IL RITORNO DI QUEL CHE NON E' MAI SCOMPARSO: L'OTTAVA STAGIONE DI "THE NEXT GENERATION"
di Guillaume Riggio


Picard: "L'attacco a quel pianeta... erano Maltoniani, non è vero? Fanno parte della Federazione.. chi può aver osato spingersi…"
Keeldaor: "Non ne fanno più parte, Jean-Luc. I Maltoniani non esistono più."
Picard: "… Ma com'è potuta accadere una cosa simile?"
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"

Ebbene sì, a quanto pare è vero che a volte i sogni diventano realtà.
Con il passare degli anni mi sono reso conto che il tempo mi ha gradualmente spogliato di molti dei miei sogni giovanili così come di fragili speranze che gradualmente sono andate sfumando man mano che gli anni andavano accavallandosi l'uno sull'altro.
Non che questo sia da considerarsi necessariamente un aspetto negativo, come invece avrei dichiarato con impeto qualche anno fa, difendendo la mia tesi a spada tratta, non rendendomi conto che dopotutto il cambiamento è parte integrante della naturale evoluzione dell'uomo, semplicemente accade che andando avanti con gli anni e compiendo determinate scelte iniziamo a percorrere una certa strada, ed ogni decisione che prendiamo inevitabilmente preclude altri cammini o ci rende impossibile continuare a mantenere le vecchie abitudini.
Possiamo, tanto per fare un esempio, trovare un lavoro remunerativo che presenta grandi responsabilità e che ci da enormi soddisfazioni, ma il rovescio della medaglia è che non possiamo più star svegli fino all'alba per far baldoria con gli amici, non ne avremmo il tempo materiale ed anche se riuscissimo a trovarlo dopo poco dovremmo ammettere che non abbiamo più la resistenza necessaria per continuare a fare certi stravizi.
Arriva un momento in cui, senza quasi accorgercene, le nostre priorità sono cambiate.
Ma non è solo questione di scelte personali.
Dobbiamo fare i conti con il destino che tende agguati quando meno te l'aspetti e, nel migliore dei casi, puoi solo rialzarti ed andare avanti, trascinandoti dietro il pesante fardello chiamato esperienza.
Come affrontare le conseguenze degli eventi negativi che la vita pone lungo il nostro cammino è un compito che spetta soltanto a noi, anche se il rischio di diventare cinici e indifferenti cresce ad ogni avversità.
A tutt'oggi non ho ancora ben capito se serva un enorme saggezza o una smisurata incoscienza per non cadere in trappole simili.

Ricordo che fin da quando iniziai a chiedermi seriamente che cosa avrei voluto fare della mia esistenza sapevo che il mio sogno era quello di poter un giorno vivere di quel che scrivevo, il mio più grande desiderio era quello di riuscire a trascrivere su di un foglio di carta il turbinio di emozioni e di racconti che imperversavano nella mia mente, di riuscire a trasmettere agli altri le storie che mi venivano sussurrate durante la notte dai quei personaggi che pareva quasi prendessero vita da soli e che guidassero le mie dita sulla tastiera, mentre tra una tazza di earl grey e una sigaretta le pagine si rincorrevano a formare un piccolo racconto o un documento di appunti per uno dei mille romanzi che non ho mai scritto.
Il mio sogno, in buona sostanza, era quello di poter arrivare un giorno a riuscire a scrivere uno di quei libri che riescono a sfiorare le corde dell'anima, ad emozionare e, perché no, nel mio profondo cullavo la speranza di riuscire a trasmettere quell'impalpabile brivido che solo della buona letteratura riesce a provocare.
Non sta a me dire se sono riuscito nel mio intento o meno, questo è il compito riservato ai posteri, ma quel che posso affermare con sicurezza è che avendo riconosciuto il mio cammino, nonostante le avversità ed i momenti d'incertezza, mi sono reso conto del fatto che abbandonarlo sarebbe stato come tradire me stesso e tutto quello in cui credevo.
D'un tratto mi resi conto che rinnegare un sogno del genere, voltargli consciamente le spalle per paura o per mancanza di volontà avrebbe provocato una di quelle ferite che non si rimarginano mai, di quelle che arrivano a colmarti di rimpianti nelle cupe notti dei tuoi 'anta' e che finiscono per farti annegare nella nostalgia degli 'avrei potuto' e degli 'avrei dovuto'.

