DODICIMILIA MILIARDI DI ANNI LUCE
di Lorenzo "Sunrise" Pifferi


Qualche anno fa, poco prima dell’alba, sulla via di casa, ci fermammo a fare benzina. Pensavamo di aver visto un ufo. Una “breccola” verde era fissa nel cielo, poco più in alto dell’orizzonte. Era ancora buio, ed a giudicare dalle stelle v’erano delle nuvole alte e stratificate. Pian piano la luce verde perse luminosità fino a sparire. “Impossibile che sia una stella”, infatti era un pianeta e per la precisione Venere. Oltre ad essere il pianeta del sistema solare con la maggiore magnitudine (o luminosità), in quel periodo transitava particolarmente vicino alla Terra. Se poi ci mettiamo l’ingrandimento naturale dei corpi celesti in prossimità dell’orizzonte, ecco spiegato il motivo del nostro stupore. Fu solo questione di tempo che cercai un programmino per il computer che potesse fare da planetario. Detto fatto, il problema ovviamente era solo la scelta. Scelsi Winstars, un planetario abbastanza efficiente in grado di ricevere online la lista aggiornata degli avvenimenti astronomici più salienti. Non era niente male, facilmente navigabile ed in grado di rappresentare in tempo reale la volta celeste, in base all’ora ed alla località selezionata. A beneficio ovviamente degli appassionati in cerca di riscontro ed informazioni per dilettarsi con il proprio telescopio, ed anche, sempre più ovviamente, per farvi odiare con la vostra saccenteria in una serata dal cielo limpido. Attualmente è disponibile una seconda versione, più flessibile e curata nei dettagli grafici. Hanno implementato anche la navigazione all’interno del nostro sistema solare, con una serie di oggetti raggiungibili: dalle stelle, ai satelliti naturali quanto artificiali.

Qualche giorno fa mi passarono un secondo link, con un altro programma: http://www.shatters.net/celestia/. Merita di essere approfondito, per quanto mi ha entusiasmato. A prima vista sembrerebbe meno preciso rispetto a Winstars, più orientato alla didattica generica, ma ad un attento esame Celestia risulta essere decisamente più interessante. Il programma è disponibile sia per Windows quanto per sistemi Unix, ed è aperto ad aggiornamenti ed a successive modifiche. Proprio questo aspetto risulterà molto gustoso, ma lo vedremo in seguito.

Celestia non è propriamente un planetario, piuttosto si presenta come una interfaccia di navigazione stellare, quindi non legata ad una posizione virtuale sulla Terra. Va detto inoltre che questo brillante programma è completamente gratuito, ed è stato sviluppato da tale Chris Laurel: studi in matematica e fisica, con esperienze come sviluppatore di programmi 3D in tempo reale. Il programma sfrutta le famose OpenGl (standard per i motori grafici): la navigazione stellare appare decisamente fluida, ed una volta presa la confidenza necessaria con i comandi, può iniziare il nostro tour nello spazio. La selezione degli obiettivi visitabili, oltre che dai tradizionali menù a tendina, può essere fatta con il puntatore del mouse, oppure attraverso la console (richiamabile con il tasto enter): man mano che si scrivono le lettere, la console in trasparenza elenca una serie di possibilità. Di nuovo enter e l’oggetto viene inserito come target del navigatore con tutte le informazioni in alto a sinistra. Con il tasto “c” si centra la visuale sul target, con il tasto “g” si naviga nello spazio fino a raggiungerlo. Con il mouse e qualche trascinamento si aggiusta la visuale spostandosi oppure orbitando attorno al target. La distanza la si può regolare sempre col mouse (siete tutti muniti di rotellina ormai), oppure trascinando con entrambi i pulsanti premuti, a seconda della velocità con la quale ci si vuole spostare. In entrambi i casi la velocità aumenta esponenzialmente man mano che ci si allontana; viceversa rallenta gradualmente quando ci avviciniamo. Sempre con un click è possibile accedere agli oggetti legati al target, siano essi pianeti quanto satelliti. Tra le opzioni di visualizzazione troviamo una lunga serie di filtri (a testimonianza delle meticolosità del programmatore): orbite, stelle, pianeti, satelliti naturali, satelliti artificiali, asteroidi, galassie, costellazioni, griglia celeste, atmosfere. È possibile impostare la visualizzazione delle orbite dei singoli oggetti e le opzioni di rendering delle texture. Tra queste troviamo anche la magnitudine degli oggetti. In alcuni casi è necessario abbassarla per non perdersi tra la miriade di punti luminosi. Il programma con buona probabilità ha accolto un database predisposto, visto che la quantità di stelle ed oggetti presenti è semplicemente impressionante: di ogni oggetto Celestia propone il relativo link di approfondimento sul database Simbad. Per il nostro sistema solare, le informazioni aggiuntive puntano su http://www.nineplanets.org/.

