni addotte dall'ammiraglio
per il mancato intervento da parte della Flotta in questa situazione ma,
dovendo eseguire gli ordini e soprattutto spinto dalla necessità
di scoprire la verità dietro l'intera faccenda, s'inoltra nelle
Badlands alla ricerca del filmato e delle risposte che spera esso contenga.
Dopo due giorni di vane ricerche accade l'inaspettato: una nave maquis
si dirige a massima curvatura in rotta d'intercettazione con l'Enterprise,
ed una volta aperti i canali di comunicazione riusciamo a capire nonostante
i disturbi che si tratta di una chiamata di soccorso, dato che l'occupante
della nave chiede al capitano Picard di farlo salire al più presto
a bordo.
Alla pedana del teletrasporto si materializza, neanche a dirlo, Ro Laren,
definita nei titoli di testa come 'ospite d'onore digitale' dell'episodio,
ovviamente in possesso del filmato e desiderosa di riuscire a diffonderlo
il più possibile in modo tale che i suoi ex-concittadini si rendano
finalmente conto di come vengono trattati gli affari interni imbarazzanti
dalla Magnifica Federazione.
Condotta immediatamente nell'ufficio del capitano, trova ad attenderla
Picard che le ordina di consegnargli il filmato, ma lei obietta dicendo
che quel filmato appartiene a tutti i cittadini della Federazione, che
hanno il diritto di sapere la verità sugli affari sporchi del proprio
governo.
Picard le fa notare che consegnandosi spontaneamente all'Enterprise ha
implicitamente rinunciato alla possibilità che il filmato venga
diffuso ma Ro Laren gli sorride come se si rendesse conto che chi le sta
di fronte non ha la minima idea di quel che sta dicendo.
Jean-Luc, seccato da quel sorriso, le chiede bruscamente le motivazioni
che l'hanno spinta a costituirsi e la bajoriana spiega che sapeva bene
di avere l'Enterprise alle costole, ma la sua navetta era inseguita anche
da un'altra nave della Flotta e, per riuscire a salvarsi senza condurla
ad uno degli insediamenti Maquis, aveva deciso di consegnarsi a Picard.
Jean-Luc la interroga sul perché si trovasse da sola in mezzo alle
Badlands in possesso del filmato, rendendosi così vulnerabile pur
sapendo che l'ammiraglia della Flotta era sulle sue tracce.
Ro risponde che avrebbe dovuto incontrarsi con un Maquis infiltrato in
un importante centro di comunicazione della Flotta al quale avrebbe consegnato
il filmato, facendo così in modo che venisse reso pubblico.
Inseguita dall'altra nave, però, era stata costretta a cambiare
drasticamente i suoi programmi, e se c'era qualcuno che apparteneva alla
Flotta o alla Federazione di cui lei riuscisse ancora a fidarsi, era proprio
Jean-Luc.
E lascia intendere che là fuori l'Enterprise era la sua preoccupazione
minore.
Se l'avesse trovata l'altra nave adesso sarebbe morta.
Picard, a dir poco alterato, le dice che l'Enterprise è l'unica
nave assegnata alla ricerca del filmato ed in ogni caso le ricorda che
sta parlando di una nave della Flotta e per tutta risposta riceve uno
sguardo dalla Maquis che gela il sangue, che sembra voler dire "come
se questo potesse mettere in dubbio quel che ho appena detto
.".
"Sinceramente, Capitano, non credo che loro si sarebbero limitati
ad arrestarmi ed a confiscarmi il filmato. Ormai so troppe cose che non
possono assolutamente permettersi di lasciar trapelare." aggiunge
infine la bajoriana.
Il Capitano le chiede se si stesse riferendo esclusivamente al fatto che
la Flotta non era intervenuta e che i Maltoniani fossero stati lasciati
al proprio destino, ma lo sguardo di Ro Laren non lascia spazio al dubbio
che sotto ci sia ben altro.
Prima che si abbia la possibilità di sentire la risposta dell'ex
guardiamarina la scena si sposta in Plancia dove Data avvisa Riker della
presenza di strane emissioni d'energia che sembrano avvicinarsi sempre
più all'Enterprise. Interrogato sulla natura della fonte l'androide
non può che rispondere "Sconosciuta, Signore."
Riker ordina di passare in allarme giallo e di mantenere costantemente
i sensori sulla strana anomalia.
[
]
Picard: "A quale costo abbiamo dovuto mantenere un
apparenza di ordine, di pace, di tranquillità all'interno dei nostri
confini? Abbiamo lasciato che un popolo si distruggesse per non macchiare
di fango l'idea che la Federazione sia immacolata. Come può cercare
di giustificare a me, ai Maltoniani, all'intera Federazione il terribile
fardello di una simile mancanza di reazione?"
