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LO
ZODIACO DEL QUADRANTE DELTA
Prima parte
di Antonella Bellecca
È abbastanza curioso confrontare
i segni zodiacali degli attori che hanno interpretato Voyager con la personalità
dei personaggi. Certo, i grandissimi come Robert De Niro o Meryl Streep
possono mutare i propri personaggi in maniera camaleontica, adattandosi
magistralmente. Ma, diciamocelo, gli attori che vengono scelti per i telefilm
non sono certo a livello di Robin Williams (attore): altrimenti farebbero
la carriera cinematografica, molto più remunerativa e prestigiosa!
In effetti, e qui chiudo la parentesi, gli attori televisivi e quelli
cinematografici percorrono proprio percorsi diversi già nelle agenzie
e nei casting. Quindi gli attori per Star Trek vengono scelti perché
calzano proprio per “quel” personaggio.
Prendiamo
per esempio Kate Mulgrew: è del Toro!
Ehi, è proprio il tipo di personalità della Janeway! (Anche
quello del direttore di questa rivista)
La donna Toro è forte e volitiva, ottiene sempre quello che vuole,
ha una forte sensualità (che i produttori hanno cercato di camuffare
arrotolandole i capelli) e un caratterino col quale è meglio non
scontrarsi. La donna Toro “è tanto sicura del fatto suo
da non scomporsi di fronte agli attacchi di chi pretende di sindacare
le sue scelte. La sua guida spirituale è un istinto di conservazione
che contempla prima di tutto l’autoconservazione”. Sembra
tratto dalla “bibbia” di Voyager! Inoltre ha un grande spirito
di sacrificio ed è molto materna.
Adattissimo
per lei lo Scorpione Robert Beltran: un uomo con un sottofondo
di oscurità impenetrabile, proprio come Chakotay, che circonda
il capitano come le onde di uno stagno, che ipnotizzano e tirano giù,
per poi mostrare la forza devastante del suo pungiglione (ehi, niente
doppi sensi!) proprio nel momento di maggior debolezza (il riferimento
è a “Scorpion”: chi è il vero Scorpione, Sette
o Chakotay?).
Ma in quanto a Scorpioni in questa serie non scherziamo, lo sono anche
Robert Picardo e Robert Duncan McNeill: ben tre attori su dieci! E tutti
e tre si chiamano Robert, sembra fatto apposta.
Tom
ha senza dubbio una personalità “complessa, animata da
imperiose passioni, estrosa e individualista”. Il MOE si può
dire che “non esteriorizza le sue emozioni, però poi
le scarica violentemente, dopo averle a lungo covate”; ed è
anche molto suscettibile! Tutti e tre hanno “una forza d’animo
eccezionale che li aiuta a superare qualsiasi prova nella vita, una visione
intelligente e anticonvenzionale delle cose, ambizione e grande senso
di responsabilità nei confronti degli altri”. Peccato
che tali caratteristiche non siano poi state sufficientemente esplorate
in Chakotay e in Tom; di entrambi si può dire che sanno “rinnovarsi,
modificare il proprio stile di vita o ripartire da zero con grinta”.
Il
MOE “dà il meglio di sé nei momenti critici che
richiedono nervi saldi e un freddo realismo… sa essere anche estremamente
controllato e rigoroso quando le situazioni lo richiedono”.
Infine, Chakotay ha dimostrato di saper “ricorrere a mezzi poco
ortodossi, nella machiavellica convinzione che il fine giustifica i mezzi”.
Un
po’ meno corrispondente il segno di Roxann Dawson, Vergine,
con B’Elanna Torres.
La Vergine infatti è un segno assolutamente mite, anche se non
è affatto tenera e anzi sa scavare la roccia per arrivare là
dove vuole, anche se la roccia è un altro essere umano (o alieno).