Vorrei effettuare un piccolo viaggio dimostrativo, supportato da chi impagina questo articolo, che ha provveduto a corredarlo delle apposite immagini acquisite dal programma (è possibile salvare degli “shot” in presa diretta, ed allo stesso modo dei filmati). Per comodità riporto velocemente le unità di misura astronomiche, fedelmente utilizzate:

AU (Astronomic Unit), o Unità Astronomica, pari al raggio medio dell’orbita terrestre intorno al sole: 149.600.000 Km

LY (Light Year) o Anno Luce, quasi 10.000 miliardi di Km (10.000.000.000.000);

Pc (Parsec), PARallasse SECondo, pari a 3,263 Anni Luce. Tracciando una linea tra noi e l’oggetto osservato, nel cambiare il punto di osservazione, la parallasse quantifica l’angolo di spostamento dell’oggetto rispetto allo sfondo: il parsec è la distanza dalla quale un osservatore vedrebbe il raggio medio dell'orbita terrestre (ossia una unità astronomica) sotto un angolo di 1 secondo d'arco (1/3600 di grado).

Kpc, 1.000 Pc

Mpc, 1.000.000 Pc

Il mio viaggio inizia a circa 400 Kpc dalla Terra, dove sono visibili la Via Lattea e le altre quattro galassie più vicine: evito di elencarne i nomi, o meglio le sigle che le identificano. Ve ne sono molte altre classificate e presenti nel programma, ad una distanza superiore a 20 Mpc dal centro della Via Lattea.
(Le immagini successive sono cliccabili per una versione ingrandita, n.d.r.)

Tornando alla nostra galassia, se ci avviciniamo ad una ottantina di Kpc, notiamo un conglomerato di stelle in uno dei due bracci. Ci avviciniamo infatti a quella parte di galassia normalmente raggiungibile dai telescopi terrestri, ed entriamo nel vivo del database del programma. Se proviamo a fare un paragone tra le distanze delle stelle più lontane dalla Terra classificate all’interno della Via Lattea, con quelle dei sistemi raggiunti dall’Hubble, ci rendiamo conto di quanto il telescopio orbitante abbia allargato i limiti dell’esplorazione spaziale. Cerchiamo comunque di raggiungere il Sole.

Ad esattamente 1 Kpc dal Sole, il conglomerato di stelle appare così (ognuna di esse è raggiungibile):

Abbassiamo la magnitudine, portiamoci ad un centinaio di anni luce dal Sole e chiediamo sempre al programma di mostrarci i confini delle costellazioni. Apparirà una sfera composta da più settori, ideale proiezione delle stelle visibili normalmente ad occhio nudo.

Portiamoci a circa 5.5 Ua dal Sole e riusciamo finalmente a scorgere la terra, in questo caso anche con le orbite dei pianeti più vicini.

