GUIDA PER LA SOPRAVVIVENZA AGLI ZOMBI
Parte Prima
di
Paolo "Exidor" Longarini


INTRODUZIONE

Sei, sette anni al massimo.
Domenica mattina mi accingevo a partecipare ad una gara podistica, la classica corsa campestre a cui tutti dovevamo sottostare da ragazzini. Fino ad allora la cosa più terrorizzante che avevo visto era zia Alessandra in costume da bagno. Scendendo dal pulmino alzo gli occhi e vedo un manifesto cinematografico.
Zombi”.
Non so se lo ricordate, non era nemmeno tanto spaventoso, nemmeno una foto, solo un disegno di una mezza testa violetta, tutto qui, nulla di che.
Non riuscivo nemmeno ad immaginare di guardarlo, il solo inserire quel rettangolo viola nel campo visivo mi spaventava a morte.
Con il passare degli anni ti rendi conto che hai solo un modo per vincere le tue paure e non è accantonarle, ma affrontarle. Ho iniziato quindi a vedere dei film horror con la mano davanti agli occhi e più film vedevo, più aumentava lo spazio tra un dito e l’altro, fino a togliere del tutto la mano.
Fino a riderne.
Fino ad incazzarmi.
I film horror nascono e si basano sull’idiozia delle persone: se i protagonisti ci mettessero un po’ di cervello, arriverebbero tutti sani e tranquilli ai titoli di coda, certo, i film sarebbero terrorizzanti quanto “I ponti di Madison County”, ma arriverebbero tutti vivi.
La casa” di Sam Raimi. Dei tizi entrano in una casetta persa nei boschi, trovano un libro ed una cassetta su cui è scritto, chiaramente ed a grandi lettere, “non ascoltare o liberate un demone”. Come un sol uomo, schiacciano tutti il tasto Play.
La notte dei morti viventi” di George Romero. Per colpa di alcune radiazioni, i cadaveri tornano in vita, delle persone si barricano in casa, muoiono tutti tranne uno che riesce ad arrivare al mattino dopo ma viene ucciso da un gruppo di disinfestatori che lo scambiano per uno zombi.
Sei nero, vedi un gruppo di sudisti bianchi armati fino ai denti che avanzano, ma vuoi urlare o richiamare l’attenzione? No, bloccato in finestra come un tordo.
E come questi altri migliaia di titoli.

Da sempre ho lo sfizio di immaginare come sarebbe possibile cavarsela in quelle situazioni e, sicuramente per contrasto con la mia più grande paura infantile, i miei film preferiti sono quelli con gli zombi.
Non voglio fare discorsi tipo “tutto potrebbe succedere” o “quella che era fantascienza venti anni fa adesso è attualità” e quindi pensare che una situazione in cui i morti escono dalle tombe sia possibile… però… diciamo che mi piace essere pronto in ogni situazione.
Ho scritto questa guida avendo come riferimento, chiaramente, come documenti scientifici, solo i film girati ed i libri scritti sull’argomento “morti viventi” che, credetemi, sono davvero tanti.
Non tutti, però, sono uguali. Ogni film aggiunge un singolo pezzetto di storia, cambia delle caratteristiche di queste creature o ne modifica le potenzialità, cambiano le cause scatenanti, i tempi di contagio e le peculiarità degli infetti. In alcuni film sono lenti, in altri velocissimi, in altri ancora sono stupidi, in altri conservano ancora una rudimentale forma di intelligenza.
Ho scritto questa guida di sopravvivenza facendo una media ponderata delle caratteristiche finora espresse e mediandola attraverso il semplice ragionamento, chiaramente non posso minimamente essere certo che, in caso si verifichi davvero una invasione di questo tipo, gli zombi si comportino come qui viene descritto ma, santa peppa, se ne scrivono tante di fesserie, perché dovrei sentirmi in colpa se ne aggiungo una al mucchio?

Per quel che riguarda il comportamento che suggerisco e le possibili obiezioni morali che ne scaturiscono, parto dal presupposto che sopravvivere tanto per farlo non ha senso. Tantomeno lo ha sacrificando tutto ciò che siamo. Non vale la pena scamparla se questo ci deve far diventare dei violenti o degli assassini ma, nel caso, per quel che mi riguarda è più che ammissibile diventare un ladro d’auto o un saccheggiatore.