Ci sono passioni che sono soltanto meteore infuocate che sfrecciano con l'ardore e l'intensità di una stella lungo il nostro cielo ancora albeggiante e sfumano presto all'orizzonte, ma altri sogni diventano parte della nostra vita di tutti i giorni, in un certo senso arrivano ad essere necessari come l'aria che respiriamo e finiscono per accompagnarci nel nostro cammino fino al tramonto.

Voltandomi indietro ed osservando gli anni della mia infinita adolescenza scorgo moltissime meteore che sono presto scomparse dietro le prime colline del mio percorso, ma guardando in alto ne scorgo ancora due, due piccoli soli che continuano ad accompagnarmi giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Oltre alla letteratura, la mia passione per Star Trek non è andata affievolendosi con il tempo, al contrario mi ha portato a continuare a seguire il fenomeno anche quando in onda non trasmettevano altro che repliche, dopo che la Paramount (eh, già, che buffo, me ne son reso conto mentre scrivevo… allora si chiamava solo Paramount!) si era finalmente decisa a concedere un po' di tregua all'ormai agonizzante universo Trek.

Picard: "[…] Chi li ha attaccati? E perché? Per le scorte mediche della Pasteur, in orbita su Maltonia II? Gli ultimi rapporti confermavano che l'epidemia era sotto controllo.. C'è la possibilità che qualcuno abbia cercato di attaccare la Pasteur ed i Maltoniani si siano trovati coinvolti…"
Keeldaor: "Jean-Luc. Non c'è stata alcuna epidemia."
Picard: "… Che cosa?"
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"

Dopo la chiusura di Enterprise iniziarono a circolare migliaia di notizie che, come schegge impazzite, vagavano nella rete continuando ad alimentare il braciere del fandom mantenendo viva la speranza che la creatura di Gene potesse presto tornare con una nuova incarnazione.
Ma prima che Phoenix vedesse la luce, i fan ebbero la consolazione di veder andare in porto il progetto del dodicesimo film, "Star Trek: Legend", il cui successo di pubblico (andando a memoria, se non erro, secondo un sondaggio fatto tra gli appassionati poche settimane dopo l'uscita nelle sale si era subito piazzato al terzo posto nella classifica dei film di Star Trek più apprezzati) e d'incassi ha sicuramente influito in modo determinante nella decisione della Paramount di tornare ad esplorare la galassia a bordo di una nave della Federazione. O quasi.
Ma questa è un'altra storia, l'importante fu che con Phoenix Star Trek vide una vera e proria rinascita, che ha permesso alla nostra saga preferita di arrivare al traguardo del cinquantesimo anniversario con una serie ancora in onda.
Ricordo che alla Sticcon 2006 si respirava una strana atmosfera, si stava festeggiando la quarta decade di vita di qualcosa che sembrava non ci fosse più, che pareva appartenesse al passato e si iniziava a temere che non avremmo più avuto modo di emozionarci, di imparare, di sperare in un domani migliore seguendo le avventure del Sogno di Gene.
In ogni caso, gli errori fatti con Enterprise fecero capire ai dirigenti Paramount che non bastava più propinare la solita dose settimanale di qualcosa che assomigliava a Star Trek perché il franchise potesse continuare ad esistere.
L'assenza di un programma televisivo con marchio Trek ha prodotto molti effetti che, col senno di poi, qualunque appassionato oggi non esiterebbe a definire in maniera eufemistica "assolutamente positivi".
Il fandom Trek, è ormai risaputo, non può concepire di rimanere con le mani in mano ad aspettare un segno da un azienda che alla fine dell'anno si limita a fare addizioni e sottrazioni e, se Star Trek non conviene più, lo elimina senza fare una piega.

