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DOVE
NESSUNO È MAI GIUNTO PRIMA - EPISODIO V
di Davide "Questor"
Galati
Anche questo
episodio inizia col diario del capitano. Veniamo così a sapere
che l’Enterprise deve incontrarsi con un’altra nave stellare
per trasferire a bordo il signor Kosinsky per condurre
dei test sui motori a curvatura della nave. Riker rivela al capitano la
sua perplessità, i calcoli che ha potuto studiare gli sono sembrati
poco sensati, ma Picard ribatte che i risultati dei test su altre navi
della flotta hanno dato, fino a ora, buoni risultati. Però il capitano
offre al suo primo ufficiale la possibilità di ricevere personalmente
il signor Kosinsky in modo da verificare di persona i suoi dubbi. Riker
approva l’idea e chiede di portare con sé Deanna per sfruttare
le capacità empatiche del consigliere di bordo. Picard acconsente.
Il signor Kosinsky arriva insieme al suo aiutante nella sala teletrasporto
e notiamo subito che presenta dei gradi diversi dagli altri ufficiali
della flotta, sono quadrati e non li vedremo mai più in futuro,
inoltre a me sembra che non sia mai citato il suo grado, ma venga semplicemente
chiamato “signor”. Semplici disattenzioni degli sceneggiatori,
mie o non si era ancora iniziato a creare quel ricco background che caratterizzerà
la serie in futuro, grazie anche a dettagli come questi? Non ho una risposta,
scegliete voi, a meno che non mi sia davvero distratto io nel qual caso
segnalatemelo. L’aiutante di Kosinsky afferma di essere un alieno
di Tau Alfa Cinque. Di forma umanoide, sembra molto più
gentile e disponibile dell’umano che invece è arrogante,
presuntuoso e insolente, come confermerà di lì a poco Deanna.
Altro fatto degno di nota è la presenza di un tenente comandante
della Flotta che è anche il capo ingegnere della nave: Argyle.
Personaggio diverso da quelli visti in precedenza e che non vedremo di
nuovo. Prima di uscire dalla sala del teletrasporto per dirigersi in sala
macchine Deanna afferma invece di non captare nulla dall’assistente
di Kosinsky e sottolinea come di solito percepisca sempre qualcosa da
ogni essere vivente anche se in alcuni casi può non essere in grado
di interpretarlo, ma in questo caso capta solo il nulla.
Sigla.
La nave viene avvisata che il primo test verrà condotto tra quindici
minuti, tutto avviene molto in fretta, ma per Kosinsky sembra semplice. In
sala macchine c’è anche Wesley che sta facendo alcune ricerche
per la scuola. Kosinsky inizia anticipando le obiezioni del capo ingegnere
perché, dice, sono sempre le stesse che gli vengono fatte su ogni vascello.
Argyle non risponde, ma è Riker a tenere testa gentilmente, ma con
fermezza, a Kosinsky e qui risalta ancora più chiaramente una delle
caratteristiche di questo primo ufficiale, capace di essere e sembrare amichevole
pur mantenendo una posizione granitica e non avendo paura né riguardo
di dire ciò che pensa.
Kosinsky cerca allora di spiegare al meglio la sua teoria e dice che si
fa aiutare nella procedura dal suo assistente a causa della sua estrema
velocità nell’immissione di dati. Mentre Kosinsky parla,
Wesley osserva curioso lo straniero e si dimostra sveglio e intelligente
interagendo con domande appropriate, la qual cosa sembra soddisfare lo
straniero e renderlo contento. Kosinsky appare molto convinto di quanto
dice, Riker lo è meno e chiede al capo ingegnere se ciò
che propone è pericoloso. La risposta di Argyle è emblematica
: “E come può esserlo dal momento che sono solo assurdità?”.
Così decidono di lasciarlo fare. Inizia la prima prova, la nave
procede a curvatura 1.5. Vediamo che l’assistente di Kosinsky si
distrae a causa di Wesley e che non succede nulla, poi, quando torna a
concentrarsi, pone le mani sulla consolle e sembra scomparire temporaneamente,
ma solo Wesley se ne accorge. La nave supera curvatura 10 e l’assistente
di Kosinsky è scaraventato indietro dalla sua postazione. L’Enterprise
ha raggiunto una velocità fuori scala, Picard ordina di invertire
i motori e di arrestarsi. Data avvisa il capitano della pericolosità
della manovra, ma Picard è inflessibile. Quando la nave si ferma
scopriamo che è uscita dalla nostra galassia e che ne ha attraversata
un’altra giungendo ai limiti di quello che è chiamato “Il
triangolo”. Alla massima velocità curvatura ci vorranno
300 anni per tornare indietro, siamo ai primi episodi della nuova serie
di Star Trek e già si presenta una situazione che poi vedremo ripresa
nella serie Voyager parecchio tempo dopo: le buone idee non hanno scadenza.