Inoltre mi rivolgo ad una singola persona. E non solo per comodità espressiva. Da soli, le possibilità di sopravvivere aumentano in maniera esponenziale.
Per quanto mi riguarda, sono un marito felice e padre di due bambine. Per questo, sarei il primo a non seguire i miei stessi consigli, visto che per prima cosa penserei a loro e a metterle al sicuro.
Però, e c’è sempre un però, in tutti i survival horror, chi pensa alla famiglia e non solo a se stesso è sempre quello destinato a non vedere i titoli di coda, quindi, a ricreare il mondo così come lo conosciamo, pensateci voi, semmai.
Ma chi può dirlo?

Si vada ad incominciare.

ORIGINI E CAUSE

Niente di sovrannaturale.
Senza toccare più di tanto la religione, è possibile affermare che la causa scatenante di una presa del potere da parte degli zombie non potrà mai essere per motivi mistici.
Se siete credenti potete arrivare da soli alla conclusione che una eventualità del genere potrebbe significare una cosa sola: le forze del male hanno preso il sopravvento su quelle del bene. Questo può essere solo un fatto temporaneo (anche se, solitamente, le forze mistiche hanno la spiacevole abitudine di ragionare in termini di secoli se non di ere geologiche. Personalmente ho delle vedute molto più ristrette che vanno da ora ai cento anni prossimi e, che tutto torni per il meglio nel, mettiamo, 3981 d.c., non me ne frega una straciciccia), Cristo, Nostro Signore, Shiva, Allah, Manito, Zia May o in chiunque crediate, ristabilirà prima o poi lo status quo.
La peggiore delle ipotesi vede il rappresentante (o i rappresentanti) delle forze del bene morti o impossibilitati ad accorrere in nostro aiuto.
In questo caso usate le pagine di questo libro nell’unico modo davvero utile: combustibile.
Non posso fare a meno di consigliare di non bruciare la rilegatura, nel caso abbia trovato un editore tanto ricco da permettersela, perché farebbe troppo fumo. Se i miei sogni bagnati di pubblicazione rimanessero solo, appunto, sogni, bruciate tranquillamente questo quaderno ad anelli.
Dunque, un eventuale comparsa di morti viventi a causa di forze del male dominanti, con relativa scomparsa di quelle del bene, sarebbe l’evento catastrofico finale, quindi, ogni tipo di speranza di sopravvivenza sarebbe inutile, tutto ciò in cui potremmo sperare sarebbe una morte rapida ed indolore o sparire portandosene dietro quanti più possibile, tipo Butch e Sundance.
Questa mia convinzione si basa sulla presunta onnipotenza ed onniveggenza delle forze in gioco. Per fare un esempio concreto e moderno, in questo momento noi siamo sotto l’occhio vigile contemporaneo di entrambe le forze, l’equilibrio tra le stesse evita che noi si sia presi dall’una o dall’altra. Certo è che il bene usa metodi diversi rispetto al male. Esempio: il bene, prima di fare una intercettazione telefonica, chiede i relativi permessi per indagare su di un sospettato, il male buttà giù a spallate la porta e spara in fronte al sospettato. Se colpevole, uno in meno, se innocente, beh, si vince e si perde.
Quindi prendiamo in considerazione solo la mera possibilità biologica: un germe, un virus, un qualsiasi cosa di microscopico generato da un laboratorio militare o creato dal classico scienziato pazzo, è sfuggito al controllo ed ha risvegliato i morti che, per noia, per invidia verso i viventi, per vendetta visto che tutti gli portano solo dei micragnosissimi fiori e mai un trancio di pizza o, più presumibilmente, risvegliandosi lo fanno dotati del solo istinto e non dell’intelletto e il primo impulso istintivo che abbiamo è “FAME!”. Il secondo è un desiderio di vendetta nei confronti del dottore o dell’infermiera che ci ha tolti da un posto caldo e tranquillo e, per di più, ci prende anche a sberle.
In sostanza si nasce affamati ed odiando qualcuno. Si impara ad odiare prima, molto prima di imparare a sorridere.