Keeldaor: "C'è stata una guerra civile, Jean-Luc. L'abbiamo nascosta agli occhi della Federazione facendo credere che il pianeta fosse in quarantena."
Picard: "… Ma … perché?"
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"

All'inizio quindi fu la fan-fiction.
I racconti scritti dagli appassionati spaziavano da serie create dal nulla con equipaggi nuovi di zecca fino a quelli che mescolavano più o meno sapientemente i personaggi preferiti delle varie serie, creando avventure che, a causa dell'astinenza televisiva, iniziarono ben presto a diventare l'unico punto di riferimento per chiunque volesse tirare una boccata di Spirito Trek senza doversi mettere a riguardare per l'ennesima volta puntate delle quali conosceva quasi a memoria i dialoghi.
Un paio di quelle nuove serie ebbero un successo tale che fu iniziata la classica raccolta di firme per incoraggiare la Paramount a trasformarle nel nuovo capitolo televisivo della saga di Star Trek, progetto che ovviamente non andò mai in porto.
Ma la cosa importante era che i fan facevano ancora sentire la loro presenza ed il loro attaccamento alla saga, riuscendo così a lasciare costantemente la pulce nell'orecchio a chi di dovere.
D'altro canto, continuare a trovarsi di fronte ad un muro incoraggiò alcuni temerari a cercare di sviluppare le proprie idee in maniera indipendente, chi continuando a scrivere racconti e chi, armato di telecamera, decise di girare i propri episodi di Star Trek.

Ma la svolta decisiva per quanto riguarda questa specie di riassunto della storia del Fandom si ebbe circa sei anni fa, quando la tecnologia per manipolare i filmati riuscendo ad estrapolare e modificare digitalmente gli attori, le voci e lo sfondo arrivò ad essere alla portata di tutti.
Certo, non avrebbe permesso di produrre nuove serie, ma avendo a disposizione gli archetipi di tutti i personaggi creati fino a quel momento, si sarebbero potute creare nuove avventure muovendo i nostri eroi a piacimento.
Mentre la Phoenix muoveva i suoi primi passi nel quadrante Beta, iniziarono ad uscire i primi cortometraggi, la maggior parte dei quali comici, creati interamente dai fan partendo dalla ricostruzione digitale degli attori.
Nel suo blog l'autore di uno di questi corti spiegò dettagliatamente come la decisione di utilizzare un tono comico derivasse soprattutto dalla necessità di valutare le potenzialità del mezzo, avendo come obiettivo quello di riuscire a rendere credibili i personaggi in un contesto così atipico.
Una volta affinata la tecnica, circa due anni dopo uscì l'ormai famoso episodio "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant", in cui per quarantacinque minuti si ha davvero l'impressione di trovarsi di fronte ad un episodio di TNG realmente girato ed in seguito scartato per i toni troppo alla 'Deep Space Nine', tanto è fedele all'originale.
Costato circa otto mesi di lavoro, ed ovviamente open source, l'episodio ha posto le basi per quella che sarebbe diventata la nuova fan-fiction, fatta non più soltanto da parole su un foglio di carta elettronico, ma di vere e proprie nuove puntate che ci avrebbero mostrato le avventure perdute dei nostri beniamini.
Tutto il know-how fu messo a disposizione di chiunque avesse voluto sviluppare altri episodi e così a macchia d'olio in brevissimo tempo partì la produzione di decine di altre puntate che avrebbero portato poi alla nascita del "Project 8th" in collaborazione con la Google-Paramount che nel frattempo aveva subodorato le potenzialità del progetto e non poteva certo permettere che i propri personaggi venissero utilizzati senza ricevere i giusti diritti d'autore.
Com'era prevedibile, nel momento stesso che la Google-Paramount entrò a far parte del progetto, le indiscrezioni sulle trame degli episodi sono svanite di colpo, anche se in qualche spyte dedicato agli spoiler Trek è ancora possibile trovare qualche stralcio d'informazione.
In ogni caso, oggi, a meno di tre anni dalla creazione di questo ambizioso progetto, abbiamo la data ufficiale del rilascio dell'Ottava Stagione che, oltre ad essere scaricabile direttamente sul proprio TVder, verrà eccezionalmente distribuita anche nel vecchio formato dvd in un cofanetto del tutto simile a quelli precedentemente messi in commercio.
In ogni caso, sia che vogliate averla direttamente disponibile dentro al vostro impianto home theatre sia che non vediate l'ora di riporre il 'cofanetto perduto' accanto agli altri, non dovrete far altro che aspettare il 22 Settembre, giorno in cui, contemporaneamente, Star Trek festeggerà il suo cinquantesimo anniversario.

