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NOI
SIAMO I BORG
di Susanna Ricci
Tutto ciò
che facciamo, tutti gli alieni che incontriamo, vengono giudicati secondo
parametri umani. Anzi, secondo parametri terrestri. Anzi, secondo parametri
propri del mondo occidentale odierno .
Prendiamo per esempio i Borg.
Hanno una struttura altamente organizzata, estremamente efficiente, produttiva
ed economicamente sostenibile: niente viene sprecato, tutto viene riciclato,
ogni peculiarità viene assorbita dalla mente collettiva e contribuisce
al miglioramento dell'intera “specie”. Eppure gli umani e,
va detto, anche gli altri umanoidi in genere, aborrono il pensiero di
poter essere assimilati.
Ma sarebbe veramente così terribile?
Se venissi assimilata saprei innanzi tutto qual è il mio posto
in relazione a tutti gli altri: avrei una mia personalissima designazione
ed un compito specifico da portare a termine, nel breve, medio e lungo
periodo. La mia vita sarebbe perfettamente organizzata, non avrei bisogno
di studiare, o di tenermi aggiornata con le ultime novità perché
avrei libero acc esso
alla mente collettiva, dove la conoscenza viene uniformemente e globalmente
condivisa.
Non sarei mai sola. Potrei sempre contare sulla presenza non solo degli
altri colleghi droni, ma anche della Regina, che coordina e amministra
con equità tutto il sistema. Non dovrei preoccuparmi del cibo,
o dei vestiti, o del mutuo, o del fatto di essere grassa, o del fatto
di invecchiare.
Sarebbe un modo diverso di vivere, ma perché deve essere per forza
peggiore di quello cui siamo abituati? Solo perché, appunto, diverso
da quanto siamo normalmente abituati?
Picard, che è una fonte ben attendibile, parla
dell'assimilazione come di uno stupro mentale: la coscienza umana rimane
in sottofondo, costretta ad assistere a tutto ciò che il drone
Locutus commette senza poter intervenire. In effetti qualche cosuccia
non proprio cristallina la collettività la fa. Tutto quel voler
“per forza” assimilare chiunque, indipendentemente dalla altrui
volontà, con minacce di morte e distruzione in caso non si ottemperi…
Ma se invece ce lo chiedessero per favore?
Voglio dire, magari a qualcuno potrebbe anche piacere entrare a far parte
di un collettivo dove non esistono preoccupazioni personali e tutte le
decisioni sono prese da qualcun altro.
Non per fare polemica contemporanea, ma già in molti paesi adesso
è così e la gente è tanto felice di poter vedere
veline e pacchi, che fa ben poco caso a conflitti di interessi e altre
bazzecole compiute nel nome del popolo.
Magari i Borg in realtà sono tutti interconnessi ad una rete virtuale,
dove non vedono altro che donnine nude (o omini nudi, a seconda), dalla
mattina alla sera, con un chip opportunamente inserito nell'ipotalamo
a stimolare la produzione continua di endorfine, per il raggiungimento
di infiniti orgasmi in infinite combinazioni.
Dice: non ci sarebbe più il libero arbitrio.
Ma in fondo ci serve? O meglio, oggi come oggi, ce lo abbiamo ancora?
Più ci penso e
più mi convinco che in effetti abbiamo al momento quasi tutte le
caratteristiche dei Borg: direi che ci mancano solo i benefici.
A questo punto mi piacerebbe il pacchetto completo: vorrei avere anche
le nanosonde. Mi riparano quando sto male, mi fortificano in generale
e mi rendono più vigorosa. Sono meglio delle vitamine.
Una punturina alla base del collo e via verso nuove avventure. Che poi
con questa storia dei condotti a trans curvatura, loro sì che vanno
là dove nessuno è mai giunto prima.
Un effetto collaterale c'è: sentire migliaia di menti assieme alla
propria non deve essere una passeggiata. Già adesso nella mia testa
c'è una discreta confusione e sono da sola, anzi c'è solo
Neuronio (Neuronio è come la particella di sodio: disperso in un
oceano di sinapsi ormai in corto circuito, deve pensare da solo a tutta
la baracca. Vi lascio immaginare lo sfacelo e la po lvere
accumulata in tutti gli angoli del mio cervello).
Ma forse anche in questo c'è un lato positivo: un rave party continuato
è meglio che guardarsi la tv di domenica pomeriggio da soli, e
tutto sommato più si è e meno si sentono le singole voci.
Voglio dire, essere in collegamento diretto con Emilio Fede… brrr…
meglio essere in svariati miliardi, così si diluisce.
Però è difficile non dare ascolto a Picard, che ha vissuto
l'assimilazione in prima persona. Lui dice che non è una bella
esperienza.
E questo nonostante sia stato l'UNICO essere senziente, tra buculioni
di esseri senzienti, scelto dalla Regina Borg per il suo sex appeal…
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