PRIMO CONTAGIO

Diamo per scontato anche che non esiste cura (o comunque nessuna possibilità di scoprirla nell’immediato), altissima velocità di contagio (uno zombi mi aggredisce, mi morde ma riesco a scappare, bene, entro due ore scoprirò che fine ha fatto Elvis), trasmissione solo anaerobica.

Inutile porsi domande sul perché e percome è successo tutto questo. Niente panico e sopravvivere. Organizzarsi a resistere, semmai, a studiarli, ci si penserà poi.
Facciamo a capirci: sono morti. Quindi anche ci si dovesse trovare di fronte l’amata zia Peppina che da piccoli ci riempiva di tortelli alla zucca e che, da grandi, ci allungava sempre la cinquantamila, bene, quello che vediamo è solo un involucro ostile che vuole la nostra carne.
Hanno la nostra stessa forza e resistenza, non possono saltare in alto, non possono correre, non posseggono nessuna delle conoscenze, scientifiche e non, che avevano da vivi e l’unico modo per abbatterli è distruggergli il cranio.
Come se non bastassero gli elementi negativi finora elencati, dobbiamo aggiungere la totale mancanza di un qualsiasi istinto di autoconservazione ed il mancato bisogno di riposo o sonno.
Non avendo dati certi a disposizione diamo per scontato che possano essere attirati anche da suoni ed odori, quindi presumiamo che abbiano ancora attivi almeno tre dei cinque sensi. Certo, in mancanza di osservazione diretta (non fremo particolarmente all’idea di farne) non è sicuro basarsi solo su queste prime considerazioni anche perché questo fantomatico germe potrebbe anche essere in grado, magari anche solo parzialmente, di ripristinare tutte le capacità umane e con esse tutti i sensi disponibili. Quest’ultima ipotesi è quella che, personalmente, ritengo essere la più probabile.
In ogni caso, almeno a me, frega particolarmente poco sapere se chi mi sta mangiando ha ripreso appieno il senso del gusto e che, quindi, possa apprezzare a pieno il fatto che con il mio tenore di vita ed una dieta con pochi grassi saturi, gli sto consegnando delle carni di qualità superiore.
A mio avviso, in caso di virus che riporta in vita i cadaveri, quelli che faranno partire l’infezione globale saranno sicuramente corpi che da poco hanno lasciato la vita. Quelli decomposti o già seppelliti rimangono dove stanno, le possibilità che possa succedere qualcosa come nel video di Micheal Jackson sono pari a zero, in Italia, le tecniche di sepoltura sono tali da scongiurare in modo assoluto questa eventualità. I corpi che inizieranno l’invasione saranno ancora praticamente integri e, quindi, con tutti i sensi ipoteticamente funzionanti.
Non dare mai nulla per scontato ed essere sempre vigili DEVONO essere due comandamenti fondamentali per i tempi difficili che vivremo, oltretutto, se questi limiti alle capacità sensoriali potrebbero essere validi per i risorti dalle tombe (la decomposizione avrà certamente intaccato organi deboli come il timpano e le cornee, la rigenerazione dovuta all’agente batterico le potrebbe aver riattivate solo parzialmente), questo non è certamente valido per i “contagiati”.
Chi passa allo stato di zombie per contatto diretto da morso o graffio, logica vuole che siano sì morte ma con tutte le loro cosine a posto e funzionanti, quindi in grado di individuarci in tutti i modi umanamente disponibili.