Keeldaor: "Perché non intervenire? Abbiamo provato, fallendo miseramente. L'esplosione di odio e di violenza è stata inarrestabile ed ha consumato nel giro di pochi mesi tutti i Maltoniani. Come ti ho detto, non esistono più."
Picard: "Ma perché fingere che fosse un epidemia?"
Keeldaor: "Forse l'epidemia c'è stata davvero. […] Tutto quell'odio non può, non deve appartenere a cittadini della Federazione."
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"

A quanto è dato sapere finora la stagione sarà composta da 23 episodi inediti, oltre a "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant" che per l'occasione inaugurerà addirittura la nuova funzione interattiva che la stessa tecnologia che ha permesso la nascita dell'ottava stagione ha reso possibile, dando allo spettatore la facoltà di prendere attivamente parte all'episodio decidendo in alcuni punti chiave come far evolvere la storia.
Sembra che i 'nodi' nei quali è possibile scegliere quale risposta dare o quale azione far compiere siano in totale una cinquantina, con ben dieci finali possibili.
Personalmente non so ancora come valutare questa nuova funzione interattiva, se da un lato fa leva sulla mia parte nostalgica che ricorda come da piccolo mi divertivo con i libri-game e sul mio lato ludico che è stuzzicato dalla prospettiva di esplorare tutte le possibilità, dall'altro mi mette in allarme il fatto che questa tecnologia possa rischiare di trasformare un episodio speciale sotto molti punti di vista in una specie di videogioco da salotto.

