L'ULTIMA PORTA DEL CIELO
Dean Koontz
Sperling & Kupfer Editori
di
Paolo "Exidor" Longarini


Le cose sono due: o lo avete letto o non lo avete letto.
Fatto. Finito. Decisivo.
Non ci sono vi intermedie, come quando da ragazzini dicevate di essere stati con la Besozzi visto che era stata con tutti, pensavate che nessuno si sarebbe accorto della bugia. Due giorni dopo aver solo ventilato l’idea di vantarvi della conquista mai avvenuta, eravate già bollati non solo come verginelli ma anche come cazzari.
Avete preso in mano le sacre pagine di questo libro o non lo avete fatto, vi siete immersi nella lettura o non lo avete fatto. Nessuna altra alternativa.
Non mentite. Si vede. Si riconosce.
Se non lo avete letto siete persone che ancora guardano al domani con occhi pieni di speranza, ebbri della vostra voglia di vita e certi che, prima o poi, quella maiala disperata della Besozzi si renda conto dell’errore fatto e bussi anche alla vostra porta. Siete tutto questo e soprattutto avete nelle vostre tasche i venti euro che a me, ahime, adesso mancano.
Se, come nel mio caso, lo avete letto state affrontando la vita in maniera diversa, vi sentite pronti a qualsiasi cosa, ad affrontare ogni ostacolo e superarlo, nemmeno fosse un tomo di scientology. Nell’eventuale caso voi siate degli scrittori in erba stufi di ricevere lettere di rifuto di Snoopiana memoria (“Caro collaboratore, le rimandiamo il suo stupido racconto. Stupida trama, stupido titolo, stupida l’impaginazione, anche il postino che ce l’ha consegnato è uno stupido”), dopo la lettura di questo tomo, avrete ripreso coraggio per riaffrontare le fatiche che la speranza di svoltare scrivendo richiede. Stiamo parlando di Dean Koontz, mica Faletti o Giancrispino Sforza, uno che da anni si gioca la palma di re del thriller soprannaturale con Stephen King, che vende vagonate, container di libri, di uno che, da solo, fattura come una repubblica baltica.

Stiamo parlando di uno capace di scrivere il libro DEFINITIVO.

I nomi dei personaggi sono completamente inutili, l’ambientazione della storia è superflua, non esistono sottotrame degne di questo nome. Tutto, ne “L’ultima porta del cielo”, è tenuto insieme da un idea, una trama ed uno svolgimento talmente idiota, talmente inconsistente, banale e figlia de “scrivo quello che, da sondaggio, volete che scriva”, parafrasando Luttazzi, è come se nella terza di copertina ci fosse l’avvertenza “questo libro è scritto in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali”. Questa è la sua forza.