Ora, per quanto repentino possa essere il contagio, è impossibile che questo avvenga contemporaneamente in tutto il globo quindi, a meno che non si abbia l’assoluta sfiga di trovarsi nel paese zero (da dove parte il tutto), diciamo che possiamo avere almeno 24/48 ore di tempo per organizzarci.
Viviamo, per nostra fortuna, in una società in cui l’accesso ai mezzi d’informazione è particolarmente facile, quindi la notizia dell’avvenuta manifestazione del contagio (a meno di non essere suore di clausura o eremiti tecnofobici) dovrebbe arrivarci nel giro di poche ore. Considerando una giustificabile reticenza da parte dei mezzi d’informazione (almeno nella parte iniziale non credo ci siano branchi di giornalisti pronti a fare la fila per dare in esclusiva la notizia “i morti si stanno svegliando e ammazzano tutti”), considerando che la comparsa di un germe di questo tipo si dovrà senza alcun dubbio ad un laboratorio tecnologico più o meno controllato (se questo dovesse avvenire in un ente militare, ad esempio il famoso centro americano di Fort Detrick, o se fosse originato da un centro controllato da una grande multinazionale farmaceutica, come Bethesda), in ogni caso dobbiamo aspettarci una certa reticenza ed un certo ritardo da parte dei governi mondiali a far trapelare la notizia. Fortunatamente esistono tantissime fonti d’informazione alternative ed un costante collegamento di ognuno di noi con il resto del mondo formato da amici e parenti tenuti in continuo contatto tramite il telefono cellulare.
Nessun direttore di testata, a parte Fede del Tg4 che darebbe la notizia mentre stappa una bottiglia di quello buono, metterebbe a rischio la propria carriera per una notizia così assurda (passando sopra alle pressioni governative che sicuramente saranno, nel frattempo, arrivate), ma una volta che questa sia sulla bocca di molti, grazie a blog, telefonate, sms o mms (ormai ognuno di noi ha in tasca, inseriti nel cellulare, una fotocamera ed una telecamera di modeste ma dignitose caratteristiche, ricordiamo che una delle più luminose ma, ahime, troppo leggere pagine della storia dell’informazione italiana degli ultimi anni, quel lieve cavalletto finito in testa al Cavaliere, è stata possibile viverla solo grazie ad una ripresa fatta con un telefonino), diamo per scontato che ogni rete televisiva ed ogni giornale non farebbe altro che riportare la notizia 24 ore al giorno.

CODICI DI COMPORTAMENTO

Se siamo single, la cosa è decisamente più semplice, entra in vigore la crudele, se vogliamo ma necessaria regola dell' ”ognun per sé e Dio Per tutti”, se invece teniamo famiglia, la necessità del ricongiungimento o del tenere tutti insieme renderà certo tutto più difficile.
So benissimo che le possibilità di farcela diminuiscono in maniera esponenziale ma la sopravvivenza non può essere presa come un valore morale, mentre deve esserlo il sopravvivere rimanendo, o almeno cercando, il più possibile ciò che siamo o che siamo stati.
In un mondo in cui tutto è cambiato è normale e giustificabile che alcune convinzioni morali possano cambiare: trovo sia giustificabile abbandonare un estraneo a se stesso se questo mette in serio pericolo la nostra vita (se sei circondato dagli zombie e chiedi aiuto, amore mio, mi dispiace tanto per te ma sono fatti tuoi, anzi, strilla piano che mi svegli i ragazzini), se questo tizio/a è in completo stato confusionale o isterico (tipico caso della pazza che urla “moriremo tutti, moriremo tutti” ranicchiata in un angolo), beh, tanti auguri per il prosieguo ma io vado per la mia strada. Altro discorso è abbandonare i familiari o addirittura arrivare ad essere delinquenti. In queste condizioni c’è cibo, riparo e possibilità per tutti, diventare una minaccia a nostra volta è assurdo e fuori discussione.
Sopravvivere va bene, ma non ad ogni costo.
Per mera semplificazione e mia personale comodità, prendo in considerazione la possibilità più semplice: sono solo al mondo e devo pensare solo a me stesso.

CHE FARE?

Considerando che prendere a calci l’idiota che, agitando una bibbia, urla “la fine del mondo è arrivata, pentitevi!”, non è una priorità assoluta ma un piacere che possiamo riservarci per un secondo momento, iniziamo ad organizzarci.

CHE FARE? – Situazione attuale

Da ora in poi la situazione descritta sarà la peggiore possibile e cioè che il vostro ridente paesello sia già stato raggiunto dal contagio. Gli zombi girano per le strade, persone urlano, sangue un po’ dappertutto. E ancora non si trova parcheggio.
Se così non fosse e le notizie danno per colpiti dei paesi ancora sufficientemente lontani da voi, tutto quello che suggerisco di prendere deve essere regolarmente acquistato ed il rifugio in cui vi rintanerete deve rimanere casa vostra.
Uscire di casa e pensare di prendere, nei modi successivamente descritti, quel che vi serve sarebbe criminale e stupido. Criminale perché non siete, ancora, materialmente in emergenza, stupido perché sareste sicuramente fermati, arrestati, o nella peggiore delle ipotesi vi si sparerà addosso e sarete uccisi. Quindi, per la vostra stessa sopravvivenza, usate tutti i soldi che avete a disposizione ed il tempo che vi rimane per acquistare regolarmente tutto l’occorrente.

