STAR TREK: THE NEXT GENERATION - EPISODIO IV
L'ultimo avamposto
di Davide "Questor" Galati


Quarto episodio e si inizia ancora col diario del capitano (4-0 per il momento, vince il diario del capitano).
Scopriamo così che l’Enterprise sta inseguendo un’astronave Ferengi che ha rubato un convertitore d’energia T9 da una stazione spaziale automatica. Per l’equipaggio questa missione è particolarmente importante in quanto prevede la possibilità di entrare in contatto, per la prima volta, coi Ferengi, una razza di cui si sa poco o nulla. L’idea può intrigare anche lo spettatore, una nuova razza aliena è sempre fonte di curiosità, al sottoscritto che, come voi, ha già visto tutta la serie squilla però un campanello di allarme. Infatti si saprà dopo che Picard aveva già avuto contatti coi Ferengi e questo inizio non contraddice ora quanto verrà detto dopo? Rimaniamo col dubbio che affronteremo al momento opportuno. A un certo punto, in prossimità di un pianeta, la nave dei Ferengi si arresta. L’Enterprise pensa a un guasto ai motori, Picard chiede notizie riguardo la loro tecnologia e la risposta di Data è che è “all’incirca pari alla Federazione” , una risposta non molto precisa che suscita la sorpresa del capitano. Viene inquadrata la parte posteriore della nave Ferengi, ha un bel colore marrone e un aspetto che ricorda molto alcune larve di insetti oppure il sorriso dello Stregatto di Carrolliana memoria. L’astronave si gira lentamente e la vediamo nel suo complesso. Ha un design insolito, apparentemente molto sornione, personalmente mi ricorda davvero un gatto appallottolato, forse è ispirata a qualche coleottero di cui, sapremo successivamente, i Ferengi sono particolarmente ghiotti. L’Enterprise è convinta che i Ferengi la stiano attaccando con dei disturbi elettromagnetici che indeboliscono gli scudi e impediscono qualunque manovra della nave, Picard decide di non rispondere all’azione offensiva. La nave è trascinata in avanti e l’energia è bloccata. A questo punto la tecnologia dei Ferengi sembra di gran lunga superiore a quella della Federazione, altro che “all’incirca pari”.
Il momento è drammatico. Giustamente è ora che parta la sigla.
Picard chiede un rapporto completo sullo stato delle comunicazioni (ovviamente la sigla è terminata), dei sistemi offensivi e della sala macchine. Nessuno capisce come i Ferengi abbiano potuto fare tutto ciò. Data cerca informazioni su questa razza, ma l’unica cosa che riesce a scoprire è che sono simili a commercianti yankee del XVIII e del XIX secolo, ovvero la peggior specie di capitalisti. Il tentativo dell’androide di fare una battuta non viene compreso né da Tasha né da Worf e offre l’occasione a Picard di ricordare i colori delle bandiere di alcuni stati terrestri, tra cui l’Italia (da notare che mentre in originale la sequenza dei colori della nostra bandiera era detta correttamente, nel doppiaggio è diventata bianca, rossa e verde) e naturalmente la Francia. Ancora una volta vediamo Picard fiero delle sue origini.

Intanto nessuna risposta arriva dalla sala macchine e così Geordi e Riker vi si recano di persona. Si nota subito l’assenza di un responsabile, vediamo molti tecnici che vi si aggirano, ma Geordi e Riker parlano da soli e senza consultare nessuno. La Forge si dimostra competente e dalle sue analisi si accorge che c’è uno scarto, anche se infinitesimale, tra le azioni della nave e la forza di reazione contraria emessa dai Ferengi, così studia un piano per sfruttare questa discrepanza e permettere alla nave di muoversi. Qui è evidente la disorganizzazione della produzione, in sala macchine ci dovrebbe essere un capo ingegnere, anche provvisorio, col quale La Forge avrebbe dovuto consultarsi. Inoltre abbiamo già visto il capo ingegnere della nave nell’episodio “Contaminazione”, addirittura avevamo conosciuto il suo vice. Sappiamo che, poi, capo ingegnere diventerà proprio Geordi, ma in questo momento si nota solo l’errore e anche grosso, commesso.

