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GUIDA
PER LA SOPRAVVIVENZA AGLI ZOMBI
Parte Seconda
di Paolo
"Exidor" Longarini
IL VOSTRO RIFUGIO
Eravamo sulla soglia di casa, ben equipaggiati e pronti per partire. Ma per
dove?
Facile.
Per la vostra nuova casa.
O per rifornire la vostra se è sufficientemente protetta.
Basta con i sentimentalismi, fregatevene
del fatto che avete ancora pochi anni di mutuo e poi quelle amate quattro mura
saranno solo vostre. Nessuno verrà mai più a chiedervi interessi
passivi o cazzate tipo l’ICI, fregatevene se in quella casa siete nati
o se la prima volta che una ragazza è stata tanto generosa con voi è
stato nella camera in fondo a sinistra.
Casa vostra potrebbe non essere difendibile.
Abitate in campagna? Non va bene.
Appartamentino in centro? Non va bene.
Superattico in un condominio? Buttatevici e buona sera.
Qui si parla di resistere per un periodo
che oscilla dai sei mesi ad un anno e mezzo al chiuso cercando di limitare il
più possibile le sortite all’esterno.
L’appartamento in centro non serve ad una beneamata ceppa. Vicino a voi
avete sicuramente i negozi dei migliori stilisti ma non credo che vi freghi
qualcosa di morire eleganti o meno, inoltre, guardandovi attorno, vedrete che
i negozi di alimentari sono in realtà delle gastronomie, negozi specializzati
nella preparazione dei cibi o nella vendita di alimenti ricercati, roba che
ha una breve scadenza. Ci saranno anche dei negozi, dei grandi magazzini tipo
SMA o GS, se state pensando di andare in uno di questi posti, quelli in cui
normalmente fate la spesa, fermatevi a considerare l’originalità
della vostra decisione e pensate a quanta gente come voi l’ha fatto.
Se abitate in campagna, la situazione è anche peggiore, siete lontani
dal grosso del problema, è vero, ma lo siete anche da qualsiasi fonte
di cibo (scordatevi che il vostro ridicolo orticello serva a qualcosa, farete
anche dei pomodori che vi rendevano orgogliosi e oggetto d’invidia da
parte dei vostri amici, ma una coltivazione non intensiva basterebbe per troppo
poco tempo e, comunque, vi costringerebbe ad uscire troppe volte). Senza contare
l’assoluta mancanza di riparo. In caso poi di assedio sareste letteralmente
fritti, quindi maggiormente gustosi. Pesanti, ma gustosi.
Scusate, non ho saputo resistere. Tanto ve lo aspettavate, questa aleggiava
sin dalle prime pagine.
La
casa che vi serve è una bella bi/quadrifamiliare in periferia.
Una serie di villette a schiera sarebbero l’ideale.
Cercate un quartiere medio-borghese, non un agglomerato popolare che sicuramente
starà già brulicando di ostili, ma un quartiere abitato
da impiegati e piccoli commercianti, una periferia di una grande città.
Questo significa collegamenti stradali, significa un posto in cui le grandi
ditte di distribuzione hanno investito posizionandoci vicino un numero
adeguato di centri commerciali di vari generi che potranno essere usati
per provviste ed utensili (e per l’agognato paio di mutande di ricambio
al quale non avete ancora smesso di pensare).
Se state pensando che sarebbe meglio nascondersi direttamente all’interno
di un centro commerciale, beh, avete decisamente visto troppi film.
Un centro commerciale è un posto in cui si tende a favorire la
circolazione delle persone e delle merci, quindi con un numero imprecisato
di accessi difficilmente difendibili, senza contare che saranno quasi
certamente presi d’assalto da una miriade di persone, e allora che
fate? Chiudete tutti fuori? Non esiste.
L’unico caso in cui converrebbe prendere in considerazione un centro
commerciale come base è un invasione fulminea e notturna. Questo
farebbe sì che il centro stesso sarebbe pieno di merci (nessuna
isteria collettiva e corsa all’accaparramento) con tutte le vie
d’accesso chiuse. A questo punto ci servirebbe solo un ingresso
defilato come una finestra non a livello strada ed un piccone per entrare
(oltre ad una incredibile dose di pazienza per sopportare la prossima
mezz’ora di allarme in funzione, gli allarmi sonori sono, per legge,
tarati ad una durata massima di due cicli di funzionamento ognuno di quindici
minuti).
Vedete da voi quanto, per quanto tutti noi ce le auguriamo, le possibilità
che tutte queste condizioni si presentino contemporaneamente siano bassine.
No, meglio le villette a schiera di cui sopra o un condominio con massimo
sei appartamenti, più grande significherebbe un maggior grado d’infestazione
e maggiori pericoli, meglio quindi andare nel contenuto, senza contare
che le case periferiche sono abitualmente soggette a visite di topi d’appartamento,
quindi, i proprietari le avranno sicuramente dotate di portone blindato
e grate alle finestre. Converrete con me che l’allarme è
cosa completamente inutile, qui serve solo una buona robustezza meccanica,
solido ferro e solidi portoni.
Come entrare?
Toglietevi dalla testa di forzare la porta o strappare una grata dalla
finestra, non siete ladri, non lo avete mai fatto e non sapreste nemmeno
da dove iniziare. E poi che caspita ce ne faremmo di una casa con il portone
strappato? Non sarebbe un gran rifugio,no? Inoltre, non siamo bestie né
delinquenti, quindi non ci prendiamo con la forza quel che non è
nostro.
Questo, se non l’avete fatto finora, è il momento di tirare
fuori i coglioni.
Dovete cercarne una con la porta aperta, una già infestata.
Nella migliore delle ipotesi il proprietario giace in brandelli in una
delle stanze e voi dovrete solo sbarazzarvi dei resti. Nella peggiore
dovrete strappargli le chiavi di casa dalle fredde ma ancora mobili dita
del suo cadavere o uccidere gli ostili che se lo stanno ancora mangiando.
Signori, mica avrete pensato che potevate cavarvela senza rischi e senza
sporcarvi le mani?
Non so a quale organizzazione non violenta eravate iscritti in quella
che possiamo ormai definire la vostra vita precedente, ma è il
momento di strapparne la tessera e mangiarne i coriandoli.
Questo è solo il primo di una lunga serie di momenti in cui dovrete
rischiare la pelle, posso solo indicarvi come, secondo me, ridurre i coefficenti
di rischio ma non posso certo dirvi come salvare la pelle calmi e tranquilli.
Ok, siete pronti, siete ancora in macchina, davanti al portone della vostra
nuova casa.
Prendete il fucile e provate un paio di volte ad aprirlo e chiuderlo e,
sempre un paio di volte, a scaricarlo e ricaricarlo. L’abilità
arriverà con la pratica, per ora, dobbiamo accontentarci, sbrighiamoci
prima di iniziare ad attirare l’attenzione.
Calcio del fucile ben piantato sulla spalla, dito sul grilletto. L’altra
mano stringe il fucile, tra le dita due pallottole di scorta.
Passi piccoli e sensi all’erta. È il momento della verità.
Non pensate nemmeno per un attimo di staccare le mani dal fucile, se non
per ricaricarlo.
Dimenticate i polizeschi in cui danno un calcione alla porta per aprirla,
lì hanno a che fare con altra gente armata, voi dovete fronteggiare
gente che non tenterà di fuggire ma, anzi, tenderà verso
di voi, sarà attirata da voi. Entrare sbattendo la porta equivale
a perdere buona parte del vantaggio che avete.
Sempre attenti ai vostri fianchi, aprite la porta con la canna del fucile,
lentamente ma non troppo, entrate badando a far seguire lo spostamento
degli occhi a quello del fucile, l’orizzonte dei vostri occhi devono
essere due canne d’acciaio.