CHE FARE? – Abbigliamento

Partiamo.
Abbiamo appreso la notizia e ci crediamo immediatamente (se tutte le fonti d’informazione danno questa notizia, fare come se niente fosse è da idioti).
Prendiamo solo quello che riusciamo a trasportare rimanendo sufficientemente agili e veloci, indossiamo quello che per giorni rimarrà il nostro unico capo d’abbigliamento. Abbandonate in un cassetto quella inutile voce che vi dice di prendere la biancheria di ricambio o stronzate tipo il pigiama.
In uno zainetto di dimensioni scolastiche, non uno da roccia o da campeggio, infilate però un paio di calzini di ricambio, munitevi ai piedi di scarpe alte da trekking, nel caso non le abbiate in casa, calzate le scarpe da ginnastica più pesanti che avete. Le cosiddette Runner, quelle cazzatine leggere leggere e tutte buchi, datele da mangiare alla capra più vicina e mettetevi ai piedi quei mamozzoni che la moderna gioventù ama portare senza lacci e con la lingua di fuori, mandate un sincero ringraziamento al minorenne asiatico che le ha amorevolmente cucite e che ora sta guardando suo nonno Hai, che aveva impropriamente sepolto nel giardino di casa, spolpargli con meticolosa sobrietà la tibia.
Ma non è questo il momento di pensare ad altri. Questo momento, se mai verrà, sarà più tardi, lasciamo quindi il nonno al suo spuntino e andiamo avanti.
Jeans. Assolutamente.
Purtroppo non c’è dato sapere in che stagione i morti risorgeranno quindi prepariamoci a tutto. I pantaloni sono, ovviamente, l’indumento base migliore per comodità e resistenza termica, inoltre garantiscono una resa migliore nella fuga visto che difficilmente si impigliano, a differenza di una gonna. Se poi appartenete a quella tipologia di persona che nei disaster movie è convinta che tutto sia inutile e, quindi, decide di finire i propri giorni come non ha avuto finora il coraggio di viverli, e decidete di vestirvi come Platinette, beh, fate pure. Continuate a leggere cercando solo le inevitabili cacchiate che inserirò nel testo. Sappiate però che, da osservazione diretta, più della metà di questi personaggi, avrebbe potuto cavarsela, se ci avesse creduto come il protagonista.
Il tessuto jeans è preferibile agli altri per resistenza e facilità di asciugatura. Il velluto tiene più caldo ma si asciuga nel doppio del tempo. Per jeans intendo i classici jeans, evitate anche il semplice pensiero di mettervi indosso quelle stronzate cadenti a bragaloni con duemila tasche. Aderenza e numero di tasche sufficienti si trovano solo nel classico pantalone jeans.
Dando per scontati capi di biancheria come mutande e t-shirt, l’abbigliamento si completa con camicia di cotone (mettetevene una di seta e smetto di scrivere), una felpa di pile ed un giubbotto di pelle. Il tutto, inutile dirlo, di colori grigi, il giubbotto non deve essere uno di quei cosi da cazzoni con duecento stemmini dell’aviazione o con scritte spugnose ricamate sulla schiena, dobbiamo cercare di essere il meno visibili possibile, potremmo avere la necessità di nasconderci.
Il miglior giubbotto sarebbe il classicissimo Schott, caldo d’inverno e con il pellicciotto estraibile, d’un marrone abbastanza scuro da non essere visto di notte ma adatto al mimetismo diurno, la pelle, oltretutto è di tipo ruvido e non lucido. Contrariamente ad altri giubbotti di pelle ha le maniche chiuse ed è realmente antivento.
Adesso siamo vestiti.

