WARP MAIL
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli

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Vorrei farvi presente, qualora ancora non ve ne foste accorti, che i vostri articoli, a parte sembrare ormai da tempo scritti da alunni di scuola media, sono di una noia mortale. E' chiaro, lampante, cristallino, che su ST ormai non c'è più niente di niente da dire, ecco spiegato forse la causa della noia profonda che si prova leggendo la vostra rivista. Per non parlare degli articoli in cui si racconta per la milionesima volta ho incontrato quello, ho visto quell'altro, sono andato qui e lì e mi sono divertito un mondo. Per quanto riguarda gli scarsissimi scampoli dell'altra fantascienza, occorrebbe saperne prima di parlarne, cosa che non accade molto di frequente. Avete pensato questo punto, più che di continuare questo strazio mensile, di chiudere i battenti, e dedicare le nostre energie e risorse, ancora notevoli credo, a qualcosa di più innovativo e costruttivo? Che ne so, un portale di sci-fi, un'associazione, una manifestazione, un libro, un'inchiesta... Così, solo per darvi un'idea. Aggiungo, a commento di quel redattore che mette a confornto Donnie Darko, dico Donnie Darko, con quell'episodio di Voyager di cui non me la sento nemmeno di ricordare il titolo (?????????): ma che si era mangiato a colazione?
Con affetto,

Pierpaolo.

Caro Pierpaolo,
è vero, su Star Trek è difficile trovare qualcosa di nuovo da dire ogni mese, e la gente che dedica il proprio impegno a questa rivista da otto anni avrebbe anche diritto ad averne le scatole piene di parlarne, come lei ha le scatole piene di leggerci; nei paragrafi che seguono esporrò, cercando di essere sintetica, perchè si continua a scrivere su questa rivista, senza dimenticare alcuni ringraziamenti.
Bisogna essere molto abili nel formulare i ringraziamenti, perchè da essi si può intravedere quanta classe possieda lo studioso. Può anche accadere che un ricercatore (anche amatoriale), come tanti che scrivono fra queste pagine, scopra che alla fine non deve ringraziare nessuno. Questo non ha ovviamente importanza, cerchi di inventare qualcuno a cui è debitore.
Il ringraziamento più dovuto sicuramente va alla genialità di Gene Roddenberry, che ha creato Star Trek, una saga che, sebbene ultimamente sia traballante, riunisce nel mondo il fandom più agguerrito e nutrito, e che ha fatto sognare intere generazioni.
Grazie alla redazione tutta dello Star Trek Italia Magazine, e ai loro preziosissimi interventi nella nostra Mailing List, determinanti a continuare questa avvenntura che ci lega da molti anni e che spero continui con sempre rinnovato entusiasmo.
Per quanto mi riguarda, nello stendere gli articoli mi sono stati preziosi i lunghi anni di dimestichezza con Internet, che mi hanno anche familiarizzato con l'uso degli strumenti per la navigazione, con l'uso dei motori di ricerca, con i programmi di videoscrittura e di elaborazione fotografica, con tutte le testate specifiche del settore fantascientifico e non, con l'uso della mail e dei programmi per la comunicazione con altri utenti.
Mai avrei potuto portare a termine gli articoli senza l'aiuto della collaborazione della signora Lira, a cui si deve il fatto che il mio piccolo studio, spesso da me ridotto a una fumeria d'oppio e il cui disordine rivaleggia con un bazar arabo, torni un paio di volte alla settimana in condizioni accettabili per mantenere la vita.
Un ringraziamento particolare alle linee telefoniche mobili, che, introducendo il numero visibile sul telefono portatile, han fatto in modo che mi fossero ridotti i motivi di disturbo che avrebbero potuto condurmi lontano dal completamento dell'articolo.
Un sentito grazie a mio padre, che (ancora per poco) sopporta le mie lunghe assenze dovute solo in parte al lavoro, ma che mi vedono per molte ore davanti al computer domestico; un grazie anche per avere sopportato i malumori, gli scatti di intemperanza dovuti al fatto di non riuscire a trovare i giusti spunti di stesura, e i consigli paterni e professionali in merito a problemi meccanici ed elettrici. La costanza con la quale mi ha somministrato caffeina in dosi appropriate ha contribuito al fatto che queste pagine siano un prodotto leggibile.
Un grazie congiunto ai miei genitori, che han pagato i miei studi classici fino alla maturità, ai docenti universitari che han sopportato le mie discussioni accademiche, al Professor Danieli, docente del corso di lettura veloce, che mi ha dato la spinta ad acquistare, leggere e di conseguenza possedere una biblioteca tentacolare che occupa i 3/5 della mia abitazione.
Gli amici sono stati determinanti, fornendo spunti di riflessione, ma soprattutto criticando spietatamente le mie passioni, cosa che mi ha portato a resistere tenacemente nella scrittura di cose risorie e risibili, per sostenere arditamente i miei punti di vista in merito a molte questioni.
La pubblicazione degli articoli si deve indubbiamente a Vittorio Brambillasca, che ci fornisce gratuitamente l'hosting di questo sito, e allo spirito di sacrificio della nostra webmistress, Anna Manfredini, che spesso sacrifica parte del suo prezioso tempo lavorativo e di riposo alla messa on line di questa rivista. Se i miei modesti contributi e quelli degli altri redattori riescono a raggiungere i lettori, lo si deve a lei.
Non avrei potuto correggere in tempo le bozze, stendere i miei articoli, cercare materiale iconografico con il quale completare il mio lavoro e quello dei redattori, senza la costante insistenza di Riccardo Palazzani, che con il suo lugubre pessimismo, oltre a riportare tutta la redazione coi piedi per terra, scandisce le giornate che ci separano dalla messa on line.
La stesura dei miei articoli è stata (a volte) favorita dal computer con processore Intel®. Un vago cenno di gratitudine va anche alla Microsoft® e al suo programma Word for Windows®.
Ma soprattutto, grazie a lei per l'affetto che ci dimostra e il masochismo con il quale sopporta l'uscita di questa webzine ogni mese.
(Grazie anche a Umberto Eco)



Leggo ogni mese con molto interesse il vostro magazine. Trovo sia una rivista completa. All'interno ci sono articoli per tutti i gusti, dalla recensione all'approfondimento, dall'articolo più serio a quello più leggero e tutto in stile TREK, usando cioè, la fantasia e la fantascienza per trattare argomenti attuali.
Lo dimostra, tanto per fare un esempio, la mail di Federico su STIM 01/2006 che solleva, a mio avviso, un argomento interessante e attualissimo: la religione.
Sembra che in STAR TREK gli umani sino atei e che in qualche modo la religione, almeno come la vediamo oggi noi, sia superata.
Io ho la mia teoria a riguardo: L'uomo è un essere limitato che si pone delle domande. Chi siamo? Perchè siamo qua? Cosa c'è la fuori? Chi ci ha creati? Cosa c'era prima di noi e cosa ci sarà poi?
Quando non ci sono risposte razionali a domande come queste, l'essere umano si crea delle soluzioni non razionali, non verificabili, come la religione. Qualsiasi culto, se ci fate caso, ha sempre una risposta per tutti i nostri dubbi. Quindi la religione è un bisogno dell'uomo, una "invenzione" necessaria a dare delle risposte che in altri modi, l'uomo non sa dare.
In STAR TREK la scienza ha un ruolo importante e ha saputo dare le risposte che oggi ancora noi non abbiamo, rendendo la religione inutile. In TNG Picard e Co. hanno scoperto, ad esempio, da dove veniamo e chi ci ha creati….
Nell'epoca di STAR TREK solo le specie meno evolute hanno ancora bisogno della religione (fatta eccezione per i Klingon che, da guerrieri, preferiscono usare la scienza per lo studio e la realizzazione di armi che per scopi esplorativi o di apprendimento).
Io credo che questa possa essere una spiegazione, forse una delle tante….?
Andate avanti così che siete ROCK!
Ciao

Alessandro


Caro Alessandro,
Non credo che in ST non esista la religione, anzi, su molti mondi si mischia radicalmente all'etica e alle politiche che vengono applicate alle popolazioni. Basta prendere per esempio Bajor, su cui il "Capo di Stato" è una religiosa, la quale (in questo caso molte volte troppo pretestuosamente) attribuisce al volere dei Profeti una decisione politica.
Come ho già detto il mese precedente, il dilemma credo sia stato di non attribuire un dogma religioso unico a tutto l'universo, ma di confidare che, in qualsiasi punto di esso si sia potuta sviluppare una civiltà, essa possa essere regolata da norme etiche che giungono tutte alle stesse conclusioni, cioè non rubare, non uccidere, e se riesci cerca di fare del bene.
Ovviamente è solo un'ipotesi, ma mi sembra la più logica da applicarsi; sicuramente la scienza ha progredito ed ha aiutato l'uomo a vivere meglio, nel futuro descritto da Star Trek, ma allo stesso modo non è diventata base regolatrice e soprattutto non ne è stata fatta un'icona religiosa.


Salve,
scrivo in merito all'articolo del signor Bistoletti
Sebbene io sia una fan di Firefly concordo con il suo giudizio, anche se vorrei precisare alcune cose. Una cosa che, senza ombra di dubbio ha molto rovinato il film è stata la traduzione del copione, fatta proprio con i "piedi", di cui molte battute ne hanno risentito negativamente.
(Come non inorridire quando senti chiamare la Serenity "navicella"?!)
Un'altra enorme pecca è il doppiaggio completamente sbagliato, io che ho potuto sentire le voci degli attori ne sono rimasta molto delusa.
Infine mi trovo d'accordo col signor Bistoletti, il film sarebbe stato adatto come puntata della serie, più adatto a divenire un lungometraggio era l'episodio pilota, che si intitola "Serenity" della durata di due ore. Presto Firefly sarà in onda su Jimmy, consiglio di vederlo perchè è un telefilm che merita.
Saluti E.
P.S. Complimenti per la rivista. :)

Concordo in tutto e per tutto!


Ho letto l'articolo ANCORA UNA VOLTA... DONNIE DARKO su Star Trek Italia Magazine e ho cercato un modo per mettermi in contatto con (Lei? Te?).. beh ad essere sinceri non e' nemmeno la prima volta che scrivo, gia' lo feci una volta :) l'unico modo che ho trovato e' stato questo e spero di non aver abusato della sfera privata...
Ma vengo al dunque.. :) In fondo all'articolo e' citato Einstein ed un suo presunto ateismo... mi dispiace contraddire quest'affermazione, ma Einstein era -per quanto ne sappia io- un uomo fortemente di fede... forse non una fede comune (era comunque ebreo di nascita e percio' esiliato dal territorio tedesco ai tempi del nazismo) ma pur sempre un credente..una frase rimasta celebre di Einstein e' "voglio solo scoprire il pensiero di Dio", intendendo scoprire le leggi della natura che, nella fede di Einstein, Dio avrebbe "donato" all'universo nella creazione dello stesso.
Quella stessa fede, poi, gli fece fare quello che poi ammise essere "il piu' grande errore mai fatto", cioe' l'introduzione di una costante universale, perche' non credeva all'universo in espansione che derivava dalle leggi che egli stesso aveva scoperto: credeva in un universo infinito ed immutabile dalla creazione di Dio fino all'eternita'...
Per quanto ne sappia io, le teorie di Einstein non ammettono un "ricircolo" del tempo, ma solo una contrazione dello stesso cosi' come per le tre dimensioni dello spazio.. ma non sono un fisico e quindi meglio che chieda a qualcuno di piu' specializzato :):)
Per il resto, mi e' piaciuto molto l'articolo e mi ha fatto rivivere quella (bella) puntata che gia' era stata catalogata in qualche recesso della memoria... :)
Ah... a proposito di memoria.. Buon Anno nuovo! :D

Oscar Martignani

Einstein non fu esiliato, si rifugiò in America nel 1933, ai tempi delle persecuzioni contro gli ebrei.
Riporto qui sotto alcuni pensieri di Albert Einstein, ognuno ne puà trarre le considerazioni che preferisce:
La più bella sensazione è il lato rnisterioso della vita.
E' il sentimento profondo che si trova sempre nella culla dell'arte e della scienza pura.
Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per cosi dire morto; i suoi occhi sono spenti.
L'impressione del misterioso, sia pure misto a timore, ha suscitato, tra l'altro, la religione.
Sapere che esiste qualcosa di impenetrabile, conoscere le manifestazioni dell'intelletto più profondo e della bellezza più luminosa, che sono accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più primitive, questa conoscenza e questo sentimento, ecco la vera devozione: in questo senso, e soltanto in questo senso, io sono fra gli uomini più profondamente religiosi.
Non posso immaginarmi un Dio che ricompensa e che punisce l'oggetto della sua creazione, un Dio che soprattutto esercita la sua volontà nello stesso modo con cui l'esercitiamo su noi stessi.
Non voglio e non possono figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicolo, si nutrono di simili idee.
Mi basta sentire il mistero dell'eternità della vita, avere la coscienza e l'intuizione di ciò che è, lottare attivamente per afferrare una particella, anche piccolissima, dell'intelligenza che si manifesta nella natura.
Difficilmente troverete uno spirito profondo nell' indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità.
Ma questa religiosità si distingue da quella dell'uomo semplice: per quest'ultimo Dio è un essere da cui spera protezione e di cui teme il castigo, un essere col quale corrono, in una certa misura, relazioni personali per quanto rispettose esse siano: e un sentimento elevato della stessa natura dei rapporti fra figlio e padre.
Al contrario, il sapiente e compenetrato dal senso della causalità per tutto ciò che avviene.
Per lui l'avvenire non comporta una minore decisione e un minore impegno del passato; la morale non ha nulla di divino, e una questione puramente umana.
La sua religiosità consiste nell'ammirazione estasiata delle leggi della natura; gli si rivela una mente cosi superiore che tutta l'intelligenza messa dagli uomini nei loro pensieri non è al cospetto di essa che un riflesso assolutamente nullo.
Questo sentimento è il leit-motiv della vita e degli sforzi dello scienziato nella misura in cui può affrancarsi dalla tirannia dei suoi egoistici desideri.
Indubbiamente questo sentimento è parente assai prossimo di quello che hanno provato le menti creatrici religiose di tutti i tempi.
Tutto ciò che è fatto è immaginato dagli uomini serve a soddisfare i loro bisogni e a placare i loro dolori. Bisogna sempre tener presente allo spirito questa verità se si vogliono comprendere i movimenti intellettuali e il loro sviluppo perché i sentimenti e le aspirazioni sono i motori di ogni sforzo e di ogni creazione umana, per quanto sublime possa apparire questa creazione.
Quali sono dunque i bisogni e i sentimenti che hanno portato l'uomo all'idea e alla fede, nel significato più esteso di queste parole?
Se riflettiamo a questa domanda vediamo subito che all'origine del pensiero e della vita religiosa si trovano i sentimenti più diversi.
Nell'uomo primitivo e in primo luogo la paura che suscita l'idea religiosa; paura della fame, delle bestie feroci, delle malattie, della morte.
Siccome, in questo stato inferiore, le idee sulle relazioni causali sono di regola assai limitate, lo spirito umano immagina esseri più o meno analoghi a noi dalla cui volontà e dalla cui azione dipendono gli eventi avversi e temibili e crede di poter disporre favorevolmente di questi esseri con azioni e offerte, le quali, secondo la fede tramandata di tempo in tempo, devono placarli e renderli benigni.
E in questo senso io chiamo questa religione la religione del terrore; la quale, se non creata, è stata almeno rafforzata e resa stabile dal formarsi di una casta sacerdotale particolare che si dice intermediaria fra questi esseri temuti e il popolo e fonda su questo privilegio la sua posizione dominante.
Spesso il re o il capo dello stato, che trae la sua autorità da altri fattori, o anche da una classe privilegiata, unisce alla sua sovranità le funzioni sacerdotali per dare maggior fermezza al regime esistente; oppure si determina una comunanza d'interessi fra la casta che detiene il potere politico e la casta sacerdotale.
C'e un'altra origine dell'organizzazione religiosa: i sentimenti sociali.
Il padre e la madre capi delle grandi comunità umane, sono mortali e fallibili.
L'aspirazione ardente all'amore, al sostegno, alla guida, genera l'idea divina sociale e morale.
E' il Dio-Provvidenza che protegge, fa agire, ricompensa e punisce.
E' quel Dio che, secondo l'orizzonte dell'uomo, ama e incoraggia la vita della tribù, l'umanità e la vita stessa; quel Dio consolatore nelle sciagure e nelle speranze deluse, protettore delle anime dei trapassati.
Tale è l'idea di Dio considerata sotto l'aspetto morale e sociale.
Nelle Sacre Scritture del popolo ebreo si può seguire bene l'evoluzione della religione del terrore in religione morale che poi continua nel Nuovo Testamento.
Le religioni di tutti i popoli civili, e in particolare anche dei popoli orientali, sono essenzialmente religioni morali.
Il passaggio dalla religione-terrore alla religione morale costituisce un progresso importante nella vita dei popoli.
Bisogna guardarsi dal pregiudizio che consiste nel credere che le religioni delle razze primitive sono unicamente religioni-terrore e quelle dei popoli civili unicamente religioni morali.
Ogni religione è in fondo un miscuglio dell'una e dell'altra con una percentuale maggiore tuttavia di religione morale nei gradi più elevati della vita sociale.
[Omissis]
D'altra parte io sostengo che la religione cosmica è l'impulso più potente e più nobile alla ricerca scientifica.
Solo colui che può valutare gli sforzi e soprattutto i sacrifici immani per arrivare a quelle scoperte scientifiche che schiudono nuove vie, è in grado di rendersi conto della forza del sentimento che solo può suscitare un'opera tale, libera da ogni vincolo con la via pratica immediata.
Quale gioia profonda a cospetto dell'edificio del mondo e quale ardente desiderio di conoscere sia pure limitato a qualche debole raggio dello splendore rivelato dall'ordine mirabile dell'universo dovevano possedere Kepler e Newton per aver potuto, in un solitario lavoro di lunghi anni svelare il meccanismo celeste.
Colui che non conosce la ricerca scientifica che attraverso i suoi effetti pratici, non può assolutamente formarsi un'opinione adeguata sullo stato d'animo di questi uomini i quali, circondati da contemporanei scettici, aprirono la via a quanti compresi delle loro idee, si sparsero poi di secolo in secolo attraverso tutti i paesi del mondo.
Soltanto colui che ha consacrato la propria vita a propositi analoghi può formarsi una immagine viva di ciò che ha animato questi uomini e di ciò che ha dato loro la forza di restare fedeli al loro obiettivo nonostante gli insuccessi innumerevoli.
E' la religiosità cosmica che prodiga simili forze.
Non e senza ragione che un autore contemporaneo ha detto che nella nostra epoca, votata in generale al materialismo, gli scienziati sono i soli uomini profondamente religiosi.
(Da "Come io vedo il mondo")


Carissima Dr.ssa,
ancora una volta mi congratulo con tutta la redazione per la sempre elevata qualità degli articoli nonostante la mancanza (oramai cronica?) di notizie dal fronte trek visto lo stato di abbandono in cui versa il franchise soprattutto dopo l'ormai arcinota acquisizione della Viacom sotto CBS. Beh credo che per un pò di tempo potremo discorrere di fantascienza ma non certo di Star Trek (come news intendo) !!!!!
Però io vorrei, diciamo così, rinfocolare una mia piccola polemica !!! Ti ricordi delle mie parole su Brannon Braga ??? Che sulle sue capacità solo i posteri avrebbero potuto emettere una sentenza definitiva ??? Beh i dirigenti della NBC ci hanno messo molto meno a decretare che il "nostro" Brannon non meritava un'altra chance.
Il suo nuovo programma "Treshold" è stato sospeso dopo 6/7 puntate per scarsa audience...
Il tutto mentre Time Magazine (non il Corrierino di Forlimpopoli) ha definito "Galactica" il miglior telefilm della tv americana nell'anno di grazia 2005 !!! Precisiamo: non il miglior telefilm di fantascienza, ma proprio il migliore considerando tutti i generi !!! E' chi è lo sceneggiatore nonchè produttore della serie ??? Il nostro amico Ronald Moore !!!!
Insomma la classe non è acqua !!!
Ma tornando a noi, carissima Dr.ssa, vorrei chiederti qualche informazione, visto che tu e la tua redazione siete sempre informatissimi sulla fantascienza in genere, a proposito di "Farscape" e di "Firefly" (confermo come ha riferito Matteo nel suo articolo che il film Serenity è stato trattato molto male !!! A Piacenza veniva proiettato in un solo cinema, solo alla domenica e solo alle ore 24.15 !!!!!); è possibile reperire i dvd relativi a questi 2 telefilm in qualcuna delle grandi rete distributive o magari riuscire a trovarli su qualche sito ???
Grazie di esistere ragazzi e continuate sempre così !!!!
Lunga vita e prosperità !!!!

Ubaldo "Maquis"

Caro Ubaldo,
per Farscape so dirti che partirà il 13 febbraio 2006 su Canal Jimmy la programmazione dei telefilm doppiati in italiano, mentre il primo cofanetto dei DVD (che contiene i primi 11 episodi) sarà a disposizione per la vendita a partire dal 22 febbraio 2006. Ti rimando al sito www.farscape.it per ulteriori informazioni in merito, con la speranza che tu ti appassioni a questa serie e che tu decida di iscriverti al club, di cui sono cofondatrice.
Il 22 febbraio 2006 uscirà in Italia anche il DVD del film "Serenity", ma per quanto riguarda gli episodi sembra che ancora non sia stato deciso se farli uscire in versione italiana o meno. Nel frattempo, partiranno sempre su Canal Jimmy le trasmissioni della serie, il 17 febbraio 2006.
Buona Visione!


Live long and prosper, se potete...

Rossella"DrBev" Marchiselli

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