Dunque: una donna che ha appena subito un forte trauma, che chiameremo Gnocca Potenziale, ha deciso di trascorrere un periodo di riflessione variabile da due giorni a due ere geologiche dalla vecchia zia\nonna\madre che vive in una roulotte (classica strana vecchietta simpatica che si permette di filosofeggiare sulla calma visto che da ragazzetta ne ha combinate tante che neanche tutte le groupies dei Rolling Stones) e, non avendo nulla da fare, si mette a discutere dei fatti suoi e dei massimi sistemi del mondo con una bambina, vicina di roulotte.
Questa bambina, che chiameremo Stereotipo Assoluto, è intelligentissima, dolce, comprensiva, buona come il pane ed ha una madre drogata ed alcolizzata che la trascura saltando da un uomo all’altro, l’ultimo dei quali è, oltretutto, un pazzo convinto che gli invalidi debbano essere soppressi.
Indovinate un po'? La bambina ha una gamba offesa.
Il giorno dopo una conversazione tra la Gnocca Potenziale e lo Stereotipo Assoluto in cui quest’utlima ha espresso idee e concetti con la maturità di un nobel e la chiarezza di un venditore di tappeti televisivo, l’allegra famigliola sparisce.
Naturalmente la Gnocca Potenziale ha un risveglio improvviso e straripante dell’istinto materno e parte all’inseguimento, il quale verrà complicato da nell’ordine (più vero del vero): da alieni cattivissimi che devono distruggere/uccidere/vaporizzare il portatore della luce celeste, colui/colei che potrebbe salvare l’umanità rivelandogli il segreto dell’armonia universale (sic), alieni buoni ma incapaci, i federali (avete mai visto o letto qualcosa di fantascienza con un alieno in fuga senza avere i federali alle calcagna?), il patrigno della ragazzina e varie ed eventuali.
Naturalmente, come sempre in questi casi, ci sono degli aiuti esterni. Vi prego iniziate a pensare a quali potrebbero essere tra le tipologie classiche dei romanzi e film di genere, non ci arriverete mai.
Ve lo dico dopo.
La Gnocca Potenziale scopre durante l’inseguimento di avere risorse che nemmeno lei sospettava di avere e bla bla bla, la bambina diventa sempre più irritante con la sua condizione di sessantenne saggia cresciuta da sbandati ma che, chissà come, ha sviluppato doti impressionanti (aveva, evidentemente, una quantità notevolissima di Crediti Formativi Karmici accumulati, non so cos’altro pensare), l’autore, naturalmente, tratteggia i cattivi come Fetenti Assoluti (il patrigno aveva, precedentemente, ucciso il fratellino dello Stereotipo Assoluto, invalido anche lui, convincendo la madre che era stato preso dagli alieni e curato), gli alieni cattivi sparano, distruggono, liquefano qualsiasi cosa al loro passaggio chiunque si permetta anche di chiedere loro che ore siano.
L’inseguimento si fa sempre più serrato ed inesorabile, in fondo sono solo degli sprovveduti in fuga, finchè non arriva il fantomatico Aiuto Esterno di cui sopra.
Due, neanche una ma due, ex ballerine di lap dance di Las Vegas cresciute fin da bambine con il culto delle armi e della difesa personale che girano l’america a bordo di un camper corazzato e pieno di armi di ogni tipo. Naturalmente vanno in giro a salvare bambini alieni come niente fosse vestite come nemmeno nel peggiore dei fumetti supereroistici americani e con un M-16 modificato col colpo in canna.
Avevamo lasciato in sospeso anche il portatore di luce ed il conseguente messaggio liberatorio.
Di solito, quando c’è una premessa di questo tipo, l’autore tende a non inventare nulla e a spiegare il meno possibile sul contenuto di questo messaggio. Insomma, per quanto possa essere assurdo o fantasioso, c’è sempre il pericolo (o certezza) che questo suoni come una inutile fesseria. Per questo mi aspettavo una soluzione nascosta o in divenire, qualcosa del tipo “…Ciccio fece quel che nessuno si aspettava e da lì le cose non sarebbero state più le stesse”, tanto, con tutto quel che avevo letto finora, nulla di scontato poteva essere troppo…scontato, appunto.
No.
Lo spiega.
Ed è fuori da ogni possibile ed umana giustificazione. Preparatevi, ne sconsiglio la lettura a deboli di cuore.

Un piccolo alieno ha la capacità di insegnare agli umani come entrare in “sintonia” con i cani. Ognuno di noi acquisirebbe la possibilità di avere un “fratello canino” e vedere il mondo con i suoi occhi, la meraviglia in ogni scoperta, la gioia assoluta quando si riceve del cibo, l’amore incondizionato. Quindi ognuno di noi si impadronirebbe del “che fico!” universale e si renderebbe conto di quanto poco ci vuole per vivere in armonia e di come è bello farlo.

Ho letto molti libri di Koontz. L’ultimo, “Il volto”, è anche molto bello.
Questo non può essere stato scritto da lui. Non voglio crederci.
Evitatelo.

Finché siete in tempo, salvatevi.
Non iniziate.

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