La trama è oramai nota a tutti: Jean-Luc ed il suo equipaggio sono incaricati di recuperare un filmato in mano ai terroristi Maquis. L'intera vicenda ruota intorno i fatti accaduti su Maltonia II, che inizialmente viene presentato dall'ammiraglio Keeldaor come vittima di una terribile epidemia ma che in realtà nasconde un temibile segreto: l'odio covato per secoli dalle due popolazioni che lo abitavano, sfociando in una guerra civile, aveva portato l'intero pianeta alla distruzione.
Inizialmente Jean-Luc è atterrito dalle motivazioni addotte dall'ammiraglio per il mancato intervento da parte della Flotta in questa situazione ma, dovendo eseguire gli ordini e soprattutto spinto dalla necessità di scoprire la verità dietro l'intera faccenda, s'inoltra nelle Badlands alla ricerca del filmato e delle risposte che spera esso contenga.
Dopo due giorni di vane ricerche accade l'inaspettato: una nave maquis si dirige a massima curvatura in rotta d'intercettazione con l'Enterprise, ed una volta aperti i canali di comunicazione riusciamo a capire nonostante i disturbi che si tratta di una chiamata di soccorso, dato che l'occupante della nave chiede al capitano Picard di farlo salire al più presto a bordo.
Alla pedana del teletrasporto si materializza, neanche a dirlo, Ro Laren, definita nei titoli di testa come 'ospite d'onore digitale' dell'episodio, ovviamente in possesso del filmato e desiderosa di riuscire a diffonderlo il più possibile in modo tale che i suoi ex-concittadini si rendano finalmente conto di come vengono trattati gli affari interni imbarazzanti dalla Magnifica Federazione.
Condotta immediatamente nell'ufficio del capitano, trova ad attenderla Picard che le ordina di consegnargli il filmato, ma lei obietta dicendo che quel filmato appartiene a tutti i cittadini della Federazione, che hanno il diritto di sapere la verità sugli affari sporchi del proprio governo.
Picard le fa notare che consegnandosi spontaneamente all'Enterprise ha implicitamente rinunciato alla possibilità che il filmato venga diffuso ma Ro Laren gli sorride come se si rendesse conto che chi le sta di fronte non ha la minima idea di quel che sta dicendo.
Jean-Luc, seccato da quel sorriso, le chiede bruscamente le motivazioni che l'hanno spinta a costituirsi e la bajoriana spiega che sapeva bene di avere l'Enterprise alle costole, ma la sua navetta era inseguita anche da un'altra nave della Flotta e, per riuscire a salvarsi senza condurla ad uno degli insediamenti Maquis, aveva deciso di consegnarsi a Picard.
Jean-Luc la interroga sul perché si trovasse da sola in mezzo alle Badlands in possesso del filmato, rendendosi così vulnerabile pur sapendo che l'ammiraglia della Flotta era sulle sue tracce.
Ro risponde che avrebbe dovuto incontrarsi con un Maquis infiltrato in un importante centro di comunicazione della Flotta al quale avrebbe consegnato il filmato, facendo così in modo che venisse reso pubblico.
Inseguita dall'altra nave, però, era stata costretta a cambiare drasticamente i suoi programmi, e se c'era qualcuno che apparteneva alla Flotta o alla Federazione di cui lei riuscisse ancora a fidarsi, era proprio Jean-Luc.
E lascia intendere che là fuori l'Enterprise era la sua preoccupazione minore.
Se l'avesse trovata l'altra nave adesso sarebbe morta.
Picard, a dir poco alterato, le dice che l'Enterprise è l'unica nave assegnata alla ricerca del filmato ed in ogni caso le ricorda che sta parlando di una nave della Flotta e per tutta risposta riceve uno sguardo dalla Maquis che gela il sangue, che sembra voler dire "come se questo potesse mettere in dubbio quel che ho appena detto….".
"Sinceramente, Capitano, non credo che loro si sarebbero limitati ad arrestarmi ed a confiscarmi il filmato. Ormai so troppe cose che non possono assolutamente permettersi di lasciar trapelare." aggiunge infine la bajoriana.
Il Capitano le chiede se si stesse riferendo esclusivamente al fatto che la Flotta non era intervenuta e che i Maltoniani fossero stati lasciati al proprio destino, ma lo sguardo di Ro Laren non lascia spazio al dubbio che sotto ci sia ben altro.
Prima che si abbia la possibilità di sentire la risposta dell'ex guardiamarina la scena si sposta in Plancia dove Data avvisa Riker della presenza di strane emissioni d'energia che sembrano avvicinarsi sempre più all'Enterprise. Interrogato sulla natura della fonte l'androide non può che rispondere "Sconosciuta, Signore."
Riker ordina di passare in allarme giallo e di mantenere costantemente i sensori sulla strana anomalia.

[…]
Picard: "A quale costo abbiamo dovuto mantenere un apparenza di ordine, di pace, di tranquillità all'interno dei nostri confini? Abbiamo lasciato che un popolo si distruggesse per non macchiare di fango l'idea che la Federazione sia immacolata. Come può cercare di giustificare a me, ai Maltoniani, all'intera Federazione il terribile fardello di una simile mancanza di reazione?"
Keeldaor: "I Maltoniani hanno scelto il loro destino andando volontariamente incontro all'annientamento, nonostante i nostri sforzi per fermarli. Adesso che il filmato è in mano nostra, non c'è più nulla che possa turbare un equilibrio che è costato tanta sofferenza, tanta morte. La pace è stata ristabilita, ed ora, dopo la tempesta, possiamo anche permetterci di piangere i nostri caduti. Alla storia in fondo poco importa che si tramandi che siano state vittime di un epidemia o di una guerra civile. Ma per quanto riguarda la stabilità della Federazione, è necessario che venga mantenuto un equilibrio. E l'ordine naturale delle cose non prevede lo scoppio di feroci faide a discapito del buon nome della Federazione. Ricorda che la nostra priorità, Jean-Luc, è mantenere la pace."
Picard: "…Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant…"
Keeldaor: "Si fa presto a giudicare Jean-Luc, ma come ben saprai mostrare segni di debolezza proprio ora che l'impero Klingon sta per scagliarsi contro i Cardassiani rischia di farci apparire come un bersaglio migliore da attaccare. La sicurezza della Federazione viene prima di tutto."
Picard: "La Federazione di cui parla lei sembra aver bisogno d'esser protetta da se stessa, Ammiraglio."
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"