E veniamo al dunque: la Terra. Siamo a circa 40.000 Km dalla superficie del pianeta. Nella foto riportata sono ben visibili le famose “successive modifiche” che si possono installare scaricandole da qui: http://www.celestiamotherlode.net/. Se fate caso agli elementi orbitanti intorno alla Terra, vedrete due ISS (International Space Station). Questo perché ho provveduto a scaricare ed installare l’aggiornamento della stazione con i moduli più recenti, dimenticandomi di rimuovere quella vecchia. Riconoscerete anche altri oggetti non propriamente reali. Ho immesso anche le texture atmosferiche e di superficie, per mostrare rispettivamente qualche corpo nuvoloso e l’illuminazione artificiale del suolo nella notte del pianeta. Gli oggetti artificiali presenti nel programma, o installabili in un secondo momento, sono diversi, dall’Hubble alla Huygens-Cassini, con tanto di riproduzioni fedeli degli originali e dei relativi tragitti percorsi. Il programma prevede anche l’utilizzo di “script”, che possono essere utilizzati per demo animate.

Celestia ha riunito un vasto numero di appassionati, che hanno contribuito all’espansione del programma nei modi più bizzarri. Contempliamo infatti pianeti e navi spaziali delle più famose opere di sci-fi: 2001 odissea nello spazio, Star Trek (TOS, DS9, ENT), Babylon 5, Star Wars, Stargate, Lexx. Insieme, naturalmente, alle più recenti scoperte astronomiche. Ve lo assicuro: è molto divertente rivederli sul vostro schermo e poterci girare attorno liberamente. Riporto qualche altra foto:

Spero di aver stuzzicato la vostra curiosità, apprestandomi alle doverose considerazioni finali. Le prime sono di natura tecnica. Celestia pesa poco più di 13 Mb, l’installazione è immediata, altrettanto la fruibilità nella versione originale. Non dimentichiamoci che rimane un’opera amatoriale in lingua inglese, con i relativi limiti: almeno per il momento non sembrano esservi traduzioni in italiano (l’unica disponibile è in tedesco). Anche l’installazione degli add-on non è semplicissima: bisogna sapere deve installare manualmente le varie componenti (database, modelli, texture). La precisione di ogni installazione dipende dalla cura del singolo sviluppatore.
Le prime volte si rischia di perdersi, anche virtualmente, nella simulazione. Non lasciatevi ingannare dalla voce “Solar System Browser”: alla prima apertura risulterà consultabile, con tutti i pianeti e satelliti presenti nel nostro sistema solare. Questo perché la simulazione parte “da casa”, ed il browser immette tutti i dati del sistema in cui ci si trova al momento: come ci si allontana, quindi, il browser si svuota, per riempirsi eventualmente in presenza di un altro sistema solare. Se vi sentite persi, premete “h” – target sul nostro Sole - e tornate premendo “g”. Lode al programma, al programmatore, ed agli appassionati che hanno contribuito, con tanto di cappello.

Le altre considerazioni sono più speculazioni personali: non masticando di astronomia, il primo impatto con Celestia è nella immediata rappresentazione dell’immensità del cosmo conosciuto e nel portare velocemente la mia conoscenza ai non-limiti dell’universo. Questa semplice quanto scontata valutazione prende spessore non appena visualizziamo le orbite di tutti i corpi in orbita attorno al Sole: sempre visivamente riscopriamo un sistema solare incredibilmente ricco, contrapposto all’universo intero implacabilmente sconosciuto, che lascia aperta ogni ipotesi nel nostro immaginario. Non ci è voluto molto: girovagando per le stelle, tutte le informazioni su quel grumo di luci improvvisamente non mi bastano, ed ho voluto spingermi oltre. Volo fuori dai limiti della galassia, in una ipotetica rotta verso il poco noto. Giro la rotellina, la stessa Via Lattea ora non è più visibile, altre galassie sfrecciano davanti a me, da quelle parti, a dodici-mila-miliardi di anni luce dalla Terra.

Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail