GUIDA PER LA SOPRAVVIVENZA AGLI ZOMBI
Parte Seconda
di
Paolo "Exidor" Longarini


IL VOSTRO RIFUGIO

Eravamo sulla soglia di casa, ben equipaggiati e pronti per partire. Ma per dove?
Facile.
Per la vostra nuova casa.
O per rifornire la vostra se è sufficientemente protetta.

Basta con i sentimentalismi, fregatevene del fatto che avete ancora pochi anni di mutuo e poi quelle amate quattro mura saranno solo vostre. Nessuno verrà mai più a chiedervi interessi passivi o cazzate tipo l’ICI, fregatevene se in quella casa siete nati o se la prima volta che una ragazza è stata tanto generosa con voi è stato nella camera in fondo a sinistra.
Casa vostra potrebbe non essere difendibile.
Abitate in campagna? Non va bene.
Appartamentino in centro? Non va bene.
Superattico in un condominio? Buttatevici e buona sera.

Qui si parla di resistere per un periodo che oscilla dai sei mesi ad un anno e mezzo al chiuso cercando di limitare il più possibile le sortite all’esterno.
L’appartamento in centro non serve ad una beneamata ceppa. Vicino a voi avete sicuramente i negozi dei migliori stilisti ma non credo che vi freghi qualcosa di morire eleganti o meno, inoltre, guardandovi attorno, vedrete che i negozi di alimentari sono in realtà delle gastronomie, negozi specializzati nella preparazione dei cibi o nella vendita di alimenti ricercati, roba che ha una breve scadenza. Ci saranno anche dei negozi, dei grandi magazzini tipo SMA o GS, se state pensando di andare in uno di questi posti, quelli in cui normalmente fate la spesa, fermatevi a considerare l’originalità della vostra decisione e pensate a quanta gente come voi l’ha fatto.
Se abitate in campagna, la situazione è anche peggiore, siete lontani dal grosso del problema, è vero, ma lo siete anche da qualsiasi fonte di cibo (scordatevi che il vostro ridicolo orticello serva a qualcosa, farete anche dei pomodori che vi rendevano orgogliosi e oggetto d’invidia da parte dei vostri amici, ma una coltivazione non intensiva basterebbe per troppo poco tempo e, comunque, vi costringerebbe ad uscire troppe volte). Senza contare l’assoluta mancanza di riparo. In caso poi di assedio sareste letteralmente fritti, quindi maggiormente gustosi. Pesanti, ma gustosi.
Scusate, non ho saputo resistere. Tanto ve lo aspettavate, questa aleggiava sin dalle prime pagine.

La casa che vi serve è una bella bi/quadrifamiliare in periferia. Una serie di villette a schiera sarebbero l’ideale.
Cercate un quartiere medio-borghese, non un agglomerato popolare che sicuramente starà già brulicando di ostili, ma un quartiere abitato da impiegati e piccoli commercianti, una periferia di una grande città. Questo significa collegamenti stradali, significa un posto in cui le grandi ditte di distribuzione hanno investito posizionandoci vicino un numero adeguato di centri commerciali di vari generi che potranno essere usati per provviste ed utensili (e per l’agognato paio di mutande di ricambio al quale non avete ancora smesso di pensare).
Se state pensando che sarebbe meglio nascondersi direttamente all’interno di un centro commerciale, beh, avete decisamente visto troppi film.
Un centro commerciale è un posto in cui si tende a favorire la circolazione delle persone e delle merci, quindi con un numero imprecisato di accessi difficilmente difendibili, senza contare che saranno quasi certamente presi d’assalto da una miriade di persone, e allora che fate? Chiudete tutti fuori? Non esiste.
L’unico caso in cui converrebbe prendere in considerazione un centro commerciale come base è un invasione fulminea e notturna. Questo farebbe sì che il centro stesso sarebbe pieno di merci (nessuna isteria collettiva e corsa all’accaparramento) con tutte le vie d’accesso chiuse. A questo punto ci servirebbe solo un ingresso defilato come una finestra non a livello strada ed un piccone per entrare (oltre ad una incredibile dose di pazienza per sopportare la prossima mezz’ora di allarme in funzione, gli allarmi sonori sono, per legge, tarati ad una durata massima di due cicli di funzionamento ognuno di quindici minuti).
Vedete da voi quanto, per quanto tutti noi ce le auguriamo, le possibilità che tutte queste condizioni si presentino contemporaneamente siano bassine.
No, meglio le villette a schiera di cui sopra o un condominio con massimo sei appartamenti, più grande significherebbe un maggior grado d’infestazione e maggiori pericoli, meglio quindi andare nel contenuto, senza contare che le case periferiche sono abitualmente soggette a visite di topi d’appartamento, quindi, i proprietari le avranno sicuramente dotate di portone blindato e grate alle finestre. Converrete con me che l’allarme è cosa completamente inutile, qui serve solo una buona robustezza meccanica, solido ferro e solidi portoni.
Come entrare?
Toglietevi dalla testa di forzare la porta o strappare una grata dalla finestra, non siete ladri, non lo avete mai fatto e non sapreste nemmeno da dove iniziare. E poi che caspita ce ne faremmo di una casa con il portone strappato? Non sarebbe un gran rifugio,no? Inoltre, non siamo bestie né delinquenti, quindi non ci prendiamo con la forza quel che non è nostro.
Questo, se non l’avete fatto finora, è il momento di tirare fuori i coglioni.
Dovete cercarne una con la porta aperta, una già infestata.
Nella migliore delle ipotesi il proprietario giace in brandelli in una delle stanze e voi dovrete solo sbarazzarvi dei resti. Nella peggiore dovrete strappargli le chiavi di casa dalle fredde ma ancora mobili dita del suo cadavere o uccidere gli ostili che se lo stanno ancora mangiando.
Signori, mica avrete pensato che potevate cavarvela senza rischi e senza sporcarvi le mani?
Non so a quale organizzazione non violenta eravate iscritti in quella che possiamo ormai definire la vostra vita precedente, ma è il momento di strapparne la tessera e mangiarne i coriandoli.