CHE FARE? – Equipaggiamento

Abbiamo a disposizione quattro tasche ed un taschino nei pantaloni, un taschino nella camicia, le tasche della felpa non valgono perché da quelle, storicamente, cade sempre tutto, due tasche interne allo Schott ed uno zaino, dove finora troneggia solo un paio di calzini.
Insisto, per zaino non intendo assolutamente uno di quelli da campeggio (sareste pazzi a caricarvi di tanta roba, tra pochi giorni, seppur tra mille pericoli, avrete un mondo a disposizione, la playstation lasciatela a casa, ora dovete essere leggeri) ma uno di quelli medi che si usano per andare a scuola.
Per quanto possa sembrare stupido, e forse lo è, prendete per prima cosa un coltellino svizzero.
Quei maledetti orologiai ne hanno fatta una davvero giusta, in pochi centimetri si hanno a disposizione una notevole quantità di utili e robusti utensili. La nostra unica consolazione è che, da noti consumatori di cioccolata, le loro carni addolcite attireranno un maggior numero di zombie.
Nella stessa tasca infilate anche due accendini Bic e nel taschino per lo Zippo, uno Zippo.
Questa doppia scelta non è per par condicio nei confronti dei due accessori per fumatori più famosi ed usati al mondo ma solo perché gli accendini Bic hanno una durata decisamente superiore a quella dello Zippo ma non sono antivento e non possono rimanere accesi molto a lungo o le parti in plastica che reggono la rotellina si scioglieranno e allora addio accendino.
La tasca posteriore riempitela con tutti i contanti e le carte di credito che riuscite a trovare.
Chiunque in questa situazione possa ancora considerare il denaro un bene prezioso è sicuramente un idiota. Ora come ora abbiamo ancora un po’ di tempo e assoluta necessità di organizzarci, il denaro ci serve e ci serve anche il fatto che tanti imbecilli continuino a trovarlo prezioso.
Provate solo per un attimo a considerare cosa sta succedendo nel mondo o comunque intorno a voi. Il mondo come lo conosciamo sta cessando di esistere, un nuovo ordine, il caos è praticamente alle porte e niente o nessuno sembra aver avuto la forza di opporvisi.
NOI sappiamo cosa dobbiamo fare. Resistere e sopravvivere.
Ci sarà, per nostra fortuna, una grande fetta di persone che si metterà nelle mani delle istituzioni e crederà che l’ordine costituito abbia le capacità di contrastare una simile invasione, persone come queste vi crederanno prossimi alla pazzia. La differenza tra noi e loro è che tra qualche giorno saremo ancora vivi mentre loro saranno tutti impegnati nella scomposizione cellulare all’interno dell’apparato digerente di un non morto.
Sfruttare questo fattore è tanto importante almeno quanto il prendere immediatamente coscienza di quel che sta per succedere.
Non perdete tempo a convincere nessuno, non vi crederanno e voi avrete perso tempo prezioso, se quel che hanno visto finora non gli è sufficiente, nulla di quanto potrete dirgli voi avrà la possibilità di fargli cambiare idea. Cordiali vaffanculo a tutti e via per la nostra strada.
Questo per arrivare ad un aspetto FONDAMENTALE per la nostra sopravvivenza: le armi.
Nel nostro paese, per fortuna, (sfortuna, in questo caso) è molto difficile per un comune cittadino avere in casa un arma, quindi, se non l’avete, andate dal vostro vicino cacciatore o da un qualsiasi altro appassionato che vi abbia almeno una volta liofilizzato le palle raccontandovi di quella volta che ha preso al volo una cutrettola imperiale dalla testa rossa. Adesso entra in gioco il vostro denaro. Offritegli tranquillamente qualsiasi cifra per avere un fucile (non è stato ancora inventato il cacciatore che possiede solo un fucile, ne hanno sempre come minimo un paio se non di più) ed un adeguato numero di munizioni.