Viene inviato un messaggio alla flotta, ma purtroppo si sa già
che li raggiungerà solo tra cinquantuno anni. A questo punto Kosinsky,
insieme al capo ingegnere e a Riker si reca in plancia dove ammette, di
fronte a Picard di aver commesso un errore. Intanto il suo assistente
parla con Wesley, gli dice che è stanco e gli rivela che in realtà
Kosinsky ha intuito piccoli frammenti di verità. Il ragazzo reagisce
prontamente affermando che spazio, tempo e pensiero sono collegati, ma
l’alieno quasi si arrabbia e intima al ragazzo di dimenticare tutto
ciò perché gli umani non sono ancora pronti.
A questo punto faccio una breve digressione per dire come questa semplice
frase ci permetta di comprendere quella che è la filosofia alla base
di questo episodio, ovvero un nuovo tipo di “fisica” dove oltre
allo spazio e il tempo entra, con la stessa dignità e importanza, il
pensiero. È un’idea che potrebbe far storcere il naso ai puristi
della scienza, ma è in realtà un concetto già presente
in molte delle filosofie e religioni orientali. Il fatto che tutto sia collegato
e che col pensiero sia possibile, se si è in grado di usarlo, di modificare
la realtà è qualcosa di cui abbiamo già sentito parlare
se solo conosciamo qualcosa di cultura orientale. Interessante notare come
nella scena successiva, durante il dialogo tra Picard e Kosinsky, prima che
il capitano gli ordini di riportarli a casa, venga affermato che in quella
data si conosce solo l’undici per cento della nostra galassia e, invece,
quanto conosciamo del nostro cervello? Siamo così presi dalle esplorazioni
esterne da dimenticarci che forse lo spazio più inesplorato è
quello che sta dentro di noi? Il più grande di tutti i misteri non
è proprio l’uomo? Io credo che questo filo rosso attraversi tutto
l’episodio e rimanga di sottofondo come interrogativo fino alla fine
senza venir mai risolto, d’altra parte il viaggio nello spazio dell’Enterprise
non è altro che una metafora del viaggio nell’ignoto che abbiamo
dentro.
Torniamo all’episodio, così mentre Kosinsky si reca in sala
macchine per cercare di riportare a casa la nave, Picard si consulta,
come abbiamo visto essere suo solito, con i suoi uomini. Data suggerisce
vivamente di approfittare della situazione per fare delle ricerche, ma
il capitano, pur capendo l’unicità della situazione, non
crede che sia il caso e decide che sia preferibile tornare subito a casa.
Intanto in sala macchine Wesley cerca di parlare col comandante Riker
per dirgli che in realtà Kosinsky da solo non può fare nulla,
ma il primo ufficiale non lo sta a sentire. L’assistente alieno,
seppur stanco, si presenta in sala macchine ed è disposto ad aiutare
Kosinsky. Si ripete così l’esperimento iniziale, Riker però
ha tenuto d’occhio l’alieno e lo ha visto svanire. La nave
si è mossa a supervelocità e ora si è fermata, ma
tutti gli strumenti di bordo sostengono che non è mai stata superata
la velocità di curvatura 1.5. Vediamo l’esterno della nave
e scopriamo che l’Enterprise si trova in un paesaggio da favola
anche per chi è abituato a viaggiare nello spazio. Delle specie
di fiocchi di neve fluttuano intorno all’astronave mentre lo spazio
è azzurro e presenta una serie di pieghe, più simile all’interno
di una carta da zucchero o a un budello di ghiaccio che al vuoto siderale.
Qualcosa che nessuno ha mai visto prima.
Picard decide di recarsi in sala macchine per vederci chiaro, ma appena esce
dalla plancia, vicino a Worf si materializza un Targ Klingon,
una specie di cinghiale, ma molto più pericoloso. Worf lo riconosce
come il suo vecchio compagno di giochi, probabilmente prima del massacro che
portò alla morte di tutta la sua famiglia. In ogni caso l’animale
svanisce quasi subito. Altri fenomeni strani accadono un po’ dappertutto
sulla nave. Il capitano, nell’uscire dal turbo ascensore, rischia di
cadere nel nulla, per fortuna riesce a tornare dentro l’ascensore; Tasha
si ritrova sul suo vecchio pianeta dove è braccata e solo il contatto
di Geordi la riporta alla realtà; un quartetto d’archi accompagna
l’esecuzione di un violinista, mentre un altro marinaio balla da solo
in una stiva e cose così accadono su tutti i ponti. Picard si imbatte
improvvisamente in sua madre che gli offre una tazza di the, molto forte,
come piace a lui. Il capitano si dimostra molto scosso dall’incontro,
ma l’arrivo di Riker interrompe la visione e Picard fa fatica a riprendersi.
