IL VIAGGIO CONTINUA
di Matteo "Norton" Bistoletti


Proseguiamo in questo numero il nostro viaggio musicale iniziato il mese scorso con l’analisi delle musiche che hanno accompagnato i lungometraggi di Star Trek della serie classica. Per chi si è perso il suddetto articolo posso solo dire di andare facilmente a rileggerselo in archivio, in sunto però posso solo ribadire ancora una volta come tutte le colonne sonore dei film di Star Trek fossero qualitativamente al di sopra della media.
Veniamo appunto questo mese ad analizzare le musiche dei film della Next Generation, anticipando che forse, coi film di TNG, il livello ineguagliabile delle colonne sonore dei precedenti film perde un poco di smalto.
Ma procediamo con ordine:

Il primo lungometraggio della serie è “Generazioni” e qui siamo confrontati con una vera e propria rivelazione/sorpresa. Per musicare il primo film della saga di Picard e soci viene scelto Dennis McCarty che altri non è che uno dei più importanti compositori della serie televisiva (TNG appunto). La cosa di per sé non sembra stupire molto: in effetti Generazioni é stato prodotto subito dopo la fine della serie televisiva e buona parte dello staff creativo é stato ‘riciclato’ per produrre il suddetto film e molti di loro erano alle prime armi davanti ad una grande produzione cinematografica. Perfino il regista David Carson, veterano della serie, era al suo debutto sul grande schermo. Quindi anche per McCarty era la chance di una vita il portare un suo lavoro al cinema. Ed ecco il fatto sorprendente: spinto forse da questa responsabilità di non poco conto e conscio dell’opportunità più unica che rara che gli veniva concessa McCarty cerca di fare del suo meglio e non delude affatto. In effetti la colonna sonora di Generazioni è un gioiellino musicale ben al di sopra delle aspettative e perfino qualitativamente ben superiore al film che intende accompagnare.
Ad onor del vero McCarty si era già distinto per alcuni lavori davvero ottimi durante alcuni episodi di TNG; proprio il pilot, tanto per citarne uno, contiene delle musiche davvero di rara bellezza e varietà, soprattutto per un prodotto televisivo. Il compito per un film è però certamente un lavoro molto più arduo…
Il tema principale del film è una fanfara gloriosa e orchestrale, molto musicale ed orecchiabile e che entra subito in testa: veramente una composizione azzeccata.
Ma la scelta registica di non iniziare il film col il solito tema principale ma con una scena più mistica e misteriosa (almeno nei primi fotogrammi) viene valorizzata anche da una composizione in crescendo, che sfocia nel solito tema di Courage sul finale, davvero apprezzabile, soprattutto se presa nel suo insieme (musica ed immagini) ed entrando forse nel guinness come migliore apertura per un film di Star Trek.
Ma non finisce qui: le musiche legate alle scene di azione (dalle scene a corpo a corpo fino all’attacco e distruzione - sic - dell’Enterprise) sono sì delle musiche di accompagnamento ma sono davvero orecchiabili e piacevoli e ascoltandole su CD fanno rivivere in pieno le scene e la tensione del film, sicuramente al di sopra di quanto regia e sceneggiatura siano riuscite a fare.
Ulteriore primizia è la musica che accompagna il nexus: mistica, misteriosa, dolce e anche un po’ inquietante.
Insomma nel complesso la colonna sonora di Generazioni è un insieme davvero sbalorditivo di brani, soprattutto se si considerano origini e tempi ristretti con cui sono state scritte.

Jerry Goldsmith torna a lavorare per Star trek per il secondo film della saga e probabilmente il primo e unico vero capolavoro della saga cinematografica di TNG: Primo Contatto.
…e si sente.
La musica di apertura è forse in assoluto una delle più belle tracce mai composta: melanconica e poderosa nello stesso tempo il tema di apertura del film è un brano che merita di passare alla storia delle colonne sonore Trek e non. E penso che a modo suo lo è già…
Tutto il resto è solo (si fa per dire…) lavoro di maniera che, seppur di qualità, non spicca più come un tempo. Forse é per questo che Goldsmith si fa aiutare dal figlio (o almeno penso lo sia) Joel per comporre alcune tracce di accompagnamento. Sono proprio queste ultime che risultano essere davvero buone ed interessanti, soprattutto se preso nel contesto di musiche subordinate ai dialoghi e alle scene del film.
La nota davvero spiacevole però è un’altra: come avvenne per il quinto film della saga anch’esso composto da Goldsmith, anche in questo caso vi è il forzoso inserimento a tutti i costi del tema di Courage ad inizio film combinato con il suo stesso tema, ormai celebre, composto per il The Motion Picture alla fine del film, in modo artificioso e assolutamente stonato con il resto della partitura. Star Trek non aveva necessitato finora di un “temino” base all’apertura, e chiusura, di ogni film (alla 007 per intenderci) e non capisco il senso di farlo ora, soprattutto quando si hanno delle così valide alternative musicali.
Purtroppo questa iniziativa verrà confermata anche per i film a venire…