Non è propriamente il modo irruente di fare dei klingon; ma dopotutto
B’Elanna lo è solo a metà, e pensandoci bene, a parte
gli episodi in cui deve ringhiare per copione, chi potrebbe seriamente
considerare quella figuretta sempre apprensiva e un po’ smarrita
alla stregua delle sorelle Duras? B’Elanna è proprio il tipo
che cerca “di tenere sotto controllo ogni situazione”;
non riesce a “rilassare la mente e tacitarne i giudizi troppo
severi, per lasciarsi invece andare più serenamente alle proprie
emozioni”. I cambiamenti la destabilizzano e risvegliano le
sue insicurezze. Probabilmente questo personaggio era stato immaginato
più grintoso e violento, basta pensare al secondo episodio, “Parallax”,
in cui manda in infermeria il suo collega. Ma col tempo il temperamento
dell’attrice ha preso il sopravvento.
L’altra
Vergine del cast è Jennifer Lien,
e questa volta la corrispondenza è azzeccatissima: mite, anche
troppo, mai soddisfatta, estremamente decisa a raggiungere i propri obiettivi.
In effetti la personalità di Kes nella prima stagione era molto
più volitiva e matura rispetto a quella della seconda. Aver voluto
ridurre Kes a una bimbetta ingenua (ma ingenua de che? ma l’avete
visto l’uomo con cui si accompagna? e le occhiatine a Paris?) secondo
me ha impoverito il personaggio fino a renderlo inutilizzabile. Anche
l’attività di infermiera è azzeccata perché
la Vergine ha “una vocazione assistenziale preziosissima”.
Kes è efficiente, laboriosa e scrupolosa: “di lei colpisce
la serietà, lo spirito d’osservazione, la limpida razionalità
dei giudizi… ama occuparsi di tutto e rendersi utile, capace di
dimenticare se stessa per soddisfare le richieste altrui e compiere piccoli
servizi per gli amici, dispensare le sue cure sollecite alle persone che
ama”. E sia Kes che B’Elanna mi sembrano “fondamentalmente
timide e poco intraprendenti”. Mentre per Kes si può
dire che provi un’attrazione “di tipo mentale”
(che spiega la sua relazione con Neelix!), il lato femminile di B’Elanna
è potuto emergere grazie a “un uomo esuberante e caldo”,
ruolo svolto egregiamente da Paris.
Un’altra
ottima corrispondenza secondo me riguarda Garrett Wang,
del Sagittario. Come negare che Harry
sia una persona ottimista, socievole, sempre entusiasta, che si fa pochi
problemi esistenziali? “Rispettoso dell’ordine costituito,
senza diventare intransigente”? (Anch’io sono del Sagittario,
eh eh). “Hanno un’incrollabile fiducia in se stessi e
nel prossimo, perché non concepiscono slealtà o malafede
e anche se spesso il loro calore li espone a cocenti delusioni, riprendono
velocemente la loro visione positiva e lineare della realtà…
la sua grande lealtà gli impone di agire sempre in modo limpido
e corretto… È tuttavia molto aperto nei suoi rapporti, avvicina
il prossimo con grande calore e semplicità di modi”.
Il povero Harry però era predestinato a restare da solo: tra i
personaggi principali non c’è nessuno che possa andare bene
per lui, a parte forse il capitano che però è fuori età
(e fuori grado).
Hanno tredici anni di differenza, una cosa troppo trasgressiva persino
per Star Trek. E le altre, due Vergini e una Pesci, feeling nessuno. Tra
l’altro Wang è l’unico segno di Fuoco del cast.
Anche Ethan Phillips, dell’Acquario,
ha portato nel personaggio quella leggerezza mista a serietà e
impegno sociale che caratterizzano Neelix. Anzi, ho sempre ritenuto che
Neelix non sia stato sufficientemente sfruttato e che il ruolo di momento
comico della serie lo abbia sminuito; poteva dare molto di più.