È un punto molto interessante che andrebbe analizzato con attenzione,
innanzitutto noi sappiamo che la famiglia di Picard è francese e che
ha una ricca tradizione culturale a cui lui tiene molto, e questo viene ribadito
anche in questa occasione. La madre si presenta rigida e molto attaccata all’etichetta,
quasi più una signora inglese che francese. Inoltre, anche alla luce
delle rivelazioni successive, scopriamo come la madre sia un pensiero ricorrente
nella mente di Picard, probabilmente uno di quei rapporti personali con la
sua famiglia che non ha mai affrontato e chiarito del tutto. La reazione di
Picard all’apparizione ce lo lascia supporre, rivedere la madre morta
da tempo sarebbe un colpo per tutti, ma lui è davvero scosso, segno
che, probabilmente, anche con sua madre, come con suo padre e suo fratello,
aveva lasciato dei discorsi, discorsi importanti, in sospeso. Caratteristica
questa proprio di questo capitano, capace di affrontare qualunque tipo di
imprevisto, ma poco a suo agio coi rapporti interpersonali, abbiamo già
visto le difficoltà coi bambini, quelle con Beverly e pian piano ne
vedremo altre fino ad arrivare alla fine della serie dove finalmente si deciderà
a fare qualcosa che avrebbe dovuto fare, molto, molto tempo prima, come dirà
lui stesso.
Tornando all’episodio Picard fa scattare l’allarme rosso e
con una perspicacia sorprendente avvisa tutto l’equipaggio che il
mondo del pensiero e quello dei fenomeni fisici si sta intrecciando, ovvero
che ciò che ciascuno di loro pensa può diventare reale ed
è quindi necessario tenere sotto controllo i pensieri. La mia prima
reazione è stata pensare a Ghostbusters, avete presente la scena
in cui non devono pensare a nulla? Ma qualcuno pensa a qualcosa di innocuo
tipo l’omino dei Marshmallow? Forse c’è davvero
una piccola citazione di quel grande film, ma si rileggono le apparizioni
viste fino a ora in questa chiave scopriamo che Worf pensa spesso, consciamente,
alla sua infanzia, Tasha a ciò che ha patito sul suo mondo e Picard
a sua madre… Piccole pennellate da aggiungere ai ritratti di questi
personaggi.
Arrivando in sala macchine Picard e Riker scoprono che era l’assistente
alieno e non Kosinsky a fare tutto e che solo Wesley se ne è accorto.
Riker ammette che il ragazzo ha tentato di avvertirlo, ma lui lo ha ignorato.
Beverly ha in cura l’alieno e avvisa che sta morendo, ma Picard spiega
che è necessario salvarlo poiché è l’unico che
può riportare indietro la nave. Wesley è molto preoccupato delle
condizioni dell’alieno e le segue da vicino, Picard è irritato
dalla cosa, ma capisce che il legame tra i due potrebbe aiutare l’alieno
a riprendersi. Il capitano ordina di fargli riprendere conoscenza anche se
può essere pericoloso per la sua salute. Interrogato l’alieno
rivela di essere un viaggiatore senza meta, un esploratore
come loro che viaggia per curiosità e scambia le nozioni sulla propulsioni
in cambio di passaggi sulle navi stellari che gli permettono di osservare
la realtà della Federazione. Non è un pericolo ciò che
fa, ma stavolta li ha messi tutti in pericolo. Interessante notare come sia
possibile esplorare lo spazio in modi molto diversi da quelli a cui ci ha
abituati la Federazione e questo è un concetto che vedremo ripreso
più volte nel corso della serie. Il Viaggiatore spiega
meglio quello che avevamo già intuito: è il pensiero che gli
ha permesso di arrivare dove sono, lui ha focalizzato, come una lente, questo
pensiero. Kosinsky è scettico, convinto forse ancora della bontà
dei suoi calcoli, ma Picard sembra capire. Infine l’alieno rivela che
il pensiero è l’essenza del luogo in cui si trovano, aggiunge
che egli arriva da un tempo diverso. La sua gente può muoversi nel
tempo non solo nello spazio, infatti se ricordate, in precedenza, Wesley afferma
che spazio, tempo e pensiero sono collegati.