Keeldaor: "I Maltoniani hanno scelto il loro destino andando
volontariamente incontro all'annientamento, nonostante i nostri sforzi
per fermarli. Adesso che il filmato è in mano nostra, non c'è
più nulla che possa turbare un equilibrio che è costato
tanta sofferenza, tanta morte. La pace è stata ristabilita, ed
ora, dopo la tempesta, possiamo anche permetterci di piangere i nostri
caduti. Alla storia in fondo poco importa che si tramandi che siano state
vittime di un epidemia o di una guerra civile. Ma per quanto riguarda
la stabilità della Federazione, è necessario che venga mantenuto
un equilibrio. E l'ordine naturale delle cose non prevede lo scoppio di
feroci faide a discapito del buon nome della Federazione. Ricorda che
la nostra priorità, Jean-Luc, è mantenere la pace."
Picard: "
Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant
"
Keeldaor: "Si fa presto a giudicare Jean-Luc, ma come ben
saprai mostrare segni di debolezza proprio ora che l'impero Klingon sta
per scagliarsi contro i Cardassiani rischia di farci apparire come un
bersaglio migliore da attaccare. La sicurezza della Federazione viene
prima di tutto."
Picard: "La Federazione di cui parla lei sembra aver bisogno
d'esser protetta da se stessa, Ammiraglio."
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
La scena si sposta nuovamente
nella sala del Capitano dove troviamo Picard visibilmente scosso, quasi
intontito dallo scambio di battute che non abbiamo avuto modo di seguire,
ma che cerca comunque di mantenere il controllo rifiutando di prendere
posizione sull'argomento prima d'aver avuto la possibilità di valutare
tutti gli elementi in suo possesso.
Ro lo avverte del fatto che non c'è più molto tempo e gli
consiglia caldamente di uscire al più presto dalle Badlands e di
dirigersi alla più vicina base spaziale.
Jean-Luc sente qualcosa nel tono della Bajoriana che lo convince, apre
il contatto con la plancia ed ordina di tracciare la rotta e dirigersi
a massima curvatura fuori di lì.
Ro fa appena in tempo a dire "Forse sarebbe il caso di passare in
allarme rosso
" che la nave viene investita da un raggio sconosciuto
che letteralmente strappa via l'energia a tutti i sistemi esclusi quelli
di sopravvivenza e di gravità artificiale, lasciando la nave totalmente
inerme.
Nella semioscurità vediamo delle figure completamente vestite di
nero materializzarsi sulla plancia e, nello spazio di pochi secondi, stordire
tutti con un azione da manuale e scomparire da dove erano venute portando
con sé Ro Laren ed il filmato.
Prima che Picard perda completamente conoscenza, scorgiamo attraverso
i suoi occhi uno strano simbolo rosso vagamente somigliante a quello della
Flotta sulle uniformi del commando.
La scena successiva si apre con l'Enterprise ormai fuori dalle Badlands
accanto ad un'altra nave della flotta, per poi spostarsi nella sala del
Capitano con Jean-Luc che, parlando con l'Ammiraglio Keeldaor, capisce
di essere stato usato come una marionetta per portare allo scoperto Ro
Laren e farla cadere in una trappola.
L'Ammiraglio non tenta nemmeno di giustificare l'azione di commando, valutandola
"necessaria per la sicurezza della Federazione", per "porre
al più presto al sicuro una prova che avrebbe dimostrato l'inattività
della Flotta nella questione Maltoniana e minato la sicurezza che i cittadini
della Federazione nutrono nei confronti del loro Governo".
Candidamente l'ammiraglio prosegue nel suo delirio ammettendo senza battere
ciglio il modo sconvolgente con cui tutta la situazione era stata gestita,
riconducendo e giustificando il tutto in nome di un presunto 'ordine delle
cose' che doveva essere mantenuto ad ogni costo.
L'Ammiraglio fa infine notare a Picard, come se si fosse dimenticato di
dirglielo in precedenza, che se questi avesse voluto cercare delle tracce
del conflitto sul pianeta, non ne avrebbe trovata alcuna, salvo forse
sporadiche tracce del virus che durante quella catastrofica epidemia ha
in poche settimane falcidiato l'intera popolazione.
Virus che ufficialmente non esiste.
Nessuna prova quindi che sia mai scoppiato un conflitto su Maltonia II.