Riker avvisa Picard dell’idea di La Forge e Picard contatta i Ferengi ordinando loro di restituire ciò che hanno rubato. Riker cita una frase di Sun Tzu e l’Enterprise si appresta a mettere in atto il piano di La Forge che purtroppo fallisce. Interessante notare come di fronte al fallimento Picard esclami: “Merde!”. Il termine esprime bene il senso di frustrazione del capitano, ma allo stesso tempo ci pare inusuale in bocca a un uomo che sembra così raffinato e contenuto, l’uso del francese però colora l’espressione di un tono, oserei dire, più elevato. Nel frattempo i banchi di memoria della nave vengono letti dall’esterno, si pensa ancora sia colpa dei Ferengi e la cosa appare sempre più strabiliante. A questo punto il consigliere di bordo offre un suggerimento azzeccato, dimostrando di non essere lì solo per dar sfoggio di abiti inusuali. Deanna fa notare come, distratti dai Ferengi, abbiano dimenticato di analizzare il pianeta. Picard riunisce i suoi ufficiali per una riunione consultiva. Tasha e Worf vogliono attaccare i Ferengi, Deanna insiste sulla necessità di ricorrere al dialogo usando maggior attenzione, in fin dei conti non sanno quasi nulla di questa razza e forse fino ad ora non hanno detto ciò che i Ferengi volevano sentirsi dire. Gli altri non hanno altre idee, mentre Picard parla con Riker della possibilità di autodistruggere la nave se necessario.

Ultimata la riunione il capitano ricontatta i Ferengi e parla loro come se fosse pronto ad arrendersi e accettare qualunque condizione essi vogliano. Curioso questo messaggio quando poco prima si parlava di autodistruzione, inoltre visti i consigli di Deanna ci si sarebbe aspettato che Picard usasse un linguaggio più da commerciante, che proponesse un affare ai Ferengi, ma non è così. Forse mi sono distratto io o forse è saltato qualcosa in fase di sceneggiatura. Per tutta risposta la nave Ferengi si muove, Tasha e Worf ribadiscono il loro desiderio di attaccare e stavolta anche Riker è d’accordo, ma improvvisamente i Ferengi rispondono. Si sente solo l’audio, probabilmente è un’idea per aumentare l’effetto drammatico della loro entrata in scena, facciamo così la conoscenza di Daimon Taar che fa subito capire come essi siano pronti ad arrendersi. Questo cambia del tutto la prospettiva, Picard fa interrompere la comunicazione e si consulta coi suoi ufficiali: i Ferengi sono nella loro stessa situazione. Ordina quindi subito il lancio di una sonda per analizzare il pianeta e capire cosa li blocca. A questo punto riapre la comunicazione e chiede al Daimon un contatto visivo. Il Ferengi accetta e noi facciamo per la prima volta la conoscenza di questa razza. Li conosciamo per cui è inutile che mi perda in descrizioni (e per chi proprio non li conoscesse qui accanto c’è una foto), da notare invece come l’impatto sia più ridicolo/patetico che spaventoso. Sembra che nelle intenzioni originali i Ferengi dovessero essere una razza ancora più temibile dei Klingon, ma invece il risultato, da quel punto di vista, è ben misero e lo vedremo ancora di più nel prosieguo dell’episodio. Per fortuna, successivamente, sono stati utilizzati in modo diverso e hanno guadagnato una simpatia e un carisma tutto loro che li ha resi una delle specie più interessanti dell’intero universo Trek. Il Daimon afferma che sono pronti a restituire quanto hanno preso e offre inoltre la vita dei propri ufficiali in seconda per fare ammenda. Picard lo fa attendere e riunisce i suoi ufficiali in sala riunioni dove sono presenti dei bambini che Riker ha premura di allontanare.
Data intanto sta giocando con un puzzle per dita e finisce col rimanervi incastrato suscitando l’ilarità dei colleghi e uno sbotto di impazienza del capitano che lo libera. Intanto l’androide ha riferito che il pianeta è di classe M, quindi potrebbe ospitare la vita, ma non ha forme di vita, inoltre nell’antichità faceva parte dell’impero Tkon, un impero con trilioni di abitanti e probabilmente quel pianeta era un avamposto dell’impero che ormai è estinto. Arrivano i primi dati della sonda e si scopre così che a bloccarli è un campo di forza generato dal pianeta. Picard propone di collaborare coi Ferengi, ma questa sua idea non trova l’approvazione di nessuno dei suoi ufficiali. Il Daimon Ferengi è sconvolto dall’aspetto degli umani e inoltre dimostra che anche loro hanno capito come stanno le cose. Picard scoprirà come trattare con i Ferengi non sia per nulla facile, infatti essi si dimostrano aggressivi e cavillosi. La sola idea di collaborare, fidandosi a vicenda, la trovano ridicola e in questo assomigliano molto a certe figure meschine dell’umanità che ben conosciamo. Picard è impaziente, l’energia della nave è in diminuzione, propone uno scambio di informazioni e solo dopo molta fatica riesce a convincerli a un’esplorazione congiunta del pianeta. Alla fine il capitano si dimostra soddisfatto, ma Deanna è convinta che i Ferengi nascondano qualcosa, si ha qui l’impressione che la Betazoide avverta empaticamente le emozioni degli alieni, ma noi sappiamo che in realtà ciò non è possibile, quindi è più probabile che si tratti solo di un’intuizione anche se ci viene presentata nella maniera sbagliata. Riker prepara la squadra di sbarco: Data, Tasha, La Forge e Worf.

Il pianeta si presenta desolato e, lasciatemelo dire, anche un po’ ridicolo. Una bassa nebbiolina e un cielo blu cercano di dare l’idea di un paesaggio alieno, inoltre ci sono solo rocce e nessuna forma di vita, poi lampi e tuoni in continuazione. In realtà si vedono degli arbusti, probabilmente senza vita, ma se il pianeta è morto da parecchio, come ci è dato intuire, a quest’ora anche quegli arbusti dovevano essere scomparsi. Riker appare isolato, il teletrasporto non ha funzionato al meglio e ora ha perso il contatto con la squadra. Dapprima si ricongiunge a Data che si affretta a spiegare l’accaduto come una disfunzione dovuta al campo di fase generato dal campo di forza, insomma quello che, comunemente, qualunque fan di star trek chiama tecnobabble. L’androide inoltre osserva che sono presenti diversi cristalli inerti e si diverte a usare espressioni gergali umane. I due individuano La Forge che è appeso a testa in giù e viene facilmente liberato da Data. Lo stesso fenomeno che ha creato problemi col teletrasporto ha messo fuori uso anche i tricorder. A questo punto appiano tre Ferengi che attaccano l’equipaggio dell’Enterprise usando delle dolorosissime fruste a energia. I tre ufficiali cadono a terra storditi. Qualche annotazione prima di proseguire.
Vediamo qui usate per la prima e, forse, unica volta le fruste a energia da parte dei Ferengi (io ne ricordo un’altra in un pupazzetto che Quark ritrova quando va a casa). Si tratta di un’idea dalle grandi potenzialità e affascinante, ma che non è stata più ripresa, probabilmente perché l’accostamento coi Ferengi che si muovono esattamente come barbari uomini delle caverne, curvi, saltellando di qua e di là, appare ridicolo. Purtroppo qualunque tentativo di dare ai Ferengi dignità, al momento sembra fallire, questi esseri sanno solo suscitare ilarità. Intanto la scena si trasferisce sull’Enterprise dove Beverly tenta di fare tutto il possibile per contenere i danni prodotti dall’inesorabile calo di energia che limita i sistemi di supporto vitale. Sul pianeta i Ferengi depredano gli ufficiali della flotta svenuti dei loro comunicatori, che contengono dell’oro. Riker si riprende e pian piano si riprendono anche gli altri, i Ferengi sono storditi temporaneamente da un forte rumore, e ciò ci porta a supporre che le loro grandi orecchie non siano solo ornamentali. Worf e Data ne approfittano per attaccarli, ma con scarsi risultati anche se la cosa sembra poco credibile. Solo l’arrivo di Tasha con un phaser pone fine alla lotta. I Ferengi rimangono sorpresi e disgustati dal fatto di vedere che le femmine umane lavorano, portano armi e, soprattutto, vanno in giro vestite.