Viene sollevato il solito vecchio quesito, ma se esistono questi viaggiatori
perché nella storia umana o della Federazione non ce n’è
traccia? È un po’ la stessa domanda che molti si pongono con
gli UFO attuali, se sono alieni perché non ci contattano? Le risposte
possono essere in realtà molto varie, ma il Viaggiatore risponde alla
domanda che lo riguarda dicendo che solo ora la nostra razza è diventata
interessante per loro. Lo sforzo è grande però, così
l’alieno sviene e Picard ordina che sia svegliato ancora. Kosinsky intanto
dubita delle sue parole. Ripresosi, il Viaggiatore vuole provare a riportare
indietro la nave, ma prima desidera parlare da solo col capitano. Rimasti
da soli gli rivela che in realtà lui è lì per Wesley,
infatti lui viaggia per quei pochi come Wesley, esseri particolarmente dotati,
geni nel campo del tempo, dell’energia e della velocità. Chiede
così al capitano di incoraggiare il ragazzo, ma senza rivelargli nulla.
Picard gli assicura che si prenderà cura di Wesley. Intanto sulla nave
alcuni incidenti creati da pensieri troppo vivaci continuano ad accadere.
In sala macchine si procede per ricreare l’esperimento che li ha portati
sin lì e Picard chiede a tutto l’equipaggio di focalizzare i
pensieri sul Viaggiatore in modo che egli li possa usare come solo lui sa
fare.
In realtà il discorso di Picard, a mio avviso, è un po’
stonato, sembra troppo “patetico”. Il Viaggiatore alla fine, mostrandosi
coerente con la sensibilità avuta fino a quel momento, chiede l’aiuto
di Kosinsky che ha ormai perso tutta la sua baldanza. Deanna dice di avvertire
un flusso di grande benessere spirituale sulla nave. Ed è questo un
punto su cui mi soffermerei perché sembra sottintendere che, seppur
l’uomo ha raggiunto grandi progressi tecnologici, seppur sembra avere
superato le barriere sociali, il problema del benessere interiore di ognuno
e della felicità spirituale non è ancora risolto, è una
barriera che ognuno, personalmente, ma non solo, dovrà affrontare e
superare andando al di là, oltre. È importante sottolineare
il doppio aspetto, personale e di gruppo che qui viene particolarmente evidenziato.
Torniamo all’episodio, il viaggiatore inizia l’esperimento,
ma sembra non accadere nulla finché Wesley non gli prende la mano,
allora l’alieno inizia a svanire e la nave torna al punto di partenza.
Di nuovo il giovane Crusher è all’origine dei guai della
nave ed è anche causa del suo salvataggio, però questo è
una dei pochi episodi in cui non lo si odia a morte. Picard fa cessare
l’allarme rosso, viene informato della scomparsa dell’alieno
e, a sua volta, informa l’equipaggio che la situazione è
tornata normale. Il capitano convoca Wesley in plancia e gli chiede di
fermarsi, ma ciò è permesso solo agli ufficiali della flotta,
così Picard nomina Wesley allievo ufficiale per meriti acquisiti
sul campo e annota la nomina sul diario di bordo. Decide senza chiedere
nulla al ragazzo, Wesley ne è comunque entusiasta, ma credo che
almeno chiedergli se era interessato non sarebbe stato male, inoltre decide
di affidarlo a Riker. In questo modo il capitano cerca di tener fede a
ciò che ha promesso al Viaggiatore. In realtà la cosa mi
sembra un po’ tirata per i capelli almeno per le motivazioni ufficiali
dal momento che, durante tutto il corso della serie, vedremo come in plancia
entrano un po’ tutti senza grossi problemi, ma è comprensibile
che il capitano cercasse solo una scusa per indirizzare Wesley. Scopriremo
molto più avanti come il ragazzo saprà trarre profitto dagli
stimoli ricevuti, ma è stato spinto su una strada che non è
la sua. Picard fa l’errore tipico di molti genitori, ovvero non
ascolta i desideri reali del giovane, ma si fida solo della sua esperienza
e di ciò che pensa Wesley voglia. Naturalmente nessuno chiede mai
il nostro parere, visto che avremmo voluto il giovane Crusher ovunque,
ma non sulla nave e non in questa serie televisiva. Come sempre chiudo
con alcuni dati tecnici sull’episodio, dati che trovo puntualmente
sul sito www.hypertrek.info,
una vera miniera di informazioni.
L’episodio fu trasmesso in America per la prima volta il 26.10.1987
e in Italia i1 07.07.1992. La storia è di Diane Duane e
Michael Reaves e la regia di Rob Bowman.
Al prossimo articolo e ricordate che c’è un’unica Lanterna
Verde della Terra e il suo nome è Kyle Ryner.
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