La colonna sonora di Insurrection è anch’essa composta da un Goldsmith che, seppur sempre bravo e capace e di indiscussa bravura, comincia a compiere lavori meno sentiti e coinvolgenti, anche se ineccepibili per la loro qualità.
Il film si apre (e si chiude) con l’ormai trito e ritrito tema di Star Trek “CouragemistoGlodsmith” (possiamo definirlo così ormai?) che dopo tre film e 178 episodi siano veramente stufi di sentire. Il resto della colonna sonora brilla unicamente per due brani (che per giunta vengono più volte ripresi): uno é il tema principale del film che, più cheto e pacato, quasi intimista, é come al solito di indiscussa bellezza. Il secondo é il tema d’azione che accompagna le fughe e gli attacchi del gruppo di Baku in esodo (o in fuga che dir si voglia) dagli attacchi alieni. Anche questo secondo brano è davvero azzeccato e coinvolgente nella sua azione galoppante. Non quindi una colonna sonora memorabile e non al pari delle precedenti, ma comunque al di sopra della media dei film che ogni settimana approdano sui grandi schermi.

Siamo infine giunti all’ultimo film della saga: Nemesis! Il decimo ed ultimo (forse in modo anche definitivo) film di Star Trek non suscita certo solo ricordi piacevoli. A parte il livello qualitativo del film da molti giudicato dubbio nonostante le alte aspettative (dopotutto era un film “pari”), Nemesis é anche il film che sarà ricordato per la tragica quanto un po’ superflua morte di Data ed, in seguito, come parte in causa nel declino di Star Trek verso lo stato criogenico in cui ora risiede.
Certo che, e soprattutto col senno di poi, sapendo che si trattava del botto finale di una saga così luna e appassionante ci si sarebbe aspettato un clima ben più epico. E non solo cinematograficamente parlando. Infatti anche le musiche si “limitano” a strumentare il film, senza però né riuscire né volere spaziare oltre.
Siamo ancora confrontati con un lavoro di Jerry Goldsmith che, se non vado errato, sarà anche l’ultimo in quanto il compositore, che, ribadisco, è e resta uno dei più grandi compositori di musica contemporanea, é recentemente scomparso.
Più volte ho sentito dire che la musica di Nemesis é fortemente diversa dalle precedenti musiche di Star Trek. Sicuramente rispetto ai due precedenti lavori, Goldsmith si distacca creando una musica più astrale ed extraterrestre con sonorità davvero stravaganti e moderne. Ritengo però l’impatto finale ben più classico e consueto di quanto una colonna sonora al di sopra della media potesse esprimere.
Anche qui abbiamo un tema di base molto melanconico che però trova ben poco spazio all’interno del film: stranamente il bel tema musicale é inserito solo nei titoli di coda (ovviamente dopo la consueta e quantomai stonata fanafara Trek) e lo si sente solo riecheggiare durante il film, a volte irriconoscibile nel suo esprimere emozioni diverse attraverso diverse variazioni sonore (a tratti diventa quasi una “marcia”). Il resto del lavoro di Goldsmith per questo film è quanto mai particolare, essendo predominato da un susseguirsi di strane sonorità, ma esso non riescono a far breccia nel cuore e venir pertanto ricordato. Nessun brano durante la visione del film aiuta o fa da padrone alle immagini e alla fine la colonna sonora nel suo insieme non riesce ad essere memorabile quanto avrebbe dovuto.

Con un finale (almeno musicalmente parlando) sottotono termina la grande avventura (musicale) dei film della saga di Star Trek. Noi tutti speriamo che presto avremo un undicesimo capitolo, almeno per avere una più degna conclusione, con una sequenza, accompagnata da una musica memorabilmente splendida come ci hanno abituati da sempre, da farci venire davvero le lacrime agli occhi per la fine di una grande avventura.


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