Questo è solo il primo di una lunga serie di momenti in cui dovrete rischiare la pelle, posso solo indicarvi come, secondo me, ridurre i coefficenti di rischio ma non posso certo dirvi come salvare la pelle calmi e tranquilli.
Ok, siete pronti, siete ancora in macchina, davanti al portone della vostra nuova casa.
Prendete il fucile e provate un paio di volte ad aprirlo e chiuderlo e, sempre un paio di volte, a scaricarlo e ricaricarlo. L’abilità arriverà con la pratica, per ora, dobbiamo accontentarci, sbrighiamoci prima di iniziare ad attirare l’attenzione.
Calcio del fucile ben piantato sulla spalla, dito sul grilletto. L’altra mano stringe il fucile, tra le dita due pallottole di scorta.
Passi piccoli e sensi all’erta. È il momento della verità. Non pensate nemmeno per un attimo di staccare le mani dal fucile, se non per ricaricarlo.
Dimenticate i polizeschi in cui danno un calcione alla porta per aprirla, lì hanno a che fare con altra gente armata, voi dovete fronteggiare gente che non tenterà di fuggire ma, anzi, tenderà verso di voi, sarà attirata da voi. Entrare sbattendo la porta equivale a perdere buona parte del vantaggio che avete.
Sempre attenti ai vostri fianchi, aprite la porta con la canna del fucile, lentamente ma non troppo, entrate badando a far seguire lo spostamento degli occhi a quello del fucile, l’orizzonte dei vostri occhi devono essere due canne d’acciaio.
Entrate nella stanza e chiudete la porta dietro di voi, gli spari ed il combattimento attireranno sicuramente altri ostili e non è il caso vi arrivino alle spalle. Signori, siete stati fortunatissimi a trovare questa vostra nuova tana e niente e nessuno dovrà togliervela.
Controllate BENE ogni stanza, dovete avere la certezza ASSOLUTA di essere l’unico occupante vivo di quelle quattro mura. Controllate che tutte le grate alle finestre siano chiuse, se è una casa al pianterreno, chiudete in ogni caso le finestre se vi trovate ad un piano superiore.
Se all’interno della casa avete trovato un cadavere, probabilmente è del padrone di casa, se intatto, piantategli una pallottola in testa, se ridotto a brandelli, per quanto possa sembrare poco rispettoso, frugategli nelle tasche per cercare le chiavi di casa. Cercatele finchè non le avete trovate, cercate in tutta casa, rovesciate cassetti, aprite borse, borselli, cercate nelle tasche dei giacconi e posti simili.
Nel caso abbiate trovato dei resti all’interno o abbiate dovuto eliminare degli occupanti infetti, adesso dovete raccoglierli con dei lenzuoli o tappeti pesanti, pronti per essere portati fuori.
Non è ancora il momento di rilassarsi, dovete andare a bonificare anche gli appartamenti (in caso di palazzina) o le villette vicine.
La vostra vita dipende da tanti fattori, ora come ora anche le malattie portate dalla decomposizione dei cadaveri che potrebbero esserci vicino a voi sono elementi da tenere in forte considerazione.
Nel caso di porte chiuse, scordatevi di sparare alla serratura, i portoncini blindati chiudono in più punti e sono abbastanza spessi da non essere che scalfiti o, al massimo, perforati dai vostri pallettoni e voi non avete munizioni da sprecare.
Una volta controllate le porte, girate intorno alla casa per vedere se ci sono finestre aperte o infrante, cercate di capire se una finestra è stata semplicemente lasciata aperta o se qualcuno c’è passato attraverso. Ascoltate se provengono rumori dall’interno, ed entrate.
Se tutto è chiuso, fate qualcosa di assolutamente assurdo: suonate il campanello. Potrebbe esserci qualcuno barricato all’interno, qualcuno che potrebbe diventare un alleato, fate sentire che ci siete.
Compiuta l’operazione di bonifica, rientrate a casa. Avete un inventario da fare e fiato da riprendere.

