LE CENERI DEL PARADISO
William Shatner con Judith e Garfiled Reeves-Stevens

di
Riccardo "Summer" Palazzani


Fanucci ha mollato da tempo, Ultimo Avamposto ha raccolto la sfida ma con ritmi decisamente inferiori. Sono finiti i tempi in cui in un anno avevamo tranquillamente una dozzina di titoli trek in italiano nuovi di zecca. Oggi se va bene bastano le dita di una mano per elencarli tutti. Un altro tragico segno che il fenomeno trek è in declino, dopo gli anni di TNG e post TNG ricchi di abbondanza.
In questi ultimi due anni ho tamponato la situazione grazie al gentile prestito dei romanzi editi dalla Garden Editoriale a fine anni ottanta, che erano sconosciuti ai più, intervallando qua e là con le novità edite da UA. Ma ora ho raschiato tanto il barile da averlo bucato.
Scorrendo l’elenco dei titoli recensiti dallo Stim fino ad oggi però mi sono reso conto che chi prima di me si era occupato della rubrica aveva mancato di segnalare alcuni fra i più bei titoli pubblicati fino ad oggi. In particolare le opere scritte da Shatner, alias il capitano Kirk, (la recensione del suo ultimo sforzo lo trovate nello Stim di Settembre) sono state recensite solo in parte. A partire proprio dal primo capitolo, il più bello, il più equilibrato ed emozionate: Le Ceneri del Paradiso.
Era il 1995, ormai dieci anni fa, ed il personaggio di Kirk era morto da poco su Veridiano 3 nell’affrontare, insieme a Picard, il dottor Soran in Star Trek Generations. Apparentemente per Shatner la carriera trek era conclusa con l’uscita di scena del suo alter ego. Forse proprio per questo, incapace di arrendersi al tempo, zio Bill ha iniziato una collaborazione con gli scrittori Judith e Garfield Reeves-Stevens per continuare a raccontare nuove storie che vedessero il mitico Kirk ancora in azione. E fu un grande successo, tanto che da allora di romanzi ne sono stati sfornati una dozzina circa.
Gli avvenimenti di Generazioni però restringevano di molto il campo d’azione temporale per nuove storie per cui, come per molti romanzi a seguire, Shatner si è concentrato su quel breve periodo mai narrato intercorso fra Star Trek VI e Generazioni. E lo ha fatto davvero bene tratteggiando lo stato d’animo del suo alter ego magistralmente.

Kirk è stanco, depresso, lontano dall’avventura, sente sul collo il fiato della fine che si avvicina. Il romanzo si apre addirittura con una sua defaillance sessuale con la dottoressa Marcus, madre di David, il suo unico figlio ucciso da quei klingon con cui ora la Federazione sta intavolando trattati di pace (certo l’età avanzata dei due non deve aver aiutato!). Ciliegina sulla torta della sconfitta personale l’elezione a Comandante supremo della Flotta di Androvar Drake, odiato compagno di Kirk dai tempi della Farragut, quando era soltanto un giovane tenente che gli rivela anche che l’Enterprise, ormai in disarmo, farà da bersaglio in un’imminente esercitazione della Flotta, quale suo ultimo dispetto nella loro personale guerra.
A salvarlo dalla depressione senile arriva Teilani, una mezzosangue klingon-romulana, figlia di un esperimento di pace e convivenza fra i due imperi durante l’ultima delle loro cicliche alleanze, poi abbandonato una volta tornati a raffreddarsi i rapporti fra le due super potenze galattiche.
Teilani è bella, talmente bella che Kirk non può non innamorarsene e quando gli propone di aiutarla a difendere il proprio pianeta, Chal, minacciato dagli Anarchici, un gruppo armato ribelle del pianeta che vuole rivelare alla Galassia il terribile segreto della ex-colonia, ovvero la presenza di un agente sul pianeta capace di regalare l’eterna giovinezza, non esita a mollare ogni cosa ed ad imbarcarsi nella nuova avventura, accecato dal sentimento per la donna e dal desiderio di tornare a fare la differenza.
Kirk, contro il parere degli amici più cari quali Spock e McCoy, abbandona la Flotta Stellare e s’imbarca sull’Enterprise, sottratta alla distruzione grazie all’abilità diplomatica di Teilani e concessa in dono agli abitanti di Chal, dichiaratisi mondo indipendente, dalla Federazione. A bordo, inaspettatamente ritrova il mitico Scotty, anch’egli reclutato, indaffarato a rimettere in sesto la vetusta nave, svuotata dai principali sistemi bellici.
Parallelamente il romanzo racconta una seconda trama che si intreccerà con la prima che vede Uhura e Chekov impegnati per conto del Servizio Segreto della Flotta con il compito di indagare sul traffico di armi proveniente dai depositi del declinante impero Klingon, che li porterà a scoprire la minaccia di una super arma segreta nascosta su Chal.
L’Ammiraglio Drake convocherà Sulu, al comando dell’Excelsior e lo invierà, in compagnia di tutti gli ex compagni di Kirk, sulle tracce del loro capitano di un tempo alla ricerca di Chal con il compito di trovare e distruggere la super arma, finendo col trovarsi di fronte il suo vecchio capitano e la sua vecchia nave a sbarrargli la strada.
Il finale è piacevolmente trek, lanciando un sottile messaggio di speranza che non ti aspetteresti dai klingon o dai romulani, ma soprattutto è l’occasione per rivedere Kirk ed il suo equipaggio all’azione, anche se per una volta, contrapposti l’uno all’altro.
Lo ha scritto Shatner? Ha solo collaborato? Non ci ha messo nemmeno un’unghia di suo? Non importa, le Ceneri del Paradiso è davvero un bel romanzo, da mettere a fianco di successi quali Imzadi o Federazione, di cui esiste anche una versione a fumetti edita anni fa da UltimoAvamposto.
Il personaggio di Kirk in crisi, schiacciato dal peso degli anni, senza una vera famiglia, senza più uno scopo nella vita è reso magistralmente, così come è emozionante vederlo tornare a vivere grazie alla missione che gli viene offerta dagli abitanti di Chal. Anche il suo rapporto con Teilani, che si svilupperà ulteriormente nei capitoli successivi, è coinvolgente e credibile. Non il Kirk tombeur de femmes della TOS ma un uomo capace di veri sentimenti, disposto a chiudere gli occhi di fronte alla realtà dei fatti per amore di una donna, disposto a farsi anche mettere nel sacco senza rimpianti. Proprio come un vero innamorato.
L’epilogo del romanzo è un aggancio al successivo ed è ambientato su Veridiano 3, con Spock in piedi davanti alla tomba di pietre sotto cui è sepolto il suo antico capitano e vede l’arrivo di un visitatore misterioso che rapisce la salma di Kirk per scomparire nel nulla. Mistero che verrà svelato nel romanzo successivo intitolato Il Ritorno, di cui potete leggere la recensione dello Stim qui. Era il lontano 1999, e lo Stim era alla sua quinta uscita!
Al mese prossimo, dove andremo a completare la prima trilogia shatneriana.




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