Entrate nella stanza e chiudete la porta dietro di voi, gli spari ed il
combattimento attireranno sicuramente altri ostili e non è il caso
vi arrivino alle spalle. Signori, siete stati fortunatissimi a trovare
questa vostra nuova tana e niente e nessuno dovrà togliervela.
Controllate BENE ogni stanza, dovete avere la certezza ASSOLUTA di essere
l’unico occupante vivo di quelle quattro mura. Controllate che tutte
le grate alle finestre siano chiuse, se è una casa al pianterreno,
chiudete in ogni caso le finestre se vi trovate ad un piano superiore.
Se all’interno della casa avete trovato un cadavere, probabilmente
è del padrone di casa, se intatto, piantategli una pallottola in
testa, se ridotto a brandelli, per quanto possa sembrare poco rispettoso,
frugategli nelle tasche per cercare le chiavi di casa. Cercatele finchè
non le avete trovate, cercate in tutta casa, rovesciate cassetti, aprite
borse, borselli, cercate nelle tasche dei giacconi e posti simili.
Nel caso abbiate trovato dei resti all’interno o abbiate dovuto
eliminare degli occupanti infetti, adesso dovete raccoglierli con dei
lenzuoli o tappeti pesanti, pronti per essere portati fuori.
Non è ancora il momento di rilassarsi, dovete andare a bonificare
anche gli appartamenti (in caso di palazzina) o le villette vicine.
La vostra vita dipende da tanti fattori, ora come ora anche le malattie
portate dalla decomposizione dei cadaveri che potrebbero esserci vicino
a voi sono elementi da tenere in forte considerazione.
Nel caso di porte chiuse, scordatevi di sparare alla serratura, i portoncini
blindati chiudono in più punti e sono abbastanza spessi da non
essere che scalfiti o, al massimo, perforati dai vostri pallettoni e voi
non avete munizioni da sprecare.
Una volta controllate le porte, girate intorno alla casa per vedere se
ci sono finestre aperte o infrante, cercate di capire se una finestra
è stata semplicemente lasciata aperta o se qualcuno c’è
passato attraverso. Ascoltate se provengono rumori dall’interno,
ed entrate.
Se tutto è chiuso, fate qualcosa di assolutamente assurdo: suonate
il campanello. Potrebbe esserci qualcuno barricato all’interno,
qualcuno che potrebbe diventare un alleato, fate sentire che ci siete.
Compiuta l’operazione di bonifica, rientrate a casa. Avete un inventario
da fare e fiato da riprendere.
UN ATTIMO PER PENSARE
Prendetevi cinque minuti di pausa per rilassarvi.
In questo momento, giocoforza, vi scorrerà davanti tutto l’orrore
a cui avete assistito e sarete presi da ogni forma di senso di colpa possibile.
Non conoscete la sorte dei vostri amici, genitori, cari. Voi ce l’avete
fatta (per il momento), loro, chissà. Affrontate questo pensiero,
non scacciatelo. Siete vivi e moderatamente organizzati, avete fatto quel
che loro avrebbero voluto faceste. Non è il momento di andare a
salvare qualcuno dei vostri cari, non siete ancora abbastanza attrezzati
per farlo e, soprattutto, loro non vorrebbero lo faceste.
Rovesciate la situazione, voi vorreste che vostro padre uscisse da un
luogo sicuro per venirvi a cercare? La vostra soddisfazione non sarebbe
quella di essere certo che sta facendo di tutto per mettersi al sicuro?
Non vi sentireste peggio pensando che invece di stare nascosto sta uscendo,
rischiando una morte orribile nel vago tentativo di mettervi in salvo?
Liberate la mente.
LA SOLUZIONE MASCHILE A TUTTI I PROBLEMI
Se
vi sentite, giustamente, sconvolti, spaventati e depressi, sappiate che
è arrivato il momento della cura: una macchina nuova.
Niente Ferrari o Lamborghini, quelle, adesso come adesso, ci servono come
ci serve un flipper, quello di cui abbiamo bisogno è stile e robustezza.
Ci serve un SUV.
Nello zaino avete un navigatore satellitare o una cartina della città,
prendetele e cercate un concessionario. Il grosso vantaggio dei concessionari
è che hanno sempre le macchine di prova e quelle sono pronte con
olio e benzina e, dettaglio che non mi sento di trascurare, hanno le chiavi.
I punti a favore dei SUV sono tanto ovvi da essere quasi superfluo ricordarli,
hanno 4 ruote motrici ed una grande capacità di carico. Inoltre,
in barba a tutte quelle che dovrebbero essere delle norme di sicurezza,
sono delle perfette macchine per uccidere. Robusti, frontalmente quasi
corazzati e sono ALTI, questo fa sì che l’investito non tenda
ad andare sotto la macchina (diventando un possibile intralcio) ma sbalzato
via. Motore potente e buona accellerazione ne fanno in ultimo la macchina
ideale per sfuggire alle orde di zombi.
Sfondando la vetrata del concessionario potrebbe suonare l’allarme,
non spaventatevi. Le chiavi delle macchine saranno sicuramente negli uffici
interni, tecnicamente dovrebbero essere in cassaforte ma le possibilità
che sia così sono davvero poche (le auto non si rubano dai concessionari,
quelle sono auto nuove e non ancora immatricolate, quindi non rivendibili,
questo lo sanno i concessionari e, soprattutto, i ladri. Quindi le norme
di sicurezza all’interno dei concessionari sono notevolmente blande).
Alcuni di voi avranno pensato di rubare un SUV qualsiasi di quelli parcheggiati
in strada.
Bene, siete davanti ad un SUV fantastico, un Cayenne turbo col pieno di
benzina, navigatore, lo stereo dei vostri sogni, lettore dvd con “Rocco
a Praga” già caricato. Cavolo, perché non prendere
questo invece di rischiare per arrivare da un concessionario?
Ok, continuiamo per semplice esercizio intellettuale. Come entrare? Il
finestrino, chiaramente, è tirato su e l’unica soluzione
per aprirlo sarebbe prendere una soluzione rocciosa, denominata “sercio”
e romperci la soluzione vetrosa denominata “finestrino”.
E voi andreste in giro fra cose che possono contagiarvi con un morso od
un graffio con un finestrino spaccato? Senza contare che molte macchine
non hanno più un antifurto sonoro ma sono dotate di immobilizer,
il quale blocca l’afflusso di benzina e la macchina non partirebbe
nemmeno strappando due fili a casaccio da sotto il volante e facendo quelle
coreografiche scintilline che si vedono nei film americani.
Ma come, a me hanno fregato la macchina anche se avevo quell’antifurto!
Certo, mettetevi in testa che se un ladro d’auto vuole la la vostra
macchina, la ottiene. E anche velocemente. Ma siete ladri d’auto
voi? Pensate di diventarlo? Sappiate che ad un non professionista servirebbe
almeno una mezzoretta di lavoro ed i giusti attrezzi per far partire una
macchina con questo tipo di antifurto.
Inoltre voi vorreste rubare una macchina che sicuramente ha un antifurto
con i controcazzi, uno di quelli che non si limita a bloccare la benzina
ma la bloccano completamente magari dopo qualche centinaio di metri.
Potreste
anche essere fortunati e trovarne uno con lo sportello aperto e le chiavi
inserite.
Certo.
E la prossima persona che bussa alla porta mentre state leggendo queste
pagine potrebbe essere Carmen Electra vestita solo degli occhiali da sole
che dice di sentirsi sola.
Senza bisogno di ripeterlo tutte le volte, con voi stanno viaggiando il
vostro fucile e le vostre munizioni.
FACCIAMO LA SPESA
Dopo aver preso la macchina dirigetevi verso un negozio di alimentari.
Non un grande magazzino, una COOP o roba simile, siete in periferia, intorno
a voi ci saranno decine di minimarket o piccoli negozietti a conduzione
familiare che nessuno avrà ancora svaligiato o preso d’assalto.
Senza contare che, al massimo, potrete trovarvi di fronte una saracinesca
e non un portone, grate e chissà cos’altro.
Bene, avete appena preso la vostra nuova macchina e già è
il momento di fargli qualche bozzo. Mettetevi di fronte alla saracinesca
del negozio, all’incirca ad una decina di metri di distanza, indossate
la cintura, mettete la prima e lasciate l’accelleratore. L’impatto
avrà fatto sicuramente partire l’airbag, prendete il coltellino
svizzero dalla tasca, bucate qul caspita di pallone che avete di fronte
e, se necessario, ripetete l’operazione di sfondamento. Non tentate
di buttarla giù con un singolo colpo, finchè rimaniamo sui
bozzi, va bene, se danneggiamo troppo la macchina rischiamo di renderla
inservibile e ciò non è bene.
Adesso
prendete tutto lo scatolame che vedete, senza dimenticare la frutta, sempre
in scatola, se possibile anche qualche cartone d’acqua. Una volta
riempita la macchina in ogni ordine di posto, tornate a casa, scaricate
il tutto e ripartite.
L’uomo è un animale sociale.
Ora dovremo rimanere tanto ma tanto tempo da soli. Quindi, cari miei,
dobbiamo attrezzarci anche per questo. Non dico di fare un viaggio solo
per caricarvi di libri e cd ma di arraffare, se capita, anche qualcosa
di questo genere.
Tornate a casa. Chiudetevi dentro. Barricatevi
il più possibile badando a tenervi comunque la possibilità
di sbirciare all’esterno.
DENTRO CASA
Non avevate mica pensato di organizzare un esercito di liberazione? Magari
vi vedevate già a capo di truppe scalcinate ma ben armate a decidere
delle tattiche di combattimento alla fioca luce di una lampadina dentro
qualche cantina polverosa e piena di fumo.
Ma fatemi il piacere.
Sono tanti ed il loro numero aumenta sempre più velocemente. Nella
migliore delle ipotesi l’esercito o una qualsiasi delle forze armate
potrebbe anche avere un minimo di organizzazione ma, fossi in voi, non
ci metterei tante speranze.
Analizziamo un attimo la situazione.
I nostri nemici sono dei morti viventi. Crudeli ed inarrestabili, certo,
ma sempre creati da carne e ossa. Il virus li avrà pure resi particolarmente
resistenti ma prima o poi la decomposizione farà il suo sporco
lavoro. La decomposizione o la mancanza di bersagli vivi, insomma o per
decadenza o per fame, l’unica cosa che li può sconfiggere
è lo scorrere del tempo.
Razionando le provviste, raccogliendo acqua in tutti i recipienti che
avete in casa, dovreste avere quel che vi serve per restarvene tappato
dentro casa senza il minimo contatto con l’esterno almeno per qualche
mese. Da calcoli svolti, un SUV stipato di scatolette vi darà da
mangiare sicuramente per cinque/sei mesi, in questo periodo dovete fare
la talpa, fare finta che siete sottoterra e non dare il benchè
minimo segnale all’esterno che siete vivi.
Dovete evitare a tutti i costi di essere assediati. Avete poche munizioni,
se ne avete ancora e dovrete uscire all’esterno per rifare provviste,
prima o poi.
Se casa vostra aveva le caratteristiche ottimali o vicine all’ottimale,
le vostre possibilità sono notevolissime e, badando al livello
di contagio presente nelle strade potreste azzardare subito uno o più
dei viaggi di rifornimento e quindi aumentare il periodo di isolamento
con l’esterno.
Considerando il genere di evento catastrofico che sta subendo il mondo
dovreste avere a disposizione l’acqua corrente per tutto il periodo
in cui rimarrete chiusi, questo è un vantaggio di proporzioni enormi
considerando la formula del tre, non nel senso che tre son le cose che
piacciono a me, ma i periodi che possiamo rimanere senza le tre cose fondamentali
per la vita: tre minuti senz’aria, tre giorni senza bere, tre settimane
senza mangiare. Ora, rimanendo tappati in casa abbiamo naturalmente il
problema dello smaltimento rifiuti, organici e non.
Il bagno funziona ed è una salvezza di proporzioni bibliche. Tenderei
a sconsigliare l’utilizzo classico, nel senso che dovreste munirvi
di un secchio e, anziché tirare la classica catenella o premere
l’apposito pulsante, userei il secchio perché fa decisamente
meno rumore.
Le scatolette, poi, non potendo buttarle all’esterno e non potendo
conservarle così come sono dentro casa per non sprofondare nella
puzza e nelle mosche dopo pochi giorni, vanno lavate per bene e riposte
in quella che dovrete usare come stanza della spazzatura.
Avendo ancora corrente potete usare il computer. Non so quanto sarà
una sorpresa ma potrete constatare che internet funziona ancora. A meno
che degli zombi non abbiano scambiato i server del vostro provider per
delle svedesi disponibili, dovrebbe essere ancora tutto in linea, ritengo
anche molto improbabile che, in una situazione del genere, qualcuno possa
aver pensato che non muoversi dal proprio ufficio sia la cosa migliore
da fare.
Usate questo tempo per studiare, visitate siti in cui vengono insegnate
tecniche di coltivazione ma soprattutto tenetevi in forma. Non vi abbandonate
sul divano a leggere o guardare film in tv.
Mattina, flessioni. Pomeriggio, flessioni. Sera, flessioni.
Pensate anche a segnalare la vostra presenza all’interno della casa
in maniera visibile ai viventi. Prendete un lenzuolo e con il pennarello
scrivete qualcosa tipo “vivo all’interno”, “sono
qui”, “aiuto, ho finito le cassette di Sentieri”. Evitate
cose tipo “Terrazzatissimo vendesi”.
In questa maniera sarete visibili ad eventuali pattuglie di sopravvissuti
e potrete scegliere se unirvi a loro.
FUORI CASA
Se avete fatto i bravi, sono passati dei mesi e nessuno, morto o vivo,
si è accorto di voi.
Però le provviste iniziano a scarseggiare e nessuno, di vivo, batte
le strade dicendo che tutto è finito.
Ormai dovreste aver sviluppato una certa esperienza nello stabilire quante
provviste vi servono giornalmente. Bene, quando vi accorgete che avete
a disposizione cibo per solo un’altra settimana, allora è
il momento di iniziare a pianificare la vostra uscita.
Nel frattempo avrete avuto modo, durante l’isolamento forzato, di
studiare il percorso da fare ed andare, quindi, a botta sicura.
Per il mangiare potete tornare a servirvi laddove siete andati la prima
volta, solo che ora dovete mettere in programma una visita ad una armeria.
Inutile cercarne una dentro alla città per ovvie ragioni di circolazione
stradale, oltretutto ogni piccolo paesello che si rispetti c’è
un armeria ed un circolo della caccia. Inoltre sono, in genere, dei negozi
con protezioni scarse e ben forniti del tipo di munizioni che ci servono,
cercatelo su internet, non deve essere tanto grande da avere dei sistemi
meccanici di sicurezza troppo sofisticati o troppo piccolo da rischiare
di essere poco fornito.
Come il sale nelle ricette: q.b., quanto basta.
Naturalmente ora avete a disposizione la possibilità di rendervi
conto di come sia la situazione. Se siete riusciti a rimanere nascosti
un numero di mesi decente, le cose dovrebbero essere relativamente tranquille
ed un accettabile livello di infestazione, ancora non ottimale ma sufficiente
a permettervi di uscire e di avere del tempo a disposizione.
Naturalmente, dovrete uscire di casa pensando che non potreste avere la
possibilità di farne ritorno nell’immediato, quindi rivestitevi
con l’abbigliamento e l’attrezzatura descritta all’inizio,
non si sa mai. Arrivati all’armeria, date la precedenza alle munizioni,
prendete anche un tre, quattro fucili ma è inutile prenderne di
più. Non conviene caricarsi troppo e non si sa mai, qualcuno potrebbe
essere ancora vivo ed aver bisogno delle armi esattamente come voi, quindi
perché toglierli delle risorse?
Le munizioni dovete prenderle del calibro giusto. Considerando che siete
in un armeria, per quel che riguarda le pallottole trovate il calibro
scritto direttamente sulla scatola, sul fucile, invece è scritto
sulla base della canna.
Le munizioni si dividono, oltre che in calibri diversi, anche nei formati:
pallini, pallettoni e palla unica. Sappiatelo perché dovete saper
scegliere cosa prendere e quali inserire all’interno del vostro
fucile.
Immaginate la scena: a quattro metri da voi, il vostro ex professore di
matematica (che prima della maturità vi aveva bollato con il non
incoraggiante giudizio “non farà mai un cazzo di buono nella
vita”), sta lentamente ma inesorabilmente avvicinandosi e voi state
sollevando il fucile e pregustate il momento in cui, premendo il grilletto,
spedirete la sua già morta materia cerebrale su Marte.
Salvo rendersi conto che gli avete piantato in faccia una quantità
tale di pallini che gli renderanno, d’ora in poi, impossibile passare
un metal detector all’aeroporto ma che non lo hanno fermato nemmeno
per un attimo.
Palla
unica o pallettoni. Mica state andando a quaglie.
Le munizioni a palla unica sono facilmente riconoscibii dalle altre in
quanto la punta è arrotondata.
Ok, tanto state sbavandoci sopra. Prendete anche una pistola.
Ragazzini.
Ricordate, nei momenti bui e di sconforto, dovete sempre ricordare i saggi
insegnamenti di chi ne sa più di voi. In questo caso, l’insegnamento
del vecchio Clint: se un uomo con il fucile incontra un uomo con una pistola,
l’uomo con la pistola è un uomo morto.
Perle di saggezza.
Per il calibro vale lo stesso discorso dei fucili, anche se, per i fucili,
siamo facilitati in quanto principianti, se una pallottola entra nel fucile,
va bene, se troppo grande o troppo piccola, non va bene. Per una pistola
sbagliare calibro è sempre possibile e pericolosissimo.
Le armi hanno bisogno di costante manutenzione, all’interno dell’armeria
avranno sicuramente degli scovolini e olio. Prendete anche quelli, oltre
ai manuali o libri in cui spegano come smontare e rimontare le armi.
Ok, siamo armati fino ai denti e riforniti di cibo.
Possiamo tornare all’interno della nostra tana per un altro ciclo
di chissà quanti mesi.
LA FINE
Sempre ammettendo che siate arrivati vivi e sani fin qui, è arrivato
il momento di decidere il da farsi, compatibilmente, è chiaro,
con il grado di infestazione presente per le strade.
Se siete riusciti a far passare l’agognato anno e mezzo e ancora
non notate nessun tipo di miglioramento (gli ostili che riuscite a vedere
sono gli stessi che battono, da sempre, la zona e non sembrano colpiti
dalla decomposizione in maniera accettabile), è decisamente arrivato
il momento di cercare qualche altro sopravvissuto ed unire le forze, tirare
avanti da soli per sempre è tecnicamente impossibile. Avete
la radio a batterie, forse ancora corrente ma, arrivati a questo punto,
ne dubito fortemente, quindi un minimo di contatto c’è ancora.
Il numero di zombi ancora presenti in zona è indicativo di quanto
potete azzardare di allontanarvi dal vostro rifugio, se giudicate che
il numero sia sufficientemente basso, diciamo che nel giro di un ora se
ne vedono, al massimo una decina diversi, possiamo ipotizzare una sortita
di una mezza giornata.
Se invece l’infestazione è ancora alta ed il numero di creature
che bazzica intorno a voi aumenta anziché diminuire, beh, resistete
finchè è umanamente possibile, non è detto sarà
sempre così.
Che frase, eh? Liala, al mio confronto, è una pescivendola.
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