Inutile bussare a casa di poliziotti, carabinieri o militari in genere, sono categorie di persone abituate ad avere sempre sotto controllo la propria arma ed a considerare un pericolo chiunque ne possieda, o ne voglia possedere, una. In breve, non se ne separerebbe mai per nessuna cifra, potrebbe, anzi, diventare pericoloso. In una situazione del genere, in un mondo in cui non si capisce cosa sta accadendo, potreste diventare un appiglio, una situazione riconoscibile (una persona che non ne ha diritto, senza porto d’armi e possibilimente pazza che cerca di procurarsi illegalmente un arma) e quindi tenterebbe sicuramente di fermarvi, che poi è l’ultima cosa di cui avete bisogno. Oltretutto un militare, in un occasione del genere, difficilmente sarebbe in casa.
I cacciatori, avendo a disposizione un numero maggiore di fucili, potrebbero essere più che disposti a cedervene uno in cambio di una forte offerta in denaro. Non siate timidi o tirchi, un fucile costa sui mille euro, quindi offritene almeno il doppio, se non il triplo e chiudete al più presto la trattativa, tanto quelli che avete nella tasca sono degli inutili foglietti stampati.
Se avete la possiblità di scegliere, preferite comunque un fucile ad una pistola. Per quanto in ognuno di noi batta il cuore di un Pecos Bill, bisogna considerare che una pistola è dannatamente difficile da usare se non si è mai avuta un arma simile in mano prima d’ora. Scordate i film western in cui ogni colpo va a segno, la realtà è quella dei nuovi film americani in cui si vedono due persone praticamente una di fronte all’altra spararsi interi caricatori addosso salvo scoprire che solo uno o due sono andati a segno. Per questo le bande preferiscono le armi automatiche: di centinaia di colpi sparati, anche solo per la legge dei grandi numeri, qualcuno va a segno per forza.
Nel nostro caso le armi automatiche sono inutili.
Il nostro bersaglio è la testa.
Tolto il primo colpo in cui posso abbozzare un tentativo di mira, gli altri proiettili andranno, per colpa del rinculo, dove caspita vogliono. Inutile colpire tutto il resto, se colpito al petto o al bersaglio grosso, uno zombie sarà solo rallentato, se colpito alle gambe non lo fermo comunque e, da sdraiato, lo rendo un bersaglio ancora più difficile da colpire.
Una volta accettato lo scambio denaro-fucile, perdete qualche minuto e fatevi spiegare almeno dove si trova la sicura e come si mette e si toglie, quindi provate a caricare e scaricare.
Se non ne avete in casa, fatevi prestare dal cacciatore una sega da ferro e riducete le canne del fucile. Naturalmente questo dipende dal tipo del fucile che avete ora a disposizione, se questo è un sovrapposto (due canne una sull’altra), non toccatelo, se è la classica doppietta (due canne una a fianco dell’altra), riducete la lunghezza fino ad una ventina di centimetri, se è un Winchester (quello di Tex e dei film western, per intenderci), non toccatelo, se è un automatico a canna singola, solita ventina di centimetri.
Ridurre la canna del fucile serve ad avere una migliore trasportabilità (d’ora in poi non dovrete MAI fare un passo senza avere con voi la vostra arma) e per aumentare la forza d’impatto. Considerate che siete soli e che non sempre potrete tenere con due mani la vostra arma, inoltre dobbiamo liberarci la strada da non-morti ostili, non colpire al volo uccelli in via d’estinzione, considerando che la nostra esperienza con le armi si estingue a qualche partita con la playstation e che non abbiamo ancora una illimitata disponibilità di munizioni, dovremo usarle saggiamente e sparare a colpo sicuro. Lo so, nel tuo intimo sei Tex, ti senti una macchina da guerra imbattibile, sei convinto che il tuo minimo addestramento militare fatto chissà quanti anni fa e tra una canna e l’altra, e i fatto di aver sparato qualche volta al luna park ti renda un tiratore infallibile.
Non è così. Sei solo uno sprovveduto con un fucile.
Non sai sparare, mettitelo in testa. Se sei tanto cretino da compromettere la tua sopravvivenza per uno stupido sentimento come la vanità, per carità, sei liberissimo di farlo, ma a questo punto metti giù questi fogli e prendi in mano L’Artusi o “Sale e Pepe”.
Scusa, stanno per mangiarti, mica vorrai che si dica in giro che sei sciapo o stoppaccioso? In questo modo saprai condirti per bene e sarai apprezzato al meglio.
Un colpo di canne mozze è in grado di spostare una persona, ha quindi una sua efficacia anche in caso di bersaglio fatale mancato.