UN ATTIMO PER PENSARE

Prendetevi cinque minuti di pausa per rilassarvi.
In questo momento, giocoforza, vi scorrerà davanti tutto l’orrore a cui avete assistito e sarete presi da ogni forma di senso di colpa possibile.
Non conoscete la sorte dei vostri amici, genitori, cari. Voi ce l’avete fatta (per il momento), loro, chissà. Affrontate questo pensiero, non scacciatelo. Siete vivi e moderatamente organizzati, avete fatto quel che loro avrebbero voluto faceste. Non è il momento di andare a salvare qualcuno dei vostri cari, non siete ancora abbastanza attrezzati per farlo e, soprattutto, loro non vorrebbero lo faceste.
Rovesciate la situazione, voi vorreste che vostro padre uscisse da un luogo sicuro per venirvi a cercare? La vostra soddisfazione non sarebbe quella di essere certo che sta facendo di tutto per mettersi al sicuro? Non vi sentireste peggio pensando che invece di stare nascosto sta uscendo, rischiando una morte orribile nel vago tentativo di mettervi in salvo?
Liberate la mente.

LA SOLUZIONE MASCHILE A TUTTI I PROBLEMI


Se vi sentite, giustamente, sconvolti, spaventati e depressi, sappiate che è arrivato il momento della cura: una macchina nuova.
Niente Ferrari o Lamborghini, quelle, adesso come adesso, ci servono come ci serve un flipper, quello di cui abbiamo bisogno è stile e robustezza. Ci serve un SUV.
Nello zaino avete un navigatore satellitare o una cartina della città, prendetele e cercate un concessionario. Il grosso vantaggio dei concessionari è che hanno sempre le macchine di prova e quelle sono pronte con olio e benzina e, dettaglio che non mi sento di trascurare, hanno le chiavi.
I punti a favore dei SUV sono tanto ovvi da essere quasi superfluo ricordarli, hanno 4 ruote motrici ed una grande capacità di carico. Inoltre, in barba a tutte quelle che dovrebbero essere delle norme di sicurezza, sono delle perfette macchine per uccidere. Robusti, frontalmente quasi corazzati e sono ALTI, questo fa sì che l’investito non tenda ad andare sotto la macchina (diventando un possibile intralcio) ma sbalzato via. Motore potente e buona accellerazione ne fanno in ultimo la macchina ideale per sfuggire alle orde di zombi.
Sfondando la vetrata del concessionario potrebbe suonare l’allarme, non spaventatevi. Le chiavi delle macchine saranno sicuramente negli uffici interni, tecnicamente dovrebbero essere in cassaforte ma le possibilità che sia così sono davvero poche (le auto non si rubano dai concessionari, quelle sono auto nuove e non ancora immatricolate, quindi non rivendibili, questo lo sanno i concessionari e, soprattutto, i ladri. Quindi le norme di sicurezza all’interno dei concessionari sono notevolmente blande).
Alcuni di voi avranno pensato di rubare un SUV qualsiasi di quelli parcheggiati in strada.
Bene, siete davanti ad un SUV fantastico, un Cayenne turbo col pieno di benzina, navigatore, lo stereo dei vostri sogni, lettore dvd con “Rocco a Praga” già caricato. Cavolo, perché non prendere questo invece di rischiare per arrivare da un concessionario?
Ok, continuiamo per semplice esercizio intellettuale. Come entrare? Il finestrino, chiaramente, è tirato su e l’unica soluzione per aprirlo sarebbe prendere una soluzione rocciosa, denominata “sercio” e romperci la soluzione vetrosa denominata “finestrino”.
E voi andreste in giro fra cose che possono contagiarvi con un morso od un graffio con un finestrino spaccato? Senza contare che molte macchine non hanno più un antifurto sonoro ma sono dotate di immobilizer, il quale blocca l’afflusso di benzina e la macchina non partirebbe nemmeno strappando due fili a casaccio da sotto il volante e facendo quelle coreografiche scintilline che si vedono nei film americani.
Ma come, a me hanno fregato la macchina anche se avevo quell’antifurto!
Certo, mettetevi in testa che se un ladro d’auto vuole la la vostra macchina, la ottiene. E anche velocemente. Ma siete ladri d’auto voi? Pensate di diventarlo? Sappiate che ad un non professionista servirebbe almeno una mezzoretta di lavoro ed i giusti attrezzi per far partire una macchina con questo tipo di antifurto.
Inoltre voi vorreste rubare una macchina che sicuramente ha un antifurto con i controcazzi, uno di quelli che non si limita a bloccare la benzina ma la bloccano completamente magari dopo qualche centinaio di metri.
Potreste anche essere fortunati e trovarne uno con lo sportello aperto e le chiavi inserite.
Certo.
E la prossima persona che bussa alla porta mentre state leggendo queste pagine potrebbe essere Carmen Electra vestita solo degli occhiali da sole che dice di sentirsi sola.
Senza bisogno di ripeterlo tutte le volte, con voi stanno viaggiando il vostro fucile e le vostre munizioni.

FACCIAMO LA SPESA

Dopo aver preso la macchina dirigetevi verso un negozio di alimentari. Non un grande magazzino, una COOP o roba simile, siete in periferia, intorno a voi ci saranno decine di minimarket o piccoli negozietti a conduzione familiare che nessuno avrà ancora svaligiato o preso d’assalto. Senza contare che, al massimo, potrete trovarvi di fronte una saracinesca e non un portone, grate e chissà cos’altro.
Bene, avete appena preso la vostra nuova macchina e già è il momento di fargli qualche bozzo. Mettetevi di fronte alla saracinesca del negozio, all’incirca ad una decina di metri di distanza, indossate la cintura, mettete la prima e lasciate l’accelleratore. L’impatto avrà fatto sicuramente partire l’airbag, prendete il coltellino svizzero dalla tasca, bucate qul caspita di pallone che avete di fronte e, se necessario, ripetete l’operazione di sfondamento. Non tentate di buttarla giù con un singolo colpo, finchè rimaniamo sui bozzi, va bene, se danneggiamo troppo la macchina rischiamo di renderla inservibile e ciò non è bene.
Adesso prendete tutto lo scatolame che vedete, senza dimenticare la frutta, sempre in scatola, se possibile anche qualche cartone d’acqua. Una volta riempita la macchina in ogni ordine di posto, tornate a casa, scaricate il tutto e ripartite.
L’uomo è un animale sociale.
Ora dovremo rimanere tanto ma tanto tempo da soli. Quindi, cari miei, dobbiamo attrezzarci anche per questo. Non dico di fare un viaggio solo per caricarvi di libri e cd ma di arraffare, se capita, anche qualcosa di questo genere.

Tornate a casa. Chiudetevi dentro. Barricatevi il più possibile badando a tenervi comunque la possibilità di sbirciare all’esterno.

DENTRO CASA

Non avevate mica pensato di organizzare un esercito di liberazione? Magari vi vedevate già a capo di truppe scalcinate ma ben armate a decidere delle tattiche di combattimento alla fioca luce di una lampadina dentro qualche cantina polverosa e piena di fumo.
Ma fatemi il piacere.
Sono tanti ed il loro numero aumenta sempre più velocemente. Nella migliore delle ipotesi l’esercito o una qualsiasi delle forze armate potrebbe anche avere un minimo di organizzazione ma, fossi in voi, non ci metterei tante speranze.
Analizziamo un attimo la situazione.
I nostri nemici sono dei morti viventi. Crudeli ed inarrestabili, certo, ma sempre creati da carne e ossa. Il virus li avrà pure resi particolarmente resistenti ma prima o poi la decomposizione farà il suo sporco lavoro. La decomposizione o la mancanza di bersagli vivi, insomma o per decadenza o per fame, l’unica cosa che li può sconfiggere è lo scorrere del tempo.
Razionando le provviste, raccogliendo acqua in tutti i recipienti che avete in casa, dovreste avere quel che vi serve per restarvene tappato dentro casa senza il minimo contatto con l’esterno almeno per qualche mese. Da calcoli svolti, un SUV stipato di scatolette vi darà da mangiare sicuramente per cinque/sei mesi, in questo periodo dovete fare la talpa, fare finta che siete sottoterra e non dare il benchè minimo segnale all’esterno che siete vivi.
Dovete evitare a tutti i costi di essere assediati. Avete poche munizioni, se ne avete ancora e dovrete uscire all’esterno per rifare provviste, prima o poi.
Se casa vostra aveva le caratteristiche ottimali o vicine all’ottimale, le vostre possibilità sono notevolissime e, badando al livello di contagio presente nelle strade potreste azzardare subito uno o più dei viaggi di rifornimento e quindi aumentare il periodo di isolamento con l’esterno.
Considerando il genere di evento catastrofico che sta subendo il mondo dovreste avere a disposizione l’acqua corrente per tutto il periodo in cui rimarrete chiusi, questo è un vantaggio di proporzioni enormi considerando la formula del tre, non nel senso che tre son le cose che piacciono a me, ma i periodi che possiamo rimanere senza le tre cose fondamentali per la vita: tre minuti senz’aria, tre giorni senza bere, tre settimane senza mangiare. Ora, rimanendo tappati in casa abbiamo naturalmente il problema dello smaltimento rifiuti, organici e non.
Il bagno funziona ed è una salvezza di proporzioni bibliche. Tenderei a sconsigliare l’utilizzo classico, nel senso che dovreste munirvi di un secchio e, anziché tirare la classica catenella o premere l’apposito pulsante, userei il secchio perché fa decisamente meno rumore.
Le scatolette, poi, non potendo buttarle all’esterno e non potendo conservarle così come sono dentro casa per non sprofondare nella puzza e nelle mosche dopo pochi giorni, vanno lavate per bene e riposte in quella che dovrete usare come stanza della spazzatura.
Avendo ancora corrente potete usare il computer. Non so quanto sarà una sorpresa ma potrete constatare che internet funziona ancora. A meno che degli zombi non abbiano scambiato i server del vostro provider per delle svedesi disponibili, dovrebbe essere ancora tutto in linea, ritengo anche molto improbabile che, in una situazione del genere, qualcuno possa aver pensato che non muoversi dal proprio ufficio sia la cosa migliore da fare.
Usate questo tempo per studiare, visitate siti in cui vengono insegnate tecniche di coltivazione ma soprattutto tenetevi in forma. Non vi abbandonate sul divano a leggere o guardare film in tv.
Mattina, flessioni. Pomeriggio, flessioni. Sera, flessioni.
Pensate anche a segnalare la vostra presenza all’interno della casa in maniera visibile ai viventi. Prendete un lenzuolo e con il pennarello scrivete qualcosa tipo “vivo all’interno”, “sono qui”, “aiuto, ho finito le cassette di Sentieri”. Evitate cose tipo “Terrazzatissimo vendesi”.
In questa maniera sarete visibili ad eventuali pattuglie di sopravvissuti e potrete scegliere se unirvi a loro.

FUORI CASA

Se avete fatto i bravi, sono passati dei mesi e nessuno, morto o vivo, si è accorto di voi.
Però le provviste iniziano a scarseggiare e nessuno, di vivo, batte le strade dicendo che tutto è finito.
Ormai dovreste aver sviluppato una certa esperienza nello stabilire quante provviste vi servono giornalmente. Bene, quando vi accorgete che avete a disposizione cibo per solo un’altra settimana, allora è il momento di iniziare a pianificare la vostra uscita.
Nel frattempo avrete avuto modo, durante l’isolamento forzato, di studiare il percorso da fare ed andare, quindi, a botta sicura.
Per il mangiare potete tornare a servirvi laddove siete andati la prima volta, solo che ora dovete mettere in programma una visita ad una armeria.
Inutile cercarne una dentro alla città per ovvie ragioni di circolazione stradale, oltretutto ogni piccolo paesello che si rispetti c’è un armeria ed un circolo della caccia. Inoltre sono, in genere, dei negozi con protezioni scarse e ben forniti del tipo di munizioni che ci servono, cercatelo su internet, non deve essere tanto grande da avere dei sistemi meccanici di sicurezza troppo sofisticati o troppo piccolo da rischiare di essere poco fornito.
Come il sale nelle ricette: q.b., quanto basta.
Naturalmente ora avete a disposizione la possibilità di rendervi conto di come sia la situazione. Se siete riusciti a rimanere nascosti un numero di mesi decente, le cose dovrebbero essere relativamente tranquille ed un accettabile livello di infestazione, ancora non ottimale ma sufficiente a permettervi di uscire e di avere del tempo a disposizione.
Naturalmente, dovrete uscire di casa pensando che non potreste avere la possibilità di farne ritorno nell’immediato, quindi rivestitevi con l’abbigliamento e l’attrezzatura descritta all’inizio, non si sa mai. Arrivati all’armeria, date la precedenza alle munizioni, prendete anche un tre, quattro fucili ma è inutile prenderne di più. Non conviene caricarsi troppo e non si sa mai, qualcuno potrebbe essere ancora vivo ed aver bisogno delle armi esattamente come voi, quindi perché toglierli delle risorse?
Le munizioni dovete prenderle del calibro giusto. Considerando che siete in un armeria, per quel che riguarda le pallottole trovate il calibro scritto direttamente sulla scatola, sul fucile, invece è scritto sulla base della canna.
Le munizioni si dividono, oltre che in calibri diversi, anche nei formati: pallini, pallettoni e palla unica. Sappiatelo perché dovete saper scegliere cosa prendere e quali inserire all’interno del vostro fucile.
Immaginate la scena: a quattro metri da voi, il vostro ex professore di matematica (che prima della maturità vi aveva bollato con il non incoraggiante giudizio “non farà mai un cazzo di buono nella vita”), sta lentamente ma inesorabilmente avvicinandosi e voi state sollevando il fucile e pregustate il momento in cui, premendo il grilletto, spedirete la sua già morta materia cerebrale su Marte.
Salvo rendersi conto che gli avete piantato in faccia una quantità tale di pallini che gli renderanno, d’ora in poi, impossibile passare un metal detector all’aeroporto ma che non lo hanno fermato nemmeno per un attimo.
Palla unica o pallettoni. Mica state andando a quaglie.
Le munizioni a palla unica sono facilmente riconoscibii dalle altre in quanto la punta è arrotondata.
Ok, tanto state sbavandoci sopra. Prendete anche una pistola.
Ragazzini.
Ricordate, nei momenti bui e di sconforto, dovete sempre ricordare i saggi insegnamenti di chi ne sa più di voi. In questo caso, l’insegnamento del vecchio Clint: se un uomo con il fucile incontra un uomo con una pistola, l’uomo con la pistola è un uomo morto.
Perle di saggezza.
Per il calibro vale lo stesso discorso dei fucili, anche se, per i fucili, siamo facilitati in quanto principianti, se una pallottola entra nel fucile, va bene, se troppo grande o troppo piccola, non va bene. Per una pistola sbagliare calibro è sempre possibile e pericolosissimo.
Le armi hanno bisogno di costante manutenzione, all’interno dell’armeria avranno sicuramente degli scovolini e olio. Prendete anche quelli, oltre ai manuali o libri in cui spegano come smontare e rimontare le armi.
Ok, siamo armati fino ai denti e riforniti di cibo.
Possiamo tornare all’interno della nostra tana per un altro ciclo di chissà quanti mesi.

LA FINE

Sempre ammettendo che siate arrivati vivi e sani fin qui, è arrivato il momento di decidere il da farsi, compatibilmente, è chiaro, con il grado di infestazione presente per le strade.
Se siete riusciti a far passare l’agognato anno e mezzo e ancora non notate nessun tipo di miglioramento (gli ostili che riuscite a vedere sono gli stessi che battono, da sempre, la zona e non sembrano colpiti dalla decomposizione in maniera accettabile), è decisamente arrivato il momento di cercare qualche altro sopravvissuto ed unire le forze, tirare avanti da soli per sempre è tecnicamente impossibile. Avete la radio a batterie, forse ancora corrente ma, arrivati a questo punto, ne dubito fortemente, quindi un minimo di contatto c’è ancora.
Il numero di zombi ancora presenti in zona è indicativo di quanto potete azzardare di allontanarvi dal vostro rifugio, se giudicate che il numero sia sufficientemente basso, diciamo che nel giro di un ora se ne vedono, al massimo una decina diversi, possiamo ipotizzare una sortita di una mezza giornata.
Se invece l’infestazione è ancora alta ed il numero di creature che bazzica intorno a voi aumenta anziché diminuire, beh, resistete finchè è umanamente possibile, non è detto sarà sempre così.
Che frase, eh? Liala, al mio confronto, è una pescivendola.



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