È evidente, a questo punto, il maschilismo dominante di questa razza, non dissimile da quello dei corrispettivi terrestri a qui sono stati paragonati, anche se qui è portato a un eccesso parossistico con l’accenno alla nudità, è chiara la visione delle donne come oggetto. Tema del femminismo che viene ripreso in un breve scambio di battute tra Beverly e Picard. La nave sembra ormai destinata a esaurire tutta la sua energia, il capitano si preoccupa di Wesley e Beverly afferma di aver pensato a sedarlo per farlo morire senza soffrire, secondo Jean Luc invece questo sarebbe sbagliato. Sul pianeta scopriamo che le strane costruzioni cristalline risucchiano l’energia dei phaser e delle fruste, Geordi capisce che essi sono in realtà dei grossi accumulatori e che, tutto intorno a loro, è pieno di energia. A questo punto sentiamo una voce d’uomo e i Ferengi si mostrano spaventati. La voce si qualifica come il guardiano dell’impero Tkon e poi si materializza nella forma di un uomo anziano, in una lunga tunica bluastra.
Riker si presenta e lo informa della fine dell’impero Tkon, ma il guardiano sospetta che lo si stia ingannando. Così continua a parlare con Data e Riker, mentre i Ferengi intervengono di continuo per mettere in cattiva luce gli umani e cercare di imbrogliare davvero il guardiano. Infatti accusano la Federazione di voler ammazzare il libero commercio, di ornarsi d’oro e di vestire le femmine, queste parole provocano uno scontro tra uno dei Ferengi e Tasha, ma Riker interviene per evitarlo e poi, insieme a Data, tenta di giustificarsi col guardiano. Quest’ultimo allora decide di sfidare il comandante, Worf è pronto a combattere, ma William lo ferma e allora il guardiano cita Sun Tzu, proprio come lo aveva citato il primo ufficiale che accetta la sfida, ma non combatte poiché è la paura il vero nemico.
E quanta saggezza c’è in ciò, se analizzassimo bene tutte le situazioni di conflitto vedremmo che spesso alla loro base sta la paura, paura di ciò che non capiamo, di ciò che non conosciamo o paura di essere soppiantati, di perdere ciò che siamo, perché poco sicuri del nostro ruolo e delle nostre capacità. Il guardiano legge nella mente di Riker, come avevamo già intuito, e comprende la verità, allora libera le astronavi e sull’Enterprise i sistemi di supporto vitale tornano ai livelli normali. Beverly si lascia scappare un moto di affetto istintivo per Picard, è uno dei tanti che costellerà queste sette stagioni e che non sfocerà mai in nulla di concreto. Prima di lasciarli andare del tutto il guardiano dice a Riker che non ha distrutto subito le navi perché ha notato che hanno collaborato. Questa spiegazione, personalmente mi lascia un po’ perplesso, dato che, da quando le navi sono state fermate a quando hanno deciso di collaborare è passato diverso tempo, ma in ogni caso è un dettaglio poco importante. I Ferengi sono stizziti, le loro reazioni sembrano quelle di bambini a cui è stato proibito di giocare o a cui è andato male un gioco. Il capitano Riker si rivela ottimista sul percorso di crescita che i Ferengi possono fare e, tutto sommato, i fatti non gli daranno proprio torto. Intanto il guardiano ha ultimato il suo compito e si disattiva. Tornata sulla nave, la squadra di ricognizione riceve gli elogi del capitano Picard e Data afferma di sentirsi su di giri, lasciandolo senza parole. I Ferengi hanno restituito il T9 e stanno per andarsene, ma Riker chiede il permesso, accordatogli, di teletrasportare, a bordo della loro nave una scatola di puzzle per dita.
In definitiva un episodio interessante, che ancora risente di alcune ingenuità e di alcune atmosfere tipiche della vecchia serie, ma che ha in sé molti spunti di interesse e crea una certa tensione e curiosità. I Ferengi sono un po’ una delusione, almeno al momento, rivederli invece conoscendo il ruolo importante che avranno nella saga trek è estremamente piacevole. L’episodio fu trasmesso in America per la prima volta il 19.10.1987 e in Italia i1 08.08.1991. La storia è di Richard Krzemien e la regia di Richard Colla.



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