Neelix
è dinamico ed estroso, mentre non sono state messe in risalto le
capacità di mutevolezza dell’attore, che solo occasionalmente
è stato utilizzato in chiave drammatica. Altra caratteristica è
l’insofferenza verso le regole e il grigiore della routine, ed è
innegabile che Neelix, a partire dagli stravaganti costumi, sia proprio
un outsider. È un amico prezioso, altruista e aperto, con una visione
ottimistica del mondo e del futuro: “un uomo pieno di interessi,
curioso di tutto e mai disposto a mettere un freno alla sua originalità
di idee. Non si adegua certo ai modelli che la società gli presenta
e segue le proprie personalissime ispirazioni in tutto ciò che
fa. E più creativo che efficiente e rifugge da qualsiasi aggressività…
Il suo difetto è l’irriducibile ostinazione quando ha una
teoria da dimostrare o un progetto da portare avanti”. Insomma
Neelix sputato.
Un
vero Cancro è Tim Russ: un cataplasma vivente.
Uno di quelli che se ti vedono sorridente devono dirti qualcosa di triste.
Uno che sottolinea sempre il lato negativo e sbagliato di ogni cosa. Forse
dev’essere una caratteristica dell’ufficiale tattico, in effetti
sono così anche Worf e Reed. È un introverso sempre sulla
difensiva, enigmatico. “Apparentemente flemmatici e poco inclini
a manifestare le loro emozioni, non permettono facilmente intrusioni nella
loro privatissima sfera personale e tendono a frenare le loro reazioni
più spontanee”. Capperi! È però sensibile
e di animo delicato, e per questo può essere facilmente ferito
e si munisce di validi punti fermi, soprattutto familiari. Resta sempre
legato alle proprie radici. “È un uomo conservatore,
fondamentalmente tranquillo, amante della casa e della famiglia, piuttosto
diffidente ad allargare la sua cerchia di conoscenze o il suo campo di
esperienze”. Soddisfa la sua ambizione puntando “sul
senso di responsabilità, sul rispetto per gli altri e sulla sua
incredibile resistenza nell’applicarsi al lavoro… è
un uomo su cui si può sempre fare affidamento”.
Rimane
la Pesciolina Jeri Ryan; anche Sette è ambivalente,
dolcissima, capricciosa. Ma per niente romantica, questo bisogna ammetterlo:
c’è qui il piccolo problema, come con Tuvok, che Sette è
un personaggio cresciuto in un collettivo borg, in definitiva senza emozioni
e senza individualità.. È difficile definire i Pesci essendo,
appunto, sguscianti. “Quello che li caratterizza comunque è
l’estrema plasticità che li porta ad assorbire tutte le influenze
esterne e a vivere quasi in simbiosi con il loro ambiente… Hanno
una natura sensuale che apprezza il piacere”. La donna Pesci
“si presenta dolcissima, fragile, indifesa e viene spontaneo
offrirle appoggio e protezione o risolvere per lei quei piccoli problemi
concreti in cui spesso si smarrisce. Le sue ansie, le sue irrazionali
paure, le complicatissime trame della sua sensibilità a fior di
pelle sembrano fatte apposta per intralciarle il cammino”:
anche qui mi pare che ritroviamo abbastanza la personalità di Sette.
Diciamo che il suo partner ideale sarebbe stato Paris/Duncan McNeill (Duncan
fa parte del cognome? Credo di sì); uno Scorpione resta sempre
ammaliato dagli atteggiamenti misteriosi di una Pesci, e tra i due attori
ci sono solo tre anni di differenza. Invece Chakotay, pur avendo anche
lui una tipica personalità da Scorpione, non ce lo vedo proprio
con Sette, forse perché ha quattordici anni più di lei o
forse perché è ben più tenebroso di Paris (be’,
dopotutto mica tutti quelli dello stesso segno sono fatti con lo stampino).
Al mese prossimo per la seconda parte!
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