Picard, a denti stretti e voltandogli le spalle, gli ordina di lasciare
immediatamente la nave, ed una volta rimasto solo continua a fissare le
stelle con le lacrime agli occhi, costretto infine ad accettare tutto
quello che aveva cercato di negare a se stesso, e giurando con voce sibilante
che sarà fatta giustizia.
Mentre in sottofondo ascoltiamo il 'dialogo perduto' tra Ro Laren ed il
Capitano, lentamente viene inquadrato un chip isolineare, contenente la
copia del filmato, che Picard inizia ad osservare con attenzione ed inquietudine,
sconvolto dal fatto che quel che contiene potrebbe distruggere non tanto
la Federazione quanto la sua fede in essa, e per un attimo rimane a domandarsi
se ci sia una reale differenza.
Ma adesso sa di avere le prove per inchiodare Keeldaor ed i mostri che
si sono resi complici dello sterminio dei Maltoniani in nome della sicurezza
della Federazione.
Per Ro. Per i Maltoniani. Per chiunque avesse ancora fede nella Federazione.
A qualunque costo giustizia dev'esser fatta.
Per quanto riguarda gli altri episodi, come detto in precedenza è
stato tenuto il massimo riserbo, si sa soltanto che temporalmente è
collocata proprio dopo la settima stagione, nel 2371-2 e che l'ultimo
episodio della stagione vedrà proprio il varo dell'Enterprise-E
e quindi la sua primissima avventura.
Altre voci parlano di episodi ambientati nel quadrante Gamma quando ancora
la situazione con il Dominio sembrava poter essere gestibile diplomaticamente,
permettendoci così di esplorare le altre razze e gli aspetti peculiari
di quel quadrante che la Guerra aveva impedito di approfondire.
In ogni caso tra una manciata
di giorni ormai potremo gustarci tutta l'ottava stagione, tornando così
ancora una volta sulla plancia dell'Enterprise-D a seguire le avventure
di un gruppo di amici che non sono mai scomparsi dalla nostra memoria,
ed anche se i puristi tenderanno a storcere il naso dicendo che per loro
TNG finiva con "All Good Things
" dubito che riusciranno
a resistere alla tentazione di avere la possibilità di tornare
a vivere quella sensazione di trepidazione che, vent'anni fa, provavano
aspettando fino a notte fonda che in tv trasmettessero le puntate ancora
inedite.
È pur vero che tutte le cose belle prima o poi finiscono, ma è
anche vero che la vita ci porta anche troppo spesso a doverci abituare
a questa massima, una volta tanto sono felice di poter constatare che
le cose belle a volte
tornano.
Picard: "Lei non
ci accusa soltanto di aver lasciato i Maltoniani al loro destino, non
è vero Ro?"
Ro Laren: "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
Picard: "Tacito. 'Dove hanno fatto un Deserto lo hanno chiamato
Pace'. Conosco bene questo passo, si riferiva alla conquista della britannia
da parte dei Romani
Ma che cosa c'entra con Maltonia II? Che cosa
vuol dire con questo Ro?"
Ro Laren: "Certo, i Maltoniani si stavano uccidendo tra di
loro, ma se avessero deposto le armi, cosa che diventava sempre più
probabile man mano che il conflitto sembrava portare ad uno stallo, sarebbe
stato un disastro. Il loro piano d'insabbiamento era già avviato
e non potevano permettersi di dover smentire tutto. Per questo ad una
delle due parti, con dei mercanti Ferengi a fare da tramite, sono state
vendute delle armi battereologiche."
Picard: "Quel che dice è assurdo, privo di senso. Non
posso credere che qualcuno nella Flotta possa fare una cosa del genere!"
Ro Laren: "Neanche io credevo che potessero abbandonarci,
Capitano. Dovrà imparare a convivere con questo tradimento come
ho dovuto fare io. Ma le dico che su quel pianeta troverà tracce
di un virus non identificato."
Picard: "Sa che non posso crederle. Si sta inventando tutto
questo sperando che l'aiuti a diffondere quel filmato. Sa bene che non
posso farlo."
Ro Laren: "Lei non capisce. Tenga. Ne faccia immediatamente
una copia. Il filmato è la prova. Il Ferengi ha ripreso tutta la
trattativa e l'effetto che avrebbe avuto sulla popolazione per documentarne
gli effetti e rendere più
'professionale' la sua successiva
trattativa d'affari sul prodotto, per poterne descrivere meglio la spaventosa
efficacia. E' per questo che, una volta scoperto, è stato ucciso
e se lei non mi avesse accolto sulla sua nave, adesso sarei morta anch'io.
Tutto questo in nome della vostra cosiddetta 'Pace'. Ci pensi Capitano."
Picard: "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
[Buio.]
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