La scena si sposta nuovamente nella sala del Capitano dove troviamo Picard visibilmente scosso, quasi intontito dallo scambio di battute che non abbiamo avuto modo di seguire, ma che cerca comunque di mantenere il controllo rifiutando di prendere posizione sull'argomento prima d'aver avuto la possibilità di valutare tutti gli elementi in suo possesso.
Ro lo avverte del fatto che non c'è più molto tempo e gli consiglia caldamente di uscire al più presto dalle Badlands e di dirigersi alla più vicina base spaziale.
Jean-Luc sente qualcosa nel tono della Bajoriana che lo convince, apre il contatto con la plancia ed ordina di tracciare la rotta e dirigersi a massima curvatura fuori di lì.
Ro fa appena in tempo a dire "Forse sarebbe il caso di passare in allarme rosso…" che la nave viene investita da un raggio sconosciuto che letteralmente strappa via l'energia a tutti i sistemi esclusi quelli di sopravvivenza e di gravità artificiale, lasciando la nave totalmente inerme.
Nella semioscurità vediamo delle figure completamente vestite di nero materializzarsi sulla plancia e, nello spazio di pochi secondi, stordire tutti con un azione da manuale e scomparire da dove erano venute portando con sé Ro Laren ed il filmato.
Prima che Picard perda completamente conoscenza, scorgiamo attraverso i suoi occhi uno strano simbolo rosso vagamente somigliante a quello della Flotta sulle uniformi del commando.
La scena successiva si apre con l'Enterprise ormai fuori dalle Badlands accanto ad un'altra nave della flotta, per poi spostarsi nella sala del Capitano con Jean-Luc che, parlando con l'Ammiraglio Keeldaor, capisce di essere stato usato come una marionetta per portare allo scoperto Ro Laren e farla cadere in una trappola.
L'Ammiraglio non tenta nemmeno di giustificare l'azione di commando, valutandola "necessaria per la sicurezza della Federazione", per "porre al più presto al sicuro una prova che avrebbe dimostrato l'inattività della Flotta nella questione Maltoniana e minato la sicurezza che i cittadini della Federazione nutrono nei confronti del loro Governo".
Candidamente l'ammiraglio prosegue nel suo delirio ammettendo senza battere ciglio il modo sconvolgente con cui tutta la situazione era stata gestita, riconducendo e giustificando il tutto in nome di un presunto 'ordine delle cose' che doveva essere mantenuto ad ogni costo.
L'Ammiraglio fa infine notare a Picard, come se si fosse dimenticato di dirglielo in precedenza, che se questi avesse voluto cercare delle tracce del conflitto sul pianeta, non ne avrebbe trovata alcuna, salvo forse sporadiche tracce del virus che durante quella catastrofica epidemia ha in poche settimane falcidiato l'intera popolazione.
Virus che ufficialmente non esiste.
Nessuna prova quindi che sia mai scoppiato un conflitto su Maltonia II.
Picard, a denti stretti e voltandogli le spalle, gli ordina di lasciare immediatamente la nave, ed una volta rimasto solo continua a fissare le stelle con le lacrime agli occhi, costretto infine ad accettare tutto quello che aveva cercato di negare a se stesso, e giurando con voce sibilante che sarà fatta giustizia.
Mentre in sottofondo ascoltiamo il 'dialogo perduto' tra Ro Laren ed il Capitano, lentamente viene inquadrato un chip isolineare, contenente la copia del filmato, che Picard inizia ad osservare con attenzione ed inquietudine, sconvolto dal fatto che quel che contiene potrebbe distruggere non tanto la Federazione quanto la sua fede in essa, e per un attimo rimane a domandarsi se ci sia una reale differenza.
Ma adesso sa di avere le prove per inchiodare Keeldaor ed i mostri che si sono resi complici dello sterminio dei Maltoniani in nome della sicurezza della Federazione.
Per Ro. Per i Maltoniani. Per chiunque avesse ancora fede nella Federazione.
A qualunque costo giustizia dev'esser fatta.