Bene, torniamo all’abbigliamento.
In una delle tasche del giubbotto mettete un discreto numero di munizioni, circa una decina, le altre andranno in una delle tasche esterne dello zaino, devono essere facilmente accessibili.
L’altra tasca del giubbotto è occupata dalle chiavi della macchina, solo ed esclusivamente da quelle. Toglietevi dalla testa di metterci altre cose, nei film una persona passa facilmente dallo stato di Respirante a Vittima perdendo tempo a cercare le chiavi, voi dovete essere lampi e fulmini, mani in tasca e zap! Chiavi.
Lo zaino sarà riempito con della carne in scatola, una radiolina con batterie nuove, una bottiglia d’acqua, un coltello grande da cucina, una torcia elettrica con ricambio di batterie (ci sono in commercio delle torce che, al posto della classica lampadina, hanno dei led bianchi. Il vantaggio è che consumano molto meno usando delle batterie più piccole, pur facendo una luce fortissima), un cappello di lana, se lo avete, un navigatore satellitare, sennò una cartina della città, un telefono cellulare (spento), pennarello nero grande, una penna ad inchiostro gel (scrivono su tutto ed in ogni angolazione), un blocco note, un nastro grande da pacchi, tavolette di cioccolata (avere in casa quantità industriali di Toblerone da usare come antidepressivo ha finalmente trovato il suo perché) e, naturalmente, un kit di pronto soccorso con dentro anche degli antibiotici a largo spettro (cose che abbiamo tutti in casa, come il Bactrim) e un antinfiammatorio come il Nimesulide (il direttore si permette di aggiungere anche la Tachipirina).
Lasciate stare cazzate tipo pillole per il mal di testa o di stomaco, se iniziamo a mettere dentro tutto, non finiamo più e ci troviamo lo zaino con dentro pure le creme solari.
Quel che ci servirà di inutile verrà prodotto naturalmente dal nostro corpo o, comunque, messo a tacere dall’adrenalina che inizierà a scorrere copiosa. Inoltre, senza tema di smentita, posso assicurarvi che il mal di stomaco sarà l’ultima cosa a cui penserete.

CHE FARE? – Organizzazione

Bene, nella migliore delle ipotesi ora siamo equipaggiati, vestiti e soprattutto, armati, quindi pronti a partire. Nella peggiore, non abbiamo ancora tutto quel che ci serve. Che fare allora?
Facile.
Entriamo in casa di qualcuno che lo ha e ce lo prendiamo.
Fermi tutti, non sto parlando di togliere con la forza a qualcun altro, quel che intendo è bussare, suonare alla porta di chi sappiamo avere ciò che ci serve, se risponde qualcuno, iniziare una trattativa veloce, se non c’è nessuno, amen, si butta giù la porta e ce lo prendiamo.
Signori, questo non è rubare.
In un mondo in cui i morti divorano i vivi, le lancette corrono più velocemente del normale, le possibilità che l’occupante della casa nella quale siete entrati torni effettivamente indietro sono pochine se non pari a zero. Tra qualche giorno la vostra principale fonte di sostentamento non sarà quel che riuscirete a comprare ma ciò che vi procurerete, quindi non è tempo di falsi moralismi: entrate e prendete quel che vi serve.
Come dicevo prima, inquesta situazione è chiaro che la soglia del nostro livello di moralità debba subire un radicale spostamento, ma attenzione, non sentitevi autorizzati a fare qualsiasi cosa in nome della vostra sopravvivenza. Questo per due motivi, il primo è che , come voi, anche altre persone stanno tentando di resistere e di ricostruire, in futuro, una società, società di cui state, adesso, gettando le basi, e che non deve essere un tutti contro tutti dove ognuno debba guardarsi sia dai vivi che dai non morti. Il secondo motivo è che l’ansia di sopravvivenza ad ogni costo rende estremamente imprudenti. Un vivente spaventato e minacciato può diventare molto più pericoloso di un non morto di cui potete comunque prevedere il modus operandi (linea dritta verso il bersaglio, mangiare), quindi, anche solo per il vostro stesso bene, evitate di diventare dei bastardi.

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