Per quanto riguarda gli altri episodi, come detto in precedenza è stato tenuto il massimo riserbo, si sa soltanto che temporalmente è collocata proprio dopo la settima stagione, nel 2371-2 e che l'ultimo episodio della stagione vedrà proprio il varo dell'Enterprise-E e quindi la sua primissima avventura.
Altre voci parlano di episodi ambientati nel quadrante Gamma quando ancora la situazione con il Dominio sembrava poter essere gestibile diplomaticamente, permettendoci così di esplorare le altre razze e gli aspetti peculiari di quel quadrante che la Guerra aveva impedito di approfondire.

In ogni caso tra una manciata di giorni ormai potremo gustarci tutta l'ottava stagione, tornando così ancora una volta sulla plancia dell'Enterprise-D a seguire le avventure di un gruppo di amici che non sono mai scomparsi dalla nostra memoria, ed anche se i puristi tenderanno a storcere il naso dicendo che per loro TNG finiva con "All Good Things…" dubito che riusciranno a resistere alla tentazione di avere la possibilità di tornare a vivere quella sensazione di trepidazione che, vent'anni fa, provavano aspettando fino a notte fonda che in tv trasmettessero le puntate ancora inedite.
È pur vero che tutte le cose belle prima o poi finiscono, ma è anche vero che la vita ci porta anche troppo spesso a doverci abituare a questa massima, una volta tanto sono felice di poter constatare che le cose belle a volte… tornano.

Picard: "Lei non ci accusa soltanto di aver lasciato i Maltoniani al loro destino, non è vero Ro?"
Ro Laren: "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
Picard: "Tacito. 'Dove hanno fatto un Deserto lo hanno chiamato Pace'. Conosco bene questo passo, si riferiva alla conquista della britannia da parte dei Romani… Ma che cosa c'entra con Maltonia II? Che cosa vuol dire con questo Ro?"
Ro Laren: "Certo, i Maltoniani si stavano uccidendo tra di loro, ma se avessero deposto le armi, cosa che diventava sempre più probabile man mano che il conflitto sembrava portare ad uno stallo, sarebbe stato un disastro. Il loro piano d'insabbiamento era già avviato e non potevano permettersi di dover smentire tutto. Per questo ad una delle due parti, con dei mercanti Ferengi a fare da tramite, sono state vendute delle armi battereologiche."
Picard: "Quel che dice è assurdo, privo di senso. Non posso credere che qualcuno nella Flotta possa fare una cosa del genere!"
Ro Laren: "Neanche io credevo che potessero abbandonarci, Capitano. Dovrà imparare a convivere con questo tradimento come ho dovuto fare io. Ma le dico che su quel pianeta troverà tracce di un virus non identificato."
Picard: "Sa che non posso crederle. Si sta inventando tutto questo sperando che l'aiuti a diffondere quel filmato. Sa bene che non posso farlo."
Ro Laren: "Lei non capisce. Tenga. Ne faccia immediatamente una copia. Il filmato è la prova. Il Ferengi ha ripreso tutta la trattativa e l'effetto che avrebbe avuto sulla popolazione per documentarne gli effetti e rendere più… 'professionale' la sua successiva trattativa d'affari sul prodotto, per poterne descrivere meglio la spaventosa efficacia. E' per questo che, una volta scoperto, è stato ucciso… e se lei non mi avesse accolto sulla sua nave, adesso sarei morta anch'io. Tutto questo in nome della vostra cosiddetta 'Pace'. Ci pensi Capitano."
Picard: "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"
da "Ubi Solitudinem Faciunt Pacem Appellant"

[Buio.]


Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail